Quando una nazione non ha o non può ottenere la quantità di derrate occorrente al suo popolo, è una nazione povera. Quando quelle derrate esistono e il popolo non può procurarsele con il lavoro onesto, lo Stato è marcio, e non bastano le parole per dire quanto è marcio.




Continuiamo con Ezra Pound e la moneta come il certificato di un lavoro svolto.

Pound ha ben chiara La Grande Truffa celata nei meccanismi  dell'emissione monetaria perpetrata ai danni delle popolazioni e parla di una onesta moneta-lavoro emessa dallo Stato in pagamento di lavoro svolto.

Interpretava la Seconda Guerra Mondiale come la volontà della Grande Usura internazionale (che era persino riuscita a far alleare occidente capitalista e Unione Sovietica comunista) di distruggere i Paesi che avevano osato proporre una onesta moneta-lavoro in sostituzione di quella degli usurai, dando un pericoloso esempio al mondo intero. 

Ecco alcune frasi estratte dagli scritti di Pound che aiutano a chiarire il suo pensiero:

"Considerando la moneta come un certificato del lavoro svolto, il mezzo più semplice di mantenere la moneta distribuita (in buoni di credito a valore legale) è di mantenere il lavoro distribuito.

Col fenomeno della moneta-lavoro si può adoperare moneta dove prima si adoperava il credito.

Il valore è dovuto in gran parte al lavoro.

La giustizia sociale domanda uguali vantaggi a tutti. Il vantaggio della moneta-lavoro deriva principalmente da un fatto solo. Il lavoro non è monopolizzabile. Cioè, non è possibile espropriare la comunità della sua moneta.

Il carattere sociale della moneta (e la collettivazione dei profitti del sistema monetario) ne fanno lo strumento per eccellenza per risolvere il problema di distribuire a tutti ciò che viene prodotto: "Senza definire il problema centrale dell'economia non si può costruire una scienza. Questo problema non è altro che quello di far mangiare e vivere bene un popolo intero."

... tutto il denaro circolante nel paese è un mucchio di biglietti, che serve ad assicurare l'equa ripartizione degli alimenti e degli altri beni esistenti nel paese.

... chi vuole scrivere un opuscolo sul denaro ... non deve far altro che mettere in evidenza certi fatti già noti da 20 o talvolta 2.000 anni.

Bisogna rendersi conto dello scopo del denaro. Se pensate che è una trappola per acchiappare i gonzi, o un mezzo per sfruttare il pubblico, sarete ammiratori del sistema bancario operato dai Rothschild e dai banchieri di Wall Street. Se pensate che è un mezzo per estrarre profitti dal sudore del popolo, sarete ammiratori della borsa.

L'autorità dello Stato a garanzia del biglietto stampato offre la base migliore ad una circolazione equa ed onesta.

I Cinesi si resero conto di questo più di 1.000 anni fa; ne è la prova il biglietto di Stato (non di banca) della dinastia Tang.

Il diritto di emettere denaro (biglietti) e di stabilire il valore è attributo squisito della Sovranità.

... toccherà al Governo curare la stampa dei biglietti e provvedere affinché vadano in mano agli aventi diritto.

... quella nazione che abbandona lo strumento per misurare gli scambi alla mercé di forze estrinseche alla nazione, è una nazione in pericolo; è una nazione priva di sovranità nazionale. E' una nazione ricca di cretini incompetenti che scivolano verso la rovina.

La sovranità nazionale è insita nel diritto di emettere titoli o mandati quantitativamente determinati che hanno diritto ai beni, cioè di emettere denaro.

Il denaro statale, che riposa sulla ricchezza nazionale, deve rimpiazzare l'oro manipolato da usurai internazionali.

Negli Stati Uniti e in Inghilterra il volume del denaro è insufficiente (al momento di scrivere: 1939). Non circola in mezzo alla popolazione un numero sufficiente di biglietti per permettere l'acquisto di quanto ad essa occorre, e ciò nonostante il fatto che le merci si trovano nei magazzini o marciscono sui moli.

Quando una nazione non ha o non può ottenere la quantità di derrate occorrente al suo popolo, è una nazione povera. Quando quelle derrate esistono e il popolo non può procurarsele con il lavoro onesto, lo Stato è marcio, e non bastano le parole per dire quanto è marcio. "



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