Non potendoci portare tutti in prigione, con la Tv ci hanno portato la prigione in casa. Una gabbia mentale.

Breve brano tratto da  PERCHE' LE TASSE NON SONO DOVUTE, pubblicato nel Gennaio del 2015.

Capitolo I
Armi di distrazione di massa: il grande recinto mediatico

Quantunque doloroso ed umiliante sia ammetterlo, siamo tutti vittime più o meno inconsapevoli di un inganno mediatico virtuale incredibilmente efficace. Una  fiction montata con tanta maestria da essere percepita come realtà.

Senza rendercene conto, trascorriamo tutta una vita all’interno di un recinto, simile all’ovile nel quale i nostri amici pastori rinchiudono le pecore o al famoso corral  dei film western nel quale venivano tenuti cavalli e mandrie di bovini da macello.

Proprio come le pecore e quei pacifici ruminanti dall’espressione non certo intelligente, trascorriamo tutta una vita all’interno del recinto, liberi di vagare senza meta in spazi estremamente limitati, in innaturale contrasto con gli sconfinati orizzonti del pensiero umano e dell’immensità dell’Universo.

Non vedendo intorno a noi robuste staccionate che ci impediscano di uscire, non ci accorgiamo di essere prigionieri e non cerchiamo la libertà.

La gabbia è virtuale, costruita con sbarre invisibili ma molto più robuste di quelle in ferro. Sdraiati sul divano, col telecomando in mano e una Tv sempre sintonizzata che ci illumina, ci sentiamo pure comodi al suo interno.

Le sbarre sono fatte di dogmi economici e religiosi, mistificazioni, storia menzognera, stampa asservita, informazione occultata, talk show e giochi a premi, Hollywood e spot pubblicitari: la superficiale cultura mediatica che ha la funzione di impedirci l’accesso ad una Conoscenza superiore.

Se non iniziamo con lo spegnere la Tv, difficilmente riusciremo a venire fuori dal recinto.

“No, io no ... Io mi informo ... leggo tutti i giorni La Repubblica ... l’Espresso ... Non guardo la Rai ... guardo Sky, i documentari ...non mi faccio fregare, Io ...”

Non potendoci portare tutti in prigione, con la Tv ci hanno portato la prigione in casa. Una gabbia mentale.

Per potersi impossessare dell’emissione del valore monetario che appartiene al popolo e mantenerne la gestione, i Grandi Usurai si sono dovuti assicurare pure il monopolio dell’informazione per mantenerci di proposito ignoranti in materia monetaria. La truffa dell’emissione monetaria non si potrebbe tenere in piedi senza la corrispondente disinformazione propagandata da scuola, stampa, tv e cinema.

La nostra ignoranza è la loro forza: ecco perché mai nessuno nella scuola dell’obbligo, dalle elementari sino ai corsi universitari, ci ha mai spiegato cosa sia il denaro e quale sia la sua funzione.

Ammoniva Bertrand Russell: “L’uomo nasce ignorante. L’educazione lo rende stupido”.

Domanda: chi avrebbe interesse a tenerci dentro il recinto?

Di nuovo, costerà fatica accettare il fatto che da centinaia di anni esistano dei Grandi Manovratori che riescono con la loro paziente azione a creare o condizionare ed attivare i grandi eventi della storia (guerre, accordi internazionali, rivoluzioni, ideologie), indicando alle popolazioni mondiali il cammino da seguire.

Non si tratta di poche persone riunite attorno ad un tavolo che decidono delle sorti del mondo, ma piuttosto di un vasto insieme di associazioni neanche segrete (defilate, semmai), unite da interessi convergenti e formate da persone che nel corso dei secoli hanno goduto di posizioni privilegiate all’interno della vita sociale soprattutto nei paesi occidentali.

Associazioni, organismi politici o singoli individui che, partendo da posizioni differenti, si ritrovano attorno ad un Pensiero Unico condiviso.

Le masse lavoratrici sono state sempre asservite dalle classi dominanti culturalmente superiori.

In tempi remoti la situazione all’interno dell’organizzazione sociale era nettamente delineata: al vertice una aristocrazia nobile regnante (faraoni, re, imperatori) per via ereditaria, coadiuvata nella gestione del potere da classi sacerdotali per il controllo delle menti e della cultura, seguite, in linea discendente, da conduttori di eserciti e guerrieri, classe mercantile, lavoratori e schiavi. In secoli più recenti si è assistito ad un cambio radicale per cui le classi borghesi (arricchitesi grazie soprattutto al vantaggio della conoscenza del segreto dell’emissione monetaria), con una astuta gestione della forza invisibile del denaro, sono riuscite a sostituirsi al vertice alla vecchia nobiltà.

Un cambiamento epocale: la sostituzione della vecchia nobiltà ereditaria, da sangue, con la nuova nobiltà da censo.

Per sbarazzarsi una volta per tutte delle monarchie regnanti, l’astuzia è stata quella di rivoltar loro contro le masse con l’illusione della democrazia da raggiungere. Potere al popolo, utilizzato invece come carne da macello in guerre e rivoluzioni prima, illuso poi con la sensazione di poter decidere autonomamente del proprio futuro con le elezioni, nei nuovi Stati costituzionali o di Diritto.

Sappiamo tutti bene come è andata. Le elezioni democratiche si vincono con l’impiego di grandi capitali, e la Grande Usura internazionale, detentrice di enormi capitali, con l’instaurazione della democrazia in tutto il mondo occidentale, si è trasformata in dittatore assoluto dell’intero pianeta. Il grande capolavoro, grazie alla manipolazione del pensiero delle masse (la moderna opinione pubblica), è quello di mantenere sottomesso il popolo, a sua insaputa, dandogli nel contempo l’impressione di essere sovrano.

“È il popolo la preda per cui ci si batte.”

Questa frase, attribuita a Gheddafi ma senz’altro pronunciata da altri prima di lui, sintetizza in maniera egregia il concetto: domare, con bastone e carota, la bestia umana, fornitrice della forza lavoro che fa girare l’economia mondiale e degli eserciti che la controllano.

Gli strumenti di dominio: denaro e controllo dell’informazione. Una disinformazione di massa corrosiva e onnipresente, alla quale la pubblica opinione non può sfuggire perché tutto pervade, vista la potenza dei mezzi impiegati.

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