Dobbiamo portare la religione e Dio dalla sfera concettuale a quella della vita di tutti i giorni.

 


LA SCIENZA DELLA RELIGIONE

Introduzione - parte seconda

Se Dio non è concepito in modo da non poterne fare a meno quando appaghiamo una necessità, nei rapporti umani, negli affari, quando leggiamo un libro, quando sosteniamo un esame, quando svolgiamo i più piccoli o i più grandi compiti, allora è chiaro che non abbiamo creato nessun rapporto fra Dio e la vita.
Dio può essere infinito, onnipresente, onnisciente, personale e misericordioso, ma questi concetti non sono tanto convincenti da indurci a cercare di conoscerlo. Possiamo benissimo fare a meno di Lui. Dio può essere infinito, onnipresente e così via, ma, nella nostra vita attiva e indaffarata non troviamo un'applicazione pratica e immediata di questi concetti.
Ricorriamo a tali concetti solo quando cerchiamo di giustificare, nelle opere filosofiche e poetiche, nell'arte o nei discorsi idealistici, l'anelito finito per qualcosa di superiore; quando, con tutto il nostro decantato sapere, siamo incapaci di spiegare alcuni dei più comuni fenomeni dell'universo; o quando ci sentiamo smarriti nelle vicissitudini della vita. "Noi preghiamo il Misericordioso soltanto quando ci areniamo", afferma una massima orientale. Diversamente, nella vita di tutti i giorni abbiamo l'impressione di andare avanti benissimo senza di Lui.
Questi concetti stereotipati sembrano le valvole di sicurezza del pensiero umano represso: spiegano che cos'è Dio, ma non ci inducono a cercarlo. Mancano di forza dinamica. Non cerchiamo necessariamente Dio quando lo definiamo infinito, onnipresente, misericordioso e onnisciente. Questi concetti soddisfano l'intelletto, ma non confortano l'anima. Se li rispettiamo e li coltiviamo nel nostro cuore, possiamo elevarci sino ad un certo grado, possono farci diventare morali e sottomessi a Dio, ma non Lo rendono parte di noi, non sono abbastanza intimi per questo: escludono Dio dalle vicende quotidiane della vita.
Quando camminiamo, lavoriamo in una fabbrica, dietro uno sportello o in un ufficio, questi concetti hanno un sapore estraneo, non perché siamo realmente insensibili a Dio e alla religione, ma perché non ne abbiamo un'idea esatta, un'idea che possa essere intessuta nella trama della vita quotidiana. Il nostro modo di concepire Dio dovrebbe esserci di guida ogni giorno, anzi, ogni ora. Il vero concetto di Dio dovrebbe indurci a cercarlo nella nostra vita quotidiana.Questo è ciò che intendiamo per un concetto di Dio che abbia un valore pratico e stimolante.
Dobbiamo portare la religione e Dio dalla sfera concettuale a quella della vita di tutti i giorni.


Commenti