Economia è riempire le pance delle persone, metterle un tetto sopra la testa, vestirle.


 "Economia è riempire le pance della persone, metterle un tetto sopra la testa, vestirle".  

È una frase del grande Ezra Pound che mi era rimasta impressa nella mente anni fa, ma sinceramente non ricordo più in quale dei suoi scritti l'avevo letta.

 È un'idea di economia al giorno d'oggi facilmente realizzabile. Non sarebbe neanche un punto di arrivo finale, ma piuttosto la base iniziale per poterci poi dedicare liberamente allo scopo principale di questa nostra fugace esperienza terrena: capire chi siamo.

 Con il lavoro di trasformazione in beni materiali utili alla vita delle risorse che Madre Natura ci mette abbondantemente e gratuitamente a disposizione, si potrebbe oggi facilmente garantire l'alimentazione quotidiana e una dignitosa casa di abitazione ad ogni Essere Umano. Ma non è questo il progetto che gli psicopatici che governano il mondo hanno in mente per noi, e non possiamo attribuire loro ogni colpa. Tutt'altro. Loro svolgono una funzione precisa: alimentare ingiustizie e disuguaglianze per sollecitare una sana reazione della gente comune che si conquisti e ristabilisca pace, giustizia e armonia nella comunità umana. Reazione che tarda ad arrivare.

In questo Paradiso Terrestre, il Pianeta dell'Abbondanza, siamo tutti ricchi, indipendentemente dalla presenza di denaro. 

Per avviare una semplice economia di scambi di beni e servizi, in assenza di euro, è sufficiente un onesto sistema di misurazione del valore. Un mezzo di scambio convenzionalmente accettato per permettere la produzione, distribuzione e consumo dei beni prodotti.

Produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi prodotti in una comunità, sono le caratteristiche fondamentali di una onesta economia che funziona a beneficio della gente comune, non solo di pochi privilegiati.

Ma è un traguardo che dobbiamo conquistarci e per il quale  noi, il Popolo, stiamo facendo molto poco, ingenuamente distratti dalla Narrazione fuorviante dei Padroni del Discorso.

È inutile continuare a lamentarci, addossando ad altri ogni responsabilità. Siamo noi, il Popolo Sovrano, che dobbiamo prendere in mano il nostro destino. Abbiamo il diritto e il dovere di farlo: dobbiamo solo comprenderlo.

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