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Paolo Maleddu​      

                                                                                                                . . . farai prestito a molte nazioni, ma tu non chiederai prestiti; 


                                                                                                                 dominerai su molte nazioni, ma esse non domineranno su di te.


                                                                                                                                                                                                 Deuteronomio (15,5)



21/12/2017, 19:21



NURAGHES---MONETA-COMUNALE-:--COSA-E’-L’ECONOMIA.


 





Cosa è l’economia 

            Dal momento che per intraprendere con successo lo studio di una materia èbene avere assoluta certezza dei termini, rileggiamoci con attenzione ladefinizione di economia, che in qualsiasi dizionario risulta essere più o meno laseguente: 

dal greco oikonomìa, propriamente amministrazione della casa.Scienza della scarsità intesa come disciplina logica e prassi comportamentalediretta a realizzare i massimi risultati impiegando i minimi mezzi.Insieme delle attività di una collettività umana relative alla produzione e alconsumo delle ricchezze.Ordine che presiede alla distribuzione delle diverse parti di un insieme.L’utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio i bisogni individuali ecollettivi contenendo la spesa.

 L’economia è quindi una oculata ripartizione tra tutti i membri di una comunità(famiglia, comune, società et cetera), delle risorse disponibili per soddisfarebisogni individuali e collettivi.In una comunità delle dimensioni di un comune sardo o dell’intera comunitàisolana, il processo economico si sviluppa in maniera relativamente sempliceattraverso le sue tre fasi successive: produzione, distribuzione e consumo deibeni e servizi prodotti. L’implementazione armonica di queste tre fasi, ha comerisultato una sana ed onesta economia. 

La moneta, il mezzo di scambio 

Strumento assolutamente indispensabile per poter attivare questo circolovirtuoso: un efficiente mezzo di scambio. 
Essendoci ormai resi conto del fatto che l’euro è stato introdotto perostacolare di proposito il semplice funzionamento dell’economia, civediamo praticamente obbligati dalle circostanze a dotarci di un nostro mezzodi scambio locale, onesto e funzionale, che sia emesso dall’istituzione a noi piùvicina, il Comune, in forma gratuita (non moneta debito) e senza il velenosocorollario degli interessi.
 Le comunità che in un futuro che è già domani non si doteranno di una monetalocale complementare, andranno incontro a disagi sempre crescenti.

 Il denaro è un sistema contabile. 

La moneta è una convenzione, un accordo tra i membri della società. L’accordoconsiste nell’individuare, mettere in circolazione e quindi accettare undeterminato simbolo come unità di misura del valore e mezzo di pagamento.Qualsiasi simbolo si convenga di accettare come mezzo di pagamento diventamoneta. Si potrebbe anche fare a meno di manifestare il simbolo (banconota omoneta metallica) e tenere unicamente una contabilità di dare/avere, come giàall’inizio del XX secolo due economisti eretici dell’epoca affermavano:

 "Se non ci fosse denaro, qualsiasi sistema di accredito ai venditori e addebitoai compratori potrebbe svolgere completamente il lavoro svolto dal denaro" 
                                                              Hugo Bilgram & Louis Levy, 1914

 Rileggete con attenzione queste due righe, perché spiegano in poche parole ilmeccanismo del funzionamento dei Nuraghes che circoleranno, speriamopresto, in Sardegna. 
Come ormai risaputo, dal 15 Agosto 1971, data dell’annuncio del presidenteRichard Nixon della fine della convertibilità aurea del dollaro americano, nonc’è più ufficialmente (in realtà da molto prima), nessuna riserva d’oro a darevalore alle banconote in circolazione. La moneta si è trasformata in fiat money,pura convenzione sociale imposta d’autorità.
 Il simbolo monetario cartaceo è diventata una speranza: che qualcuno mi diauna merce o un servizio in cambio. Ma rimane uno strumento di contabilizzaredare e avere.Invece di dover registrare su un libro contabile un +10 a mio favore e un -10nel conto di Tizio per la compravendita di un prodotto, Tizio mi dà un biglietto da 10 a saldo della vendita avvenuta.
 La stampa dei biglietti e il conio delle monete metalliche, vogliono solo essereuna semplificazione contabile. Invece di dover aggiornare continuamente unacontabilità, facciamo circolare dei simboli cartacei che rappresentano benimateriali e tengono la contabilità aggiornata in tempo reale.
 Sentite una definizione al riguardo di Thomas Greco, autore di vari libri sullamoneta: 

"Pensa all’economia di mercato come ad un giuoco di mettere-e-prendere.Ciascun partecipante prende beni e servizi dal mercato, e ognuno mette beni eservizi. La moneta, in realtà, è solo un modo di tenere i conti. Quando tuprendi qualcosa dal mercato (comprando), offri denaro in pagamento. Quandometti denaro dentro il mercato (vendendo), ricevi del denaro come pagamento.Stando così le cose, coloro che mettono più valore dentro l’economia(vendendo) ricevono, nel tempo, più denaro. Il denaro, quindi, è unsistema contabile."

 Bene. Dal momento che l’euro è un sistema contabile contenente degli erroristrutturali appositamente inseriti a proprio vantaggio dai Grandi Manovratoriche hanno il monopolio dell’emissione, che non lo si può eliminare facilmenteperché blindato dagli accordi del Trattato di Maastricht, si può attivare unamoneta complementare da usare localmente all’interno di un determinatoterritorio. L’ideale sarebbe che il Ministero del Tesoro emettesse Biglietti diStato in pagamento del lavoro dei dipendenti statali e delle infrastrutturenecessarie alla società: strade, scuole, ospedali, porti, aeroporti ... 
Monetizzare il lavoro di tutta una popolazione nei Biglietti di Stato (non nellebanco-note della Banca Centrale Europea) è probabilmente la primaragione d’essere di un Governo nazionale. 
Solo lo Stato (rappresentante del popolo sovrano) può essere depositario deldiritto/dovere di battere moneta per fornire alla società civile l’indispensabilemezzo di scambio. Non certo degli avidi Usurai, ladri a custodia dellacassaforte.Tutto ciò rimane però solo un sogno irrealizzabile a causa di una classe politicacorrotta, succube e complice della Grande Usura internazionale, schieratacontro gli interessi dei cittadini. Pertanto non ci rimane che passare da unoStato incontrollabile alla istituzione a noi più vicina e più condizionabile: ilComune.
 Il Comune, a nostro modesto parere, è l’istituzione più vicina ad una ideale (eforse irraggiungibile) democrazia. Non ha, naturalmente, autorità di battereuna moneta nazionale, ma può certamente emettere dei Buoni Comunali.

 I Nuraghes sono dei Buoni Comunali

Operano nel campo del baratto multilaterale e del credito reciproco.
 Non sono altro che un accordo tra noi cittadini sardi (invece che tra tutti gliitaliani per la Lira o gli europei per l’euro) a stampare e utilizzare localmenteuna "moneta" che ci consenta di scambiarci, venderci e consumare in loco ibeni e servizi da noi stessi prodotti. Noi membri della comunità siamo l’autoritàlocale manifestata in un ente virtuale chiamato Comune. Niente di meglioquindi di una delibera comunale a suggellare questo accordo tra liberi cittadiniche in maniera del tutto volontaria decidono di accettare una MonetaComunale.
I Nuraghes vogliono essere un’unità di conto utilizzata e liberamente accettatain una contabilità dare/avere da tutti coloro che offrono al Comune un benemateriale o un servizio, occasionale o continuato. 
Saranno fatti stampare secondo necessità per pagare infrastrutture o retribuireun lavoro svolto, e accettati in pagamento di affitti dovuti al Comune e dieventuali (ma poco probabili) tasse comunali. 
A partire dalla denominazione, vogliono essere uno strumento di rafforzamentodell’identità culturale del popolo sardo e di valorizzazione della produzione ecommercio di prodotti della nostra isola

.L’emissione dei Nuraghes 

Naturalmente non siamo i primi che sentono l’esigenza di adottare una monetalocale o sociale: anzi, arriviamo con un certo ritardo.
 Dal momento che ci sono già oltre 4000 monete locali nel mondo, il nostrocompito è alquanto facilitato, potendo trarre vantaggi dalle esperienze altrui ecostruirci un Nuraghe a misura degli obiettivi che vogliamo raggiungere.
 Primo e fondamentale quesito: quali sono i nostri obiettivi? 
Obiettivo numero uno: dare un lavoro, e quindi un reddito, a tutti idisoccupati in ogni singola comunità che adotti i Nuraghes.
 Solo facendo partecipare tutti i membri della comunità a quel giuoco dimettere/prendere di cui parla Thomas Greco, si può godere di una certa pacesociale all’interno della comunità, rafforzandone la coesione invece di dividerla.Cooperazione, non divisione, individualismo esasperato e sopraffazionedell’uomo sull’uomo.
 Il traguardo più immediato dei nostri Nuraghes è quindi quello di restituire unavita dignitosa ai meno fortunati. Ciò significa, come diceva Ezra Poundriferendosi alla gente comune, " ... nutrirla, metterle un tetto sopra la testa,vestirla .. ". 

Brano tratto da : "Nuraghes-Moneta Comunale"


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