Cosa possiamo fare?


UN ALTRO MONDO È POSSIBILE SE IL POPOLO SOVRANO ESERCITA LA PROPRIA SOVRANITA'

In un momento così difficile della nostra vita individuale e dell'intera comunità umana la domanda da porsi è: noi, il Popolo, la gente comune, come possiamo opporci all'arroganza del potere? Cosa possiamo fare per contrastarlo efficacemente?

Resistere non sarà sufficiente, se non reagiamo con delle contromosse intelligenti. Manifestare occasionalmente o anche di frequente in piazza è senza dubbio utile e incoraggiante per capire che siamo in tanti ad opporci, ma a lungo andare l'entusiasmo iniziale si affievolisce, inevitabilmente, per  vari motivi:  mancanza di fondi e di mezzi, e per lo scoramento e il senso di impotenza che subentrano di fronte ai non eccezionali risultati raggiungibili. 

Abbiamo visto in post precedenti come noi, il Popolo, in Italia, siamo stati con l'inganno tagliati completamente fuori dalla gestione del potere. Non abbiamo modo di condizionare le decisioni dei nostri governanti. Ancora più evidente risulta la nostra impotenza nei confronti dei centri di potere internazionali che governano a piacimento l'intero pianeta.

Questo tentativo di instaurare una dittatura globale non si fermerà certo davanti alle nostre manifestazioni di piazza: andrà avanti tra incrementi di restrizioni e opportune pause non appena la nostra reazione si farà più decisa. Ma il Potere è sempre in assetto di guerra. Gli uomini che lo gestiscono hanno occupato tutti i posti chiave e hanno gli strumenti e il denaro per continuare fino a quando noi non glielo impediremo.

Quindi: come potremo fermarli e invertire la rotta a nostro beneficio?

Nessuno per adesso ha una risposta valida. O meglio, ci sono tante risposte individuali che non sono efficaci proprio per questo motivo: sono iniziative isolate.

Noi, il Popolo, abbiamo un'arma micidiale a disposizione: il numero.

Dobbiamo, però, prima di ogni altra azione, compattarci in maniera intelligente. La qual cosa non è facile, sempre per gli stessi motivi: mancanza di denaro, di mezzi di comunicazione (Tv e giornali) e di tempo.

Obiettivo iniziale: unirci, compattarci almeno a livello locale. Formare una comunità orizzontale, non verticistica, di persone con un unico obiettivo: opporci al Potere per recuperare la sovranità popolare.

Cosa voglio dire? Formare una comunità parallela formata da persone che vogliono poter intervenire sulle decisioni che ci riguardano tutti. Organizzarci a livello nazionale non è così semplice, ma farlo a livello locale è alla nostra portata. Per esempio: in cittadine delle dimensioni di Oristano, Cabras, Terralba, formare un Consiglio Comunale Popolare, parallelo a quello ufficiale, un Comitato di Cittadini al quale può iscriversi chiunque, SENZA SELEZIONI ED ELEZIONI. Non necessariamente in contrapposizione col Consiglio Comunale eletto, ma espressione popolare, indipendente, con all'ordine gli argomenti più importanti per noi, la popolazione.

Naturalmente sorgerà dove ci saranno dei volontari interessati. Qualora non si offrano volontari partecipanti, vorrà dire che in quella cittadina non ci sono problemi da risolvere o i cittadini sono contenti di subire senza opporsi. 

Essendo per noi impensabile, sempre per mancanza di fondi e di mezzi, agire a livello nazionale, dobbiamo obbligatoriamente iniziare da un livello prima locale per poi espanderci in tutta la Sardegna. 

Da ogni Comitato locale verrà nominato un rappresentante che parteciperà ad un Comitato Regionale. Tutte le riunioni dovranno essere aperte al pubblico, perché non ci deve essere niente da nascondere.

Naturalmente, l'autorità di questi Comitati sarà tanto maggiore quanto maggiore il numero dei partecipanti e quanto più elevata la qualità delle competenze che saremo capaci di riunire nel lungo periodo.

Possiamo sfruttare le manifestazioni contro il green pass, raccogliendo adesioni ad un primo comitato di volontari coraggiosi, convinti e decisi che si riuniscano più o meno regolarmente o quando necessario per mettere giù un piano d'azione da presentare poi in una conferenza pubblica.

Un nucleo iniziale di volontari,sempre aperto a nuove adesioni, per individuare un percorso comune che alimenti speranze e infonda coraggio ai più indecisi, affinché capiscano che un Popolo unito diventa invincibile e trasformare una massa anonima e divisa in un Popolo consapevole e difficile da piegare. 

Se veramente vogliamo libertà, giustizia, il rispetto dei nostri diritti dobbiamo vigilare costantemente, senza aspettare che siano già calpestati. Non è vero che non possiamo far niente contro un Potere troppo forte. Questo è ciò che tendono a farci credere per scoraggiarci e convincerci di essere impotenti.

 Non è così: noi siamo il Popolo sovrano e loro i nostri servitori lautamente retribuiti. Ma dobbiamo ricordarci di esercitare la nostra sovranità, altrimenti loro si collocano su un piedistallo e noi continueremo ad essere gli ingenui servitori ridotti in miseria. 

Non possiamo lasciare il futuro della Terra in mano a pochi psicopatici malati di delirio di onnipotenza. Un Popolo unito diventa invincibile. Il nostro mancato coinvolgimento nelle decisioni da adottare che ci riguardano ci ha portato all'incredibile situazione che stiamo vivendo. 

Chi mai avrebbe potuto pensare solo a Febbraio dello scorso anno tutto ciò che poi abbiamo dovuto vivere?

Noi, il Popolo, siamo proprietari di tutto ciò che esiste: il nostro territorio, le risorse naturali, i Beni Comuni. Ma: è arrivata la globalizzazione.

La globalizzazione è la PRIVATIZZAZIONE DEL MONDO. 

Pochi furbastri hanno deciso di impadronirsi delle risorse di tutti.

Se non ci opponiamo, tra poco non ci rimarrà più niente, perché nella privatizzazione sono incluse anche la nostra libertà e la nostra dignità. Non possiamo permetterlo. Siamo ancora in tempo per iniziare una opposizione decisa, dignitosa, consapevole.

Dipende tutto da noi: le cose si muovono solo se noi ci attiviamo. 



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