LA MONETA COME "CERTIFICATO DI UN LAVORO SVOLTO"


 


In questo ingannevole mondo materiale pesantemente condizionato dalla Grande Menzogna mediatica dei Padroni del Discorso, la comprensione di cosa sia la moneta e quale sia la sua funzione è assolutamente indispensabile.

Le definizioni classiche (la moneta è la misura del valore, la moneta è una convenzione) non sono sufficienti a dissipare quell'alone di mistero di proposito creato attorno alla moneta. Oltre a diversi autori di ogni epoca, sono stati per me di grande aiuto l'intera opera di Giacinto Auriti, le illuminanti descrizioni dello stesso autore e di Francesco Cianciarelli del mamrè ebraico, gli scritti di Ezra Pound e la sua definizione di moneta come certificato del lavoro svolto.

Ripartendo da quest'ultima definizione, sintetica e penetrante come solo i versi di un poeta sanno essere, si può aggiungere che la moneta è un semplice documento contabile che contabilizza e monetizza, manifestandolo e certificandolo in un simbolo cartaceo (o metallico) il valore di un bene o di un lavoro compiuto (un servizio reso a qualcuno). Come un onesto documento contabile che voglia dare l'esatta misura del lavoro svolto, la moneta segue il lavoro, non lo precede come succede nella fraudolenta emissione monetaria del banchiere privato. Costui, senza averne titolo e grazie alla complicità delle classi politiche dominanti, ha l'incredibile privilegio di creare moneta dal nulla (cioè, senza lavoro previo che la giustifichi) e così impossessarsi di tutto ciò che viene prodotto dal lavoro altrui in maniera praticamente gratuita.

Perché senza averne titolo?

Perché solo lo Stato (o altra istituzione rappresentante il Popolo sovrano) può emettere una moneta a corso forzoso per i membri della comunità sulla quale ha autorità.

A conferma di ciò, sono i Titoli di Stato che danno valore alle banconote nel fraudolento scambio tra governanti venduti e Grandi Usurai nel quale si consuma La Grande Truffa ai danni delle popolazioni inconsapevoli. Senza i Titoli di Stato a garanzia, quelle note del banco rimarrebbero cartastraccia.

I Titoli di Stato rappresentano la ricchezza della nazione, la somma delle risorse presenti all'interno dei confini nazionali e del lavoro di trasformazione di tali risorse in beni materiali utili alla vita eseguito da un intero Popolo. 

Se fossero delle persone oneste, per i nostri governanti non ci sarebbe niente di più semplice che certificare il lavoro svolto nel nostro Paese emettendo (invece dei Titoli di Stato) dei BIGLIETTI DI STATO a corso forzoso e a costo zero per pagare le infrastrutture necessarie e il lavoro dei dipendenti pubblici. Con l'emissione di certificati del lavoro svolto (moneta legale) in pagamento dell'ordinaria amministrazione dello Stato, le tasse sarebbero superflue, non essendoci obbligo di restituzione a chicchessia.

Ormai tutta la verità sulla grande truffa celata nei meccanismi dell'emissione monetaria sta venendo allo scoperto, con ripetute e ormai inevitabili (non si può ripagare il debito mondiale) ammissioni da parte di alti funzionari della BCE che si possono stampare i soldi e che non è contemplata la possibilità di restare senza.

Ma sarà sempre troppo tardi.



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