LA LEGGE DELLA REINCARNAZIONE


 


Alcune persone nascono con un carattere piacevole; tutti si sentono attratti da loro. Alcuni non piacciono mai a nessuno.

 Altri non piacciono né dispiacciono; vengono semplicemente ignorati. Perché? Il Dio imparziale non è responsabile della distribuzione ineguale delle qualità attraenti. Le differenze nei caratteri di tutti gli uomini sono di coltivazione propria. Ogni uomo ha creato da sé le proprie caratteristiche, in questa vita oppure in vite passate. Sarebbe una grande ingiustizia se Dio fosse responsabile per il fatto che alcuni bambini iniziano la loro vita col vantaggio di buone, piacevoli qualità, e altri con lo svantaggio di qualità cattive e sgradevoli. Ma non fu Lui a stabilire tendenze cattive in certi bimbi e tendenze buone in altri, perciò non possiamo ritenerLo responsabile di questo.

Dio creò tutti gli uomini uguali, fatti a Sua immagine. Per trovare giustificazione alle apparenti disuguaglianze degli uomini, dobbiamo comprendere la legge della reincarnazione. La conoscenza di questa legge fu sepolta e dimenticata durante le epoche oscure. Gesù parlò della reincarnazione quando disse: "Elia è già venuto, e non lo hanno riconosciuto". I discepoli compresero allora ch'egli aveva loro parlato di Giovanni Battista". L'anima apparsa in un'incarnazione come Elia ritornò in un'altra incarnazione come Giovanni Battista.

 Questa vita non avrebbe scopo se non ci desse sufficienti occasioni di sviluppare le nostre capacità potenziali  e soddisfare i nostri desideri. Senza la reincarnazione, come opererebbe la divina giustizia in quelle anime che non hanno la possibilità di esprimersi perché sono rinchiuse nel corpo di un bimbo che nasce morto, o di uno che forse vivrà solo fino all'età di sei anni? 

 Senza

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