INDIPENDENTZIA ! La lotta dell'Indipendentismo Sardo alla disoccupazione

                                                           INDIPENDENTZIA! 

                      La lotta dell'Indipendentismo Sardo alla disoccupazione


In uno Stato amministrato a beneficio dell’intera comunità e non nell’interesse egoistico di pochi privilegiati, la piena occupazione è un traguardo facilmente raggiungibile.

Un Popolo onesto e bene organizzato che emette una moneta nazionale di proprietà popolare per avviare la produzione, la distribuzione e il consumo dei beni prodotti dal lavoro di trasformazione delle (poche o abbondanti) risorse naturali disponibili, può eliminare per sempre la disoccupazione offrendo un lavoro dignitoso a ciascun membro della comunità.

La corretta emissione monetaria, abbinata ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse naturali presenti sul territorio, offre sorprendenti possibilità di sviluppo di una economia di scambi di beni e servizi e conseguente benessere diffuso.

L’unico ostacolo a tale ideale condizione è il fatto che il benessere collettivo non è l’obiettivo dei personaggi che al momento governano il mondo prescindendo dai risultati elettorali. Per loro, una popolazione mondiale consapevole e benestante sarebbe più difficile da manipolare.

Molto meglio, per questioni di dominio e controllo sociale, una popolazione confusa, con un futuro incerto e con i singoli individui in costante lotta tra loro per la sopravvivenza.

Una massa tenuta di proposito ignorante, senza saldi valori morali e in un eterno conflitto di tutti contro tutti per accaparrarsi i pochi soldi disponibili, è la loro condizione ideale.


È il Popolo la preda per cui ci si batte”, diceva Gheddafi e altri saggi prima di lui.


Il tentativo di offrire all’Indipendentismo Sardo uno strumento per combattere la disoccupazione in Sardegna è il principale motivo che mi ha spinto a scrivere questo breve testo che avete tra le mani. Nelle pagine del libro viene presentato un Progetto che, all’interno della cornice legale disponibile, può creare decine di migliaia di posti di lavoro senza entrare in contrasto con leggi nazionali e trattati internazionali.

Dopo decine di infruttuosi tentativi con sindaci e amministratori comunali purtroppo limitati da vincoli a partiti e leader di Roma e di Milano, ho deciso di concentrare gli sforzi sui numerosi sindaci e consiglieri comunali indipendentisti presenti in diversi Comuni della Sardegna. I primi incontri fanno ben sperare, in virtù di una loro maggiore autonomia decisionale e sensibilità verso i problemi delle comunità amministrate. Questo testo vuole essere un umile manuale sempre disponibile per i coraggiosi amministratori indipendentisti che vorranno intraprendere questa lotta alla disoccupazione.


Secondo recenti aggiornamenti statistici regionali, a Gennaio/Febbraio 2021 c’erano in Sardegna oltre 140 mila disoccupati. Questo secondo statistiche ufficiali alquanto vaghe: offrono molte percentuali, ma pochi numeri esatti. É facile prevedere che la cifra possa essere ulteriormente aumentata dopo altri sei lunghi mesi di chiusure forzate delle attività a causa di un virus manipolato in laboratorio e poi diffuso con le peggiori intenzioni.

Oltre all’obiettivo di offrire un lavoro dignitoso a questa troppo ampia fascia di nostri conterranei che il Progetto Nuraghes si prefigge, non può sfuggire ad un lettore attento quale potenziale strumento di richiamo attorno all’Indipendentismo Sardo possa la lotta alla disoccupazione rappresentare per gli oltre centoquarantamila disoccupati sardi.

Con tutte le positive prospettive possibili e immaginabili.










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