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Paolo Maleddu​      

                                                                                                                . . . farai prestito a molte nazioni, ma tu non chiederai prestiti; 


                                                                                                                 dominerai su molte nazioni, ma esse non domineranno su di te.


                                                                                                                                                                                                 Deuteronomio (15,5)



09/12/2017, 06:33



S.--BORREGO,-"-DERROTA-MUNDIAL"-:-"IL-TRONO-DELL’ORO-TRASCINA--L’OCCIDENTE"


 ORO E LAVORO



 Proseguiamocon la riproduzione di brani particolarmente significativi dell’opera più importante di Salvador Borrego, "Derrota Mundial",pubblicata nel 1953 (solo recentemente tradotta in italiano), chetratta della Seconda Guerra mondiale e degli avvenimenti che lacausarono. Quello che segue è uno stralcio di un brano, "IlTrono dell’Oro trascina l’Occidente", tratto dal terzo capitolo.

"C’eraun altro fattore ugualmente interessato a che "il mondo intero"si allineasse contro la Germania. Quel fattore era il Trono dell’Oro.Lì il giudaismo si muoveva con destrezza ancestrale e attraversoastruse teorie pseudoscientifiche mascherava il proprio dominio sullefonti economiche. L’influenza di quel trono era stata appena messa albando a Berlino. Hitleraveva proclamato che la ricchezza non è l’oro, ma il lavoro, e lostava dimostrando con la realtà palpabile dei fatti. 

Stavalentamente venendo allo scoperto la falsità che il denaro debba averla meglio sulla forza dello spirito. Il fatto che così succedessenon era prova determinante che così si dovesse proseguire.L’economia nazionalsocialista di Hitler si avventurò risolutamenteper un nuovo cammino davanti agli occhi increduli del mondo. Avevaricevuto una Germania esausta a causa dell’ultima guerra, e dallamiseria risorgeva come una potenza internazionale.

Conun territorio 19 volte più vasto della Germania e con risorsenaturali ed economiche infinitamente maggiori, Roosvelt non avevadato un lavoro ai suoi undici milioni di disoccupati. Nonostante leloro vaste risorse coloniali, gli imperi britannico e franceseugualmente non si liberavano di quel crimine rappresentato dal tronodell’oro. In cambio, nella minuscola Germania, nonostante la carenzadi vasti campi da coltivare, di petrolio, di oro e argento,l’economia "nazi" aveva dato lavoro e pane ai 6.139.000 disoccupatiavuti in eredità dall’antico regime. 

Sei saccenti della "scienza economica" eretta a "tabù" avevanopresunto che un certo terreno non poteva essere coltivato népotevano stabilirsi lì un determinato numero di disoccupati, per ilfatto che non ci fossero soldi, questa era una ragione sufficiente. Al contrario, all’economia nazionalsocialista non interessava che inbanca ci fossero o no contanti o riserve d’oro; emetteva cartamoneta, creava una nuova fonte di lavoro, dava lavoro ai disoccupati,aumentava la produzione e quello stesso aumento era garanzia deldenaro emesso. Invece dell’oro a garanzia della banconota, era illavoro a sostenerla. In altre parole, la ricchezza non era il denaro,ma il lavoro stesso, secondo la formula adottata da Hitler. Se unluogo aveva uomini adatti al lavoro e opere da eseguire, l’economiagiudaica si chiedeva se ci fosse anche denaro, e senza questo terzorequisito l’opera non aveva inizio e i disoccupati continuavano arestar tali. L’economia nazionalsocialista, invece, non s’interessavadel denaro; il lavoro degli uomini e la produzione realizzata eranodi per sé un valore. Il denaro seguiva quindi come simbolo diquel valore intrinseco e autentico.PerciòHitler proclamò: 
                                                           "Non abbiamo oro, però l’oro dellaGermania è la capacità di lavoro del popolo tedesco ... Laricchezza non è il denaro, bensì il lavoro."

Imistificatori del trono dell’oro gridavano che questa era una eresiacontro la "scienza economica", ma Hitler contestava che ilcrimine era tenere disoccupati milioni di uomini sani e forti e nonviolare certi principi della pseudoscienza economica travestita conrilucenti abiti di astruse disquisizioni.

"L’inflazione- disse Hitler - nonè provocata dall’aumento della circolazione monetaria. Sorge ilgiorno in cui si esige dal compratore, per la stessa fornitura, unasomma superiore a quella richiesta il giorno prima. Lì è dove sideve intervenire. Ho dovuto iniziare a spiegare questa veritàelementare persino a Schacht: la causa essenziale della stabilitàdella nostra moneta sarebbe da ricercare nei campi di concentramento.Quando gli speculatori vanno in un campo di lavoro la moneta rimanestabile. Ho dovuto ugualmente far capire a Schacht che i beneficieccessivi devono essere esclusi dal ciclo economico.Tuttequeste cose sono semplici e naturali. 

L’essenziale è non permettereche i giudei ci mettano naso. La base della politica commercialeebrea sta nel far sì che i commerci diventino incomprensibili per uncervello normale. Uno va in estasi davanti alla sapienza dei grandieconomisti. Chi non capisce è qualificato come ignorante! In fondo,l’unico motivo di esistenza di tali sofismi è che confondono tutto ...Solo i professori non hanno capito che il valore del denaro dipendedalle merci che ci sono dietro.

Daredenaro è unicamente un problema di fabbricazione di carta. Tuttoconsiste in sapere se i lavoratori producono nella stessa misuradella stampa della carta. Se il lavoro non aumenta e pertanto laproduzione rimane allo stesso livello, l’aumento di denaro nonpermetterà loro di comprare più cose di quelle che compravano primacon meno denaro. Evidentemente questa teoria non avrebbe potutofornire materia per una dissertazione scientifica. Al distintoeconomista importa soprattutto esporre idee avvolte in frasi ambigue... 
Dimostraia Zwiedineck che il modello oro, la copertura della moneta, eranopura finzione, e che mi sarei negato in futuro a considerarle degnedi venerazione e intoccabili; che ai miei occhi il denaro nonrappresentava nient’altro che la contropartita di un lavoro e chepertanto non aveva più valore della misura rappresentata da unlavoro effettivamente compiuto. Precisai che quando il denaro nonrappresenta lavoro, per me non ha valore.

Zwiedeneckfu preso dall’orrore al sentirmi. Mi spiegò che le mie ideescuotevano le nozioni più salde della scienza economica e che laloro applicazione avrebbe portato inevitabilmente al disastro.Quando, dopo salito al potere, ebbi occasione di tradurre in fatti lemie idee, gli economisti non sentirono il minor imbarazzo, dopo avercambiato completamente opinione, nello spiegare scientificamente ilvalore del mio sistema." 

"Qualsiasi vita economica è l’espressione di una vita psichica", scrisseOswald Spengler in "Decadenza dell’Occidente". E in effetti ilnazionalsocialismo modificò l’economia della nazione in quantoriuscì ad orientare l’attitudine mentale del popolo verso meteideali. La falsificazione giudaica dell’Economia Politica, secondo laquale il lavoro è solo una merce e l’oro la sola base di una monetasana, venne evidentemente allo scoperto. 

 Comeera stata possibile quella trasformazione miracolosa se in Germaniac’era carenza d’oro nelle banche, se c’era carenza d’oro nelleminiere e di valuta straniera nelle sue riserve? Da quale arcamisteriosa era venuto fuori il denaro per intraprendere operegigantesche che diedero lavoro ai 6.136.000 disoccupati esistenti nelgennaio del 1933? Aveva per caso trovato la pietra filosofalericercata dagli antichi alchimisti per trasformare il piombo in oro?

Laformula non era un segreto, ma suonava incredibilmente semplice trail tanto inganno che la pseudoscienza economica giudaica aveva fattocircolare per il mondo. Consisteva, basicamente, nel principio che"la ricchezza non è il denaro, ma il lavoro". Di conseguenza, semancava il denaro, si faceva, e se i profeti del regno dell’orogridavano che era un’eresia, bastava aumentare la produzione eregolare i salari e i capitali perchè non succedesse nessuncataclisma economico.

  L’exPrimo ministro francese Paul Reynaud dice nel suo "Rivelazioni"che "nel 1923 si lavoravano in Germania 8.999 milioni di ore ein Francia 8.184 milioni. Nel 1937 (con il sistema nazionalsocialistache assorbì tutti i disoccupati) si lavoravano in Germania 16.201milioni di ore, e 6.179 in Francia". 
 
 Neisuoi "Discorsi alla Nazione Tedesca" Johann G. Fichteaveva detto nel 1809 che "si deve convincere l’alunno che èvergognoso guadagnarsi da vivere in altro modo che non sia illavoro"

 Naturalmentetutto ciò entrava in contrasto con gli interessi di una parte degliebrei che trova più comodo accumulare fortune con abilispeculazioni, monopoli o transazioni di Borsa piuttosto che costruireun patrimonio per mezzo di un lavoro costruttivo. Questa implacabileambizione che non si ferma davanti a niente era già stata percepitaanni prima dal filosofo francese Gustave Le Bon, che scrisse in "LaCiviltà degli Arabi" : 
 "Ire del secolo nel quale stiamo per entrare, saranno coloro che megliosapranno impadronirsi delle ricchezze. I giudei posseggono questaattitudine ad un estremo che nessuno ha ancora eguagliato".

 CertamenteHitler ripudiava questi re dell’oro e dal 1923 aveva scritto che ilcapitale deve essere sottomesso alla sovranità della nazione, invecedi essere una potenza internazionale indipendente. Inoltre, ilcapitale deve operare - diceva - a favore della sovranità dellanazione, invece di farsi padrone di quest’ultima. È intollerabileche il capitale pretenda governarsi con leggi internazionali cercandounicamente il proprio tornaconto. In democrazia l’economia èriuscita ad avere la meglio sull’interesse della collettività, e seper convenienza utilitaristica è più vantaggioso finanziare glispeculatori piuttosto che i produttori di viveri, può farloliberamente. Allo stesso modo può aiutare i capitali stranieri piùdi quelli locali, se così facendo ottiene dividendi maggiori. Ilbene della patria e della nazione non contano niente nella "scienzaeconomica" del Regno dell’Oro.

  Naturalmente,quell’egoismo praticato e propiziato dall’ebreo fu implacabilmentespazzato via in Germania. E una volta consolidata l’economianazionalsocialista, Hitler poté annunciare il 10 dicembre del 1940: 

"Sonoconvinto che l’oro è diventato un mezzo di oppressione dei popoli.Non ci preoccupa il non averne. L’oro non si può mangiare. Abbiamoin cambio la forza produttrice del popolo tedesco ...Nei paesicapitalisti il popolo esiste per l’economia e l’economia per ilcapitale. Tra noi succede il contrario: il capitale è al serviziodell’economia e l’economia del popolo. In primo luogo viene il popoloe tutto il resto sono solamente mezzi per arrivare al bene delpopolo. La nostra industria degli armamenti potrebbe ripartiredividendi del 75, 140 e 160 per cento, pero non dobbiamo consentirlo.Credo che un sei per cento sia sufficiente ... Ciascun membro del consiglio di amministrazione - nei paesi capitalisti - partecipauna volta all’anno ad una assemblea; ascolta una relazione, che avolte suscita discussioni. E per tale lavoro riceve annualmente60..., 80.000 o 100.000 marchi. Quelle pratiche inique le abbiamocancellate tra noi. A coloro che con il ingegno o laboriosità hannofatto o scoperto qualcosa di molto utile per il nostro popolo, gliriconosciamo - e lo meritano - un’appropriata ricompensa. Perònon vogliamo approfittatori fannulloni!"

Moltiapprofittatori fannulloni dentro e fuori della Germaniarabbrividirono di odio e di paura.Cosìsi spiega che il 7 di agosto del 1933 - sei anni prima che siiniziasse la guerra - Samuel Untermyer, presidente dellaFederazione Mondiale Economica Ebraica, aveva detto a New York in undiscorso: 

"Ringrazioper la vostra entusiastica accoglienza, anche se capisco che non èindirizzata a me ma alla "Guerra santa" per l’umanità, chestiamo portando avanti. Si tratta di una guerra da combattere senzatregua e a tutto campo, sino a che saranno disperse le nubidell’intolleranza, dell’odio razziale e il fanatismo che occupano ciòche era Germania e adesso è hitlerlandia. La nostra campagnaconsiste, in uno dei suoi aspetti, nel boicottaggio di tutte lemerci, navi e tutti gli altri servizi tedeschi ...Il grandePresidente Roosvelt, la cui visione e doti di governo sono lameraviglia del mondo moderno, lo sta invocando per la realizzazionedel suo nobile concetto di riordinamento tra capitale e lavoro."

Èimportante notare come sei anni prima che si trovasse il falsopretesto della Polonia per lanciare l’Occidente contro la Germania,già la federazione Mondiale Economica Ebraica le aveva dichiarato laguerra del boicottaggio. La lotta armata fu a seguire un ampliamentodella guerra economica.

  CarlosRoel aggiunge nella sua opera citata: 
 "Ilgiudaismo si allarmò, perché essendo l’accaparramento dell’oro e ilcontrollo della banca i suoi mezzi di dominio mondiale, significavaun grave pericolo il trionfo di uno Stato che poteva fare a menodell’oro e, inoltre, svincolare i propri istituti di credito dallarete internazionale israeliana, dal momento che molti altri siaffrettavano ad imitarlo. Come evitare quel pericolo? Non c’era cheuna maniera : annientare la Germania"

 Siaggiunga che quei padroni del credito realizzavano favolosespeculazioni ai danni del popolo; fondano monopoli e provocano crisie carestie. E dal momento che hanno la possibilità di far salire oscendere a piacimento i valori di Borsa, le loro prospettivi di lucrosi fanno praticamente infinite. Anche Henry Ford ne parla eriferisce come gli americani siano stati testimoni durante 15 mesi diuna di quelle tipiche manovre:
 "Il denaro - disse- fu sottratto al suo obiettivo legale e fu prestato al sei percento agli speculatori, i quali a loro volta lo prestarono nuovamenteal 30%."

 Era, pertanto, cosìfavorevole la situazione dei re dell’oro, che naturalmente siprepararono con odio incontenibile a combattere il regimenazionalsocialista. Il suo esempio screditava la sottile ragnatela dipseudoscienza economica dietro alla quale si trovavano i magnatiebrei appostati all’agguato delle loro vittime. 

 Ancheil sistema tedesco di commerciare internazionalmente attraverso ilbaratto delle merci e non con scambio di moneta era allarmante perquegli speculatori di professione. In risposta alle critiche controil baratto, Hitler disse il 30 di gennaio del 1939: 
 "Ilsistema tedesco di dare un lavoro nobilmente realizzato in cambio diuna contro produzione altrettanto nobilmente realizzata, costituisceuna pratica più onorevole che il pagamento in valuta stranierasvalutata un anno dopo un tanto per cento qualsiasi.

Oggiridiamo di quei tempi nei quali i nostri economisti pensavano contutta serietà che il valore di una moneta fosse determinatodall’esistenza dell’oro e valuta straniera depositata nelle cassedelle banche di Stato e, soprattutto, che il loro valore fossegarantito da queste riserve. Abbiamo invece capito che il valore diuna moneta risiede nella forza di produzione di un popolo."

Ladimostrazione di questo principio metteva automaticamente in evidenzal’inganno di cui erano vittime altri popoli. Il giudaismo si sentiferito in due delle sue più brillanti creazioni: in Oriente, il suoImpero marxista era in attesa dell’esecuzione; in Occidente, il suosistema economico supercapitalista si vedeva screditato davanti agliocchi dei popoli occidentali che erano le sue vittime. E lì nacquel’allora tacita alleanza tra Oriente e Occidente per annientare la Germania nazionalsocialista. Né gli iugoslavi, né i belgi, né ifrancesi, né gli inglesi, né gli americani avevano motivo dibuttarsi in quella lotta, ma per gli interessi israeliti eraindispensabile spingerveli. Con gli stessi popoli che erano suevittime, il giudaismo politico andava a consolidare la sua egemoniamondiale! 

HenryFord scrisse nel 1920 che "esiste un supercapitalismo che siappoggia esclusivamente nell’illusione che l’oro sia la felicitàmassima. Ed esiste ugualmente un supergoverno internazionale il cuipotere è maggiore di quello che aveva l’Impero Romano."

Ebbene,quel supergoverno andava a realizzare la favolosa impresa di farentrare i popoli occidentali in una guerra estranea ai propriinteressi e persino per loro controproducente.


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