LIBERIAMO LA MENTE


 

Un estratto dal primo capitolo de LA GRANDE TRUFFA (scritto nel 2009, pubblicato nel 2012).


Capitolo I

LIBERIAMO  LA  MENTE

Presupposto iniziale e indispensabile per poter captare la visione del mondo reale dietro la cortina fumogena di quello virtuale, è liberare la mente dai condizionamenti che la limitano.

Il nostro pensiero è fortemente condizionato dall’ambiente che ci circonda, dal tipo di educazione ricevuta, dal continuo bombardamento di immagini e notizie che si fissano nella nostra retina e nel nostro cervello.

Per quanto difficile sia ammetterlo, il pensiero non è libero di volare dove meglio creda, ma piuttosto chiuso dentro confini imposti dai nostri orizzonti mentali, la nostra cultura.

Pensiamo al cervello di un neonato come ad un computer appena assemblato.

Come la potenzialità del computer dipenderà dal tipo di programma che si vorrà installare, così quella del cervello umano si svilupperà a seconda degli input che vi introdurremo. Chi controlla educazione, Tv e stampa, plasma l’opinione pubblica.

Inoltre, la mente umana ha un limite fisico invalicabile rappresentato dai confini dell’Universo.

È il nostro limite naturale. Non riusciamo a comprenderlo completamente, ne costituiamo una infinitesima parte, ci troviamo al suo interno.

Del gigantesco contenitore, vediamo solo le pareti interne. Non abbiamo una visione totale dell’insieme, possiamo solo elaborare teorie.

Per avere possibilità di comprendere, ci dovremmo trasferire all’esterno dell’Universo e da lì contemplarlo.

I primi abitanti del pianeta hanno tardato a capire che la Terra fosse tonda. perché incapaci di immaginare cosa ci fosse al di là degli orizzonti visivi.

Oggi una bella inquadratura del nostro pianeta dallo spazio rende superfluo l’uso delle parole.

L’immagine è chiarificatrice, ha un enorme impatto su di noi.

Ma può essere manipolata.

La Tv con le sue immagini è ormai la prima e più inaffidabile fonte di informazione per la popolazione mondiale.

La apparentemente superficiale cultura televisiva che ci trasmette, un misto di spot pubblicitari e propaganda elettorale e politica, è in verità una devastante mistificazione della storia umana passata e presente. Condiziona pesantemente lo stile di vita di noi adulti, ed ha effetti ancor più devastanti sulle giovani generazioni.

Dice Adrian Salbuchi, scrittore e commentatore politico argentino, che un suo professore era solito raccontare che Unione Sovietica comunista e Stati Uniti capitalisti facevano parte di un unico progetto teso a capire se per controllare le popolazioni fosse più conveniente mettere un poliziotto con un cane feroce ad ogni angolo di strada o un televisore in ogni casa.

Ha vinto il televisore.


Noi abitanti dei Paesi sviluppati viviamo all’interno di un contenitore rappresentato dalla nostra cultura occidentale; il nostro pensiero “libero” è in verità intrappolato al suo interno. Questa cultura ci viene imposta dagli schermi televisivi in un rapporto autoritario (non ammette repliche) e unilaterale (solo da loro a noi), secondo i voleri dei manovratori.

La televisione è la telecamera che i padroni hanno messo in ciascuna delle nostre case. Non siamo noi che guardiamo lei, è lei che controlla noi.

Se l’annunciatore del telegiornale dice, mentre scorrono sullo schermo immagini di guerra, che un missile intelligente ha fatto saltare in aria a Gaza un’automobile con cinque terroristi palestinesi a bordo, noi facciamo nostra quella notizia così come ci viene data.

La assimiliamo passivamente come verità. Lo ha detto la televisione, c’è scritto sul giornale.

Magari c’erano a bordo un padre di famiglia con la moglie e tre bambini che andavano a cena dai nonni. È una zona in piena guerra, è difficile distinguere tra informazione e propaganda.

La versione dei media arabi naturalmente non arriva a noi occidentali.

Sicuramente erano palestinesi, visto che si trovano nella loro terra,

simpatizzanti della loro causa, e per ragioni comprensibili magari odiano quegli israeliani che stanno distruggendo il loro Paese e le loro vite.

Hanno tutte le caratteristiche per essere qualificati, badate bene, dai loro nemici, dei terroristi.

Lo sono veramente?

Si possono definire terroristi coloro che difendono la propria patria da una invasione?

Sono terroristi.

L’ha detto il TG uno.



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