PARLIAMO DI CALCIO : MILAN - JUVENTUS !!

     L'emissione monetaria         LA GRANDE TRUFFA      È praticamente impossibile comprendere la storia e la geopolitica mondiale senza avere un'idea precisa di cosa sia il denaro e quale la sua funzione



                                             


Capitolo V

                                      L'emissione del denaro          


In conclusione parliamo un po’ di calcio, per evadere.

È il trucco usato dagli Usurai per anestetizzarci, l’intrattenimento televisivo per rinchiuderci nel mondo virtuale, il  panem et circenses dei romani.

Ma noi usiamo il calcio per far ragionare, non narcotizzare, il nostro cervello.

Milan - Juve

Domenica c’è Milan – Juventus a San Siro. Forza Juve!

Giocando in casa, tutto il lavoro di preparazione della partita è sulle spalle del Milan. I dirigenti del club contrattano imprese di pulizia per tirare a lucido lo stadio, chiamano i giardinieri per curare il tappeto erboso, fanno controllare i riflettori, prendono accordi con giornali e televisioni per pubblicizzare l’incontro, pagano profumatamente calciatori e allenatori. Come nella società degli uomini, c’è tanto lavoro da svolgere e una moltitudine di persone coinvolte.

Le squadre di calcio sono un microcosmo, il lavoro è ripartito tra tutti per il raggiungimento del bene sociale: l’incasso della partita, il reddito da distribuire.

Un dirigente va a ritirare gli 80 mila biglietti d’ingresso fatti stampare dalla Tipografia Centrale. Con sua grande sorpresa, invece delle poche migliaia di euro che si aspettava di dover pagare per il semplice lavoro di stampa dei biglietti, il tipografo chiede l’intero valore nominale impresso su ciascuno di essi: 100 euro per ogni biglietto di tribuna centrale coperta, 60 euro per quelli di tribuna laterale, 20 euro per le curve.

Al dirigente viene da sorridere. La Tipografia Centrale vorrebbe impossessarsi di tutto l’incasso solo per aver stampato i mezzi di scambio che lo rappresentano.

Il Milan fa tutto il lavoro per produrre un reddito, il tipografo vorrebbe sottrarglielo.

Secondo voi, a chi dovrebbe andare l’incasso?

La risposta è scontata, pare ridicolo anche porsi la domanda. Un onesto dirigente del Milan, nonostante l’offerta del tipografo di una generosa fetta della torta da spartire, non si presta a partecipare ad una truffa tanto ignobile.

Ebbene, ciò che in questa metafora appare tanto assurdo succede quotidianamente e in maniera ancor più grave nella vita reale. Noi, il popolo, facciamo tutto il lavoro fisico. Dovremmo dividerci l’incasso, ma i nostri dirigenti/rappresentanti politici acquistano i biglietti al valore nominale, consegnando quindi alla Banca d’Italia/Tipografia Centrale tutto l’incasso, il frutto del nostro lavoro.

La popolazione fa tutto il lavoro, le banche prendono l’incasso. Il popolo semina, i banchieri raccolgono i frutti.

Tutta la ricchezza prodotta finisce nelle mani della Grande Usura. I politici consegnano ai banchieri, con le obbligazioni di Stato garantite dal prelievo fiscale, il reddito nazionale da noi prodotto, in cambio di banconote costate il valore della stampa.

La Banca Centrale, per nostra sfortuna, a differenza della Tipografia Centrale, non si è ancora imbattuta in dirigenti onesti.

Il dirigente del Milan ha una soluzione facile facile: si rivolge ad un’altra tipografia. A noi ciò non è permesso, perché in ciascun Paese c’è una sola Banca Centrale, con il monopolio dell’emissione monetaria.

Noi siamo costretti dai nostri governanti a comprare quei biglietti al valore nominale impresso su di essi, gravati per di più di un interesse assassino.

Il dirigente che acquista quei biglietti al valore nominale mette il Milan in  grande difficoltà: dopo aver pagato operai e calciatori, i soldi rimasti non sono sufficienti per saldare il debito con la Tipografia Centrale.

Che fare?

Il Milan è costretto a riprendersi dai lavoratori con vari pretesti gran parte dello stipendio appena consegnato, per tentare di saldare il debito con il tipografo. Agli operai rimangono giusto i soldi per pagare l’affitto, la luce, il gas, l’acqua, il ritiro rifiuti, la rata dell’auto, il bollo, l’assicurazione, la benzina per andare al lavoro, il canone Rai, i vestiti e il pane.

Ed il tipografo?

Essendo riuscito a convincere col denaro o con la violenza i dirigenti di tutte le squadre, controlla gli incassi di tutte le partite. Sottrae alle squadre di tutto il mondo la ricchezza prodotta con il loro lavoro.

Il Governo, invece di far stampare gratuitamente i biglietti dal Ministero del Tesoro, preferisce prenderli in prestito ad interesse dal banchiere e lasciare noi nei guai: con il nostro lavoro dovremo ripagare, con un abnorme prelievo fiscale, il debito contratto con la Banca Centrale e tentare allo stesso tempo di sopravvivere.   Impossibile.

Più avanti capiremo perché il debito gravato da interesse è di per sé inestinguibile. All’interno dell’attuale sistema monetario è matematicamente impossibile riuscire a vivere tutti dignitosamente e contemporaneamente estinguere il debito con la Banca Centrale.

Per quale motivo continuiamo a lavorare se l’incasso è già stato scippato nel primo passaggio tra Governo e Grande Usura internazionale?

Non ne siamo consapevoli, la truffa si compie davanti ai nostri occhi, ma noi non la percepiamo. Per chi stiamo dunque lavorando?

Per i Grandi Usurai apolidi.

Chi sono?

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