Le forze divine che creano il corpo, il campo in cui si seminano e si raccolgono il bene e il male.

                                  Il campo e il conoscitore del campo.

   il 'campo' in cui si semina e si raccoglie il karma, buono e cattivo ...




Arjuna disse:

O Keshava (Krishna), ciò che riguarda Prakriti (l'intelligente Madre Natura) e Purusha (Dio Padre trascendente), kshetra (il 'campo' del corpo), la conoscenza e Quello che deve essere conosciuto: tutto questo desidero ardentemente apprendere.

Il beato Signore rispose:

O figlio di Kunti (Arjuna), coloro che conoscono la verità chiamano questo corpo kshetra (il 'campo' in cui si semina e si raccoglie il karma, buono e cattivo); analogamente essi chiamano kshetrajna chi conosce il campo (l'anima).

O discendente di Bharata (Arjuna), sappi che Io sono lo Kshetrajna (il Conoscitore) in tutti gli kshetra (i corpi che si sono evoluti a opera del principio cosmico creativo e della Natura). Comprendere cosa siano kshetra e kshetrajna costituisce ciò che Io ritengo la vera saggezza.

"Questo desidero ardentemente apprendere ..."

Udite le parole di Krishna sull'unione che l'anima raggiunge con lo Spirito grazie alla devozione, Arjuna si domanda in che modo coesistano in lui i diversi elementi antagonisti della mente (manas, la coscienza sensoriale) e del discernimento (bhuddi, la pura intelligenza divina), e se il loro conflitto non sia di ostacolo all'unione con Dio. Il devoto che cerca Dio ha l'ardente desiderio di comprendere il mistero dell'interazione tra la Natura cosmica, proiettata all'esterno, verso il mondo della materia, e lo Spirito trascendente, che invece attira verso l'interiorità; e tra il campo del corpo (kshetra), che si identifica con i sensi e con la Natura, e l'anima (kshetrajna), che invece si identifica con lo Spirito. Arjuna desidera sapere ogni cosa su di essi, come pure sull'oggetto supremo della conoscenza: lo Spirito nel suo stato immanifesto.

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