PRESENTAZIONE PROGETTO NURAGHES PER LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI


Nella mia città nessun uomo trascorrerà mai la notte affamato.”
Quanto sarebbe bello se ogni nuovo Sindaco eletto facesse di questa frase l’obiettivo del proprio mandato !
PROGETTO NURAGHES
Il Progetto Nuraghes vuole offrire ai Sindaci della Sardegna uno strumento per eliminare per sempre la disoccupazione dal territorio comunale amministrato.
Obiettivo del presente Progetto è quello di offrire a tutti i disoccupati senza alcun reddito residenti nel Comune e in generale alle persone in difficoltà economiche, un lavoro a tempo indeterminato retribuito in Nuraghes (Buoni cartacei ed elettronici). L’erogazione di questi Buoni come retribuzione del lavoro svolto sarà attivata in modo tale da assicurare a ciascun membro della comunità la possibilità di soddisfare pienamente le esigenze primarie di ogni Essere Umano: l’alimentazione quotidiana garantita per sé e per i propri cari, una dignitosa casa d’abitazione in cui vivere, un abbigliamento adeguato in ogni stagione dell’anno per mantenere la temperatura corporea ideale.
Il problema da risolvere, causa principale del disagio economico, è la scarsità monetaria imposta dall’alto per questioni di dominio e controllo sociale per motivi che non sono oggetto di studio del nostro programma.
La soluzione: introduzione di un sistema di pagamento complementare a quello già esistente per ovviare alla carenza di denaro e facilitare gli scambi. Cioè: un mezzo di scambio che circoli localmente in parallelo alla valuta ufficiale, emesso senza costi né creazione di debito, per riavviare una semplice economia di scambi a livello regionale.
Ogni territorio ha potenzialmente in sé la capacità di dare sostentamento alle genti che lo abitano: se così non fosse nessuna popolazione primitiva vi avrebbe mai messo radici. Qualsiasi territorio ha proprie particolari risorse da valorizzare e da cui trarre sostentamento. Possono essere abbondanti oppure scarseggiare, ma in qualsiasi dizionario, alla voce economia, leggiamo:
economia : dal greco oikomanìa, propr. amministrazione della casa; scienza della scarsità intesa come disciplina logica e prassi comportamentale diretta a realizzare i massimi risultati impiegando i minimi mezzi; l’utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio i bisogni individuali e collettivi contenendo la spesa; scienza che studia come impiegare i beni a disposizione nel modo più
razionale per il conseguimento di fini determinati; uso controllato dei beni economici; risparmio; insieme delle risorse economiche di una regione.
L’economia è quindi scienza della scarsità … massimi risultati impiegando i minimi mezzi … uso controllato dei beni economici … una oculata ripartizione tra tutti i membri di una comunità (famiglia, città, regione, Stato ...) dei mezzi di sostentamento disponibili, per soddisfare bisogni individuali e collettivi.
In una economia familiare saranno i membri della famiglia a beneficiare di una equa ripartizione della ricchezza o dei pochi beni disponibili. In una economia regionale o comunale, l’obiettivo sarà quello di far arrivare a tutti i componenti di tali comunità i benefici, giustamente ripartiti, derivanti dallo sfruttamento dei beni comuni.
L'esatto contrario di ciò a cui stiamo assistendo con la globalizzazione in atto a livello mondiale: lo sfruttamento da parti di pochi delle risorse di tutti.
In comunità non numerose come quelle dei nostri Comuni, nessuno dovrebbe restare escluso dal benessere minimo raggiungibile, se non per propria scelta.
Se anche un solo nostro concittadino avesse difficoltà a soddisfare le esigenze primarie, significa che la comunità nel suo insieme non funziona come dovrebbe, non riuscendo a far giungere ad ogni suo membro la parte spettante di ricchezza prodotta dallo sfruttamento dei beni comuni esistenti nel territorio.
Non potendosi liquidare in poche righe il concetto di beni comuni, col proposito di rilevarne la dovuta importanza e suscitarne l'interessamento, suggerisco la lettura del libro di Ugo Mattei “Beni comuni. Un manifesto”.
UN FUTURO COMUNE O NESSUN FUTURO”, scrive giustamente Ugo Mattei.
Come il fanciullo dipende per il suo nutrimento dal rapporto con la madre, così ciascun individuo dipende per la sua sopravvivenza dal rapporto con gli altri, con la comunità, con la terra, con l'ambiente”.
Economia è la produzione, distribuzione e consumo di beni materiali utili alla vita prodotti con il lavoro di trasformazione e sfruttamento sostenibile delle risorse presenti sul territorio.
Offrire un lavoro, l'alimentazione quotidiana garantita e una casa a ciascun nucleo familiare della nostra comunità dovrebbe essere l'obiettivo principale di una consapevole Amministrazione Comunale. Tutto il resto passa in secondo ordine.
Sono le esigenze primarie di ogni Essere Umano: un diritto, non certo un lusso superfluo. Garantire l'alimentazione e un tetto sicuro sopra la testa significa restituire dignità, autostima e gioia di vivere a tutti coloro che vivono, non per causa loro e senza fondati motivi, situazioni di disagio.
Attivando intelligentemente un sistema di Buoni Comunali, qualsiasi residente della nostra stessa città che abbia la disavventura di perdere il lavoro, non dovrà avere di che disperarsi: saprà che in qualsiasi momento c'è ad attenderlo un altro lavoro disponibile, magari più piacevole e soddisfacente del precedente appena perso.
É questo il senso di vivere in comunità con il nostro prossimo: contribuire con il proprio talento ed il proprio lavoro al comune benessere, prosperare tutti assieme. Risolvere, con l'aiuto reciproco, i problemi che si presentano, trovando possibilmente ogni soluzione al proprio interno, localmente.
Se vogliamo, è un altruismo egoistico, perché è evidente che sia molto più piacevole e appagante vivere in un ambiente di individui sereni e nuclei familiari benestanti.
Il benessere o è collettivo o non è benessere.
Il Progetto Nuraghes, offrendo la possibilità di un lavoro a tutti i disoccupati residenti nel territorio comunale ed eliminando quindi la disoccupazione, si propone di portare benefici all’intera comunità.
In estrema sintesi, il Progetto Nuraghes consiste nella creazione di una comunità di persone che producono, distribuiscono e consumano beni e servizi prodotti nel territorio.
Una comunità che vuole essere autosufficiente per quanto riguarda le esigenze primarie, creando al proprio interno un Circuito di Buoni cartacei ed elettronici da utilizzare per retribuire il lavoro svolto e per pagare beni e servizi. Tutto ciò per essere, per quanto possibile, indipendenti da fattori esterni come la programmata scarsità monetaria, supposte crisi economiche internazionali o guerre.
Per dar vita al nostro programma, è stata individuata nella COOPERATIVA SOCIALE la forma associativa più idonea.
LA COOPERATIVA SOCIALE
La Cooperativa Sociale è una particolare forma di cooperativa finalizzata alla realizzazione di servizi alla persona e all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.
Per quanto riguarda la forma giuridica, è una società cooperativa a mutualità prevalente.
I soci sono proprietari della cooperativa e le decisioni vengono prese in base al principio "una testa un voto".
La Cooperativa è una forma di società disciplinata dal Codice Civile come società a capitale variabile con finalità mutualistiche. Alla Cooperativa si applicano parte delle norme relative alle società commerciali e in alcuni casi può essere costituita come società a responsabilità limitata (srl) o come società per azioni (spa, se le quote sono strutturate come azioni).
Le Cooperative si basano sul principio di democraticità: ogni socio ha gli stessi diritti degli altri (compreso il voto in assemblea) a prescindere dalla quota di capitale. L'ingresso o l'uscita dei soci non determina modifiche all'atto costitutivo.
Per le obbligazioni della Cooperativa risponde la Cooperativa stessa anziché i soci o gli amministratori.
CARATTERISTICHE DI UNA COOPERATIVA SOCIALE
La Cooperativa Sociale è introdotta e regolata dalla legge 381/1991 e dal decreto 112/2017 in quanto Impresa Sociale. Si qualifica come particolare forma di Società Cooperativa finalizzata nel perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini.
Esistono tre tipi di Cooperative Sociali:
Tipo A: finalizzate alla realizzazione di servizi sociali, sociosanitari ed educativi, d'istruzione e formazione professionale, formazione extrascolastica, inserimento lavorativo;
tipo B : svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
Mista: comprende entrambi i due tipi precedenti.
Le Cooperative Sociali, a differenza di altri tipi di Cooperative, possono avere anche soci volontari (come massimo, la metà dei soci lavoratori) e se di tipo B, devono avere almeno il 30% di lavoratori svantaggiati che se, in virtù delle personali condizioni è possibile, devono essere associati.
La Cooperativa Sociale è di diritto un'Impresa Sociale.
La Cooperativa Sociale si costituisce per atto pubblico e deve essere iscritta all'Albo delle Cooperative tenuto dalla camera di Commercio.
L'Atto Costitutivo contiene i dati dei soci, la denominazione e ubicazione della sede, l'oggetto sociale, la quota capitale sottoscritta da ciascun socio, i versamenti eseguiti, il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura, i requisiti e le condizioni per l'ammissione dei soci, le condizioni per l'eventuale recesso o per l'esclusione dei soci, le forme di convocazione dell'assemblea, i criteri di amministrazione e composizione degli organi sociali e di controllo, l'assenza di scopo di lucro.
La Cooperativa Sociale ha questi organi principali:
- Assemblea dei soci (ciascuno con diritto a un singolo voto, eccetto le persone giuridiche:fino a 5 se previsto in statuto);
- Consiglio di amministrazione, eletto dall'Assemblea dei soci;
- Collegio sindacale.
La Cooperativa Sociale può avere personale, può avere volontari (non oltre la metà del numero complessivo dei soci), può avere entrate di natura commerciale, può essere un Ente del Terzo Settore (non-profit).
AVVIAMENTO E SVILUPPO PRATICO DEL PROGETTO
Offrire un impiego a tempo indeterminato a tutti i disoccupati residenti in una determinata comunità è l'obiettivo primario del nostro Progetto. Questo traguardo può essere raggiunto con l'introduzione di un sistema di pagamento che funzioni in parallelo con la valuta ufficiale: i Nuraghes, Buoni Comunali. In qualsiasi comunità con una economia poco brillante e con un consistente numero di disoccupati (500 o 1.000 è la cifra minima ideale) si può attivare il nostro Circuito di Buoni Comunali.
Il primo impulso verso l’avviamento del Progetto può venire dall’interesse di una Amministrazione Comunale che coinvolge la comunità o, viceversa, dall’interessamento di un primo gruppo di volontari che coinvolgono Sindaco e Amministrazione.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA COOPERATIVA
Una volta assicurato l’interesse di una determinata amministrazione comunale e positivamente valutate le potenzialità del territorio, primo passo è la costituzione di una Cooperativa Sociale locale con un Consiglio d’Amministrazione che organizzi e coordini il Progetto.
Si inizia con la pubblicazione sui media locali da parte dell’Amministrazione Comunale dell’offerta rivolta a tutti i disoccupati residenti in città di un impiego a tempo indeterminato retribuito in Buoni Comunali per svolgere dei lavori utili alla comunità.
Ipotizziamo l’adesione di 1.000 persone, anche per semplificare l’esposizione.
Tutti coloro che accettano di lavorare per la comunità, vengono registrati in un data base e suddivisi in differenti categorie di impiego, compatibilmente con le attitudini professionali e abilità lavorative di ciascuno. Per l’avviamento del Progetto, due consistenti gruppi di lavoro, da indirizzare il primo a lavori agricoli e il secondo a lavori di edilizia popolare, sono assolutamente imprescindibili. Oltre a questi primi due gruppi fondamentali, ci sarà possibilità di coprire numerosi altri settori lavorativi a seconda del numero dei nuovi soci aderenti. Il buon funzionamento del programma sarà assicurato dal fatto che i nuovi occupati produrranno col loro lavoro un’ampia gamma di prodotti (alimentari, case d’abitazione, servizi vari) di cui essi stessi usufruiranno, pagando con i Buoni Comunali con cui vengono retribuiti.
Nel Consiglio d’Amministrazione sarebbe auspicabile la presenza di alcune figure professionali come un Dottore Commercialista, un avvocato, un Consulente del Lavoro, un ingegnere, un impresario edile, un Dottore in Agraria, un medico ed ancora altri professionisti con differenti competenze. L’importanza del buon livello di professionalità presenti nel Consiglio d’Amministrazione è evidente, dal momento che coordinare al meglio una comunità di mille, duemila o più persone si presenta come un compito particolarmente impegnativo.
Tutti coloro che dedicheranno parte del proprio tempo alla Cooperativa, come soci o come volontari, saranno regolarmente retribuiti in Buoni Comunali. Tutto il volontariato potrà finalmente essere regolarmente retribuito.


Impatto sociale: numero di persone coinvolte
Si stima di poter offrire (in ogni comunità) un lavoro retribuito in Nuraghes ad un numero di persone oscillante tra una cifra minima di 500 (cinquecento) fino a diverse migliaia nei centri più popolosi. Considerando che una gran parte dei nuovi assunti potrebbe avere una moglie o un figlio a carico, l’ammontare dei beneficiati raddoppia immediatamente.
Vanno tenuti in grande considerazione e l'impatto sociale che può avere in qualsiasi comunità il poter disporre in modo intelligente di una forza lavoro di migliaia di persone, e gli immediati benefici materiali e psicologici (liberazione da ansia e incertezza per il futuro) portati a un così consistente numero di nostri concittadini.
Il seguente è un elenco, probabilmente incompleto, delle principali attività nelle quali impiegare la forza lavoro che si renderà disponibile:
Un Consiglio d’Amministrazione;
un consistente gruppo di disoccupati da impiegare in agricoltura;
altro gruppo numeroso dedicato all’edilizia;
un Mercato Comunale;
un Centro Ristoro;
un Mercatino dell’usato;
un Mercato dell’auto di seconda mano;
una fattoria/azienda agricola;
una associazione/cooperativa dedicata al decoro urbano/zone verdi;
una associazione/cooperativa compost/smaltimento rifiuti;
una associazione/cooperativa archeologica;
una associazione ecologica per la difesa del territorio.
1- Un Consiglio d’Amministrazione a guida del progetto in ogni comunità, formato da un pool di persone competenti in differenti discipline, indipendente dal Palazzo Civico (onde evitare di gravarlo di ulteriori compiti) ma allo stesso tempo in stretto contatto con i vari assessorati comunali. Importante e auspicabile il
coinvolgimento, come già detto, delle associazioni di volontariato e dei più importanti ordini professionali presenti in città. Da tener presente che i professionisti (in pensione o ancora in attività), i membri delle associazioni di volontariato o i singoli cittadini che volessero dare il loro gradito contributo, possono anch'essi essere tutti gratificati con un compenso (occasionale o continuativo, secondo il rapporto) in Buoni Comunali.
Compito principale del Consiglio d’Amministrazione sarà naturalmente quello di sovraintendere al coordinamento e alla gestione delle numerose iniziative da intraprendere e del consistente numero di persone coinvolte. Tra i compiti più
importanti, quello di allestire una Cassa Comunale (un semplice centro di elaborazione dati) per gestire l'erogazione dei buoni Comunali e monitorarne il flusso anche con il contributo di una tecnologia blockchain. Auspicabile, nel caso specifico, il contributo di ex direttori, funzionari o semplici dipendenti di banca con una adeguata esperienza.
2- Un consistente numero di lavoratori da impiegare in agricoltura (il numero è oscillante a seconda delle necessità delle differenti stagioni) per assicurare al Mercato Comunale l’approvvigionamento quotidiano di ortaggi freschi, frutta e verdura.
3- Un altro numeroso gruppo di disoccupati da indirizzare (sotto la guida di impresari capaci e la consulenza di ingegneri ed architetti) all’edilizia per costruire un indispensabile Mercato Comunale e un determinato numero di case da dare in affitto o a riscatto ai lavoratori che ne avessero necessità.
4- Un Mercato Comunale è in ordine di importanza la prima struttura da costruire, in quanto luogo nel quale i soci potranno spendere i Buoni delle loro retribuzioni, accettati per l’acquisto di tutti i prodotti necessari all’alimentazione quotidiana.
Opportunamente edificato su un terreno comunale adiacente all'abitato e contenente un sufficiente numero (40, 50 o 60, secondo necessità) di box vendita, il Mercato deve essere alimentato da una continua e adeguata produzione agricola.
Gli spazi di vendita vengono ceduti in affitto mensile a prezzi simbolici, 50/100 Nuraghes, anche ad eventuali piccoli produttori esterni.
Quello che intenzionalmente chiamiamo Mercato Comunale è in realtà uno spaccio interno della cooperativa nel quale i soci riversano i frutti del proprio lavoro e ritirano quotidianamente la parte loro corrispondente presentando i Buoni Comunali. Tutti i membri del Circuito Nuraghes consumano ciò che essi stessi contribuiscono a produrre, indipendenti da fattori esterni come la carenza di euro. Acquisiscono in tale modo l’autosufficienza alimentare per sé e per i familiari.
Il concetto da capire per rendersi liberi ed indipendenti è che
il denaro non è ricchezza.
Ricchezza è la capacità umana di trasformare in beni utili alla vita le risorse che Madre Natura ci mette generosamente a disposizione. Per vivere dignitosamente, distribuendo e consumando questi beni prodotti, è sufficiente un onesto mezzo di scambio come i Nuraghes, emesso a beneficio dell’intera comunità.
5- Un Centro Ristoro, possibilmente adiacente al Mercato o nelle immediate vicinanze, in cui non possono mancare un bar/caffetteria, una pizzeria, un forno del pane, la pasticceria, una gastronomia/ristorante e la produzione di pasta fresca. Tutto ciò a completamento dell’offerta del Mercato e per offrire ai soci un piacevole punto di incontro e la possibilità di accedere con i Buoni Comunali a beni e servizi abituali con un elevato livello di qualità. L’abilità degli artigiani può liberarsi infatti con passione e talento in un’attività non più condizionata dal contenimento dei prezzi di vendita al ribasso per battere la concorrenza. Il meccanismo di funzionamento genuinamente cooperativistico indirizzato all’autoconsumo permette di puntare alla qualità dei prodotti e non, come avviene con l’euro, al risparmio e al prezzo contenuto con conseguente omologazione verso il basso a discapito della qualità.
6- Una Casa della Cultura come centro sociale di aggregazione e riferimento per tutti i soci partecipanti e per ogni organizzazione sociale della comunità, con annessi uffici per il Consiglio d’Amministrazione, biblioteca, sale letture per riunioni, esposizioni e corsi vari, palestra, Bar/caffetteria.
7- Una Casa di accoglienza e assistenza per Anziani immersa nel verde: altra struttura fondamentale come luogo nel quale gli anziani possano risiedere (se necessario) o anche solo trascorrere qualche ora incontrando gli amici, bere un caffè, partecipare ad attività sociali, gite in pullman, vedere un film o una partita di calcio in compagnia.
8- Un Asilo nido con acclusa ludoteca a supporto delle persone che lavorano e hanno necessità di lasciare i bambini in buone mani in loro assenza.
9- Un primo Resort turistico/scuola alberghiera comunale di medie dimensioni.
Questa è una iniziativa alla quale attribuiamo una notevole importanza per una serie di motivi. Dobbiamo comprendere che tutti noi viviamo delle risorse disponibili sul territorio. La nostra Terra è il patrimonio da valorizzare e da cui trarre sostentamento. Se continuiamo a permettere che politici poco avveduti continuino a regalare parti della nostra meravigliosa Sardegna a imprenditori-prenditori che vengono ad investire da noi solo ed esclusivamente per profitto, il futuro dei nostri figli sarà quello di servire, come camerieri e addetti alle pulizie, padroni venuti da ogni dove. Per non voler infierire sulla dabbenaggine e irresponsabilità di politici che vanno addirittura a cercare emiri arabi o poco trasparenti investitori della Finanza internazionale da portarci in casa, offrendo loro ponti d’oro e agevolazioni varie. Continuando su questa linea di condotta, ai nostri figli rimarrà la scelta tra andarsi a trovare un padrone a Londra, in Germania o in Australia, o servire un padrone in casa propria, nella Terra che potrebbero amministrare da uomini liberi e proprietari.
Assolutamente insopportabile!
La Sardegna non è in vendita.
Nessun politico può essere autorizzato a svendere il nostro territorio, unico Bene Comune rimastoci, senza prima interpellare la popolazione proprietaria. La nostra Terra non può avere un prezzo ed essere ceduta in cambio di denaro.
Abbiamo la possibilità di costruire letteralmente con le nostre mani, senza prendere soldi in prestito né indebitarci con nessuno, tutti i resort turistici che riterremo utili per il benessere della comunità. Progettati, edificati e amministrati da proprietari, da noi che amiamo il nostro territorio come nessun imprenditore/prenditore esterno potrebbe.
10- Altre eventuali opere di pubblica utilità.
Tutte queste strutture saranno costruite utilizzando materiali tradizionali prodotti in loco dagli stessi lavoratori: mattoni crudi (ladrini) e mattoni cotti, arenaria e basalto, tegole sarde, canne intrecciate e legnami per le coperture. Sono ancora presenti nel nostro territorio varie aziende che producono tali manufatti per l’edilizia, nonché architetti specializzati in progettazioni con questi materiali. Abbiamo grande disponibilità di forza lavoro (i disoccupati) e materiale da costruzione (terra e paglia) per poter avviare una notevole attività edile di produzione di materiali per edificare dignitose case d’abitazione. Inoltre, abbiamo un mezzo di scambio tutto nostro per permettere l’avviamento e il buon funzionamento delle attività: i Nuraghes.
Oltre alla costruzione delle strutture appena elencate, la cooperativa edilizia si dovrà occupare della manutenzione ordinaria di tutte le strade e di tutte le strutture comunali già esistenti.
Manca poco o niente per trasformare in realtà ciò che a prima vista potrebbe sembrare di difficile realizzazione. Con l’indispensabile collaborazione di Sindaci e Consigli Comunali sensibili e sinceramente intenzionati a migliorare le condizioni dei più svantaggiati, si può eliminare per sempre la disoccupazione a livello locale e cambiare per sempre il futuro di ogni comunità.
Il Centro Culturale, la Casa di accoglienza, l'asilo e il resort turistico saranno ceduti in gestione ad associazioni di disoccupati opportunamente formati. Tutte queste strutture saranno usufruibili a prezzi simbolici pagabili in Buoni Comunali.
Continuando con le attività utili nelle quali impiegare la forza lavoro disponibile, rimangono ancora:
11- Un Mercatino permanente dell'usato per chiunque voglia comprare o vendere capi d'abbigliamento, mobili, televisori, computer, telefonini, libri, oggettistica et cetera.
Tutto, naturalmente, di seconda mano.
12- Un Mercato dell'auto usata con officina meccanica, carrozziere, gommista, elettrauto …
13- Una Fattoria/azienda agricola per l'allevamento di bovini, pecore e capre, con annesso caseificio per la produzione di latticini e formaggi, nel rispetto delle norme vigenti.
14- Una indispensabile Associazione Ecologica dedicata al decoro urbano, alla cura delle zone verdi e alla difesa del territorio dagli attacchi di multinazionali mascherate da Green Economy in cerca di profitti.
15- Una Comitato Cittadino Rifiuti Zero (già attivo in Sardegna)in previsione di poter in un futuro prossimo sostituire per quanto possibile il costoso ed inquinante incenerimento, magari affidandone la gestione ad associazioni di volontari del compostaggio.
16- Una Associazione/cooperativa archeologica di provata competenza alla quale affidare la manutenzione e valorizzazione dei numerosi siti di interesse, nuraghi ed altro, presenti su ogni territorio. Lo scopo evidente è quello della cura e valorizzazione dell’immenso Patrimonio Archeologico presente in Sardegna, colpevolmente trascurato e sottovalutato. L’intera Sardegna potrebbe venir trasformato in un Parco archeologico e naturalistico protetto di cui prendersi buona cura.
La sola cosa da fare per assicurarci un incremento turistico costante nel tempo è di curare con amore il nostro territorio. Per rendere bene l’idea, l’intera regione dovrebbe prendere esempio dal paese di Tuili in Marmilla: splendido per la pulizia e il buon gusto nella manutenzione di case private ed edifici pubblici. Da prendere come riferimento ed imitare.
Rimane da considerare (materia per il Consiglio d’Amministrazione) se in tutte le attività appena menzionate sia preferibile accettare esclusivamente i Buoni Comunali per evitare obblighi di registrazioni contabili e di redditi imponibili, oppure accettare anche euro, con le conseguenze che ciò comporta.
Altra non trascurabile considerazione da tener presente è il fatto che a tutto il lavoro di volontariato può essere finalmente riconosciuto un meritato compenso in Nuraghes.
Quale il ruolo del Comune
Il ruolo del Comune è centrale. Fondamentale e per l’Autorità e la credibilità che la partecipazione dell’ente pubblico conferisce al Progetto, e per l’apporto concreto di Beni Comuni (terreni e locali) di proprietà della popolazione.
Ricordando che una Amministrazione Comunale consapevole e coraggiosa potrebbe, con l’emissione di una moneta elettronica (vedi art. 141 bis del Testo Unico Bancario), risolvere immediatamente quasi ogni problema di ordine materiale eliminando la disoccupazione in città, col Progetto Nuraghes ha persino la possibilità di evitare di partecipare ai rischi ai quali ogni impresa commerciale è esposta. Con la concessione d'uso gratuita (o a prezzi simbolici qualora fosse impossibile per vincoli burocratici) alla Cooperativa Sociale di terreni e locali comunali eventualmente disponibili, si può evitare una partecipazione diretta e il coinvolgimento dell’Ente pubblico.
Inoltre, il Progetto non prevede di dover contare su grandi contributi in denaro da parte dell'amministrazione comunale, mentre saranno sicuramente di grande aiuto la consulenza dell'Ufficio Tecnico o di altri uffici specifici.
Quali benefici per la comunità?
I Buoni Comunali sono una soluzione parziale ma altamente efficace contro la programmata scarsità di denaro in circolazione.
Il sistema di controllo di denaro e finanza consente l'accumulo di grandi capitali in poche mani, favorisce l'ingiusta ripartizione della ricchezza e le enormi diseguaglianze finanziarie, il sorgere di povertà e il conseguente degrado sociale ed economico. Il denaro raccolto localmente dalle banche sparse nel territorio, in virtù di decisioni prese in centri di comando lontani, viene indirizzato verso investimenti più redditizi in altri Paesi, privando le comunità della linfa vitale. La comprensione e creazione di un sistema di emissione di una valuta complementare da affiancare a quella cosiddetta legale, porta indubbi benefici all’economia locale.
L’introduzione di un mezzo di pagamento che riempia il vuoto creato dalla carenza di valuta ufficiale, permette che si riallaccino i rapporti tra produttori e consumatori di prodotti locali, compratori e venditori, lavoratori e lavoro da svolgere. Tutti rapporti obbligatoriamente interrotti per mancanza di denaro.
La valuta locale non emigra, viene spesa in loco dai membri della comunità che acquistano e consumano le merci che essi stessi producono, ricoprendo quel doppio ruolo di produttori/consumatori che permette un regolare e sano svolgimento del processo economico.
Le tre fasi di produzione, distribuzione e consumo, non più interrotte dalla mancanza del mezzo distributivo, possono essere portate a termine con grande giovamento di tutti i membri della comunità.
La diffusione delle monete locali è una realtà da sempre presente ma poco pubblicizzata dalla stampa ufficiale per non facilitare la comprensione della funzione elementare del mezzo di scambio.
I vantaggi più immediati, oltre a quello di rimettere in moto il processo economico locale e la comprensione della elementare funzione dello strumento monetario, sono il coinvolgimento dei componenti della comunità con la partecipazione al potere decisionale, il recupero dell’autostima nonché la
creazione di un’alternativa al prestiti del Sistema Bancario.
IL PROGETTO NURAGHES NON PUO’ NON FUNZIONARE
Perché affermiamo che il Progetto non può non funzionare?
Perché sono stati rispettati i corretti meccanismi di emissione e accettazione di una moneta in un onesta economia di scambi.
La maggior parte delle monete complementari falliscono o hanno un impatto impercettibile nella società civile perché la loro buona riuscita è legata all’accettazione volontaria che molto spesso non avviene. I commercianti (e i singoli individui) sono generalmente diffidenti nei confronti di differenti forme di pagamento non conoscendone le dinamiche: non vogliono ulteriori complicazioni burocratiche oltre a quelle che già devono normalmente affrontare, hanno poca pazienza ed escono presto dal circuito, se mai capita di entrarci.
Nel Progetto Nuraghes l’indispensabile accettazione è garantita dalla presenza del Mercato Comunale. Per avere valore una moneta deve compiere un circuito che dall’ente che la emette la porta a circolare nella società civile per poi tornare all’emittente, che con l’accettazione in pagamento di imposte varie ne conferma il valore.
La Cooperativa Sociale (non il Comune) emette i Nuraghes come retribuzione del lavoro svolto dai disoccupati e li accetta in pagamento degli acquisti di alimentari nel Mercato Comunale, come affitto dei box di vendita, come affitto o riscatto mensile delle case d’abitazione, come retta mensile nella Casa di Assistenza per Anziani o all’Asilo Nido, nel Resort turistico o nelle consumazioni al Centro Ristoro. In tal modo viene assicurato il percorso obbligato di andata e ritorno del mezzo di scambio tra l’ente emittente (la Cooperativa Sociale) e i membri della comunità: imprescindibili flussi in uscita e di rientro alla fonte di origine per il buon funzionamento del Circuito.
Altri elementi determinanti sono l’aver messo l’agricoltura alla base dell’economia, l’emissione della moneta come certificato del lavoro svolto, l’abolizione dell’interesse in quanto contro Natura, lo sviluppo in piena autonomia da ingerenze di poteri esterni alla comunità che lo adotta, l’autoconsumo obbligato da parte dei soci dei beni (cibo, case e servizi) da loro stessi prodotti e l’aver agito all’interno di una cornice di legalità senza entrare in contrasto con leggi o trattati internazionali.
La trasparenza di intenti e la determinazione a perseguire l’obiettivo ideale di un benessere diffuso tra tutti i partecipanti, nessuno escluso, aiuteranno, strada facendo, a superare eventuali ostacoli al momento imprevedibili.
I Nuraghes sono una soluzione parziale ma altamente efficace, capaci di generare migliaia di posti di lavoro per disoccupati ormai quasi ai margini della società civile.
La principale mossa vincente è l’edificazione del Mercato Comunale.
Considerando infatti che i mille disoccupati del nostro esempio si trasformano normalmente in una comunità di duemila persone per avere una moglie o un figlio o un anziano convivente, succede che il Mercato diventa l’unico luogo in cui una clientela di duemila persone può spendere i Buoni per assicurarsi l’alimentazione quotidiana.
É come se un unico market debba quotidianamente nutrire un paese isolato di duemila abitanti: non può fallire, sempre che ci sia una adeguata offerta di merci.
Si può fare il paragone con un deposito bagagli: perché tutto funzioni a dovere, alla presentazione del biglietto/ricevuta ci deve essere un bagaglio corrispondente da ritirare. Se alla presentazione della ricevuta non c'è nessun bagaglio, quel biglietto non ha valore: è carta straccia.
Considerazioni conclusive
Un Sindaco, un Consiglio Comunale ed una cittadinanza uniti e fermamente intenzionati a prendere nelle proprie mani il futuro della Città facendo gli interessi della popolazione locale possono, indipendentemente da aiuti esterni, realizzare e mantenere localmente una buona qualità di vita.
Il benessere della comunità è il risultato del talento, laboriosità e volontà delle persone che ne fanno parte. Nessuno può conoscere il nostro territorio, i suoi problemi e le sue esigenze meglio di noi che lo abitiamo. Credo che sarebbe ingenuo, oltreché inutile e controproducente, continuare a restare in attesa che a Cagliari, a Roma e ancor meno a Bruxelles, risolvano per noi i nostri problemi.
Tutti assieme, popolazione, Sindaco e Consiglio Comunale eletto, possiamo migliorare notevolmente le condizioni di vita nella nostra città. Con umiltà, ma anche grande determinazione.
Se in una comunità mancano i soldi per acquistare i beni prodotti, si fermano obbligatoriamente consumi e produzione.
I nostri Nuraghes non sono altro che un reddito minimo garantito che ha la funzione di liberare da ansia da sopravvivenza per paura di non farcela. Chi ha o ha avuto la sventura di provarla, sa di cosa stiamo parlando.
Nell'attuale sistema socio-economico basato sul denaro, un reddito minimo rappresenta il diritto alla vita di ogni Essere Umano: i Buoni Comunali danno al percettore un compenso dignitosamente guadagnato col lavoro.
Un Universal Basic Income (Reddito Universale di Base) è imminente nelle economie del mondo occidentale, dal momento che non ci sarà più lavoro per tutti, a causa dell'avanzamento esponenziale della tecnologia, dell'Intelligenza Artificiale e del proliferare dei robots che sostituiranno il lavoro umano. Questa, lungi dall’essere la tragedia ipocritamente rappresentata dai media mainstream, è una gran bella notizia, dal momento che si produce di più con meno lavoro. La soluzione, nonostante sia ben nota da centinaia d’anni, non viene applicata: confermare ogni lavoratore nel proprio impiego con lo stesso salario e meno ore di lavoro. Qualsiasi licenziamento, oltre che non necessario, risulta estremamente dannoso.
Quando la diminuita quantità di denaro in circolazione non è più sufficiente per acquistare la produzione immessa nel mercato, i negozi e le industrie iniziano a soffrire, le merci rimangono invendute negli scaffali, aumenta la disoccupazione e si innesta una crisi incontrollabile che crea le tensioni attualmente presenti nelle nostre comunità.
Solidarietà, collaborazione, aiuto reciproco e sensibilità verso i meno fortunati sono parole vuote se rimangono promesse elettorali, ma producono risultati sorprendenti quando messe in atto in una comunità consapevole.
Cooperazione, non competitività, creata ad arte per dividerci.
Un popolo unito e autosufficiente nell'alimentarsi, è un popolo libero.
Non abbiamo euro?
Ci facciamo una moneta tutta nostra, un mezzo di scambio complementare all'euro, che ci permetta di produrre, distribuire e consumare tutto ciò che dal nostro territorio si può ottenere.
Che è tanto.
Il denaro non è ricchezza. Ancor meno una moneta privata a debito (quale è l'euro), imposta contro gli interessi delle masse e ad esclusivo beneficio di coloro che detengono il monopolio della sua creazione dal nulla.
La vera ricchezza è data dal lavoro umano di trasformazione in beni materiali utili alla vita delle risorse gratuitamente ed abbondantemente messe a disposizione da Madre Natura.
Economia è riempire le pance delle persone, mettergli un tetto sopra la testa, vestirle.” Ezra Pound
L'oro è il lavoro.
Il nostro benessere dipende dall'abilità che dimostreremo nell'utilizzare al meglio le risorse disponibili sul territorio.
L'agricoltura è la base dell'economia.
Il turismo, il clima, le belle spiagge, gli incontaminati paesaggi montagnosi dell'interno, l’immenso patrimonio archeologico, l'artigianato, i cibi ricchi di sapori, la pace e un ritmo di vita a misura d'uomo sono i nostri valori aggiunti.
Risorse sostenibili e compatibili per un futuro sereno.
Le soluzioni ci sono, e sono di una semplicità disarmante.
Ripeto ancora una volta: i Nuraghes-Buoni Comunali sono una soluzione parziale ma altamente efficace alla programmata scarsità di denaro in circolazione.

La moneta è un semplice documento contabile che certifica e contabilizza il valore di beni e servizi, manifestandolo (il valore) in un simbolo cartaceo. In una comunità i cui membri continuano a scambiarsi merci e lavoro, la moneta serve semplicemente a tenere la contabilità aggiornata in tempo reale tra chi deve dare e chi deve avere.
Compito che può essere egregiamente assolto dai nostri Nuraghes all'interno dei soci della Cooperativa o in una comunità allargata come il Comune o la Regione Sardegna.

Essendo un semplice documento contabile, non ci può essere carenza di denaro.
Non ci sono soldi ... è la Grande Menzogna.
Invito coloro che prenderanno in esame questa proposta, a rileggere con calma l'obiettivo del progetto ogni qualvolta si sentano frenati da dubbi e comprensibili tentennamenti: la possibilità di dare un aiuto concreto ed immediato ad un numero così consistente di nostri concittadini, e con loro contribuire in maniera efficace al benessere dell'intera comunità, è un nobile traguardo per il quale vale la pena impegnarci. Le buone intenzioni vengono premiate.
Una comunità, grande o piccola che sia, è un organismo che funziona armoniosamente se ogni singolo organo dà il giusto contributo. Quando più organi si ammalano, l'intero organismo ne risente. Ciascun membro della nostra piccola comunità rappresenta una cellula del corpo fisico: con troppe cellule sofferenti, l'intero organismo se la passa male.
Le guerre e le continue esplosioni di violenza in una comunità mondiale malata di globalizzazione forzata imposta, con pochi multimiliardari che vivono del lavoro di una moltitudine di disperati in guerra tra loro per la sopravvivenza, ci mostrano chiaramente quale è la strada da non seguire.
L'amministrazione comunale ha il non facile compito di tener fuori, per quanto possibile, miseria e sofferenza dalla comunità. Stabilendo come obiettivo primario quello del miglioramento della qualità di vita dei più disagiati, si può ristabilire una buona armonia al suo interno, a beneficio di tutti. Niente è più appagante per l'animo umano di dare una mano a chi, tra noi, si trova in momentanea difficoltà. Questo aiuto, per essere risolutivo, non può però essere elargito come pietosa e occasionale elemosina, quanto piuttosto sotto forma di un lavoro dignitoso e duraturo.
Questa nostra, è solamente una proposta iniziale assolutamente aperta ad ogni suggerimento, correzione o anche stravolgimento che possa migliorarla: tutti assieme, ciascuno secondo le proprie possibilità, possiamo contribuire alla creazione di un mondo finalmente umano, cominciando dal non permettere che nessuno di noi sia abbandonato a sé stesso nella sofferenza.
I tempi sono maturi perché le popolazioni abbiano accesso ad una vita serena, libera da debiti, fallimenti da insolvenza, ansia da
pignoramenti e preoccupazioni per il futuro dei nostri figli.
Oltre a renderci naturalmente disponibili per ogni ulteriore necessario chiarimento, a completamento della presente proposta uniamo i seguenti allegati:
A) Opuscolo illustrativo “Nuraghes – Moneta Comunale”;
B) art. 141 bis Testo Unico Bancario;
C) note su “Beni Comuni. Un manifesto” di Ugo Mattei;
D) fotocopie di biglietti di Moneta Comunale dei Comuni di Catanzaro e Voghera.
A sostegno di una informazione più approfondita, consiglio inoltre di prendere visione in youtube dei video “Nuraghes – Moneta Comunale” e “La moneta è un documento contabile”; di cercare in internet cosa accade nel Comune di Marinaleda, in Andalusia, sotto la guida di un Sindaco coraggioso e controcorrente come Juan Manuel Sanchez Gordillo, nonché dare uno sguardo in youtube e google all'ampia informazione presente sotto le voci moneta
complementare, moneta locale, moneta comunale.
Questo testo vale come presentazione del Progetto Nuraghes per le Amministrazioni Comunali. A questo testo vanno aggiunti un Atto Costitutivo e uno Statuto della Cooperativa Sociale da adattare e completare in ogni singola comunità col nome del Comune e dei soci partecipanti.

Chiunque volesse presentarlo al Sindaco della propria cittadina, può tranquillamente stamparlo e consegnarlo per una prima lettura. In caso di interessamento di qualche membro dell'Amministrazione Comunale locale, ci rendiamo disponibili ad un incontro per una più ampia esposizione del Progetto. 

Per contatti : Paolo Maleddu 388 568 8772 paolo.maleddu@gmail.com

Renato Multineddu 393 208 9542 renato.multineddu@gmail.com

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