"Noi domandiamo a Gotamo ... si è brahmani per nascita o per le azioni?

Sutta di Vasettho - parte prima



"Noi domandiamo a Gotamo, all'occhio che si è levato nel mondo: si è brahmani per nascita o per le azioni? Spiega a noi che l'ignoriamo come si riconosce un brahmano."

"Io non chiamo brahmano chi tale è nato da un grembo materno: quegli ha il nome di brahmano ma, in verità, è avido di possesso; chi ha rinunciato al possesso, chi è libero da attaccamenti, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale, avendo reciso tutti i legami, non è soggetto a turbamento, che ha superato l'attaccamento, che è svincolato, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale ha strappato la cinghia, la correggia, la fune e la briglia, che si è svegliato e ha rimosso gli ostacoli, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale, innocente, sopporta insulti, percosse e cattività, che fa uso dell'arma potente della sopportazione, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale è immune dall'ira, osservante della norma, di retti costumi, non borioso, domato, giunto alla sua ultima esistenza, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale realizza in questa vita l'annientamento del proprio dolore, che, svincolato dal giogo, ha deposto il fardello, quello io chiamo brahmano.

Il saggio dotato di profonda conoscenza, che ha l'esatta percezione della retta e della non retta via, che ha raggiunto il sommo bene, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale, astenendosi da ogni violenza verso gli esseri viventi mobili e immobili, non percuote e non uccide, quello io chiamo brahmano.

Colui il quale si mantiene imperturbabile fra i perturbati, calmo tra i violenti, libero da attaccamenti fra coloro che ne sono schiavi, quello io chiamo brahmano. 


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