LA PUNIZIONE DIVINA NON ESISTE


 Esiste la punizione nella saggezza della Kabbalah?

Rabbi Laitman: Non c'è punizione. Il sistema non funziona in quel modo. Ciò che sembra una punizione è anche una correzione.

Intervistatrice: Come detto prima, è un'opportunità?

Laitman: Non c'è punizione, ma piuttosto un esame minuzioso in modo da poter correggere ciò che c'è da correggere.

Int.: Come può una persona non sentirsi colpevole di qualcosa di male che può aver commesso?

Laitman: Come stiamo dicendo, non c'è alcun colpevole di niente.

Int.: Perché?

Laitman: Perché, per iniziare, viene sotto forma di sistema errato, che dobbiamo correggere. Pertanto, non siamo da biasimare. Sarebbe come dare a un bambino le Lego o qualcosa di rotto, e chiedere che lo ripari, che lo metta assieme, come un puzzle, per esempio. Così è come impariamo. Non puoi apprendere da qualcosa, a meno che non lo rompa e lo ricostruisca.

Int.: Cosa c'è esattamente di non funzionante nel sistema.

Laitman: Noi non funzioniamo come dovremmo. Non comprendiamo gli altri perché i nostri desideri sono egoistici. Non vogliamo capire o avvicinarci agli altri, essere troppo coinvolti.

Int.: Come dire, siamo troppo concentrati su noi stessi. Sentiamo ciò che succede a noi, piuttosto che ciò che succede agli altri.

Laitman: Esatto. 

Int.: Questo è perché non funzioniamo a dovere?

Laitman: La connessione tra noi non funziona.

Int.: Come si può riattivare?

Laitman: Questo è ciò di cui si occupa la Kabbalah. E' la conoscenza della correzione. Dobbiamo iniziare a formare piccoli gruppi entro i quali rendere reale questa correzione tra noi. La correzione più importante avviene attraverso la luce riparatrice, noi attiriamo una speciale forza superiore dalla forma corretta del desiderio, chiamiamola il karma corretto, che già esiste, ma che ancora non riusciamo a raggiungere. Da lì otteniamo una forza, e questo è dove la nostra futura forma corretta esiste. Possiamo trarre da lì questa forza, e ci correggerà e ci trascinerà nella corretta futura forma. Questo è come possiamo velocizzare il nostro sviluppo e raggiungere la buona vita.

Int.: Com'è questa forma corretta?

Laitman: Che tutti noi perdiamo il nostro egoismo, il senso dell'Io individuale, ed invece sentire che siamo tutti connessi come parti di un grande sistema integrato, un sistema globale del quale fanno parte anche il mondo minerale, vegetale e animale. Solo che in questi mondi non c'è il libero arbitrio, solo gli umani lo hanno. Ed anche tra le persone ci sono quelle che sono più o meno indipendenti, ma col tempo ciascuno deve far parte dell'unico Desiderio di Ricevere di cui fanno parte molti desideri individuali, ciascuno di loro corretto. Che vuole essere connesso con chiunque altro, veramente come un unico uomo e un unico cuore. 

Int.: Quindi il kabbalista in pratica sente di essere parte integrante della Natura, dell'Umanità, di questo intero sistema che gli sta attorno?

Laitman: Sì e no. Capisce dov'è, e cosa ancora c'è da correggere

Int.: Quindi le nostre azioni, buone o cattive, sono in pratica il modo in cui ci presentiamo verso questa unità di cui lei parla?

Laitman: La futura unità.

Int.: Ha parlato di libertà di scelta, che cos'è il libero arbitrio?

Laitman: Consiste nell'andare verso il libero arbitrio, avere a che fare con il nostro individuale, egoistico, piccolo Desiderio di Ricevere. Questo è ciò che il libero arbitrio è: questo o quello. 

Int.: Ha anche affermato che se qualcosa di male succede ... è in effetti un'opportunità. Come si può correttamente interpretare questa opportunità?

Laitman: E' qualcosa che una persona non può fare da sola. Deve entrare in un gruppo e capire come l'intero sistema funziona a causa della connessione tra tutto. Una persona non può essere sola, è preferibile formare gruppi di dieci persone, e allora c'è un metodo. Nel senso di vedere cosa c'è da fare all'interno del gruppo, che tipo di relazioni, come connetterci, parlare, agire, studiare, apprendere, esaminare noi stessi. Siamo più vicini o più lontani tra noi? Questo è l'intero lavoro all'interno del gruppo di dieci. Di solito è preferibile che ci siano dieci persone che vogliano unirsi in questo modo, e poi nel loro insieme possono adattarsi al superiore sistema che tutto ingloba nella Natura. All'interno di questi dieci si può esaminare, apprendere, indagare, capire e connettere sé stessi con l'insieme della Natura.

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