NON SI TRATTA DI VIRUS ...

 LA MADRE DI TUTTE LE TRUFFE

ALBERTO CONTI - COMEDONCHISCIOTTE.ORG


E’ la truffa sistemica. Inutile girarci intorno, con fiumi di parole forse utili ma anche dispersive. Questo è. Questa

 è la dimensione nella quale nasce e si colloca, quella dell’intero sistema sociale (1). E di questo si nutre

 crescendo progressivamente, fino a consolidarsi nella attuale dittatura del terrore e del ricatto. No, non m

i riferisco esclusivamente alla questione covid-19, che rappresenta solo l’ultima tappa di un percorso

 immensamente più lungo, che allunga le sue radici temporali fin dagli albori della civiltà umana.

Prima fu la magìa, che rivaleggiava con la forza fisica per il primato del potere sul clan, con tutto il suo carico di simbolismi archetipici e spirituali (2)

Poi arrivarono i primi scambi commerciali, dentro e fuori i gruppi sociali, le tribù, i popoli.

Dal baratto al denaro il passo fu lungo e multiforme, ma alla fine fu sempre più chiaro che questo strumento, tanto artificiale quanto utile e necessario alle società complesse, si prestava anche ad essere gestito in modo da produrre potere elitario, in forme subdole e perciò stesso incontrastate.

Dal denaro-merce, in forma di monete in metallo pregiato, si arrivò via via alla forma moderna e più autentica del denaro convenzionale legalizzato (3), rappresentato in forma scritturale, prima come banconote e poi anche come semplici registri contabili cartacei, della banca. Infine s’impose la moneta scritturale su supporto elettronico, che consente una totale gestione centralizzata del denaro, comprese le transazioni minimali. Grazie alla tecnologia informatica si aprono così nuovi e ben più vasti orizzonti al controllo della gestione delle transazioni monetarie e soprattutto del risparmio gestito, superando anche le precedenti leggi economiche che limitavano l’espansione indiscriminata delle masse monetarie aggregate (causa rischio inflazione).

Ma con il progredire della tecnica e della civiltà il sistema sociale diventa sempre più complesso e articolato, tanto da rendere indispensabile un ordinamento unificato, fondato su regole certe e condivise, compreso il corpo normativo che costituisce l’essenza stessa della moneta e della sua gestione.

Da “l’état c’est moi” di Luigi XIV re di Francia fino all’utopia democratica, il comune denominatore è l’unificazione della gestione sistemica, che poggia su una qualche forma di patto sociale, di assetto legislativo condiviso e garantito dalle varie componenti dell’autorità statale. Uno Stato che però va gestito da funzionari scelti, che fanno capo al potere costituito e istituzionalizzato. Niente di meglio di una tale struttura complessa per infiltrare il vero potere nascosto, quello dei mandanti delle politiche gestionali che governano i flussi d’energia all’interno del sistema sociale, cioè del denaro. Il passo successivo è quello di un globalismo totalitario e livellante che supera i “limiti particolaristici” degli stessi Stati, verso un controllo univoco e sempre più elitario del sistema mondo.

Per farla breve, tra storia e attualità, la concezione del denaro nata nella dimensione individuale, del singolo scambio commerciale di valori concreti, si sposta gradualmente verso la dimensione sociale normata a livello sistemico, di un debito/credito astratto, “morale”, di ciascuno verso il tutto della realtà sociale. Niente di nuovo sotto il sole, gli stregoni continuano a governare il mondo, solo che ora possono nascondersi, per meglio eludere i loro ingannevoli maneggi. E il denaro diventa così il dominus di una nuova religione nichilista, imposta e sostanzialmente fraudolenta, ma rigorosamente normata e istituzionalizzata, resa legale “ope legis”, per l’appunto, come fosse l’unica modalità logica e possibile, e quindi indiscutibile (There Is No Alternative (4)).

Già, ma dove sta l’inganno? Nelle mille forme della gestione del denaro selezionate per favorirne l’accumulo elitario a spese delle masse governate in senso sempre più fatalmente schiavistico, secondo un modello sociale piramidale, stratificato in classi sociali in funzione della ricchezza posseduta (con l’aggiunta ancor più inquietante di un vertice della piramide separato verso l’alto e ben distinto dalla base (5)).

Non esiste mai la ricchezza e la povertà in senso assoluto, ma esiste sempre la ricchezza e la povertà in senso relativo, comparativo. L’indice di divaricazione (6) tra le masse impoverite e l’élite smodatamente arricchita fornisce la misura del dispotismo imperante, della sconfitta dell’utopia democratica e libertaria. Ovviamente si giustifica ideologicamente (7) questo abominio proprio in nome della “Libertà”, sdoganando come normale, e anzi meritorio, qualunque livello di divergenza nella distribuzione delle ricchezze, aggiungendo così al danno la beffa.

In tutto ciò le masse vessate, alla base della piramide, non sono certo incolpevoli, in quanto consentono irresponsabilmente che la gestione del denaro sia di tipo privatistico piuttosto che condiviso pubblicamente nella sostanza, in nome di una “indipendenza” del gestore della moneta dalla corrotta e vituperata “politica”, che pure continua a riconoscere e confermare la necessaria autorevolezza e autorità operativa al sistema bancario privatizzato, non potendo fare altrimenti (8). E nessuno che si chieda: corrotta da chi? Forse perché i cortocircuiti logici sono indigesti alle menti indebolite e plagiate dai media mainstream, indotte a delegare tutto con cieca ed ingenua fiducia nello strapotere sistemico costituito, contro il quale comunque nulla può il singolo cittadino isolato.

Purtroppo questo è un problema socioculturale di difficile soluzione, peraltro opportunamente osteggiata e corrotta fin dalla sua premessa iniziale, l’istruzione e la formazione scolastica ed universitaria, dagli stessi gestori universali, noti anche come i defilati “padroni universali”.

Non a caso costoro si erano già impadroniti preventivamente anche dell’industria del marketing, dell’informazione e dell’intrattenimento, per meglio veicolare ed imporre la loro falsa e deviante ideologia a copertura della truffa sperequativa.

E finalmente arriviamo ai giorni nostri, alla maniacale e dispotica questione vaccino-sanitaria della covid-story, e a come si lega alla secolare truffa monetaria. Ci vorrebbe un libro intero per meglio descriverla diffusamente, ma molti spunti già emergono dalla realtà osservabile, e i più acuti analisti li hanno già colti e divulgati molto meglio di quanto possa tentare di sintetizzare qui.

Come per le recenti “pandemie”, non ci si arriva così d’emblée, ma per successivi tentativi e fallimenti, fino al pieno “successo” a lungo pianificato dai gestori universali, che comunque si trovano a dover affrontare a modo loro le improrogabili scadenze storiche autoprodotte.

Ricordate la suina, l’aviaria, l’ebola, la sars-cov-1? Tutte piaghe mandate da Dio, nella narrazione ufficiale, ma da un Dio piuttosto inetto nella sua collera punitiva. Ma eccoci finalmente al 2019, con un virus tutto sommato non dei peggiori, ma che ha fatto centro, anche se inspiegabilmente visti i numeri del presunto disastro sanitario (9).

Ricordate Bretton Woods (1944) e la sua fine ingloriosa (1971)? E poi le “torri gemelle” (2 + l’edificio misconosciuto, il WTC 7) del 2001, il misterioso fallimento (mutui subprime?) di Lehman Brothers del 2008, la crisi del debito sovrano del 2011 (10) ? Tutti presagi del grande evento risolutivo, non ancora conclamato ma che ha già la sua brava spiegazione, la “terribile” malattia covid-19, che ha esasperato tutte le crisi economiche precedenti, con i suoi lockdown e conseguenti iniezioni massive di liquidità (11), da far impallidire i precedenti Quantitative Easing ormai abitudinari, e relative esplosioni dei debiti pubblici.

Siamo nel bel mezzo della tempesta perfetta, la cui “soluzione” è stata già anticipata a Davos, con belle parole per introdurre l’ossimoro del secolo, il “comunismo dei poveri”, ma solo per loro.

Già, visto il crollo imminente di una secolare truffa speculativa e sperequativa andata troppo oltre, intrinsecamente insostenibile, i “padroni universali” la fanno precipitare del tutto, per poi imporre la loro “soluzione” per evitare il conseguente caos sistemico e istituzionale: la schiavitù globale.

O almeno ci stanno provando, col terrore e col ricatto, il loro miglior armamentario da torturatori psicologici, al quale si aggiunge il più moderno armamentario tecnologico che spazia dalla farmacologia (con i cosiddetti “vaccini”) all’automazione digitale (5G), tutto per “il nostro bene”, non trascurando ovviamente gli armamenti di ultimissima generazione del tipo “fine di mondo”e “controllo globale”, che casualmente proprio di quelle stesse tecnologie si alimentano.

Tecnologie che hanno già iniziato a produrre una mutazione comportamentale di portata antropologica (smartphone) e promettono una imminente ulteriore trasformazione in senso transumano (12) (evoluzione dell’intelligenza artificiale e involuzione dell’intelligenza umana).

Un incubo assai concreto, che è il momento di comprendere e discutere fin da ora, prima che si compia il destino suicidario delle società fondate sulle truffe sistemiche reiterate (13).

In conclusione la necessaria resistenza salvifica, così come il bisogno di nuovo slancio anche spirituale verso rinnovate utopie, non può prescindere da una riappropriazione e rifondazione in senso popolare dei temi caldi criminalmente strumentalizzati dalla truffa sistemica elitaria: l’organizzazione del Lavoro, la gestione della Moneta, della Salute Pubblica, della Scuola.

E’ una battaglia interiore ed esteriore tra il bene e il male, spirituale e politica, tra il naturale slancio vitale ed un oscuro istinto di morte che riguarda essenzialmente l’anima, non certo il corpo che è mortale da sempre e sempre lo sarà, come Dio comanda.

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