LA REALIZZAZIONE DEL SÉ


L'ANIMA REGINA TORNA A GOVERNARE IL REGNO CORPOREO SPIRITUALIZZATO


 

Quanto più lo yogi mediterà profondamente e quanto più riuscirà a conservare gli effetti benefici della meditazione, restando fedele alle ridestate virtù e percezioni dell'anima e manifestandole nella vita quotidiana, tanto più il suo corpo diverrà un regno spirituale. La realizzazione del Sé che si va manifestando in lui rappresenta il trionfale ritorno dell'Anima regina, la quale si insedia nuovamente nel suo regno. Quando infatti l'Anima regina e la sua nobile corte (l'intuizione, la pace, la beatitudine, la calma, l'autodisciplina, il controllo di sé e della propria energia vitale, la forza di volontà, la concentrazione, il discernimento e l'onniscienza) governano il regno del corpo, quali straordinari cambiamenti si manifestano nell'uomo comune!

Lo yogi vincitore della battaglia della coscienza ha superato gli attaccamenti che l'ego privo di discernimento mostra nei confronti degli attributi e delle classificazioni di questo mondo (come "Io sono un uomo, un americano, peso un tot di chili, sono un milionario di questa città", e così via) e ha liberato l'attenzione da tutti i vincoli delle illusioni di cui un tempo era prigioniera. L'attenzione dello yogi, che prima osservava il creato soltanto con i fari dei sensi, rivolti esclusivamente al mondo esterno, è ora libera di ritirarsi in un regno infinito, che solo i riflettori della percezione interiore rendono visibile ... Quando infatti i fari della percezione sono distolti dalla materia e orientati verso il regno interiore, essi rivelano allo yogi la dimora segreta dello Spirito, nella sua eterna bellezza e nella sua gioia perenne, immanente in tutta la creazione ...

L'uomo liberato nelle cui mani immacolate è interamente affidato il regno divino del suo corpo non è più un comune essere umano dotato della limitata coscienza dell'ego. In realtà egli è l'anima, una forma individualizzata della Beatitudine sempre esistente, sempre cosciente, sempre nuova, un puro riflesso dello Spirito, dotato di coscienza cosmica ...

Con il potere della vera intuizione, egli sente l'eterno fremito della Beatitudine palpitare in ogni particella del suo piccolo corpo, come pure nel suo immenso Corpo cosmico dell'universo e infine nella propria natura di entità assoluta, tutt'uno con lo Spirito eterno, al di là della creazione manifesta ...

Questa è la realizzazione del Sé, la condizione innata dell'uomo in quanto anima, puro riflesso dello Spirito. I sogni delle incarnazioni sono rappresentati sullo schermo illusorio della coscienza individuale, ma in realtà l'uomo non è mai separato da Dio neppure per un istante. Noi siamo il suo pensiero, Egli è la nostra essenza. Da Lui proveniamo, in Lui dobbiamo vivere come manifestazioni della sua saggezza, del suo amore e della sua gioia, in Lui il nostro ego dovrà tornare a fondersi, entrando nello stato di veglia perenne e senza sogni della Beatitudine eterna.

Commenti