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Paolo Maleddu


PERCHE' LE TASSE NON SONO DOVUTE

       “Perché le tasse non sono dovute” è stato scritto con il proposito di fare un po’ di luce tra dubbi e ombre di proposito create nelle nostre menti dal circo mediatico degli Usurai internazionali per impedirci di percepire il reale stato di schiavitù da lavoro e da debito nel quale ci incontriamo.
        L’obiettivo principale di questa pubblicazione è quello di abbattere un dogma: le tasse da pagare. Premetto che nel termine tasse includo ogni genere di tributo prelevato col fraudolento pretesto di raccogliere denaro dai cittadini per far fronte alle spese di ordinaria amministrazione dello Stato. C’è da convincere i dubbiosi e stimolare coloro i quali, lontani da questi temi, magari ritengono che parlare di tasse non dovute sia una provocazione.
       Non si tratta di provocazione: solo semplice constatazione di una verità sconcertante.


     “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”, è stato detto.


     Le tasse non sono dovute perché la moneta attualmente in uso sull’intero pianeta è una fiat money.
     Per fiat money si intende una moneta a corso forzoso, non garantita da riserva aurea, creata per convenzione, dal nulla, all’istante (fiat …) per misurare, contabilizzare e manifestare in un simbolo (cartaceo, di plastica, elettronico …) il valore di beni e servizi. Non essendo la sua emissione limitata da una determinata quantità d’oro preesistente depositata a copertura, di tale moneta non ci può essere carenza. Può essere emessa, digitando dei numeri su un computer o con il solo uso di carta e penna, dall’istituzione che rappresenta la comunità dei cittadini che la creano per convenzione: lo Stato, la regione o il Comune.


     Domanda: non essendo coperta da riserva aurea (diversamente da quella creditizia, emessa come ricevuta rappresentativa di oro o altra merce depositata a garanzia, non più in uso), cosa dà valore alla moneta?
     Il valore le viene dato d’autorità dallo Stato che la dichiara valuta ufficiale del Paese e la accetta in pagamento di debiti e tasse: estingue ogni debito. Si può rifiutare un assegno, ma non un pagamento effettuato con la moneta legale del Paese. Si tratta di una fattispecie giuridica: siamo nell’ambito del Diritto, non dell’economia.

     Tutto ciò ci porta ad una prima considerazione: se il valore monetario viene dato d’autorità dallo Stato e garantito dalla certezza del Diritto, non si vede come possa venir emesso da altri. Ricordo, semmai ce ne fosse bisogno, che nell’attualità, la moneta viene creata dal nulla dai banchieri privati nell’atto di prestarla  e da essi stessi gestita, da proprietari, in regime di monopolio.


     Queste sono alcune frasi inequivocabili apparse in una pubblicazione ufficiale  (Quarterly Bulletin)  della Banca Centrale del Regno Unito  (Bank of England)  nel Marzo 2014, da leggere attentamente per fugare ogni dubbio:


     “Quando una banca fa un prestito ad uno dei suoi clienti, semplicemente accredita sul conto corrente del cliente un saldo attivo maggiore. In quel preciso istante viene creato nuovo denaro.


     Le riserve della Banca d’Inghilterra sono solo una registrazione elettronica dell’ammontare dovuto dalla banca centrale ad ogni singola banca.


     Le banche commerciali creano denaro, sottoforma di depositi in conto, facendo nuovi prestiti. Quando la banca fa un prestito, per esempio a qualcuno che prende un mutuo per acquistarsi una casa, generalmente non lo fa consegnando migliaia di sterline in banconote. In realtà, gli accredita nel conto corrente un deposito uguale all’ammontare del mutuo. In quel momento viene creato nuovo denaro. Per questo motivo taluni economisti hanno fatto riferimento ai depositi bancari come “denaro sorto dalla penna”, creato da un tratto di penna del banchiere quando concede prestiti.”

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