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Paolo Maleddu

... farai prestito a molte nazioni, ma tu non chiederai prestiti; 


dominerai su molte nazioni, ma esse non domineranno su di te.


                                                                  Deuteronomio (15,5)




Milan - Juve


Domenica c’è Milan – Juventus a San Siro. Forza Juve!

Giocando in casa, tutto il lavoro di preparazione della partita è sulle spalle del Milan. I dirigenti del club contrattano imprese di pulizia per tirare a lucido lo stadio, chiamano i giardinieri per curare il tappeto erboso, fanno controllare i riflettori, prendono accordi con giornali e televisioni per pubblicizzare l’incontro, pagano profumatamente calciatori e allenatori. Come nella società degli uomini, c’è tanto lavoro da svolgere e una moltitudine di persone coinvolte.

Le squadre di calcio sono un microcosmo, il lavoro è ripartito tra tutti per il raggiungimento del bene sociale: l’incasso della partita, il reddito da distribuire.

Un dirigente va a ritirare gli 80 mila biglietti d’ingresso fatti stampare dalla Tipografia Centrale. Con sua grande sorpresa, invece delle poche migliaia di euro che si aspettava di dover pagare per il semplice lavoro di stampa dei biglietti, il tipografo chiede l’intero valore nominale impresso su di essi: 100 euro per ogni biglietto di tribuna centrale coperta, 60 euro per quelli di tribuna laterale, 20 euro per le curve.

Al dirigente viene da sorridere.

La Tipografia Centrale vorrebbe impossessarsi di tutto l’incasso solo per aver stampato i mezzi di scambio che lo rappresentano.

Il Milan fa tutto il lavoro per produrre un reddito, il tipografo vorrebbe sottrarglielo.

Secondo voi, a chi dovrebbe andare l’incasso?

La risposta è scontata, pare ridicolo anche porsi la domanda.

Un onesto dirigente del Milan, nonostante l’offerta del tipografo di una generosa fetta della torta da spartire, non si presta a partecipare ad una truffa tanto ignobile.

Ebbene, ciò che in questa metafora appare tanto assurdo succede quotidianamente e in maniera ancor più grave nella vita reale.

Noi, il popolo, facciamo tutto il lavoro fisico. Dovremmo dividerci l’incasso, ma i nostri dirigenti/rappresentanti politici acquistano i biglietti al valore nominale, consegnando quindi alla Banca d’Italia/Tipografia Centrale tutto l’incasso, il frutto del nostro lavoro.

La popolazione fa tutto il lavoro, le banche prendono l’incasso.

Il popolo semina, i banchieri raccolgono i frutti.

Tutta la ricchezza prodotta finisce nelle mani della Grande Usura.

I politici consegnano ai banchieri, con le obbligazioni di Stato garantite dal prelievo fiscale, il reddito nazionale da noi prodotto, in cambio di banconote costate il valore della stampa.

La Banca Centrale, per nostra sfortuna, a differenza della Tipografia Centrale, non si è ancora imbattuta in dirigenti onesti.


Il dirigente del Milan ha una soluzione facile facile: si rivolge ad un’altra tipografia. A noi ciò non è permesso, perché in ciascun Paese c’è una sola Banca Centrale, con il monopolio dell’emissione monetaria.

Noi siamo costretti a comprare quei biglietti al valore nominale impresso su di loro, gravati per di più di un interesse assassino.

Il dirigente che acquista quei biglietti al valore nominale mette il Milan in grande difficoltà: dopo aver pagato operai e calciatori, i soldi rimasti non sono sufficienti per saldare il debito con la Tipografia Centrale.

Che fare?

Il Milan è costretto a riprendersi dai lavoratori con vari pretesti gran parte dello stipendio appena consegnato, per tentare di saldare il debito con il tipografo. Agli operai rimangono giusto i soldi per pagare l’affitto, la luce, il gas, l’acqua, il ritiro rifiuti, la rata dell’auto, il bollo, l’assicurazione, la benzina per andare al lavoro, il canone Rai, i vestiti e il pane.

Ed il tipografo?

Essendo riuscito a convincere col denaro o con la violenza i dirigenti di tutte le squadre, controlla gli incassi di tutte le partite.

Sottrae alle squadre di tutto il mondo la ricchezza prodotta con il loro lavoro.


Il Governo, invece di far stampare gratuitamente i biglietti dal Ministero del Tesoro, preferisce prenderli in prestito ad interesse dal banchiere e lasciare noi nei guai: con il nostro lavoro dovremo ripagare, con un abnorme prelievo fiscale, il debito contratto con la Banca Centrale e tentare allo stesso tempo di sopravvivere.

Impossibile.

Più avanti capiremo perché il debito gravato da interesse è di per sé inestinguibile. All’interno dell’attuale sistema monetario è matematicamente impossibile che si possa riuscire a vivere tutti dignitosamente e contemporaneamente estinguere il debito con la Banca Centrale.

Per quale motivo continuiamo a lavorare se l’incasso è già stato scippato nello scambio tra Governo e Grande Usura internazionale?

Non ne siamo consapevoli, la truffa si compie davanti ai nostri occhi, ma noi non la percepiamo.


Per chi stiamo dunque lavorando?

Per i Grandi Usurai apolidi.

Chi sono?



LA GRANDE TRUFFA




Ho scritto questo libro per una incontenibile necessità di condividere con quante più persone possibile un insieme di informazioni nelle quali mi sono imbattuto, e che hanno gradualmente aperto davanti ai miei occhi una visione del tutto nuova della realtà del mondo nel quale viviamo.

Una realtà insospettata, spaventosa, nella quale siamo immersi ma che non riusciamo a vedere, perché confusa dietro una barriera di notizie ed immagini sapientemente filtrate, falsate o anche solamente ignorate.

Le notizie che non vengono divulgate sono le più importanti.

C’è un mondo reale nel quale gli eventi scorrono così come avvengono, lieti o dolorosi che siano, in un flusso continuo. Ed uno parallelo, virtuale, creato dalla rappresentazione che i media danno di questa successione di eventi.

Noi viviamo nel mondo virtuale che ogni giorno radio, giornali, televisioni e cinema costruiscono per noi.

“Educati” sin dai primi anni di scuola ad essere prigionieri di verità ufficiali, ci è poi difficile accettare versioni diverse, scomode, che non rientrano nei nostri orizzonti.


“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna “ad usum Delphini”, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.”

                                                                                                                                                Honorè de Balzac


Questa citazione è la sintesi di ciò che questo libro si propone, limitatamente alle questioni monetarie: portare alla luce le verità nascoste, vergognose e sconcertanti, per capire le cause degli avvenimenti.

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