Partecipando con umiltà e determinazione alla vita politica locale, possiamo cambiare per sempre il futuro della nostra comunità.

 

 

L'articolo 141 bis, comma 2, del Testo Unico Bancario dice che: "Possono emettere moneta elettronica, nel rispetto delle disposizioni ad essi applicabili, la Banca centrale europea, le banche centrali comunitarie, lo Stato italiano e gli altri Stati comunitari, le pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali, nonché Poste Italiane".

Più avanti, all'art. 114 quater  chiarisce che :" Gli istituti di moneta elettronica trasformano immediatamente in moneta elettronica i fondi ricevuti dal richiedente".

Trattasi quindi di moneta elettronica coperta da fondi precedentemente depositati. 

Noi però sappiamo anche che lo Stato italiano non ha perso la propria sovranità monetaria, come molto superficialmente si sente dire da più parti e si legge.

Perciò, se lo Stato emettesse una moneta elettronica nazionale potrebbe risolvere in pochi mesi ogni problema di ordine economico della popolazione, creando milioni di posti di lavoro.

La Regione Sardegna potrebbe tranquillamente mettere in piedi un circuito di Buoni Regionali cartacei ed elettronici a circolazione interna, risolvendo in poche settimane il dilagante disagio economico, offrendo un lavoro dignitoso agli oltre 110 mila disoccupati sardi. 

Il Comune di Oristano potrebbe ugualmente organizzare un circuito di Buoni Comunali cartacei ed elettronici offrendo, in pochi giorni, un lavoro dignitoso a tempo indeterminato ai circa settemila disoccupati e inoccupati residenti in città (statistica della Regione Sardegna del 2013), eliminando per sempre la disoccupazione dalla nostra comunità.

Per quale motivo lo Stato non emette una propria moneta a circolazione nazionale?

Perché, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, l'Italia non è un Paese libero: è militarmente occupato e prigioniero degli "alleati".

Inoltre, gli psicopatici malati di delirio di onnipotenza che governano il mondo attraverso tutta una serie di sigle ingannevoli, non lo permettono. Quando si mette in discussione il monopolio dell'emissione monetaria, diventano intransigenti e capaci di scatenare (sotto altri pretesti) guerre e rivoluzioni colorate, colpi di Stato e assassinii di uomini politici di qualsiasi livello; sono capaci di sottomettere e ridurre in miseria intere popolazioni solamente col terrorismo mediatico scatenato da stampa e Tv di cui pure detengono praticamente il monopolio. Credo che le persone mediamente informate ne siano pienamente consapevoli: è sufficiente dare uno sguardo meno superficiale al passato e al presente.


Perché la Regione Sardegna non emette una moneta regionale sarda o dei semplici Buoni Regionali cartacei ed elettronici?

In minima parte, per gli stessi motivi appena esposti e perché i meschini interessi di partito prevalgono sul desiderio di amministrare ad esclusivo beneficio del Popolo Sardo; in gran parte, per l'ignoranza in materia monetaria che impedisce ai membri del Consiglio Regionale e al Governatore di comprendere a fondo cosa sia la moneta e quale sia la sua semplice funzione.


Perché il Comune di Oristano (o qualsiasi altro Comune sardo) non emette dei Buoni Comunali cartacei ed elettronici risolvendo gran parte dei problemi economici e materiali della nostra comunità?

Solo ed esclusivamente per l'ignoranza da parte dell'Amministrazione Comunale, del Sindaco e degli assessori della materia monetaria, di cosa sia la moneta e quale la sua funzione.

Come mai è così capillarmente diffusa tra la popolazione l'ignoranza dei meccanismi di una corretta emissione di una moneta di proprietà del Popolo senza obbligo di restituzione né creazione di Debito Pubblico?

Perché siamo tutti vittime inconsapevoli della più grande truffa di tutti i tempi e siamo stati di proposito mantenuti ignoranti in materia monetaria. nessuno nella scuola dell'obbligo (e nemmeno nelle facoltà universitarie di Economia) ci ha mai spiegato che la moneta è un semplice documento contabile di cui non ci può essere carenza.

Se questo fatto può rappresentare una scusante per la gente comune, non può esserlo per chi si candida a ricoprire incarichi pubblici adeguatamente retribuiti. Salvo facendo gli amministratori locali con compensi limitati, non ci sono plausibili giustificazioni per consiglieri regionali e parlamentari nazionali con retribuzioni spropositate.

I tempi sono maturi perché le popolazioni mondiali abbiano finalmente la possibilità di avere ciò a cui hanno diritto: una vita serena, senza disagi economici e ansia di sopravvivenza.

Le cose cambiano se la gente comune si attiva. Non abbiamo i mezzi per contrastare i Grandi Usurai internazionali e i Governanti asserviti, ma partecipando con umiltà e determinazione alla vita politica a livello locale, possiamo senz'altro cambiare per sempre il futuro della nostra comunità.

Invito tutti i residenti ad Oristano ad iscriversi al gruppo LISTA CIVICA PER ORISTANO. Tutti assieme, sceglieremo tra la popolazione i candidati che per capacità e qualità morali riterremo (noi, la gente comune) più meritevoli ad amministrare i Beni Comuni  a benefico dell'intera comunità.  

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