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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


20/04/2018, 19:07



MONDART-----CELEBRIAMO-LA-NUOVA-GUERRA-SANTA-?


 GLI AVVOLTOI, STATI UNITI ED UNIONE EUROPEA (compresa la nostra Italia), SI SPARTISCONO LA LIBIA DI GHEDDAFI



MONDART  presenta il 18 Marzo del 2011, pochi giorni dopo l’inizio della  Rivoluzione Colorata contro la Libia di Gheddafi (sulla quale presto torneremo con una versione da opporre alle menzogne del Pensiero Unico dominante), questo articolo di Marco Cedolin, tratto dal blog Il Corrosivo, che preannuciava il peggio che stava per arrivare.


18marzo 2011

CELEBRIAMOLA NUOVA GUERRA SANTA?
                                             diMarco Cedolin (Il Corrosivo) 

Allafine ce l’abbiamo fatta.
 I ruggenti cannonidell’Occidente, che fremevano da settimane dentro ad un recintotroppo stretto, teleguidati dai baliosi generali affamati di eroismo,hanno ricevutodall’ONU il via libera, sotto forma del viatico a spendersi in nuovegloriose imprese,come già lofurono e lo sono quelle in terra d’Afghanistan ed’Iraq. 
Nellatarda serata di ieri il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hainfatti approvato con 10 voti favorevoli e 5 astensioni (Germania,India, Brasile, Russia e Cina) una risoluzione che autorizzal’imposizione di una no-flyzone sulla Libia"con tutti i mezzi a disposizione", incluso il ricorsoall’uso della forza. 

Inpratica le armate occidentali, con alla testa Francia e Stati Unitiche più degli altri si sono spesi nel fare pressione nei confrontidi quegli stati che manifestavano perplessità, sono da stanotteautorizzate ad usare aerei e missili contro l’esercito di Gheddafi(che altro non è se non l’esercito libico) nella misura e nellamaniera che ritengano più opportuna al fine di tutelare l’incolunitàdelle truppe degli insorti, che nella risoluzione vengono definiti"civili" nonostante abbiano i connotati di un esercito inarmi, e in sostanza garantirne il successo militare.

Ladecisione non stupisce più di tanto, dal momento che l’insurrezionein libia, organizzata dagli oppositori di Gheddafi, con il sostegnoangloamericano e dei seguaci della monarchia, stavafallendo miseramente e senza un intervento armato occidentale sarebbestata destinata a spegnersi entro un paio di giorni ... 
 A poco era servita l’operazione mediatica volta a presentarla comeuna grande rivolta popolare, dal momento che di folle oceaniche se neerano viste pochine e gli insorti, armati di tutto punto a bordo difuoristrada nuovi fiammanti, sembravano molto più interessati aipozzi di petrolio, piuttosto che non a quel pane che in verità inLibia sembra non essere mai mancato. 

Apoco era servito partorire sensazionalismi disancorati da qualsiasirealtà, nel tentativo di dipingere Gheddafi come uno stragistasanguinario che mandava gli aerei a bombardare i cortei seimanifestanti inermi e faceva scavare fosse comuni dove stipare decinedi migliaia di di civili assassinati. Dal momento che Gheddafi, purnon essendo certo un’anima pia, non ha mai bombardato i cortei deimanifestanti, né fatto ammazzare decine di migliaia di civiliinermi. 
Apoco era servita la demonizzazione di stampa posta sulla testa"dell’amico del giorno prima", diventato dittatoreimpresentabile e criminale da isolare politicamente efinanziariamente, attraverso l’appropriazione indebita di tutti isuoi denari, investiti nel gotha della finanza internazionale. Dalmomento che nonostante questa operazione politica e finanziaria,Gheddafi stava dimostrando inequivocabilmente di godere ancora di undiscreto ascendente su larga parte del popolo libico e di avere tuttii mezzi necessari perfar fronte ad una rivolta che andava spegnendosilentamente come una candela consunta. Allaluce dei fatti le potenze occidentali, fallita l’improvvidaoperazione messa in atto, si sono trovate di fronte all’alternativadi consentire a Gheddafi, ormai da loro sconfessato e buttato nelcestino della spazzatura, di rimanere al potere a tempo indefinito,incassando in tal modo uno smacco per molti versi inaccettabile osostituirsi di fatto alle truppe degli insorti, affermando che seGheddafi non lo caccia il popolo, perché "in fondo gli vuoleancora bene", vorrà dire che lo cacceremo noi, per far piacereal popolo che molte volte non sa cosa è meglio per lui. Oltretutto,a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, in questo modo sarà anchepiù semplice e "lecito" appropriarsi di quei pozzi dipetrolio che certo a lui non serviranno più, dal momento che finiràimpiccato da qualche tribunale fantoccio o suicidato in un carceresconosciuto.

Restasolo da scoprire cosa accadrà nelle prossime ore e nei prossimigiorni. Se l’operazione si svolgerà tutto sommato in maniera"indolore" o se i cannoni d’Occidente si produrranno in unaguerra come quella afghana e irachena, che falcerà quelle migliaiadi vite umane fino ad oggi uccise solo con la fantasia. Senza dubbio la possibilità di condurre nel "baratro dellademocrazia" un altro paese,come già accaduto a Kabul e Bagdad èquanto mai concreta. Sprofondare una nazione nella guerra civile,difficilmente può essere considerata una buona idea. Convincersi chelo si sta facendo per il bene del popolo, poi lo è ancora meno, comei popoli afgani ed iracheni stanno tristemente a testimoniare.
 Restano solo i pozzi di petrolio, allacui protezione, più che non a quello di un fantomatico popolo,l’Occidente sembra interessato davvero seriamente.


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