UNA LISTA CIVICA IN OGNI COMUNITA'


LISTA CIVICA PER ORISTANO


 
 

Inutile illudersi, il nostro è un percorso obbligato dal quale non riusciamo a deviare e liberarci. Gli eventi dell'agenda globale ci travolgono e ci conducono verso mete prefissate, con il più o meno inconsapevole consenso delle popolazioni. 

Non esiste una volontà popolare: noi, il Popolo, ci facciamo condurre sulla strada indicata dal pastore di turno senza opporre grande resistenza.

La formazione di una élite dominante in qualsiasi comunità umana è fisiologica. La democrazia intesa come potere del Popolo è una necessaria illusione.

La lotta è impari tra chi trama da sempre con quasi illimitati mezzi a disposizione e chi, in guerra senza esserne consapevole, è armato solo di ingenuità e buone intenzioni. 

La nostra può essere solo una lotta di contenimento e rallentamento della disfatta in attesa di un qualche evento imprevisto che ci venga in aiuto. Che può sempre esserci.

L'élite fa programmi a lunga scadenza per perpetuarsi (nei secoli) al potere, mentre noi, i potenziali oppositori, interrompiamo il lungo letargo con improvvise e troppo brevi fiammate. Giusto il tempo di bruciare con rabbia le poche energie e consumare il poco carburante disponibile, prima di riprendere il sonno profondo.

La Narrazione Unica, che tutto pervade, plasma la società tenendoci prigionieri dentro una fiction che va in onda ogni giorno a reti unificate.  Le regole, una volta attentamente immesse in maniera poco percepibile, ora vengono dettate brutalmente e, nonostante si dimostrino palesemente contrarie all'interesse comune, non trovano quasi nessuna resistenza.

Il Potere è impunito: non ha (forse non ha mai avuto) più bisogno di nascondersi.

Una leggera ed inoffensiva opposizione è anzi contemplata e  incoraggiata dalla classe dominante: è parte integrante della fiction.

Non avendo i mezzi per contrastare questo strapotere a livello planetario, abbiamo ancora la possibilità di intervenire a livello locale, partecipando attivamente alle decisioni da adottare nella  comunità in cui viviamo. Una partecipazione diffusa, appassionata, ad esclusivo beneficio della comunità, indipendente da poteri esterni e da intrusioni di partiti di leader romani e milanesi: prima che sia troppo tardi. 


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