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Paolo Maleddu


19/01/2018, 09:18



THE-SECRETS-OF-THE-FEDERAL-RESERVE:--GLI-ANNI-’30


 In questa seconda parte del cap. XIII, incredibili ammissioni dei Governatori della Fed ci fanno capire il perché di tanta miseria e sofferenza per noi e potere e illimitata disponibilità di denaro per i banchieri.



THESECRETS OF THE FEDERAL RESERVE 

CapitoloXIII - Parte seconda

GLIANNI ’30 

Durante l’amministrazioneRoosvelt, il Federal Reserve Board, per quanto riguarda il pubblico,era Marriner Eccles, un emulatore e ammiratore del "Capo". Ecclesera un banchiere dello Utah, Presidente del First SecuritiesCorporation, un trust di investimento familiare che consisteva in un numero di banche che Eccles aveva rilevato a prezzi stracciatidurante la Recessione dell’Agricoltura del 1920/21. Eccles eraanche direttore di corporations come Pet Milk Company, MountainStates Implement Company, e Amalgamated Sugar. Come grande banchiere,Eccles si inseriva bene nel gruppo di uomini potenti che Roosveltaveva attivato. C’era qualche discussione nelCongresso riguardo alla presenza di Eccles nella Federal Reserve Boardmentre era proprietario di tutte queste banche in Utah, ma egli dichiarò che avevamolto poco a che fare con la First Securities Corporation nonostantene fosse Presidente, e venne confermato Presidente del Board.   Eugene Meyer, Jr. si era dimesso dalBoard per avere più tempo da dedicare a prestare i due miliardi didollari di capitale del Reconstruction Finance Corporation, estabilire a modo suo il valore del collateral a garanzia. Il Banking Act del 1935, cheincrementò notevolmente il potere di Roosvelt sulle finanzenazionali, fu una parte integrale di legislazione con cui propose diestendere il suo regno sugli Stati Uniti. Non ci fu opposizione daparte della gente come per il National Recovery Act, perché non erauna infrazione delle loro libertà altrettanto chiara. Era, comunque,una misura importante. Prima di tutto, estendeva la durata in caricadel Federal Reserve Board dei Governatori a 14 anni, cioè, tre voltee mezzo la lunghezza della carica presidenziale. Ciò significava cheun Presidente che fosse ostile al Board e entrasse in carica nonavrebbe potuto nominare una sua maggioranza. Quindi, una politicamonetaria iniziata prima che un Presidente entrasse alla Casa Biancaandrebbe avanti indipendentemente dai suoi desideri. Il Banking Act del 1935 abrogòanche la clausola del Glass-Steagall Banking Act del 1933, chestabiliva che una azienda bancaria non potesse partecipare al MercatoAzionario ed essere allo stesso tempo una banca d’investimento.Questa era una buona clausola, dal momento che impediva ad una bancadi prestare denaro ad una corporation di sua proprietà. C’è daricordare anche che questa clausola mascherava qualche altradisposizione come la creazione della Federal Deposit InsuranceCorporation, procurando denaro per le assicurazione per un ammontaredi 150 milioni di dollari, per garantire 15 miliardi di dollari didepositi. Questo aumentò il potere delle grandi banche su quelle piùpiccole, e diede loro un altro pretesto per poterle indagare. IlBanking Act del 1933 legiferò pure che tutti i guadagni delle banchedella Federal Reserve dovevano per legge andare alle stesse banche.Infine, la disposizione nell’Act con cui si eliminava la partecipazioneai profitti del Governo. Non era mai stata rispettata, e l’aumentonegli assets (attivi) delle Banche della Federal Reserve da 143milioni di dollari del 1913 a 45 miliardi di dollari del 1949 andòinteramente agli azionisti privati delle banche. Quindi, la positivadisposizione del Banking Act del 1933 venne abrogata nel 1935, e oraalle Banche della Federal Reserve era permesso di prestaredirettamente alle industrie, in competizione con altre banche che nonpotevano sperare di uguagliare le stesse capacità di concederegrandi prestiti. Quando la disposizione secondo laquale le banche non potevano partecipare come banche d’investimentoe operare sul Mercato Azionario fu abrogata nel 1935, a Carter Glass,originario proponente della disposizione, venne chiesto daigiornalisti:"Ciò significa che J.P. Morganpuò tornare ad essere una banca d’investimento?""Perché no? Si era levato ungrido d’allarme in tutto il Paese perché le banche non facevanoprestiti. Adesso i Morgans li possono nuovamente sottoscrivere."                          
Dal momento che la disposizione nongli era favorevole, i banchieri avevano semplicemente smesso di fareprestiti sino a quando non venne abrogata. Newsweek del14 Marzo del 1936 notò che:"Il Consiglio della FederalReserve ha licenziato nove presidenti di Banche Reserve, spiegandoche intendeva far diventare la presidenza delle Banche Reserve piùche altro un lavoro part-time a titolo onorario"Era un altro esempio dicentralizzazione del controllo nella Federal Reserve System. La parteregionale del sistema non era mai stato un fattore importantenell’amministrazione della politica monetaria, e il Board non stavariducendo i suoi funzionari fuori Washington. Il Presidente dellaCommissione del Senato sul Sistema Bancario e la Moneta avevachiesto, durante le Audizioni sulle Gold Reserve del 1934: "Non risponde a verità,Governatore Young, che il Segretario del Tesoro negli ultimi dodicianni ha controllato la politica delle banche della Federal Reserve eil Consiglio della Federal Reserve riguardoall’acquisto di Titoli degli Stati Uniti?"Il Governatore Young lo avevanegato, ma era già venuto fuori che, in entrambi i suoi frettolosiviaggi in questo Paese nel 1927 e 1929 per dettare la politica dellaFederal Reserve, il Governatore Montagu Norman della Bank of Englandera andato direttamente da Andrew Mellon, Segretario del Tesoro, perconvincerlo ad acquistare Titoli di Stato nel mercato aperto einiziare l’invio di oro da questo Paese all’Europa. Le audizioni sul Gold Reserve avevaanche portato dentro un’altra persona che aveva interesse nelleoperazioni del Federal Reserve System. James Paul Warburg, appenarientrato dalla London Economic Coference con il Professor O.M.W.Sprague e Henry L. Stimson, dichiarò che il gold standard avrebbedovuto essere modernizzato. Frank Vanderlip suggerì di farla finitacol Consiglio della Federal Reserve e di mettere in piedi una FederalMonetary Authority. Questo non avrebbe cambiato niente per ibanchieri di New York, che avrebbero ugualmente scelto il personale.E il senatore Robert L. Owen, da lungo tempo critico del sistema,fece la seguente dichiarazione:"La gente non sapeva che le Banchedella Federal Reserve erano state messe in piedi per produrreprofitti. Era inteso che stabilizzassero il credito e l’emissionedi moneta del Paese. Quell’obiettivo non è stato raggiunto.Invece, c’era stata la maggior variazione nelpotere d’acquisto del denaro da quando il System iniziò adoperare. Gli uomini della Federal Reserve sono selezionati dallegrandi banche, attraverso piccole e discrete operazioni, enaturalmente seguono i suggerimenti che vengono loro presentati comei più sicuri da un punto di vista finanziario."Benjamin Anderson, economista dellaChase National Bank of New York, disse:"Al momento, 1934, abbiamo 900milioni di dollari di riserve in eccesso. Nel 1924, incrementando leriserve di 300 milioni, avresti avuto molto rapidamente tre o quattromiliardi di espansione di credito. Quel denaro extra fu messo fuori dalle Banche della Federal Reserve nel 1924, con l’acquisto diTitoli di Stato e fu la causa della rapida espansione del creditobancario. Le banche continuarono ad avere riserve in eccesso perchéentrava altro oro, e perché, in qualsiasi momento mancasse, la gentedella Federal Reserve ne metteva fuori altro. Si trattennero un po’nel 1926. Le cose si fermarono un po’ quell’anno. Quindi, nel1927, misero fuori poco meno di 300 milioni di riserve addizionali,misero in moto il mercato azionario in modo selvaggio, e ciò cicondusse dritti al crollo del 1929."Dr. Andrson dichiarò anche che:"Il denaro della Federal Reserve èdenaro che loro hanno creato. Quando comprano titoli di Stato creanoriserve. Pagano i Titoli di Stato con loro assegni, e quegli assegniarrivano alle banche commerciali che li depositano nelle banche dellaFederal Reserve, e denaro che prima non esisteva, adesso esiste."

SENATOR BULKLEY:  Non aumenta i mezzidi scambio in circolazione?

ANDERSON: No. 

Questa è una spiegazione di come lebanche della Federal Reserve aumentarono gli attivi da 143 milioni didollari a 45 miliardi in trentacinque anni. Non produssero niente,erano imprese non produttive, ed ebbero ugualmente questo enormeprofitto, unicamente creando denaro, 95 per cento del quale sottoforma di credito, che non si aggiunse ai mezzi di scambio circolanti.Non arrivò ad essere distribuito tra la gente sotto forma distipendi, né incrementò il potere d’acquisto degli agricoltori edei lavoratori. Era credito creato dai banchieri ad uso e guadagnodei banchieri, che aumentarono la loro ricchezza di oltre quarantamiliardi in pochi anni perché avevano ottenuto il controllo delcredito del Governo nel 1913, passando il Federal Reserve Act. 
Anche Marriner Eccles ebbe molto dadire riguardo la creazione di denaro. Considerava sé stesso uneconomista, ed era stato introdotto al servizio del Governo da StuartChase e Rexford Guy Tugwell, due dei primi brain-trusters diRoosvelt. Eccles era l’unico del gruppo di Roosvelt che rimase incarica per tutta la durata della sua amministrazione.

Davanti alla Commissione dellaCamera sul Sistema Bancario e la Moneta il 24 di Giugno del 1941, ilGovernatore Eccles disse:

"Ildenaro è creato dal diritto diemettere moneta-credito." 

Girandoil credito del Governo nel 1913 ai banchieri privati, diede loroillimitate opportunità di creare denaro. Il Federal Reserve Systempoteva pure distruggere grandi quantità di denaro in operazioni dimercato aperto. Eccles disse, alle Audizioni sull’Argento del1939: "Quandovendi obbligazioni nel mercato aperto, elimini riserve."

Eliminareriserve significa togliere di mezzo la base per emettere denaro ecredito, o, fare una stretta su denaro e credito, una condizione cheè normalmente persino più favorevole ai banchieri della creazionedi denaro. Richiamareo distruggere denaro dà ai banchieri un controllo immediato eillimitato della situazione finanziaria, dal momento che sonogli unici con denaro e gliunici con la possibilità diemettere denaro in tempi di carenza.Lecrisi del 1873, 1893, 1920/21, e 1929-31, furono caratterizzati da unritiro del mezzo di scambio. In termini economici, non suona come unacosa terribile, ma quando significa che la gente non ha soldi perpagare l’affitto o comprare cibo, e quando significa che unimprenditore è costretto a licenziare tre-quarti dei suoi aiutantiperché non può prendere in prestito il denaro per pagarli, le colpeenormi dei banchieri e il lungo elenco di sofferenze e miseria dellequali sono responsabili, vorrebbe suggerire che nessuna punizionepotrebbe essere troppo severa per i crimini commessi contro il loroprossimo. 

 Il30 di settembre del 1940, il Governatore Eccles disse: 

 "Senon ci fossero debiti nel nostro sistema bancario, non ci sarebbedenaro."

Questaè una dichiarazione veritiera sul nostro sistema monetario. Invece di essere creato dal lavorodella gente, l’incremento annuale di beni e servizi, il denaroviene creato dai banchieri sui debiti delle persone. Dal momento chenon è in quantità adeguata, è soggetto a grandi fluttuazioni ed èbasicamente instabile. Queste fluttuazioni sono anche causa di grandiguadagni. Per questo motivo, la Federal Reserve Board si ècostantemente opposta ad ogni legislazione che cerca di rendere ilsistema monetario stabile. La loro posizione è stata definitivamentestabilita nella lettera del Presidente Eccles al Senatore Wagner il 9di Marzo del 1939, e nel memorandum emesso dal Board il 13 Marzo del1939.

  IlPresidente Eccles scrisse che: "... sieteinformati che il Board dei Governatori della Federal Reserve Systemnon è favorevole all’attivazionedella Decisione del Senato N. 31, un emendamento del Federal ReserveAct, o qualsiasi altra legislazione di questo tenore."

IlMemorandum del Board stabiliva, nel suo "Memorandum sulle Propostedi mantenere i prezzi ad un livello prestabilito": 

"IlBoard dei Governatori si oppone ad ogni Dichiarazione che propone unlivello di prezzi stabile, con le motivazioni che i prezzi nondipendono principalmente dal prezzo o costo del denaro; che ilcontrollo del Board sul denaro non può essere completo; e che prezzistabili, anche se ottenuti con azioni ufficiali, non assicurerebberouna prosperità duratura."

  Ancora,William McChesney Martin, il Presidente del Board dei Governatori nel1952, disse davanti alla SottoCommissione sul Controllo del Debito,il Comitato Patman, il 10 marzo del 1952, che
                                                         " Uno dei propositifondamentali del Federal Reserve Act è quello di proteggere ilvalore del dollaro."IlSenatore Flanders gli chiese: "E’ specificamente stabilito nellalegislazione che diede origine alla costituzione del Federal ReserveAct?" "No,"replicò Mr. Martin, "ma faparte dell’intera storia legislativa e delle circostanze che lestanno attorno." 

IlSenatore Robert L. Owen ci ha raccontato come sia stato messo fuoridalla originale legislazione contro il suo volere, e che il Board deiGovernatori si era opposta a tale legislazione. Apparentemente, Mr.Martin non ne è a conoscenza.Prezzimedi costanti, in verità, sono impossibili sino a quando avremospeculatori nel mercato azionario guidando i prezzi su e giù inmodo da ricavare profitti per sé stessi. Nonostantel’insistenza del Governatore Eccles che stabili prezzi non assicurano unaduratura prosperità, potrebbero fare tanto per facilitare questacondizione. Un uomo con una retribuzione annuale di 2.500 dollari nonsta meglio se il prezzo del pane aumenta di cinque centesimi durantel’anno. 

  Nel1935, Eccles disse davanti alla Commissione della Camera sul SistemaBancario e sulla Moneta:

"IlGoverno controlla le riserve d’oro, cioè, il potere di emetteremoneta e credito, quindi regolando grandemente la formazione deiprezzi." 

Questaè quasi una diretta contraddizione della dichiarazione di Eccles del1939 che i prezzi non dipendono, principalmente, dal prezzo o costodel denaro. 

 Nel1935, il Governatore Eccles dichiarò davanti alla Commissione dellaCamera: 
"IlFederal Reserve Board ha il potere di operare nel mercato aperto. Leoperazioni di mercato aperto sono i singoli strumenti più importantidi controllo sul volume e il costo del credito in questo Paese.Quando dico "credito" inquesta circostanza, voglio dire denaro, perché la gran parte didenaro in uso dalla gente di questo Paese è sotto forma di creditobancario o depositi bancari. Quando le Banche della Federal Reservecomprano cambiali o obbligazioni nel mercato aperto, incrementano ilvolume di denaro della popolazione e ne diminuiscono il costo; equando vendono nel mercato aperto diminuiscono il volume del denaro ene aumentano il costo. L’autorità su queste operazioni checondizionano il benessere dell’intera popolazione, deve essereprerogativa di un ente che rappresenti gli interessi nazionali."

Latestimonianza del Governatore Eccles mette a nudo il funzionamentodella macchina dei soldi che Paul Warburg rivelò ai suoi increduliamici banchieri a Jekyll Island nel 1910. La maggior parte degliamericani dicono di non riuscire a comprendere come la FederalReserve System operi. Rimane di difficile comprensione non a causadella sua complessità, ma perché è così semplice. Se un uomo difiducia ti viene accanto e si offre di farti vedere la suameravigliosa macchina dei soldi, tu vedi come inserisce un fogliobianco e tira fuori una banconota da 100 dollari. Questo è ilFederal Reserve System. Tu allora chiedi di comprare la meravigliosamacchina dei soldi, ma non puoi. E’ proprietà degli azionistiprivati delle banche della Federal Reserve, le cui identità possonoessere parzialmente,ma non completamente, riconducibili alla "London Connection".
18/01/2018, 08:32



THE-SECRETS--OF-THE-FEDERAL-RESERVE-:---GLI-ANNI-’30


 Diviso in due o tre post, eccezionali per le informazioni contenute, riporto il tredicesimo capitolo di questo splendido libro di Eustace Mullins.



THESECRETS OF THE FEDERAL RESERVE 

Illibro che Eustace Mullins ci ha lasciato in eredità è una splendidatestimonianza degli innumerevoli inganni e dell’incredibile livellodi corruzione che regna all’interno del mondo della FinanzaGlobale. Poche migliaia di banchieri malati di delirio di onnipotenzaprovocano sofferenze indicibili a tutta la popolazione mondiale permotivi di dominio e controllo sociale.
 Il tredicesimo capitolo èparticolarmente significativo per la ricchezza di informazioni eaccuse dirette che l’autore non risparmia ai furfanti di WallStreet e della Federal Reserve. Spero di trovare più avanti neltempo la possibilità di tradurre altri capitoli e pubblicare altripost.

CapitoloXIII : GLIANNI ’30 - Prima parte

Durante questo periodo tragico, ilPresidente della Commissione del Sistema Bancario e della Monetadella Camera, Louis McFadden, continuò la sua solitaria crociatacontro la "London Connection" che aveva mandato in rovina ilPaese. Il 10 Giugno 1932 McFadden si rivolse alla Camera deiRappresentanti.

"C’è gente che crede che lebanche della Federal Reserve siano istituzioni del Governo. Non sonoistituzioni del Governo. Sono monopoli privati di credito chedepredano il popolo degli Stati Uniti a loro personale beneficio edei loro clienti stranieri. Le banche della Federal Reserve sonoagenti di banche centrali straniere. Ha detto Henry Ford:"L’obiettivo di questi finanzieri è il controllo del mondoattraverso debiti inestinguibili." La verità è che la FederalReserve ha usurpato il Governo degli Stati Uniti per mezzodell’arrogante monopolio del credito che guida il Consiglio dellaFederal Reserve e le Banche della Federal Reserve."

Il 13 Gennaio 1932  McFadden  presentòuna risoluzione accusando il Consiglio dei Governatori della FederalReserve di "Cospirazione criminale": 

"Laddove io li accuso,congiuntamente e separatamente, del crimine di aver a tradimentocospirato e agito contro la pace e la sicurezza degli Stati Uniti edi avere a tradimento cospirato per distruggere ilgoverno costituzionale negli Stati Uniti. Stabilitoche il Comitato sulla Magistratura è autorizzato e diretto come uninsieme o con una sottocommissione, per investigare ilcomportamento ufficiale del Consiglio della Federal Reserve e deisuoi agenti per determinare se, nel parere di detta commissione,siano colpevoli di qualche grave crimine o violazioneche, per quanto contemplato nella Costituzione,richieda l’intervento dei poteri Costituzionali della Camera". 

Nessunaazione fu intrapresa in seguito a questa Risoluzione. McFadden tornòalla carica il 13 Dicembre del 1932 con una mozione per mettere sottoaccusa il Presidente Herbert Hoover. Solo cinque deputati loappoggiarono, e la risoluzione fallì. Il leader della maggioranzaRepubblicana della Camera rimarcò, "Louis T. McFadden èpoliticamente morto." 

Il 23 di Maggio del 1933, McFadden  presentò la Risoluzione della Camera         N. 158, Articoli di Messasotto Accusa contro il Segretario del Tesoro, due assistentisegretari del Tesoro, Il Consiglio dei Governatori della FederalReserve, e funzionari e direttori delle Banche della Federal Reserveper le loro colpe e collusione nel provocare la Grande Depressione. 

 "Io li accuso di aver sottrattoillegalmente più di 80 miliardi di dollari del Governo degliStati Uniti nel 1928, consistendo la suddetta illegale sottrazione diillecita ricreazione di rivendicazioni contro il Tesoro degli StatiUniti nella misura di oltre 80 miliardi di dollari nell’anno 1928,e in ogni anno successivo, e di aver rubato al Governo degli StatiUniti e al popolo degli Stati Uniti con la sottrazione e vendita diriserve d’oro degli Stati Uniti".
La Risoluzione neanche fu discussa.Un chiacchiericcio sussurrato che McFadden non era sano di mentepercorse Washington, e nelle successive elezioni, egli fu nettamentesconfitto dalle migliaia di dollari riversati nel suo distretto diCanton, Pennsylvania. 

 Nel 1932 il popolo americano elesseFranklin D. Roosvelt  Presidente degli Stati Uniti. Questo fatto fusalutato come la liberazione del popolo Americano dalla cattivainfluenza portata dalla Grande Depressione, la fine della dominazionedi Wall Street, e della scomparsa dei banchieri da Washington. 
 Roosvelt doveva la sua carrierapolitica a circostanze fortuite. Come Assistente Segretario allaMarina nella Prima Guerra Mondiale, grazie a vecchie amiciziescolastiche, era intervenuto per impedire l’accusa di un grandegiro di omosessualità nella Marina che comprendeva vari compagni diGroton e Harvard. Ciò lo portò alla benevola attenzione di un riccoambiente internazionale di omosessuali che viaggiavano avanti eindietro tra New York e Parigi, e che era presieduto da BessieMarbury, di una antica e prominente famiglia di New York. La "moglie"di Bessie, che visse con lei per un certo numero di anni, era Elsiede Wolfe, poi conosciuta come Lady Mendl in un "matrimonio diconvenienza", persona di spicco del jet set internazionale. Lororecrutarono la figlia più giovane di J.P. Morgan, Anne Morgan,dentro il loro circolo, e usarono la sua fortuna per restaurare laVilla Trianon a Parigi, che divenne il loro quartier generale.      Durante la Prima Guerra fu adibita a ospedale. Bessie Marbury siaspettava il riconoscimento della Legione d’Onore dal GovernoFrancese, ma J.P. Morgan, Jr., che la disprezzava per aver corrottola figlia, chiese al Governo Francese di negare il riconoscimento,cosa che fu fatta. Apprendendo da questo rifiuto, Bessie Marbury sibuttò in politica, e divenne una potenza all’interno del PartitoDemocratico. Aveva anche reclutato Eleanor Roosvelt dentro la suacerchia e, nel corso di una visita a Hyde Park, Eleanor confidò cheera disperatamente alla ricerca di qualcosa da fare per il "poveroFranklin", confinato su una sedia a rotelle e molto depresso.
  "So cosa faremo", esclamòBessie, "lo candidiamo a Governatore di New York!"Grazie al suo potere, riuscìnell’impresa, e Roosvelt divenne poi Presidente. Uno degli uomini che Roosvelt portòcon sé da New York come Consulente Speciale al Tesoro, era EarlBailie di J&W Seligman Company, che divenne noto come l’uomoche consegnò la bustarella di 415.000 dollari a Juan Leguia, figliodel Presidente del Perù, per accettare un prestito da J&WSeligman Company.
 Si levarono numerose critiche per questa scelta, eMr. Roosvelt, nel suo nuovo ruolo di difensore del popolo, rimandòEarl Bailie alla corruzione di New York.
  Lo stesso Franklin D. Roosvelt eraun banchiere internazionale di dubbia reputazione, avendo fattoemergere grandi quantità di obbligazioni estere in questo Paesenegli anni ’20. Queste obbligazioni non erano coperte e i nostricittadini persero milioni di dollari, ciononostante volevano Mr.Roosvelt come Presidente. La Guida dei Direttori di New York elencaMr. Roosvelt come Presidente e Direttore dell’United EuropeanInvestors, Ltd., nel 1923 e 1924, che fece emergere milioni di marchitedeschi in questo Paese, tutti non coperti. La Guida Poor deiDirettori lo mette in elenco come Direttore di The InternationalGermanic Trust Company nel 1928. Franklin D. Roosvel è stato pure unconsulente della Federal International Banking Corporation, un enteAnglo-Americano che si occupava di titoli esteri negli Stati Uniti. Lo studio legale Roosvelt eO’Connor, negli anni ’20 rappresentava molte societàinternazionali. Il suo partner legale, Basil O’Connor, eradirettore delle seguenti corporations:
Cuban-American ManganeseCorporation, Venezuela-Mexican Oil Corporation, Honduras TimberCorporation, Federal International Corporation, West Indies SugarCorporation, American Reserve Insurance Corporation, Warm SpringsFoundation. Era direttore in ancora altre società e più avanti capodella Croce Rossa Americana. 
 Quando Franklin D. Roosvelt divennePresidente degli Stati Uniti, nominò come Direttore del Budget JamesPaul Warburg, figlio di Paul Warburg, e Vice Presidentedell’International Acceptance Bank e altre corporations. Roosveltnominò Segretario del Tesoro W.H. Woodin, uno dei più grandiindustriali del Paese, Direttore del American Car and Foundry Company e numerose altre industrie di locomozione, Remington Arms,The Cuba Company, Consolidated Cuban Railroads, e altre grandicorporations. Woodin fu più avanti sostituito con Henry Morgenthau,Jr., figlio dell’operatore immobiliare di Harlem che aveva datouna mano a mettere Woodrow Wilson alla Casa Bianca.
 Con un grupposiffatto, le promesse di Roosvelt di cambiamenti sociali radicalimostravano poche possibilità di potersi realizzare. Una delle primecose che fece fu di dichiarare una moratoria dei banchieri, perpermettere ai banchieri di ripulire i loro comportamenti passati.

Dice World’s Works: 
"Il Congresso ha lasciato CharlesG. Dawes e Eugene Meyer, Jr. liberi di valutare, a modo loro,le garanzie che i potenziali mutuatari dei due miliardi di dollari dicapitale possono offrire". 

 Roosvelt istituì pure la SecuritiesExchange Commission, per fare in modo che nessun nuovo volto entrassedentro la banda di Wall Street, che causò il seguente colloquio nelCongresso: 

 DEPUTATO WOLCOTT:  Alle audizionidavanti a questa Commissione nel 1933, gli economisti ci mostraronocarte che al di là di ogni dubbio dimostravano che il valore indollari delle materie prime seguiva il livello dei prezzi dell’oro.Non è così, vero?

LEON ANDERSON: No.

DEPUTATO GIFFORD:  JoeKennedy non è stato messo dentro (come Presidente della Securities ExchangeCommission) perché era incline ai grandi affari?

LEON ANDERSON: Credo di sì. 

Paul Einzig fece notare nel 1935che: "Il Presidente Roosvelt fu ilprimo a dichiarare sé stesso apertamente a favore di una politicamonetaria tendente a un deliberatamente determinato aumento deiprezzi. In senso negativo, la sua politica fu un successo. Tra il1933 e il 1935 riuscì a ridurre l’indebitamento privato, ma alcosto di aumentare l’indebitamento pubblico.

In altre parole, egli alleggerì ilcarico dei debiti dei ricchi per caricarlo sui poveri, perché iricchi sono pochi e i poveri tanti. 

 Il Senatore Robert L. Owen,testimoniando davanti alla Commissione della Camera sul SistemaBancario e la Moneta nel 1938, disse:

 "Introdussi nel disegno di leggeda me presentato al Senato il 26 di Giugno del 1913, una disposizionesecondo la quale i poteri del Sistema avrebbero dovuto impegnarsi apromuovere un livello dei prezzi stabile, cioè un dollaro diacquisto stabile, la possibilità di pagare i debiti. Fu cancellata.I potenti interessi monetari presero il controllo del Consiglio dellaFederal Reserve attraverso Mr. Paul Warburg, Mr. Albert Strauss, eMr. Adolph C. Miller, riuscirono ad incontrarsi segretamente il 18Maggio 1920 e causare una contrazione del credito così violenta dabuttare cinque milioni di persone fuori dal lavoro. Nel 1920 quelConsiglio della Fed causò di proposito la Crisi del 1924. La stessagente, senza controllo nel mercato azionario, espandendo in manieraeccessiva il credito tra il 1926 e il 1929, fece salire i prezzidelle azioni a un punto tale che non potevano assolutamente otteneredividendi, e quando le persone se ne resero conto, tentarono divenirne fuori, provocando il Crollo del 24 Ottobre 1929." 

Il Senatore Owen non entrò nelmerito se il Consiglio della Federal Reserve potesse essereconsiderato responsabile verso il pubblico. In realtà, non potrebbe.Sono funzionari pubblici nominati dal Presidente, ma i loro stipendisono pagati dai detentori privati delle azioni delle Banche dellaFederal Reserve. Il Governatore W.P.G. Harding delConsiglio della Federal Reserve testimoniò nel 1921 che : 

"La Banca della Federal Reserve èuna istituzione di proprietà delle banche affiliate che detengono leazioni. Il Governo non possiede neanche un dollaro delle sue azioni.

  Comunque, il Governo sì che dàalla Federal Reserve System la gestione di miliardi di dollari dicredito, e ciò conferisce alla Federal Reserve la caratteristica dibanca centrale, il potere di emettere moneta sul credito del Governo.Noi non abbiamo biglietti del Governo Federale o certificati d’orocome moneta. Abbiamo banconote della Federal Reserve, emesse dalleBanche della Federal Reserve, e ogni dollaro che stampano è undollaro nelle loro tasche.
W. Randolph Burgess, della FederalReserve Bank di New York, dichiarò davanti all’Accademia diScienze Politiche nel 1930 che: 

 "Nei suoi più importanti principioperativi la Federal Reserve System non è differente da altre banchedi emissione, come la Bank of England, la Banca di Francia, o laReichsbank."

 Tutte queste banche centrali hanno il potere di emetteremoneta nei loro rispettivi Paesi. Perciò, il popolo non è padronedella propria moneta in Europa, come non la possiede qui. Vienestampata privatamente per profitto privato. Il popolo non hasovranità sulla propria moneta, e si è andati in direzione tale chenon ha sovranità su altri importanti aspetti politici come lapolitica internazionale. Come banca centrale emittente, laFederal Reserve System controlla l’enorme ricchezza del popoloAmericano. Quando iniziò ad operare nel 1913, creò un seriopericolo per le banche centrali degli impoveriti Paesi europei.Proprio perché rappresentava questa grande ricchezza, attrasse moltopiù oro di quanto fosse conveniente negli anni ’20, e sembrava chepresto tutto l’oro del mondo sarebbe stato ammassato in questoPaese. Questo avrebbe fatto diventare il gold standard unabarzelletta in Europa, perché non avrebbero avuto nessun oro acopertura delle loro emissioni di denaro e credito. Fu scopodichiarato della Federal Reserve nel 1927, dopo l’incontro segretocon i capi delle banche centrali straniere, di rimandare grandiquantità di oro in Europa, e così facendo, i bassi tassi diinteresse e i pesanti acquisti di Titoli di Stato, che crearonograndi somme di nuovo denaro, accrebbero la speculazione nel mercatoazionario e fecero del suo crollo e della conseguente recessione undisastro nazionale. 
 Dal momento che la Federal ReserveSystem era colpevole di aver causato tale disastro, dovremmo pensareche avrebbero tentato di alleviarlo. Invece, negli anni bui del 1931e 1932, i Governatori della Federal Reserve Board guardarono lasituazione del popolo Americano peggiorare costantemente, e nonfecero niente per aiutarlo. Questo era un crimine ancor più gravedel complotto che diede origine alla Depressione. Chiunque abbiavissuto quegli anni in questo Paese ricorda l’enormedisoccupazione, la miseria e la fame della nostra gente. In qualsiasimomento la Federal Reserve Board sarebbe potuta intervenire peralleviare la situazione. Il problema era di rimettere un po’di denaro in circolazione. Tanto denaro normalmente utilizzato perpagare affitti e comprare cibo era stato succhiato dentro WallStreet, tanto che non rimaneva denaro per vivere. In molte zone, lagente stampava il proprio denaro su legno e carta per usarlo nelleproprie comunità, e questo denaro era buono, visto che rappresentavaimpegni presi gli uni con gli altri che la gente onorava. La Federal Reserve System era unabanca centrale di emissione. Aveva il potere di emettere, quandoconveniva ai suoi proprietari, milioni di dollari di denaro. Perchénon lo fece nel 1931 e nel 1932? I banchieri di Wall Street neavevano abbastanza di Mr. Herbert Hoover, e volevano vedere FranklinD. Roosvelt cavalcare l’onda della gloria presentandolo come ilsalvatore del Paese. Pertanto, il popolo Americano doveva morire difame e soffrire sino al Marzo del 1933, quando il Cavaliere Biancosarebbe entrato cavalcando con il suo gruppo di furfanti di WallStreet a mettere un po’ di denaro in circolazione. Questo era tuttociò che c’era da fare. Non appena Mr. Roosvelt entrò in carica,la Federal Reserve iniziò ad acquistare Titoli di Stato al ritmo didieci milioni di dollari alla settimana per dieci settimane, e creòcento milioni di nuovo denaro, che alleviò la scarsità cronica didenaro e credito, e le industrie ripresero ad assumere gente. 
16/01/2018, 04:42



OTTOBRE-2014,-COUNCIL-ON-FOREIGN-RELATIONS:--...-LE-BANCHE-CENTRALI,-COME-LA-FED,-DOVREBBERO-CONSEGNARE-DENARO-DIRETTAMENTE-AI-CONSUMATORI.


 Riprendo questo clamoroso articolo apparso sulla rivista Foreign Affairs del settembre-ottobre 2014 a supporto di un Reddito di Cittadinanza non più rimandabile



Perla sua rilevanza in tempi in cui si parla sempre più frequentementedi un Reddito di Cittadinanza ormai quasi inevitabile, riporto perintero un articolo (già pubblicato a suo tempo nel mio vecchio blog)apparso sul numero di settembre/ottobre di FOREIGN AFFAIRS, larivista del Council on Foreign Relations. Da leggere con particolare attenzione la parte finale. 
Perchi volesse, l’originale è rintracciabile online al seguenteindirizzo:https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2014-08-11/print-less-transfer-more 

 Unabomba dal Cfr: "... le Banche Centrali ... dovrebbero consegnaredenaro contante direttamente ai consumatori." 

 PaoloMaleddu 11/09/2014 Questoarticolo è appena apparso sul numero di Settembre-Ottobre dellarivista ForeignAffairs. E’una autentica bomba a tempo: perciò ho voluto immediatamentetradurlo e metterlo in circolazione nel web. ForeignAffairs èla rivista del CouncilonForeign Relations,probabilmente il think-tankinternazionale piùprestigioso tra quelli visibili, unaassociazione indipendente (dicono loro) che fa parte della cupola delGoverno Mondiale (crediamo in tanti). Pertanto, l’articolo chesegue, firmato da Mark Blyth e Eric Lonergan,  assume una rilevanza fuori dall’ordinario. E’ il vertice delPotere mondiale che suggerisce di consegnaredirettamente ai consumatori il denaro contante:non potrà non avere ripercussioni importanti in un futuro moltoprossimo. E’ un segnale moltoimportante,visto la provenienza. E’ un documento da esaminare per bene perpoter cogliere ed interpretare i numerosi segnali che contiene. Cisono suggerimenti e commenti che somigliano molto a veri e propriordini o avvertimenti per i governanti. Nonostante la bengiustificata diffidenza che nutriamo nei confronti della classedominante dei banchieri, numerosi messaggi e la frase che nel finaledice " Iltempo è giunto per taletipo di innovazione" , ciincoraggiano a essere ottimisti. Sarà l’inizio di una svolta tantoattesa? Speriamo bene ... 

 StampareMeno ma Trasferire di Più 
 Perchéle Banche Centrali Dovrebbero Dare Denaro Direttamente al Popolo

Neidecenni che seguirono la Seconda Guerra Mondiale, l’economia delGiappone crebbe così velocemente e così a lungo che gli espertidescrissero il fenomeno come assolutamente miracoloso. Durantel’ultimo grande boom del Paese, tra il 1986 e il 1991, la suaeconomia è cresciuta di quasi un trilione di dollari. Ma poi, in unastoria con chiare similitudini con quella odierna, la bollaspeculativa del Giappone scoppiò, e i suoi mercati azionari andaronogiù in picchiata. Il debito pubblico si gonfiò a dismisura, e lacrescita annua scese a meno dell’uno per cento. Nel 1998 l’economiasi stava contraendo.Inquel Dicembre, un professore di economia di Princeton dichiarò che ibanchieri centrali avrebbero ancora potuto porre rimedio. Il Giapponestava essenzialmente soffrendo per una insufficienza di domanda: itassi di interesse erano già bassi, ma i consumatori non stavanocomprando, le aziende non prendevano prestiti, e gli investitori nonstavano rischiando. Era una previsione che si realizzava da sé: ilpessimismo economico stava impedendo la ripresa. Bernanke disse chela Bankof Japan dovevaessere più aggressiva e suggerì di prendere in considerazione unapproccio non convenzionale: dare contante direttamente alle famigliegiapponesi.
 I consumatori avrebbero potuto spendere la manna cadutadal cielo per uscire dalla recessione, alimentando la domanda efacendo salire i prezzi.Comelo stesso Bernanke chiarì, il concetto non era nuovo: negli anni’30, l’economista inglese John Maynard Keynes propose diseppellire bottiglie di banconote in vecchie miniere di carbone; unavolta riportate alla luce (come l’oro), il contante avrebbe creatonuova ricchezza e stimolato la spesa. Anche l’economistaconservatore Milton Friedman vide l’attrattiva del trasferimentodiretto del denaro, che paragonò ad un lancio di denarodall’elicottero. Il Giappone comunque non tentò queste soluzioni,e l’economia del Paese non si è mai ripresa completamente. Tra il1993 e il 2003, la crescita annuale media del Giappone era menodell’uno per cento.Oggila maggior parte degli economisti sono d’accordo che, come ilGiappone nella seconda parte degli anni ’90, l’economia globalesta soffrendo a causa di una spesa insufficiente, un problema chederiva da un più grave difetto di governance. Le Banche Centrali,inclusa la U.S. Federal Reserve, hanno intrapreso azioni aggressive,abbassando consistentemente i tassi d’interesse in misura tale cheoggi si aggirano intorno allo zero. Hanno anche pompato un valore ditrilioni di dollari di denaro fresco dentro il sistema finanziario.Ciononostante, tali politiche hanno solo alimentato un dannoso ciclodi boom e crisi, annullando gli incentivi e distorcendo i prezzidegli assets, e ora la crescita economica ristagna mentre ladiseguaglianzaaumenta.E’ giunto il tempo, quindi, per i responsabili politici americani,così come le loro controparti in altri paesi sviluppati, di prenderein considerazione una qualche versione dei lanci di denarodall’elicottero di Friedman. A breve termine, questi trasferimentidi contante potrebbero far ripartire di scatto l’economia. Sullungo periodo, potrebbero ridurre la dipendenza dal sistema bancarioper la crescita e invertire il trend della disuguaglianza. Itrasferimenti non provocherebbero dannosa inflazione, e pochi mettonoin dubbio che funzionerebbero. L’unica domanda è perché nessungoverno li abbia provati.Invecedi trascinare verso il basso la parte alta, i governi dovrebberospingere verso l’alto la parte inferiore.

DENAROFACILE 
Inteoria, i governi possono incrementare la spesa in due modi:attraverso politiche fiscali (abbassando le tasse o aumentando laspesa del governo) o attraverso politiche monetarie (riducendo itassi d’interesse o aumentando l’offerta di denaro). Ma negliultimi decenni, i governi si sono affidati quasi esclusivamente allaseconda opzione. Il cambio è avvenuto per svariate ragioni.Soprattutto negli Stati Uniti, le divisioni sulla politica fiscalesono cresciute troppo per poter essere ricucite, in quanto destra esinistra hanno dato inizio a dure lotte per scegliere tral’incremento della spesa del governo o il taglio delle tasse.Generalmente, sgravi fiscali e incentivi di stimolo tendono ad averepiù grossi ostacoli politici che i cambiamenti di politicamonetaria. Presidenti e primi ministri hanno bisognodell’approvazione delle loro assemblee legislative per passare unbudget; ciò richiede tempo, e le agevolazioni fiscali e gliinvestimenti pubblici spesso beneficiano potentati privati piuttostoche l’economia nel suo insieme. Molte banche centrali, alcontrario, sono politicamente indipendenti e possono tagliare i tassid’interesse con un unica teleconferenza. Inoltre, semplicemente nonc’è un reale consenso sul come usare le tasse o la spesa perstimolare in maniera efficiente l’economia.Lacrescita continua dagli ultimi anni ’80 ai primi anni di questosecolo sembravano giustificare questa enfasi sulla politicamonetaria. L’approccio presentava gravi inconvenienti, tuttavia. Adifferenza della politica fiscale, che agisce direttamente sullaspesa, la politica monetaria opera in maniera indiretta. I bassitassi d’interesse riducono i costi dei prestiti e portano sù icosti di azioni, obbligazioni e delle case. Ma stimolare in questomodo l’economia è caro e non efficiente, e può creare pericolosebolle - per esempio nel mercato immobiliare - e incoraggiareaziende e famiglie ad avventurarsi in pericolosi indebitamenti.Ciòè precisamente cosa accadde durante la presidenza della Fed di AlanGreenspan dal 1997 al 2006: Washington fece troppo affidamento sullapolitica monetaria per incrementare la spesa. I commentatori spessobiasimano Greenspan di aver preparato il terreno per la crisifinanziaria del 2008, tenendo gli interessi troppo bassi nei primianni di questo secolo. Ma l’impostazione di Greenspan era solo unareazione alla mancanza di volontà del Congresso di usare i propristrumenti fiscali. Inoltre, Greenspan era in completa buona fede nelsuo agire. Nella testimonianza al Congresso nel 2002, spiegò come lapolitica della Fed influenzasse l’americano medio: "Particolarmenteimportanti nel sostenere la spesa sono i tassi molto bassi diinteresse sui mutui, che incoraggiano le famiglie ad acquistare case,rifinanziare il debito e abbassare gli oneri del servizio del debito,ed estrarre valore dalle case per finanziare la spesa. I tassid’interesse fissi rimangono ad un livello storicamente basso edovrebbe quindi alimentare una richiesta abbastanza forte diabitazioni e, per mezzo dell’estrazione di valore, sostenere anchela spesa dei consumatori".Naturalmente, il modello diGreenspan si schiantò e si bruciò in maniera spettacolare quando ilmercato immobiliare delle case implose nel 2008. Ancora niente è inrealtà cambiato da allora. Gli Stati Uniti hanno a malapena rimessoinsieme il loro sistema finanziario e riesumato le stesse politicheche crearono 30 anni di bolle finanziarie. Considerate ciò cheBernanke, che venne fuori dall’accademia per servire comesuccessore di Greenspan, fece con la sua politica di "quantitativeeasing" , col quale la Fed incrementò la disponibilità di denaroacquistando miliardi di dollari di titoli garantiti da ipoteca etitoli di Stato. Bernake puntò ad incrementare i prezzi di azioni eobbligazioni nello stesso modo con cui Greenspan aveva tirato su iprezzi delle case. I loro obiettivi erano sostanzialmente gli stessi:incrementare la spesa al consumo.Gli effetti complessivi dellepolitiche di Bernanke sono stati simili a quelli di Greenspan. I piùalti prezzi degli assets hanno incoraggiato una modesta ripresa dellaspesa, ma con gravi rischi per il sistema finanziario e ad un enormecosto per i contribuenti. Ciò nonostante altri governi hannocontinuato a seguire il cammino di Bernanke. La Banca Centrale delGiappone, per esempio, ha tentato di usare la propria politica diquantitative easing per sollevare il mercato azionario. Sino ad ora,comunque, gli sforzi di Tokyo non sono riusciti a contrastare ilsottoconsumo cronico del Paese. Nell’eurozona, la Banca CentraleEuropea ha tentato di incrementare gli incentivi di spesa rendendonegativi i tassi d’interesse, addebitando lo 0,1 per cento allebanche commerciali per il deposito di contante. Ma non si nota chequesta politica abbia incrementato la spesa.La Cina sta giàlottando per far fronte alle conseguenze di politiche simili,adottate sulla scia della crisi finanziaria del 2008. Per tenere agalla l’economia nazionale, Pechino tagliò decisamente i tassid’interesse e diede alle banche il permesso di rilasciare un numerosenza precedenti di prestiti. Il risultato è stato un drammaticoincremento nei prezzi dei beni e sostanziale nuovo indebitamento daparte di individui e società finanziarie, che portò a unapericolosa instabilità. I responsabili politici cinesi stanno oratentando di sostenere la spesa complessiva riducendo il debito erendendo i prezzi più stabili. Allo stesso modo di altri governi, aPechino mancano le idee sul da farsi. Non vuole continuare adallentare la politica monetaria. Ma non ha ancora trovato un’altrastrada per andare avanti.La più ampia economia globale puòessere già entrata, nel frattempo, in una bolla obbligazionaria epotrebbe presto assistere ad una bolla azionaria. Il mercatoimmobiliare delle case nel mondo, da Tel Aviv a Toronto, èsurriscaldato. Nel settore privato, molti non vogliono contrarrenuovi prestiti; pensano che il loro livello di debiti sia già troppoalto. Queste sono notizie estremamente negative per i banchiericentrali: quando famiglie e investitori rifiutano di aumentarerapidamente i prestiti, la politica monetaria non può fare molto perincrementare la loro spesa. Negli ultimi 15 anni le maggiori banchecentrali del mondo hanno ampliato i loro bilanci di circa 6 trilioni,principalmente attraverso quantitative easing e altre così chiamateoperazioni di liquidità. Ciò nonostante, nella gran parte del mondosviluppato, l’inflazione si è appena mossa.In qualchemisura, l’inflazione bassa riflette una intensa competitività inuna economia sempre più globalizzata. Ma succede anche quando lapopolazione e gli investitori esitano troppo a spendere il lorodenaro, il che tiene alta la disoccupazione e bassa la crescita deisalari. Nell’eurozona l’inflazione è pericolosamente scesavicino allo zero. E alcuni paesi come Portogallo e Spagna, potrebberogià trovarsi in deflazione. Nella migliore delle ipotesi, lepolitiche attuali non stanno funzionando; nella peggiore, conducono acrescente instabilità e stagnazione prolungata. 

FAICHE PIOVA
 I Governi devono far meglio. Piuttosto che tentare distimolare la spesa del settore privato attraverso l’acquisto diassets o cambi nei tassi d’interesse, le banche centrali, come laFed, dovrebbero consegnare direttamente il contante ai consumatori.Praticamente, questa politica potrebbe dare alle banche centrali lapossibilità di consegnare alle famiglie dei contribuenti dei loropaesi un certo ammontare di denaro. Il governo potrebbe equamentedistribuire contante a tutti i nuclei familiari o, ancora meglio,destinarlo all’ottanta per cento inferiore delle famiglie intermini di reddito. Puntare a coloro che guadagnano meno avrebbe duebenefici principali. Da un lato, le famiglie a più basso redditosono più soggette a consumare, tanto da incrementare maggiormente laspesa. Da un altro, la scelta politica porrebbe un freno allacrescente disuguaglianza.Un tale approccio rappresenterebbe unasignificativa innovazione nella politica monetaria dall’istituzionedella banca centrale, senza essere comunque un radicale abbandonodello status quo. La maggior parte dei cittadini già confidanonell’abilità delle loro banche centrali di manipolare i tassid’interesse. E i cambi dei tassi sono tanto ridistributivi come itrasferimenti di contante. Quando i tassi d’interesse calano, peresempio, coloro che prendono in prestito a tasso variabile terminanobeneficiandone, mentre coloro che risparmiano - e quindi dipendonopiù dal reddito da interessi - perdono.La maggior partedegli economisti concordano che trasferimenti di contante dalla bancacentrale stimolerebbe la domanda. Ma i responsabili politici tuttaviacontinuano a resistere all’idea. In un discorso del 2012, MervynKing, il governatore della Banca d’Inghilterra, dichiarò che itrasferimenti tecnicamente equivalgono a una politica fiscale, checade al di fuori dell’ambito del banchiere centrale, una opinione acui ha fatto eco nel passato Marzo la sua controparte giapponese,Haruhiko Kuroda. Tali argomenti, comunque, sono puramente semantici.Distinzioni tra politiche monetarie e fiscali sono una funzione che igoverni chiedono alle loro banche centrali di svolgere. In altreparole, i trasferimenti di contante diventerebbero uno strumento dipolitica monetaria non appena le banche iniziassero ad usarli.Altricritici ammoniscono che questi lanci dall’elicottero potrebberocausare inflazione. I trasferimenti, comunque, sarebbero unostrumento flessibile. I banchieri centrali potrebbero lanciarliquando ritengono più opportuno e aumentare i tassi d’interesse percompensare effetti inflazionari, quantunque non ci dovrebbe esserebisogno: in anni recenti i bassi tassi d’interesse si sonodimostrati notevolmente resilienti, persino dopo ripetutiquantitative easing. Tre trends spiegano perché. Primo,l’innovazione tecnologica ha portato giù i prezzi al consumo e laglobalizzazione ha impedito l’aumento negli stipendi. In secondoluogo, le ricorrenti crisi (panics)finanziarie degli ultimi decenni hanno spinto molte economie di piùbassi redditi ad incrementare il risparmio - in forma di riserve divaluta - come forma di assicurazione. Ciò significa che hannospeso molto meno di quanto potrebbero, affamando le loro economie diinvestimenti in aree come infrastrutture e difesa, che avrebberofornito occupazione e fatto crescere i prezzi. Infine, in tutto ilmondo industrializzato, le aumentate aspettative di vita hanno spintoprivati cittadini a focalizzarsi sul risparmio a più lungo termine(pensa al Giappone). In conseguenza di ciò, adulti di mezza età egli anziani hanno iniziato a spendere meno su beni e servizi. Questeradici strutturali della bassa inflazione odierna continueranno arinforzarsi nei prossimi anni, come la competizione globale siintensifica, persistono i timori di crisi finanziarie, e lapopolazione in Europa e negli Stati Uniti continua ad invecchiare. Senon altro, i responsabili politici dovrebbero preoccuparsi di piùdella deflazione, che sta già creando problemi nell’eurozona.Nonc’è necessità, quindi, che le banche centrali abbandonino la lorotradizionale attenzione a mantenere alta la domanda e il controllodell’inflazione. I trasferimenti di contante offrono piùopportunità di raggiungere quegli obiettivi di quanto lo facciano icambi dei tassi d’interesse e i quantitative easing, ad un costomolto inferiore. Dal momento che sono più efficienti, i lancidall’elicottero richiederebbero alle banche meno stampa di denaro.Depositando i fondi direttamente in milioni di conti correnti -stimolando immediatamente la spesa - i banchieri centrali nonavrebbero necessità di quantità di denaro equivalente al 20 percento del Prodotto Interno Lordo.L’impatto complessivo deitrasferimenti dipenderebbe dal cosiddetto moltiplicatore fiscale, chemisura di quanto il Pil crescerebbe per ogni 100 dollari trasferiti.Negli Stati Uniti, gli sgravi fiscali previsti dal Economic StimulusAct del 2008, che ammontava più o meno all’uno per cento delProdotto Interno Lordo (GPD), può fungere da utile guida: si stimache abbiano un moltiplicatore di circa 1.3. Ciò significa che unainiezione di contante equivalente al due per cento del Pil,accrescerebbe probabilmente l’economia di un 2.6 per cento.Trasferimenti di quella portata - meno del cinque per cento del Pil- sarebbero probabilmente sufficienti a generare una crescitaeconomica.Usando i trasferimenti di contante, le banchecentrali potrebbero incrementare la spesa senza correre il rischio ditenere i tassi d’interesse bassi. Ma i trasferimentiindirizzerebbero solo in maniera marginale la disuguaglianza delreddito, un’altra grave minaccia per la crescita economica nellungo termine. Negli ultimi tre decenni, i salari del 40 per centoinferiore dei percettori nei paesi industrializzati non sonocresciuti, mentre i percettori al top hanno visto incrementarevertiginosamente i loro redditi. La Banca d’Inghilterra ritiene cheil cinque per cento più ricco delle famiglie britanniche possiedaora il 40 per cento della ricchezza totale del Regno Unito - unfenomeno adesso comune nel mondo industrializzato.Per ridurreil divario tra ricchi e poveri, l’economista francese ThomasPiketty e altri hanno proposto una tassa globale sulla ricchezza. Mauna tale politica non sarebbe efficiente. Per il semplice motivo chei ricchi userebbero probabilmente la loro influenza politica e lerisorse finanziarie per opporsi alla tassa ed evitare di pagarla.Circa 29 trilioni di assets offshore riposano al di fuori dellaportata dei ministeri del tesoro statali, e la nuova tassaaumenterebbe quella quantità. In aggiunta, la maggior parte dellepersone che dovrebbero pagare - il dieci per cento più alto dipercettori - non sono tanto ricchi. Di solito, la maggior partedelle famiglie nel segmento di più alto reddito sono della classemedio-alta, non super-ricchi. Caricare ulteriormente questo grupposociale avrebbe alti costi politici e, come i recenti problemi dibudget della Francia dimostrano, renderebbe scarsi beneficifinanziari. In conclusione, le tasse sul capitale scoraggerebbeinvestimenti privati e innovazione.Ci sarebbe un’altrastrada: invece di tentare di portare giù il vertice, i governipotrebbero portar sùla parte inferiore. Le banche centrali potrebbero emettere debito eutilizzare il ricavato investendolo in un indice azionario globale,un pacchetto di investimenti differenziati con un valore che sale escende con il mercato, che potrebbero tenere in fondi sovrani. LaBanca d’Inghilterra, la Banca Centrale Europea, e la FederalReserve già posseggono beni patrimoniali in eccesso del 20 per centodel Prodotto Interno Lordo dei loro paesi, perciò non c’è motivoper cui non possano investire quegli assets in azioni globali abeneficio dei loro cittadini. Dopo circa 15 anni, i fondi potrebberodistribuire le loro partecipazioni azionarie all’ottanta per centoinferiore per reddito dei contribuenti. I pagamenti si potrebberoeffettuare su conti correnti individuali non tassabili, e il governopotrebbe porre piccoli vincoli su come il capitale potrebbe essereusato.Per esempio, ai beneficiari si potrebbe richiedere dimantenere i fondi come risparmi o finanziare la loro educazione,saldare debiti, iniziare un business, o investire in una casa. Talirestrizioni spingerebbe i riceventi a pensare ai trasferimenti didenaro come un investimento per il futuro, piuttosto che a unavincita alla lotteria. L’obiettivo, per di più, sarebbe quello diincrementare la ricchezza nella parte bassa della distribuzione delreddito sul lungo periodo, che contribuirebbe molto a diminuirel’ineguaglianza.La cosa migliore è che il sistema siauto-finanzierebbe. La maggior parte dei governi possono ora emetteretitoli di debito a un tasso di interesse reale vicino allo zero. Seaccumulassero capitale in quel modo o liquidassero i beni cheattualmente possiedono, potrebbero godere di un rendimento reale delcinque per cento - una stima prudente, dati i rendimenti storici ele valutazioni correnti. Grazie agli effetti dell’interessecomposto, i profitti da questi fondi potrebbero ammontare circa a un100 per cento di plusvalenza dopo appena 15 anni. Ammettiamo che ungoverno emetta titoli di debito equivalente al 20 per cento del Pilad un interesse reale uguale a zero, e quindi investa il capitale inun indice azionario globale. Dopo 15 anni potrebbe ripagare il debitogenerato e anche trasferire il capitale in eccesso alle famiglie.Questo non è alchimia. E’ una politica che metterebbe ilcosiddetto premio per il rischio azionario - il rendimento ineccesso che gli investitori ricevono in cambio per mettere a rischioil loro capitale - a lavorare per tutti.

PIU’DENARO, MENO PROBLEMI
 Per come stanno attualmente le cose, lepolitiche monetarie prevalenti sono andate avanti quasi completamentesenza essere contrastate, se si eccettuano le proposte di economistikeynesiani come Lawrence Summers e Paul Krugman, che hannosollecitato per spese finanziate dal governo per infrastrutture ericerca. Tali investimenti, secondo il ragionamento, creerebberoposti di lavoro facendo gli Stati Uniti più competitivi. Ed orasembra il momento più propizio per mettere insieme fondi per pagaretali lavori: i governi possono prendere in prestito per dieci anni atassi reali di interessi vicini allo zero.Il problema di questiobiettivi è che la spesa in infrastrutture ci impiega troppo tempoper riavviare una economia in difficoltà. Nel Regno Unito, peresempio, i responsabili politici ci hanno impiegato dieci anni perarrivare a un accordo per costruire un progetto di ferrovia ad altavelocità noto come HS2 e un tempo altrettanto lungo per mettersid’accordo su un progetto di aggiungere una terza pistaall’aeroporto di Heathrow a Londra. Tali grandi investimenti alungo termine sono necessari. Ma non dovrebbero essere fatti confretta. Chiedete appunto agli abitanti di Berlino del nuovo, nonnecessario aeroporto che il governo tedesco sta costruendo per oltre5 miliardi di dollari, attualmente con cinque anni di ritardo suiprogrammi. I governi continuano quindi ad investire in infrastrutturee ricerca, ma quando si trovano ad affrontare una domandainsufficiente, dovrebbero affrontare il problema della spesavelocemente e in modo diretto.Se il trasferimento di contanterappresenta qualcosa di tanto sicuro, perché nessuno lo ha provato?La risposta, in parte, si riduce ad un avvenimento nella storia: lebanche centrali non sono state progettate per gestire la spesa. Leprime banche centrali, molte delle quali sono state fondate alla finedel diciannovesimo secolo, furono progettate per portare avanti pochefunzioni basiche: emettere valuta, approvvigionare di liquidità ilmercato dei titoli di Stato e mitigare il panico bancario (lecrisi del sistema, N.d.T.).Erano soprattutto impegnate nelle cosiddette operazioni a mercatoaperto - essenzialmente, l’acquisto e la vendita dei titoli diStato - che procuravano liquidità alle banche e determinavano iltasso di interesse nei mercati monetari. Il quantitative easing,l’ultima variante della funzione di acquisto di titoli, si dimostròcapace di stabilizzare i mercati monetari nel 2009, ma ad un costotroppo elevato, considerando la piccola crescita raggiunta.Unsecondo fattore che spiega il persistere della vecchia maniera difare business coinvolge il bilancio delle banche centrali. Lacontabilizzazione convenzionale tratta il denaro - banconote eriserve - come un passivo. Così se una di queste banche dovesseemettere trasferimenti di contante in eccesso rispetto al suo attivo,potrebbe tecnicamente avere un patrimonio netto negativo. Ma non hasenso preoccuparsi della solvenza delle banche centrali: dopo tutto,possono stampare altro denaro.Le più forti fonti di resistenzaai trasferimenti di contante sono politiche e ideologiche. NegliStati Uniti, per esempio, la Fed è estremamente contraria acambiamenti legislativi riguardanti la politica monetaria per timoredi azioni del Congressotese a limitare la propria libertà d’azione in una futura crisi(come ad esempio impedendogli di salvare banche straniere). Inoltre,molti americani conservatori ritengono i trasferimenti di cash essereelemosine socialiste. In Europa, nella quale uno potrebbe credere ditrovare suolo più fertile per tali trasferimenti, la paura tedescadell’inflazione che condusse la Banca Centrale Europea ad alzare itassi nel 2011, nel mezzo della più grande recessione dagli anni’30, suggerisce che una resistenza ideologica si possa trovareanche là.Coloro ai quali non piace l’idea di premi indenaro, comunque, dovrebbero immaginare quelle povere famigliericevere una imprevista eredità o sgravio fiscale. Una eredità èun trasferimento di ricchezza non guadagnato dal destinatario, etempistica e quantità sfuggono al controllo del beneficiario.Sebbene il regalo possa venire da un membro della famiglia, intermini finanziari, è uguale a un trasferimento di denaro direttodal governo. Le persone povere, naturalmente, raramente hanno parentiricchi e così, raramente ricevono eredità - ma secondo il pianoqui proposto, la riceverebbero, ogni volta che il loro Paese fosse arischio di entrare in recessione.A meno che uno non sottoscrivache le recessioni siano terapeutiche o meritate, non c’è nessunmotivo per il quale il governo non debba tentare di porre loro finese ne ha la possibilità, e i trasferimenti di denaro contante sonoun metodo unicamente efficace di farlo. Per un motivo,incrementerebbero immediatamente la spesa, e le banche centralipotrebbero attivarli istantaneamente, a differenza della spesa ininfrastrutture o di cambiamenti nelle disposizioni fiscali, chesolitamente richiedono leggi. E in contrasto con tagli ai tassi diinteresse, i trasferimenti di denaro contante influenzerebbe ladomanda direttamente, senza gli effetti indesiderati di condizionarei mercati finanziari e i prezzi dei beni. Aiuterebbero pure acorreggere l’ineguaglianza - senza spellare i ricchi.Aparte l’ideologia, le maggiori barriere all’implementazione diquesta politica sono sormontabili. Il tempo è giunto per questo tipodi innovazioni. Le banche centrali stanno ora tentando di guidare leeconomie del ventunesimo secolo con set di strumenti politiciinventati oltre un secolo fa. Facendo troppo affidamento su queisistemi, hanno terminato coll’abbracciare politiche con perverseconseguenze e povere ricompense finali. Tutto ciò che serve percambiare rotta è coraggio, cervello, e una leadership per tentarequalcosa di nuovo.


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