LA MORTE È SOLTANTO UN SONNO PIÙ PROFONDO, IN CUI L'ANIMA VIVE NEL CORPO ASTRALE SENZA LA COSCIENZA DEL CORPO FISICO.


 


La parola "morte" è un termine decisamente errato, perché non c'è morte; quando siete stanchi della vita, vi togliete semplicemente il soprabito di carne e ritornate al mondo astrale.

"Le Scritture indù affermano che l'anima dell'uomo è racchiusa in tre involucri successivi: il corpo causale o corpo-idea, un sottile corpo astrale e un denso corpo fisico. Il mondo astrale è il regno sottile delle forze più fini nel quale l'anima, ancora racchiusa nei corpi astrale e causale, si ritira dopo la morte fisica per continuare là la propria educazione e la propria evoluzione spirituale, fino al momento in cui si reincarnerà sulla terra."

Morte significa fine. Un'automobile i cui pezzi si sono logorati è morta; è arrivata la sua fine. E così, nella morte, il corpo fisico è giunto alla sua fine. Ma l'anima immortale non può morire. Ogni notte, nel sonno, l'anima vive priva della coscienza del corpo fisico; tuttavia non è morta. 

La morte è soltanto un sonno più profondo, in cui l'anima vive nel corpo astrale senza la coscienza del corpo fisico. Se la perdita della coscienza del corpo fisico significasse la morte dell'uomo, l'anima morirebbe quando ci addormentiamo. Ma non siamo morti quando dormiamo; né siamo completamente incoscienti, perché al risveglio ricordiamo se abbiamo dormito bene o no. Così nello stato dopo la morte, noi non siamo morti.

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