CI SONO MERCI A SUFFICIENZA, C'E' UNA SOVRABBONDANTE CAPACITA' DI PRODURRE MERCI IN SOVRABBONDANZA. PERCHE' SI MUORE DI FAME?

 




Grandissimo Ezra Pound

ABC DELL'ECONOMIA

Il primo approccio con gli scritti economici di Ezra Pound non è facilissimo, ma estremamente gratificante per chi desidera approfondire la conoscenza della materia monetaria. La generosa e sincera volontà di Pound di trasmettere al lettore la propria profonda conoscenza dei meccanismi della Grande Truffa celata nell'emissione monetaria è coinvolgente. Già dagli anni '20 del secolo scorso Pound iniziò un grande lavoro di informazione nel tentativo di contrastare l'ingiustizia e rendere i popoli consapevoli dei meccanismi che ci rendono schiavi della grande usura.

ABC DELL?ECONOMIA è stato scritto nel 1933 appunto con queste intenzioni. Nessun personaggio di rilievo della cultura internazionale si è speso ed esposto tanto come lui, pagandone anche pesanti conseguenze. I libri e gli scritti economici successivi, i Radiodiscorsi nel tentativo di far capire soprattutto ai suoi connazionali americani e agli inglesi che la Seconda Guerra Mondiale era voluta dai Grandi Usurai internazionali per mantenere il monopolio dell'emissione monetaria a debito, l'iniziazione del suo discepolo Eustace Mullins sfociata in quel meraviglioso saggio "I SEGRETI DELLA FEDERAL RESERVE", sono parte importante dell'impegno di Pound. La passione profusa nella ricerca e diffusione della verità hanno caratterizzato la sua intera esistenza. Tutto quel lavoro, ancora attuale ed estremamente utile, deve essere conosciuto, apprezzato per il suo incalcolabile valore e trasmesso alle generazioni future.
Qui riporto solo brevissimi accenni della sua opera di divulgazione come invito ad un proficuo approfondimento.

ABC DELL'ECONOMIA
Lo scopo di questo opuscolo è di spiegare i fondamentali dell'economia con tanta semplicità e chiarezza che anche gli esponenti di diverse scuole e fazioni economiche saranno in grado di capirsi l'un l'altro quando ne discuteranno.
Dopo la prima quarantina di pagine non "attaccherò", ma mi addentrerò, "mi butterò dentro" ripetizioni e riaffermazioni, nella speranza di arrivare a questa chiarezza e semplicità.

Non avrò pace finché non mi sarò sfogato su questo argomento, e non ho altra maniera di proteggermi contro le accuse di pensiero non sistematico e non correlato, di dilettantismo, di futile eclettismo etc., se non scrivendo un breve formale trattato.
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Prego il lettore di non cercare implicazioni. Quando esprimo una convenzione lo dirò. Quando tento di provare qualcosa lo dirò. 

Userò il termine  proprietà in senso distinto dal termine  capitale.
"Capitale" per tutta l'estensione di questo trattato implica una sorta di rivendicazione sugli altri, una sorta di diritto a far lavorare gli altri. La proprietà no.
Per esempio. Il mio busto di Gaudier è di mia proprietà. Nessuno è supposto farci nulla. 
La mia obbligazione della Ferrovia X o Y è capitale. Qualcuno è supposto guadagnare  almeno 60 dollari all'anno e pagarli a me perché io posseggo questa obbligazione.
Di conseguenza: sarebbe possibile incidere sui "diritti" o "privilegi" del capitale senza incidere sui diritti o privilegi della proprietà. 
Di nuovo, prego di non trarre conclusioni. Prego di non pensare che intendo dire niente più di quanto ho scritto. Quando intendo dire qualcosa di più lo dirò.

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La sovrapproduzione non è cominciata con il sistema industriale. La natura sovrapproduce abitualmente. Le castagne marciscono su in montagna, e questo non ha ancora mai causato una crisi mondiale. 
Tecnici sensati e uomini saggi ci dicono che il problema della produzione è risolto. Lo stabilimento produttivo del mondo può dare tutto quello di cui il mondo ha bisogno. 
Non c'è la minima ragione per dubitarne.

Con l'incremento dell'efficienza meccanica la summenzionata produzione richiederà progressivamente meno tempo e impegno umani.
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Probabilmente il solo problema economico che ha bisogno di una soluzione di emergenza nella nostra epoca è quello della distribuzione. Ci sono merci a sufficienza, c'è una sovrabbondante capacità di produrre merci in sovrabbondanza. 
Perché si muore di fame?
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La risposta è che nessuno dovrebbe. La "scienza", o studio dell'economia, è intesa a far sì che nessuno debba.


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