SINDONA, CALVI, MARCINKUS : ALLO IOR IL 15 PER CENTO PER IL RICICLAGGIO DI DENARO SPORCO DI MAFIA E POLITICA

VATICANO, 1978: DUE MORTI IN 33 GIORNI

"SOLDI - IL LIBRO NERO DELLA FINANZA INTERNAZIONALE", di D. Robert e E. Backes, pubblicato nel 2001

"Un giudice antimafia italiano, Ferdinando Imposimato, ci dice di più. Quest'ultimo sembra un dinosauro in Italia dopo l'assassinio della maggior parte dei suoi colleghi che si erano interessati un po' troppo ai legami tra Vaticano, politica e mafia. Imposimato ha pagato caro, suo fratello è stato assassinato per le sue indagini approfondite, in particolare su Michele Sindona che il giudice italiano qualifica come "amministratore di Cosa Nostra". 
Egli rivela: "La grande frode inizia quando don Michele (Sindona) grazie alle sue tre banche - Banca Privata Finanziaria, Finabank e Banca Unione - riesce a stabilire degli accordi con le banche pubbliche: il Banco di Roma, il Credito Italiano e la Banca Commerciale. Cedendo alle pressioni degli uomini al potere, le banche nazionalizzate accettano di effettuare importanti depositi e versamenti nelle banche di Don Michele. In questo modo il finanziere accumula i miliardi degli organismi pubblici nelle sue casseforti. La strategia di Sindona gioca sui circuiti finanziari con l'intermediazione dello IOR che, con la sua presenza, ne garantisce la regolarità.La banca vaticana, in effetti, può eseguire qualsiasi operazione finanziaria e spostare capitali attraverso il pianeta e al di fuori di qualsiasi controllo.
Oggi sappiamo, grazie alle inchieste dei giudici italiani, tra cui Imposimato, che il principale dolo del Vaticano è di essersi prestato a fare da schermo per le malversazioni di Sindona, prima, e di Calvi, poi. In cambio di questo servizio lo IOR, la Banca del Vaticano, era compensato a percentuale: "Il riciclaggio di denaro si effettuava in tre tappe: prima i capitali della mafia, dei partiti politici e dei grossi industriali vengono versati nelle banche di Sindona. In seguito passano attraverso lo IOR che trattiene il 15% di interessi e infine tutti questi soldi ai quali si aggiungono gli investimenti della Santa Sede, vengono trasferiti nelle banche estere di Sindona, la Franlin Bank di New York e le sue filiali alle Bahamas e a Panama", continua il magistrato italiano nel suo libro.  
Divenuto troppo ingombrante dopo la sua condanna per truffa nel 1976 e poi il suo arresto negli Stati Uniti a causa di malversazioni rilevate nella contabilità della Franklin National Bank, Sindona verrà rimpiazzato nel suo ruolo di "consulente finanziario del Vaticano" presso Marcinkus, da Roberto Calvi allora a capo del Banco Ambrosiano, rafforzando così i suoi legami col Vaticano ... Ma non per molto: nel maggio 1981 i magistrati milanesi arrestano e imprigionano Calvi per qualche mese per delle malversazioni legate alla gestione della sua banca. 
Questo arresto mette l'Ambrosiano sull'orlo del fallimento. Calvi cerca allora di recuperare dei fondi, soprattutto dal Vaticano: "(Calvi) aveva inviato milioni di dollari per sostenere Solidarnosc in Polonia e alcuni movimenti di liberazione vicini alla Chiesa in America Latina, per conto del presidente della banca vaticana Marcinkus", continua Imposimato. Ma Marcinkus rifiuta di rimborsare i prestiti enormi che il Banco Ambrosiano aveva concesso allo IOR. Dalla sua cella, Calvi si dice "deciso a rivelare tutte le responsabilità della banca vaticana". Liberato poco dopo, è, secondo sua moglie, "terrorizzato".
Calvi non rimarrà molto in libertà: il 18 giugno 1982 lo ritroviamo impiccato a una impalcatura sotto il Blackfriars Bridge (ponte dei Frati Neri) a Londra, con: un passaporto falso, una identità di comodo, le tasche del suo vestito piene di pietre e soldi, una decina di valute differenti. Per molti anni la tesi del suicidio prevarrà contro l'opinione della prima ora degli investigatori inglesi.
Il giorno prima del suo assassinio Calvi aveva richiesto indietro 400 milioni di dollari allo IOR. Sono state ritrovate varie lettere minacciose contro cardinali e politici italiani. "Marcinkus rifiuta continuamente di incontrarmi ... Vi posso indicare, se volete, l'ammontare delle somme e i numeri dei conti correnti", scrive a Papa Paolo VI al quale voleva consegnare documenti importanti. 
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"Se la mafia ha eliminato Calvi non fu solamente per ricattare il Vaticano, ma anche per recuperare documenti che rivelavano le operazioni di riciclaggio", conclude Imposimato. 
Michele Sindona non sopravviverà a lungo al crac dell'Ambrosiano: viene assassinato a sua volta il 22 marzo 1986 nella sua cella della prigione di massima sicurezza di Voghera dopo aver bevuto una tazzina di caffè al cianuro.
La bancarotta che segue la morte di Roberto Calvi - l'ammontare dei soldi che il Vaticano ha perso si aggira sui 1.3 miliardi di dollari - svela una complicità colossale della Santa Sede negli affari illegali compiuti da Sindona prima  e da Calvi poi. Si rivela una serie di scandali che ancora oggi inquinano la vita politica italiana. In particolare l'affare della loggia P2 che a Milano si serviva della Banca Unione, anch'essa membra di Cedel. C'entra anche l'affare Gladio.
(Pag. 44 e 45) 




"La morte improvvisa di Papa Giovanni Paolo I, nel settembre 1978, resta misteriosa. Sua Santità morì nel suo letto dopo appena 33 giorni di pontificato. Non verrà aperta nessuna inchiesta esterna al Vaticano. Tre settimane prima, sempre nelle mura vaticane, un altro ecclesiastico - l'arcivescovo Nicodemo di San Pietroburgo, il patriarca ortodosso di 49 anni - era stato trovato morto in strane circostanze. Durante un'udienza privata accordata dal Papa martedì 5 settembre 1978, al decimo giorno del pontificato, Nicodemo dopo aver bevuto una tazza di caffè si era afflosciato sulla poltrona, fulminato. La sua tazza sarebbe stata scambiata con quella del Papa."
(Pag. 226, nota 34)


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