COME TRASCENDERE IL MONDO DEI SENSI E OTTENERE LA BEATITUDINE IMPERITURA


 


Indifferente al mondo dei sensi, lo yogi gode della gioia sempre nuova insita nel Sé. Assorto nella divina unione dell'anima con lo Spirito, egli raggiunge la beatitudine imperitura.

O figlio di Kunti (Arjuna), i piaceri dei sensi, nascendo dal contatto con il mondo esteriore e avendo un inizio e una fine (essendo quindi effimeri), generano solo sofferenza. Nessun saggio cerca in essi la felicità.

È veramente uno yogi che possiede la beatitudine interiore, che rimane saldamente ancorato al suo fondamento interiore ed è una cosa sola con la Luce interiore, diviene uno con lo Spirito (una volta raggiunta la libertà dal karma connesso ai corpi fisico, astrale e causale). Egli raggiunge la completa liberazione nello Spirito (anche mentre vive nel corpo).

Cancellati i peccati, banditi i dubbi e soggiogati i sensi, i rishi (saggi), mentre contribuiscono al bene dell'umanità, ottengono l'emancipazione nello Spirito.

I rinuncianti che sono immuni dal desiderio e dalla collera, che controllano la propria mente e hanno raggiunto la realizzazione del Sé sono completamente liberi, sia in questo mondo sia nell'aldilà.

Un muni (colui che ha la liberazione come unico scopo della vita e quindi si emancipa dal desiderio, dalla paura e dalla collera) governa i sensi, la mente e l'intelletto ed esclude i loro contatti con il mondo esterno equilibrando, ovvero neutralizzando (per mezzo di una tecnica), le correnti del prana e dell'apana che si manifestano come inspirazione ed espirazione nelle narici. Egli mantiene lo sguardo fisso nel punto centrale fra le sopracciglia (trasformando così la duplice corrente della vista fisica nell'unica corrente dell'onnisciente occhio astrale). Un tale muni conquista la liberazione completa.

Trova la pace chi mi conosce come Colui che gioisce dei riti sacri (yaina) e delle penitenze ( offerte dai devoti), come l'infinito Signore del creato, e come il buon Amico di tutte le creature.


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