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Paolo Maleddu

... farai prestito a molte nazioni, ma tu non chiederai prestiti; 


dominerai su molte nazioni, ma esse non domineranno su di te.


                                                                  Deuteronomio (15,5)



06/11/2017, 09:42



GIACINTO-AURITI:-LA-PROPRIETA’-POPOLARE-DELLA-MONETA


 



























GIACINTOAURITI
 
Quellodi voler ribadire in ogni occasione l’importanza del concetto diproprietà popolare della moneta è uno dei grandi meritiriconosciuti all’opera di Giacinto Auriti a favore della giustiziasociale. In uno Stato in cui si voglia veramente (come giusto che sia) mettere il popolo e i suoi interessi alcentro dell’attenzione, la moneta legale, valuta ufficiale del Paese,non può che essere di proprietà popolare. Essendoil sistema di circolazione monetaria un SERVIZIO PUBBLICO indispensabile per il buon funzionamento dell’economia (produzione,distribuzione e consumo di beni e servizi) all’interno di unacomunità, esso non può essere gestito a scopo di lucro da degliimprenditori come un qualsiasi negotium. È una funzione diStato, un servizio al quale, in un Paese che si voglia definireavanzato e secondo ragione, il cittadino ha diritto al paridell’istruzione e dell’assistenza medica.

"Lostato concepito come servizio pubblico. La moneta concepita comeservizio pubblico."               Ezra Poundin "ABC dell’Economia", pag. 104 

Giacinto  Auriti propone giustamente, nel brano che segue, che il principio della proprietà popolare dellamoneta venga inserito nella carta costituzionale.
Aquesto proposito, sorge spontanea una domanda: Come mai questoprincipio non è già dentro la Costituzione? Come mai nella nostratanto lodata Carta Costituzionale la parola monetacompare un’unica volta all’articolo 117 ? 
Eppurefaceva parte della Costituente l’allora Governatore della Bancad’italia Luigi Einaudi. La moneta era il suo pane quotidiano, ecertamente non ignorava che non c’è libertà senza sovranitàmonetaria.

"Lasovranità consiste nel diritto di EMETTERE titoli misurati allaricchezza, cioè MONETA".                   Ezra Pound 

La Costituzione degli Stati Unitid’America già all’Art. 1 rende ben chiaro che : 

"Il Congresso avrà il potere:di battere moneta, regolarne il valore e il valore delle moneteestere, e di determinare i talloni dei pesi e delle misure"

Come mai, quasi duecento anni dopo,i membri della nostra Costituente non hanno sentito la necessità diincludere nella Costituzione un principio tanto importante? Comedobbiamo conciliare questa ingombrante assenza con la presenza nell’assemblea di Luigi Einaudi, Governatore allora in carica dellaBanca d’Italia? Non viene da pensare che fosse lì per impedire che sidefinisse chiaramente chi sia il proprietario del valore monetarioall’atto dell’emissione?

Diversamente da quanto raccontatocidalla storia ufficiale dei padroni della Narrativa, la veracausa della Guerra d’Indipendenza delle tredici colonie americanecontro la Madrepatria inglese pare essere stata la proibizione dicontinuare con l’emissione dei Certificati Coloniali (moneta localecreata dal nulla senza indebitarsi con chicchessia) e la chiusuradelle numerose Zecche esistenti sino al 1750, anno di chiusura diquella della Pennsylvania. É normale che appena terminata vittoriosamentela rivoluzione contro l’Inghilterra i coloni americani si sianoaffrettati a sancire nel primo articolo della nascente Costituzioneil principio per cui si erano battuti : la sovranità monetaria.

 La Costituzione italiana è invecefiglia della Seconda Guerra mondiale, che contiene molti lati oscuri, assieme a numerosi e pocoinvidiabili primati. Già l’apparentemente inspiegabilecomposizione dei due fronti opposti dà molto da pensare:Inghilterra, Francia e Stati Uniti d’America, Paesi ad economiefortemente capitalistiche, si schieravano al fianco di una UnioneSovietica comunista, nemica acerrima (almeno in teoria) della proprietà privata e delloStato borghese, che propagandava una rivoluzione bolscevica dainternazionalizzare e impiantare in ogni continente.  Seguendo la falsa pista della storia raccontataci, inglesi, francesi eamericani volevano ad ogni costo ( i GOVERNI, NON i popoli) combattere i cugini tedeschi, aiquali li univa una fitta rete di relazioni commerciali rafforzate daaccordi e trattati internazionali, oltre alle affinità di costumi,lingua e credo religioso derivanti dalla comune cultura occidentaledi origine. Tutto ciò, mentre all’interno dell’Unione Sovietica ilbolscevismo aveva chiuso le chiese cristiane, proibito l’insegnamentodi ogni fede religiosa ai bambini, dichiarato ateo il Paese e,insofferente ad ogni minimo dissenso, rinchiuso milioni di cittadini russi nei lager siberiani. 
 L’esatto opposto dei valoridemocratici che Roosvelt e Churchill, a parole,dichiaravano con grande enfasi di voler difendere. 
 Un quadro iniziale contro ognilogica, secondo i sentieri obbligati della storia ufficiale. Ma ...

"Esistonodue storie : la storia ufficiale, menzognera, che si insegna "adusum Delphini", e la storia segreta, in cui si rinvengono le verecause degli avvenimenti, una storia vergognosa."       Honorède Balzac, "Commedia umana" 

Secondo la storia segreta evergognosa in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, l’ultima sanguinosa guerra mondiale è stata una lotta titanicatra l’Alta Finanza ebraica, in difesa del proprio dominio finanziariodel mondo, e la Germania nazionalsocialista, in difesa dell’autonomia politica, economica e monetaria dell’intero Occidente cristiano.

Le grandi dinastie di banchieriinternazionali, grazie alla illimitata disponibilità di denaroderivante dalla creazione ed emissione che controllano inregime di monopolio da oltre tre secoli, riuscivano a condizionarepesantemente il potere politico in Inghilterra, Francia, Stati Unitie Unione Sovietica (il bolscevismo era una loro creatura).  
LaGermania nazionalsocialista, memore del tradimento dei banchieriebraici (reso palese dalla Dichiarazione Balfour : ne parleremo in un prossimo articolo) nella Prima Guerramondiale, e dei torti subiti col Trattato di Versailles, volevacontrastare le ambizioni di dominio mondiale dell’Alta Finanzaapolide, ergendosi a ultimo baluardo difensivo del mondo occidentale. Forti della vittoria sulla Germanianazionalsocialista, i banchieri internazionali (i Rothschild,Rockefeller, Warburg, Morgan, Schiff, Loeb e Khan i più potenti)impediscono con tutti i mezzi, leciti e non, ogni tentativo diqualsiasi Capo di Stato nei cinque continenti di rendersiindipendente dal loro Sistema monetario.
 La Costituzione italiana,redatta subito dopo la vittoria della Grande Usura apolide, nonpoteva non subire il suo invisibile ma potentissimo condizionamento,omettendo in pieno di parlare di emissione monetaria. 
 La materia è scottante e, troppospesso, chi tocca muore
 La Libia di Gheddafi e la Siria diAssad, entrambe con una Banca Centrale indipendente non associataalla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (Bank ofInternational Settlements), dovrebbero, ultime in ordine di tempo,insegnarci qualcosa. 

Torniamo al caro GiacintoAuriti, con il quale ci scusiamo per il nostro divagare, e con luiponiamoci la domanda:
Lamoneta di chi è?
Ilbrano del Professore, qui di seguito proposto quasi integralmente,toglie ogni dubbio dando una risposta certa: All’attodell’emissione la moneta nasce di proprietà dei Cittadini Italiani.

"Lamoneta come strumento di diritto sociale. 

Ildiritto sociale è quella parte dell’ordinamento in cui scopo dellanorma non è solo quello di dare tutela giuridica, ma anche ilcontenuto economico del diritto. Nonesiste ricchezza in un mondo di morti. L’uomo per il solo fatto chevive crea il valore dei beni di cui ha bisogno ed accettando lamoneta contribuisce a creare valori convenzionali a costo nullo. Quandole scuole liberali considerano lo stato di diritto come purapossibilità in astratto di tutelare un interesse a patto di averlo,ignorano del tutto il grosso problema dell’istanza sociale. Postoinfatti che il diritto come esperienza vivente è la somma di duevalori : tutela giuridica di un interesse e interesse giuridicamentetutelato, offrire al proletariato il codice civile come purapossibilità in astratto di tutelare un interesse a patto di averlo,è come dare un paio di scarpe a chi non ha piedi."

Interrompiamosolo per un attimo il brano per inserire poche righe, molto pertinenti,  del pensiero di J. G.Fichte, tratte da "Lo Stato SecondoRagione o Lo Stato Commerciale Chiuso" : 

"...destinazione dello stato è didare a ciascuno il suo... ciò che esiste sia diviso egualmente fratutti ... la parte che tocca a ciascuno è di diritto il suo;egli deve averla, se ancora non gli sia stata aggiudicata ...porre ciascuno in possesso di ciò che gli è dovuto . ..procurare a ciascuno il suo ... Ufficio dello Stato sia prima ditutto di darea ciascuno il suo, immetterlo nella sua proprietà, e poiproteggervelo." 

Tutto molto chiaro, no? Ridiamo la parola al Professore: 

"Alcittadino va attribuito ... il denaro per comprarli ( ibeni reali, NdR), evitando la pianificazione dei consumicome conseguenza della pianificazione della produzione che fino adoggi ha trasformato le società umane in allevamenti di uomini, comepolli in batteria ... Poichéla moneta nominale è di costo nullo e producibile illimitatamentepur nel rispetto della legge della necessaria rarità (per cui vasospesa l’emissione monetaria quando i prezzi tendono a coinciderecon i costi di produzione) essa va utilizzata come strumento didiritto sociale che elimina la contrapposizione tradizionale traricchi e poveri ... Ecco perchè l’utilizzazione della moneta comestrumento di diritto sociale è LA TERZA VIA. Ciò è possibile dopola scoperta scientifica del valore indotto per cui si è dimostratoche la moneta ha valore PER IL SEMPLICE FATTO CHE CI SI METTED’ACCORDO CHE LO ABBIA.Lariserva non serve.Dopol’abolizione della riserva d’oro con la fine degli accordi di BrettonWoods, il sistema monetario internazionale è diventato un giro diassegni a vuoto tra le banche centrali : carta che garantisce altracarta.Sutale premessa balza evidente che essendo la moneta di valoremeramente convenzionale come ogni unità di misura, ed essendo laconvenzione una fattispecie giuridica, la materia prima per crearemoneta è la medesima che serve a produrre fattispecie giuridiche :forma e realtà spirituale ossia simbolo e convenzione. Ognuno èinfatti disposto ad accettare moneta contro merce perché prevede didare a sua volta moneta contro merce. Perquesti motivi il Sindacato Antiusura si è reso promotoredell’inserimento nella carta costituzionale del principio dellaproprietà popolare della moneta. Posto infatti che la funzionemonetaria è parte costitutiva ed essenziale della sovranitàpolitica essa va considerata in un regime di DEMOCRAZIA INTEGRALE incui il popolo oltre alla sovranità politica ha anche la sovranitàmonetaria ossia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione. L’Art.42 della Costituzione va pertanto integrato con la seguente norma(Art. 42.bis) : "All’atto dell’emissione lamoneta nasce di proprietà dei Cittadini Italiani. Ad ogni cittadinova attribuita una quota della moneta emessa, come reddito dicittadinanza. L’emissione monetaria è competenza esclusiva del Capodello Stato. Lo Stato può trattenere all’atto dell’emissione quantonecessario per scopi di pubblica utilità." 

 Pochenote di commento finale per mettere in rilievo come nell’Art. 1 della Costituzione americana la moneta venga affiancata a "talloni deipesi e delle misure", aconferma che la moneta è una misura, una convenzione, unafattispecie giuridica, come insegnatoci dal nostro grande ProfessorAuriti. Ancora,per notare con immenso piacere nelle parole di Fichte quanto siachiaro il linguaggio di chi vuole, senza se e ma, giustizia sociale eil bene del suo prossimo e di ciascun membro di ogni comunità ingenerale.Unapresa di posizione netta, forte, chiara. Provatea cercare qualcosa di simile nelle quotidiane banalità degli odiernipoliticanti. Ma se, come siamo convinti, non sono degli idiotitotali, perché parlano sempre con lingua biforcuta?Cosa c’è dietro la nebbia che li trasforma in patologici replicantidi scontatissimi luoghi comuni? 
Chi e per quali motivi li condizionacosì pesantemente? 


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