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Paolo Maleddu

... farai prestito a molte nazioni, ma tu non chiederai prestiti; 


dominerai su molte nazioni, ma esse non domineranno su di te.


                                                                  Deuteronomio (15,5)



22/10/2017, 05:17





 




"Un sistema-Paese che non ha la capacità di produrre moneta, che se la deveprocurare a condizioni poste dall’esterno come un Paese del Terzo Mondo ... èautomaticamente destinato a essere comperato e colonizzato ... da queisistemi-Paese e da quei potentati finanziari che hanno la possibilità di produrremoneta a costo zero o hanno rendite speciali, come il petrolio.I rapporti di forza e gerarchia tra i sistemi-Paese sono le loro diverse capacitàmonetarie."
                                Marco Della Luna in "CimitEuro" 

Nuraghes Moneta Comunale


 Un popolo che non riesce a generare per sé all’interno del proprio territorio unamoneta contabile per attivare, stimolare e far girare la propria economia,piegandosi a farsi imporre da poteri esterni una moneta debito come l’euro, èun popolo senza futuro.
 Se a ciò aggiungiamo il fatto che non ha nessun potere a livello nazionale einternazionale di far sentire la propria voce né di rivendicare alcunché, ma puòsolamente subire il monopolio dell’informazione, della somministrazionealimentare e dell’energia in mano ad una élite di potere che si fa fatica persinoad identificare e che continua indisturbata a dettare regole sopranazionali dicomportamento in campo economico e politico, il futuro di tale popolo è ingrande pericolo. Questo sino a quando questo popolo sottomesso non inizi arendersi pienamente conto del suo stato di dipendenza totale da poteri chehanno tutto l’interesse di mantenere e rinforzare questa posizione di dominio,e decida di iniziare a reagire per riprendersi un minimo di autonomiadecisionale.
 Liberandoci, almeno momentaneamente, dall’illusione di poter invertire uncorso degli eventi che è saldamente nelle mani dell’élite dominante, possiamoinvece decisamente mirare, senza nemmeno alzare il tono verbale concontroproducenti e minacciose rivendicazioni, a ritagliarci un minimo diautonomia monetaria che ci permetta di conquistarci anche quella alimentare.Un popolo indipendente dal punto di vista alimentare è un popolo libero.Con la consapevolezza, dettata dall’evidenza, che nessuno verrà ad aiutarci daRoma o Da Bruxelles, sarebbe bene entrare velocemente nell’ordine di idee che l’emissione di una nostra moneta locale è attualmente l’unica viapercorribile per riprendere in mano il nostro futuro.

 L’euro è un mezzo di scambio che contiene, nel processo di emissione, deglierrori strutturali appositamente inseriti dai Grandi Usurai internazionali perportarlo a malfunzionare. 
Questo difettoso funzionamento viene ulteriormente aggravato dal fatto che siaarbitrariamente tenuta in circolazione una quantità di denaro insufficiente(scarsità artificiale programmata) a soddisfare le più normali esigenze, e chevenga deliberatamente consegnata ai centri di potere (classe politicagovernativa e suo intorno, banche e multinazionali) che già ne gestiscono inabbondanza, invece che alla parte più attiva o bisognosa della popolazione. 
Questa distorsione nel funzionamento porta l’euro a polarizzare sempre piùnelle mani della classe speculatrice dominante (che non produce nessunbene materiale utile, ma si è impossessata del privilegio dell’emissionemonetaria grazie alla complicità della classe politica) la maggior parte dellaricchezza nazionale prodotta dal popolo lavoratore. Il tessuto sociale vienepertanto lacerato e diviso in due poli opposti, con il polo superiore dominante avivere di rendita sfruttando la parte più debole e numerosa della popolazione,alla quale rimane l’onere di svolgere tutto il lavoro fisico.La Grande Usura internazionale riesce a creare arbitrariamente all’internodell’organizzazione sociale delle condizioni per le quali risulta impossibile allaclasse lavoratrice, obbligata a chiedere denaro in prestito per attivare delleimprese, ripagare il debito contratto con gli Istituti di Credito autorizzati ademetterlo.In estrema sintesi, le banche private, avendo il monopolio dell’emissione siadell’euro che del credito, mettono in circolazione una moneta che nasce comeun debito (primo grave errore strutturale) che il popolo inconsapevole dovràcercare di ripagare in una vita di lavoro. Sarà comunque un tentativo vano, dalmomento che i Grandi Usurai proprietari del sistema bancario, mettendo incircolazione il capitale da investire in attività produttive, ma non il relativointeresse generato, rendono matematicamente impossibile (secondo graveerrore strutturale) la restituzione del debito, notoriamente composto dacapitale più interesse.Per tentare di pagare anche l’interesse, altri debiti devono incessantementeessere contratti per far entrare altro denaro in circolazione: ma se i prestitivengono volutamente negati per far circolare una quantità di monetaassolutamente insufficiente (terzo errore), come potrà mai la popolazionepagare i debiti e sopravvivere?Non potrà: sarà costretta a scegliere tra consegnare ai banchieri le proprietàimmobiliari ipotecate o suicidarsi.Oppure, optare per entrambe le opzioni: perdere la casa e suicidarsi.
 L’euro non assolve quindi il compito di distribuire equamente il redditonazionale tra tutti gli abitanti, anzi, è lo strumento che permette alla classespeculatrice di vivere di rendita sul lavoro della parte più debole e numerosadella società, costringendola pure all’indigenza.Inoltre, da quando i Grandi Manovratori hanno disegnato, a loro uso econsumo, un mondo globalizzato nel quale i capitali si possono spostare con unclick sul computer, il denaro raccolto localmente viene immediatamentedirottato verso luoghi lontani che permettono rendite finanziarie più rapide esostanziose, lasciando un vuoto monetario nella comunità.
 Questa mancanza di liquidità finisce col paralizzare l’economia locale.

 Ecco che l’ingresso in scena di una moneta complementare che riesca ariavviare gli scambi di merci e servizi tra produttori e consumatori localidiventa necessario. 

La moneta è una invenzione della mente umana. Ma se è stata volutamentefalsata per favorire unicamente una esigua minoranza di Usurai, la possiamocambiare o reinventare.Il proliferare in tutto il mondo di monete locali complementari al sistemamonetario imperante, è la risposta a questo ricercato inquinamento del sistemadistributivo della ricchezza.La moneta locale che non può prendere il volo è l’unica arma rimastaci.Usiamola.
 I Nuraghes qui presentati vogliono essere un onesto mezzo di scambio e dipagamento per rilanciare una economia locale fatta di cooperazione esolidarietà tra il popolo sardo.
 Con l’emissione dei Nuraghes, qualsiasi comune può dare un lavoro a tutti idisoccupati residenti nel proprio territorio, finanziare una serie di iniziative afavore della popolazione locale, eliminare tutte le tasse comunali, riservandosila facoltà di imporne una (se necessario e per periodi limitati) persalvaguardare il corretto funzionamento della moneta stessa.
 I Nuraghes, gestiti con intelligenza da amministratori competenti che abbiano acuore il benessere dei loro concittadini, possono risolvere agevolmente iproblemi primari di ciascuna comunità locale.
 Un minimo di conoscenza da parte degli amministratori della materiamonetaria è chiaramente fondamentale. La valuta ufficiale si basa sull’abilità dicoloro che la emettono e la controllano, e sull’ignoranza della popolazionesfruttata, perché viene celato l’inganno insito nel suo meccanismo diemissione. La nostra ignoranza è la loro forza. 

La solidità dei Nuraghes si basa invece sulla onestà e competenza dicoloro che li emettono e li controllano e sulla conoscenza diffusa(anche e soprattutto tra i cittadini) dei meccanismi di funzionamentodella organizzazione sociale di una qualsiasi comunità e del suosistema di scambio di beni e servizi. 

La conoscenza è la nostra forza e quella dei Nuraghes.Tale conoscenza alimenta la fiducia e la convinzione nelle proprie capacità,base del successo di qualsiasi iniziativa. 


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