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21/11/2017, 18:52





 




Intervista rilasciata a "Il Martino", un giornale di Teramo, terra di Giacinto Auriti. 



Tranquilli non è un romanzo di fantascienza, né di surrealismi visionari alla Buñuel e neanche d’espressionismo pennellato da Robert Wiene, è solamente un libro limpido, pragmatico, complesso per quanto sfacciatamente lapalissiano, sconvolgente e iniziatico. Il suo autore, Paolo Maleddu, è un essere umano che ha voluto donare in atto la sua sensibilità; la sua oggettiva e logica percezione della realtà: realtà che inconsapevolmente o consapevolmente ogni giorno accettiamo, alimentiamo e adoriamo. Lo si intuisce da chiunque voi incontriate, o caso grave, dai propri cari e amici che ci enunciano in modo inequivocabile e settario che le tasse, che tutti odiano, sono un contributo personale economico donato alla propria comunità, che sia statale o comunale, da destinare e per ottenere diritti, indipendenza, tempo, servizi: strade pulite, ospedali efficienti, apparato pubblico solerte, scuole sicure, uffici pubblici funzionali e moralmente integri et cetera, et ceteraMa tutto questo ci viene drasticamente negato dal titolo del volume che in questa nuova rubrica ho voluto inaugurare e presentarvi: ’Perché le tasse non sono dovute’. Pagare le tasse secondo lo scrittore sardo significa essere complici, truffatori, servi, per non dire schiavi di usurai, poiché manovrati mentalmente e socialmente dalla finanza privata, dal neoliberismo e da uomini senza scrupoli.
Si potrebbe sintetizzare il tutto con una frase di un grande poeta, scrittore e filosofo del Novecento, Ezdra Pound: «Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri»
Questa semplice citazione riassume perfettamente l’attuale nostro modo di concepire l’economia, palesa la nostra ottusità, inconsapevolezza, un falso pensiero che gravita nelle nostre menti da millenni, da quando divinizzammo ’un sistema’ piramidale. L’opera è densa di concretezze, di spunti, di riflessioni. E’ tutto condensato in 108 pagine da divorare tutto d’un fiato; è meramente un libro per tutti: chiunque può pagina dopo pagina accedere e capire l’infondatezza del sistema bancario, delle idiozie che ogni santo giorno i governanti con l’aiuto dei media ci propinano. Quante volte a scuola ci hanno detto in modo ripetitivo e estenuante che la Repubblica italiana possiede il potere legislativo, esecutivo e giudiziario? E quello monetario se lo sono dimenticati?La sapeva lunga il nostro Banchiere, vero?
’Perché le tasse non sono dovute’ è uno scritto di denuncia, umano, chiaro e brutale; riesce a squarciare quel velo di Maya millenario, poiché il risveglio fa paura, è lento, è irreversibile. Tutto ciò dev’essere decantato, come un bicchiere di vino barricato, per poterlo sorseggiare appieno, ed essere, in questo caso, deglutito per 8 volte come i tempi dei suoi capitoli.
Già... parliamo del primo capitolo. Egli entra senza indugio nelle cause, nella cagione per la quale siamo stati ammaestrati fin dall’infanzia a concepire le tasse come un bene indiscutibile e imprescindibile. E ovviamente lo intitola ’Armi di distrazione di massa’, dove l’informazione dei mass media, dei grandi poteri finanziari centellinano a piccole gocce il nostro pensiero avvelenando la nostra percezione, facendoci vivere una sorta di fiction dove non sei neanche il protagonista principale.
Ma la cosa stravolgente la troviamo nell’ultimo capitolo denominato ’Disobbedienza fiscale: io non pago’. Un titolo per molti eretico, squilibrato, illogico che farebbe venire un malore anche ad un Ufficiale della Finanza ma non a colui che ha letto o leggerà questo ’lungimirante’ e affascinante libro. 
Ebbene sì, Paolo da molti anni ormai porta avanti la sua battaglia contro le banche, contro i sistemi privati e usurai. Per molti è il profeta Sardo per altri un semplice truffatore. Il suo ’precettore’, il suo vate, l’uomo che lo folgorò nelle Vie di Oristano, fu Giacinto Auriti.

Chi fu Giacinto Auriti? E’ un uomo che meriterebbe fiumi e fiumi d’inchiostro; è stato un docente universitario, giurista, uno dei padri fondatori de L’Università di Teramo, scrittore; le sue teorie economiche furono lodate e consegnate ad un certo cardinale Joseph Aloisius Ratzinger (papa Benedetto XVI). Fu anche l’uomo che dimostrò le sue teorie applicandole. Ma ora basta e termino qui questa mia pedante presentazione; è il momento di far parlare Paolo Maleddu con l’estetica della scrittura. Faremo anche noi una sorta di esperimento, un carteggio telematico dove le mie domande avranno le giuste sue risposte.
Iniziamo.

Caro Paolo Maleddu, innanzitutto grazie di aver accettato questa intervista. In secondo luogo le faccio la prima domanda, andando subito al sodo: Perché le tasse non sono dovute?

Le tasse non sono dovute perché la moneta fiat attualmente in uso è un semplice documento contabile. Per moneta fiat si intende una moneta a corso forzoso, non garantita da riserva aurea, CREATA per convenzione, dal nulla, all’istante (fiat ...) per misurare, contabilizzare e manifestare in un simbolo cartaceo o elettronico il valore di beni e servizi. Di tale moneta, pertanto, non ci può essere carenza: i politicanti che continuano a ripetere non ci sono soldi ... o sono degli incompetenti che non sanno di cosa parlano o, peggio ancora, sono in malafede.
Rifacendoci alla splendida definizione regalataci da un grandissimo Ezra Pound, secondo il quale la moneta è il certificato di un lavoro svolto, riusciamo immediatamente a comprendere che il valore risiede nel lavoro, mentre la moneta è solamente la certificazione del lavoro eseguito e la manifestazione del valore nel simbolo. Dal momento che il valore viene dato alla moneta (al certificato) d’autorità (il corso forzoso) dallo Stato che la dichiara valuta ufficiale del Paese, unicamente lo Stato, in rappresentanza del popolo sovrano, può emettere ed immettere in circolazione dei certificati validi come retribuzione di qualsiasi lavoro svolto a beneficio della comunità nazionale.
Per costruire un ponte, non c’è nessuna necessità di prelevare prima i soldi dalle tasche dei cittadini per poterlo poi costruire. La certificazione segue il lavoro, non lo precede.Una volta costruito il ponte a beneficio dell’intera comunità nazionale da una impresa capace, la stessa comunità (lo Stato) ora debitrice rilascia all’impresario un attestato cartaceo che dice:"Tu hai costruito il ponte a beneficio della comunità che ti è ora debitrice. Con questo documento (Biglietto di Stato) che certifica il lavoro da te svolto, ti riconosciamo un credito di tot milioni."
 L’impresario divide l’attestato in tanti piccoli certificati del lavoro svolto che distribuisce tra i suoi mille operai: la retribuzione dovuta a ciascuno di loro. Con in mano questi titoli di credito gli operai si rivolgono alla comunità debitrice e li scambiano con pane, frutta, una visita medica o un automobile.

Quei Biglietti di Stato sono denaro (la valuta ufficiale del Paese) CREATO a costo zero senza bisogno di nessuna riserva di favolosi lingotti d’oro stipati in qualche sotterraneo super protetto. Il vero oro è il lavoro  umano di trasformazione in beni utili alla vita delle risorse che Madre Natura ci mette abbondantemente e gratuitamente a disposizione nel Pianeta dell’Abbondanza. Qualcuno, in questo Paradiso Terrestre, ha in precedenza risolto per noi ogni problema. Dobbiamo solo capirlo e fermare chi vuole impadronirsi, con la forza e con l’inganno, delle risorse di tutti.Il baratto tra il frutto del lavoro degli operai e il frutto del lavoro dei panettieri o dei medici si può concludere attraverso l’intermediazione di un documento contabile (il mezzo di scambio) da tutti accettato, emesso a costo zero dallo Stato.Ora, se lo Stato può pagare con questi certificati che CREA dal nulla, d’autorità, a costo zero qualsiasi infrastruttura o le retribuzioni di tutti i dipendenti pubblici necessari a portare avanti l’ordinaria amministrazione del Paese, perché dovrebbe mettere le mani nelle tasche dei cittadini?
Ognuno di noi contribuisce al benessere comune con il proprio lavoro e il proprio talento: il panettiere fa il pane per tutti, il costruttore le case, il medico ci fornisce l’assistenza medica. Per quale motivo consegnare a banchieri parassiti e politicanti disonesti il denaro, guadagnato con lunghe ore di lavoro, con cui dovremmo giustamente retribuire panettieri e agricoltori che ci procurano il cibo o i muratori che ci costruiscono la casa?
Le spese per costruire scuole, strade, porti, aeroporti et cetera, non sono costi, bensì ricchezza immessa nella società civile, arricchita e delle nuove infrastrutture e del denaro liquido entrato in circolazione.Se avete notato, non c’è stato sino ad ora nessuna necessità di utilizzare la moneta dei banchieri privati. Il valore monetario che fa girare l’economia ha origine e si compensa all’interno della comunità. Cosa hanno a che vedere con tutto ciò i banchieri, il Debito Pubblico creato ad arte e non dovuto, o le tasse, di conseguenza anch’esse non dovute, estorte per ripagarlo?
Nulla, assolutamente nulla.
Naturalmente, non potendo chiarire tutto in poche righe, rimando al libro e al mio sito web chi fosse interessato ad ulteriori approfondimenti.
Se c’è spazio, vorrei solo riportare altre due frasi semplici ed illuminanti di Ezra Pound, tratte dal suo "ABC dell’Economia":

"Lo Stato concepito come il servizio pubblico. La moneta concepita come un servizio pubblico."

"Nel momento in cui il denaro viene concepito come il certificato del lavoro compiuto, le tasse risultano un’anomalia, in quanto sarebbe semplicissimo emettere certificati di lavoro compiuto per lo Stato, senza affaticarsi inutilmente per recuperare certificati già in circolazione."

Ora passiamo alla seconda domanda: Perché ha scritto questo libro?

 Ho dovuto scrivere questo libro perché più volte, parlando con persone che ritenevo avessero capito a fondo i meccanismi della truffa dell’emissione monetaria, mentre accennavo a tasse non dovute, mi sono sentito ripetere: "Paolo, adesso stai esagerando, come può uno Stato funzionare senza tasse?"
Ho capito che c’era necessità di chiarire questo concetto senza lasciare spazio a dubbi. Ho scritto il libro in 15 giorni cercando di essere più chiaro e semplice possibile. Non c’è bisogno di nessuna preparazione in economia per capire questi concetti abbastanza semplici, ma è una verità sconcertante, troppo destabilizzante per poter essere assimilata senza una comprensibile iniziale resistenza.

Chi è stato per lei Giacinto Auriti?

Giacinto Auriti, assieme ad Ezra Pound e alcuni altri in misura minore, è stato per me fondamentale per capire a fondo la natura della moneta, la sua funzione e i meccanismi dell’emissione. Il suo "Il valore del diritto" è illuminante. Mi dispiace solo di non averlo potuto conoscere di persona, perché è deceduto qualche anno prima del mio interessamento alla materia. Ricordo bene l’impatto che le prime letture dei suoi scritti (inviatimi da Rocco Carbone, al quale dobbiamo tutti la nostra riconoscenza perché continua da anni con grande passione a tenere vivo il suo messaggio) ebbero su di me. La sua esposizione è penetrante, incisiva, coinvolgente. Mi introduceva in un mondo sino ad allora sconosciuto, apriva nuovi incredibili orizzonti. La descrizione, sua e di Francesco Cianciarelli, delle origini del mamrè nel mondo ebraico, sono assolutamente chiarificatrici delle nobili origini di un valore monetario nato come dono e poi purtroppo utilizzato da menti malate come strumento di dominio portatore di grandi sofferenze. Oggi si sente la mancanza di una personalità forte e coinvolgente come quella di Giacinto Auriti. C’è da tener presente che quando lui scriveva di questi temi negli anni settanta, ottanta e novanta, in assenza di internet, erano pochissime le persone alle quali potevano giungere. Credo che oggi la sua passione e la sua competenza avrebbero prodotto ben altri risultati.

Ma un semplice comune può fare qualcosa?

Qualcosa? Molto più che qualcosa. Io credo che il Comune sia lo spazio più favorevole per poter iniziare, dal basso, un reale, tangibile cambiamento. Molto dipende dall’atteggiamento e dalla maggiore o minore consapevolezza che gli amministratori locali hanno della realtà che stiamo vivendo. Se si sentono di difendere gli interessi dei loro concittadini anche, a volte, contro le leggi e il potere centrale, è un buon punto di partenza; se invece, come spesso succede, agiscono unicamente come rappresentanti in loco del potere centrale, e si limitano ad eseguire ordini per  far rispettare disposizioni che vanno contro gli interessi locali, tutto si complica. Un bell’esempio di ciò che può fare un sindaco che ama la propria terra: andate a vedere in internet cosa è riuscito a realizzare a Marinaleda, piccolo comune dell’Andalusia, il Sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo.

Gli amministratori locali godono di una certa autonomia ed hanno dei poteri che spesso non sanno di avere. Io, dopo un periodo di forzata inattività a causa di problemi personali, ho appena ripreso il mio impegno verso la realizzazione di una moneta locale, complementare all’euro (intoccabile sino a quando le circostanze e i Grandi Usurai apolidi non decideranno altrimenti) in un Comune idoneo, che abbia determinati requisiti per poterla attivare. Ora, non è possibile spiegare il progetto in questo piccolo spazio che mi state gentilmente mettendo a disposizione, basti comunque sapere che un sistema di Buoni Comunali ben organizzato può dare a tutti i disoccupati di una cittadina un lavoro, una casa di abitazione inviolabile e l’alimentazione quotidiana garantita per la famiglia. Senza dover dipendere dalla moneta velenosa degli Usurai internazionali, un Consiglio comunale unito e coraggioso può eliminare la disoccupazione nel territorio di competenza.
Ho scritto sull’argomento specifico un opuscolo e registrato un video promozionale, Nuraghes - Moneta Comunale, per chi fosse interessato all’argomento.

Qual è la soluzione?

La risposta è semplice: restituire alla moneta le funzioni per le quali è nata, mezzo di scambio e misura del valore. La soluzione è una moneta fiat emessa senza costi dallo Stato per retribuire ogni lavoro UTILE alla comunità. L’altra domanda è: quando sarà possibile emettere tale moneta?
Chiunque si senta in grado di dare delle soluzioni certe, pecca, a mio parere, di grande presunzione. I cambiamenti nel mondo moderno sembrano ormai (ai nostri occhi di spettatori e non di attori determinanti degli eventi) avvenire in modo repentino e imprevedibile. Noi, popolo sovrano, non abbiamo accesso alle informazioni veramente importanti e non possiamo quindi esprimere dei giudizi con cognizione di causa. Possiamo solamente intravedere, per quanto possibile abbastanza chiaramente, quali sono le forze detentrici del Vero Potere nel mondo, e lo scenario non lascia, a noi popolo, molte possibilità di incidere in modo significativo sul cambiamento nel breve periodo. Ma questo non vuol dire che non dobbiamo essere ottimisti, tutt’altro. Il cambiamento è già in atto. Il sistema può implodere su sé stesso in qualsiasi momento a causa della insostenibilità matematica insita al suo interno.
Mantenere il controllo totale sulle risorse dell’intero pianeta e il controllo mentale su sette miliardi di persone, si sta facendo sempre più difficile. L’attuale sistema di una moneta emessa a debito è già di per sé matematicamente insostenibile nel lungo periodo a causa della crescita esponenziale degli interessi.  Considerando poi che tutto continua a poggiare sulle sempre più instabili basi della nostra ignoranza della grande truffa dell’emissione fraudolenta del denaro e che questa ignoranza si sta rapidamente dissolvendo, non sarà possibile nascondere la Verità ancora per molto. Il mondo non sarà più tutto a stelle e strisce come sembrava indirizzato a divenire sino a poco tempo fa. Sarà multipolare, con Russia, Cina e altri Paesi in giro per il mondo non più disposti a sopportare l’arroganza dell’oligarchia psicopatica che controlla la potenza militare degli Stati Uniti d’America. Anche l’informazione, come sta già avvenendo in vari Paesi, non sarà più monopolio assoluto dei creatori di denaro. La versione alternativa, ora bollata come complottista e populista, della Storia avrà ben altra visibilità. Verranno riabilitati personaggi come Gheddafi e Bashar Al Assad, colpevoli unicamente di non essersi indebitati con i Grandi Usurai internazionali e di fare gli interessi delle proprie popolazioni e non esclusivamente quelli dell’Alta Finanza apolide.

Come può una persona acquistare il suo libro?

Molto semplice, nel mio sito web: io stesso provvedo alle spedizioni, sino a quando non apparirà una casa editrice abbastanza coraggiosa da promuoverne la vendita.

Grazie Paolo per avermi donato il suo tempo, la sua umanità e la sua voglia di essere nel mondo.

20/11/2017, 07:32





 



 
Non posso trattenermi dal ripresentare questo video di Vladimir Bukovsky che mi ero perso due anni fa quando apparve su Byoblu (ero impegnato a salvare la mia casa messa all’asta).
 Bellissimo! 
C’è solo da aggiungere che gli autori dei due mostri, la vecchia Unione Sovietica e l’attuale Unione Europea sono gli stessi: l’Alta Finanza apolide. 
18/11/2017, 08:21



IL-PARADISO-TERRESTRE-:-SISTEMA-POSTALE-E-SISTEMA-MONETARIO


 



    
 Il Sistema Postale ed il Sistema Monetario funzionano in modo simile.

 Sistema Postale e Posta Centrale              
Lo scopo dell’esistenza del sistema postale e della sua Posta Centrale èdi far viaggiare e movimentare  lelettere tra la popolazione nella maniera più rapida ed efficace possibile. La Posta Centrale stampa  tutti i francobolli necessari a distribuire  le lettere.          

Sistema Monetario e Banca Centrale   
Lo scopo dell’esistenza del sistema monetario e della Banca Centrale è di far viaggiare e movimentare le merci tra la popolazione nella maniera più rapida ed efficace possibile. La Banca Centrale stampa tutte le banconote necessarie a distribuire le merci.                   

Con dieci lettere da consegnare, diecifrancobolli devono essere stampati e messi a disposizione dellapopolazione.      

Con dieci pasti da consumare, dieci banconote devono essere stampate e messe a disposizione della popolazione.
                                     

Se si stampano solo sei francobolli, quattro lettere non saranno consegnate  ai         quattro rimanenti destinatari.    

Se si stampano solo sei banconote, quattro pasti non saranno consegnati ai quattro rimanenti destinatari.
                                                    
Un Sistema Postale che non riesce a distribuire lettere E’ INUTILE E VA CAMBIATO IMMEDIATAMENTE. Il Sistema Postale funzionerà perfettamente sin tanto che verràtenuto un equilibrio tra francobolli stampati e lettere da distribuire.   

Un Sistema Monetario che non riesce a distribuire pasti E’ INUTILE E VA CAMBIATO IMMEDIATAMENTE.  Il Sistema Monetario funzionerà perfettamente sin tanto che verrà mantenuto un equilibrio tra banconote stampate e pasti da distribuire. 

Cento lettere, cento francobolli.                        Cento pasti, cento biglietti.   

Se la Posta Centrale è di proprietà pubblica e di conseguenza ha come primo ed       unico obbiettivo SERVIRE la comunità dei cittadini, è evidente che far funzionare il sistema postale appare un compito di una semplicità elementare.                             Se la Posta Centrale fosse invece proprietà privata e dovesse, come logico in tale  eventualità, fare gli interessi dei proprietari, lo farebbe SERVENDOSI della comunità dei cittadini.                                                              

Se la Banca centrale è di proprietà pubblica e di conseguenza ha come primo ed unico obiettivo SERVIRE la comunità dei cittadini, è evidente che far funzionare il sistema monetario appare un compito di una semplicità elementare.
Se la Banca Centrale fosse invece proprietà privata e dovesse, come logico in tale eventualità, fare gli interessi dei proprietari, lo farebbe SERVENDOSI della comunità dei cittadini.

 Se i vertici della Posta Centrale e quelli della Banca Centrale nonriuscissero davvero a far funzionare  dei sistemi così elementari, delle due una:                               
 o sono degli autentici imbecilli, o sono in perfetta malafede.
 Fanatici criminali sicuramente sì, ma anche così stupidi? 

Succede che la Posta Centrale riesce a non far mai mancare i francobolli allepersone che ne facciano richiesta, mentre la Banca Centrale riesce a nonsoddisfare mai le esigenze di tutte le persone che cercano banconote.Nel Sistema Postale ci sono sempre tutti i francobolli che permettono allelettere di arrivare ai loro destinatari, nel Sistema Monetario non ci sono maitutte le banconote che permetterebbero ai pasti di arrivare agli affamati.
 Mai nessun suicidio per mancanza di francobolli; molti, troppi suicidi in tutto ilmondo per mancanza di banconote. 

Badate bene: non per mancanza di pasti da mangiare, il che sarebbe si unproblema preoccupante, ma di banconote da stampare. 
Cento lettere, cento francobolli; cento pasti, cento banconote.
 É troppo complicato? 

"Il Governo deve creare, emettere e far circolare tutta la moneta e ilcredito necessario a coprire il potere di spesa del Governo e quellod’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere monetanon è solo prerogativa suprema del Governo, ma è la principaleopportunità creativa dello stesso."
                                             Abraham Lincoln, 16° Presidente degli Stati Uniti 

Come mai il Presidente della Repubblica, il Presidente del Governo, o lo stessoParlamento degli eletti, tutti molto preoccupati e perennemente alla ricerca diuna soluzione, non chiedono al direttore della Posta Centrale di spiegaregentilmente al direttore della Banca Centrale come funziona questo sistematanto elementare?
 Saranno anche loro tutti così stupidi?

 Per meglio renderci conto della drammaticità della situazione, è bene tenere amente che donne e bambini, nella grande "Isola dei non famosi, non ripresida nessuna Tv e quindi non esistenti" , continuano a morire di fame, inpresenza di montagne di cibo che andrà a male se non consumato, permancanza di un biglietto di carta. 
Qualcuno si illude ancora di non essere prigioniero dentro il recinto mediatico?

 Il francobollo di Stato è la misura del valore di un servizio ... 
Il biglietto delle Ferrovie di Stato è la misura del valore di un servizio ...
 Il biglietto dei Traghetti di Stato è la misura del valore di un servizio ...
 Il Biglietto di Stato è la misura del valore di un servizio ... 

I biglietti delle Ferrovie, del traghetto, della Compagnia Aerea di Stato, valgonosolo per quei determinati servizi.
Il Biglietto di Stato è universale, dà accesso ad ogni genere di beni e servizi.

 Ora, è solo anche lontanamente pensabile che non si stampino sufficientifrancobolli di Stato o i biglietti delle Ferrovie dello Stato? 
Potete anche solo immaginare la Compagnia Aerea che dicesse:
 "Abbiamoaerei che volano, aeroporti, migliaia di dipendenti da pagare, ma non possiamoprendervi a bordo perché non ci sono biglietti ..." 

Ridicolo.
 La prossima volta che sentirete il Presidente del Consiglio o il Presidente dellaRepubblica dire che non ci sono soldi, saprete che ci stanno prendendo per ifondelli: ingannandoci intenzionalmente dimostrano di non aver nessunrispetto per la nostra intelligenza, confermando di considerarci carne damacello, una mandria di bovini, il gregge umano.
 Continuiamo a metterli sul piedistallo, rieleggiamoli, legittimando col nostrovoto la loro autorità e meritandoci la poca stima che hanno di noi.


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