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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


03/05/2018, 01:01



COMUNE-DI-ORISTANO---PROGETTO-BILANCIO-PARTECIPATO-:-LA-MIA-PROPOSTA-DI-ATTIVAZIONE-DI-UN-SISTEMA-DI-BUONI-COMUNALI


 "Se non ci fosse denaro, qualsiasi sistema di accredito ai venditori e addebito ai compratori potrebbe svolgere completamente il lavoro del denaro" - Hugo Bilgram & Louis Levy, 1914



Entro il 15 Maggio 2108 i cittadini e le associazioni di volontariato potranno presentare al Comune di Oristano proposte mirate a migliorare la situazione economico-sociale in Città. Dopo tale data le proposte presentate verranno selezionate da una commissione di funzionari comunali, e quelle prescelte saranno rese note attraverso i media e sottoposte al giudizio dell’intera Città. Nell’occasione, ripropongo un post tratto da "Nuraghes - Moneta Comunale", che riguarda la proposta da me presentata di attivazione di un sistema di Buoni Comunali qui ad Oristano. Il testo integrale della presentazione della mia proposta si trova nel post pubblicato il 30 Aprile (Nella mia città nessun uomo trascorrerà mai la notte affamato"), interamente scaricabile (eccetto gli allegati) in Pdf.

COSA E’  L’ECONOMIA 

            Dal momento che per intraprendere con successo lo studio di una materia è bene avere assoluta certezza dei termini, rileggiamoci con attenzione la definizione di economia, che in qualsiasi dizionario risulta essere più o meno la seguente: 

dal greco oikonomìa, propriamente amministrazione della casa. Scienza della scarsità intesa come disciplina logica e prassi comportamentale diretta a realizzare i massimi risultati impiegando i minimi mezzi. Insieme delle attività di una collettività umana relative alla produzione e al consumo delle ricchezze. Ordine che presiede alla distribuzione delle diverse parti di un insieme. L’utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio i bisogni individuali e collettivi contenendo la spesa.

 L’economia è quindi una oculata ripartizione tra tutti i membri di una comunità (famiglia, comune, società et cetera), delle risorse disponibili per soddisfare bisogni individuali e collettivi. In una comunità delle dimensioni di un comune sardo o dell’intera comunità isolana, il processo economico si sviluppa in maniera relativamente semplice attraverso le sue tre fasi successive: produzione, distribuzione e consumo dei beni e servizi prodotti. L’implementazione armonica di queste tre fasi, ha come risultato una sana ed onesta economia. 

La moneta, il mezzo di scambio 

Strumento assolutamente indispensabile per poter attivare questo circolo virtuoso: un efficiente mezzo di scambio. 
Essendoci ormai resi conto del fatto che l’euro è stato introdotto per ostacolare di proposito il semplice funzionamento dell’economia, ci vediamo praticamente obbligati dalle circostanze a dotarci di un nostro mezzo di scambio locale, onesto e funzionale, che sia emesso dall’istituzione a noi più vicina, il Comune, in forma gratuita (non moneta debito) e senza il velenoso corollario degli interessi.
 Le comunità che in un futuro che è già domani non si doteranno di una moneta locale complementare, andranno incontro a disagi sempre crescenti.

 Il denaro è un sistema contabile. 

La moneta è una convenzione, un accordo tra i membri della società. L’accordo consiste nell’individuare, mettere in circolazione e quindi accettare un determinato simbolo come unità di misura del valore e mezzo di pagamento. Qualsiasi simbolo si convenga di accettare come mezzo di pagamento diventa moneta. Si potrebbe anche fare a meno di manifestare il simbolo (banconota o moneta metallica) e tenere unicamente una contabilità di dare/avere, come già all’inizio del XX secolo due economisti eretici dell’epoca affermavano:

 "Se non ci fosse denaro, qualsiasi sistema di accredito ai venditori e addebito ai compratori potrebbe svolgere completamente il lavoro svolto dal denaro"  
                                                              Hugo Bilgram & Louis Levy, 1914

 Rileggete con attenzione queste due righe, perché spiegano in poche parole il meccanismo del funzionamento dei Nuraghes che circoleranno, speriamo presto, in Sardegna. 
Come ormai risaputo, dal 15 Agosto 1971, data dell’annuncio del presidente Richard Nixon della fine della convertibilità aurea del dollaro americano, non c’è più ufficialmente (in realtà da molto prima), nessuna riserva d’oro a dare valore alle banconote in circolazione. La moneta si è trasformata in fiat money, pura convenzione sociale imposta d’autorità.
 Il simbolo monetario cartaceo è diventata una speranza: che qualcuno mi dia una merce o un servizio in cambio. Ma rimane uno strumento di contabilizzare dare e avere. Invece di dover registrare su un libro contabile un +10 a mio favore e un -10 nel conto di Tizio per la compravendita di un prodotto, Tizio mi dà un biglietto da 10 a saldo della vendita avvenuta.
 La stampa dei biglietti e il conio delle monete metalliche, vogliono solo essere una semplificazione contabile. Invece di dover aggiornare continuamente una contabilità, facciamo circolare dei simboli cartacei che rappresentano beni materiali e tengono la contabilità aggiornata in tempo reale.
 Sentite una definizione al riguardo di Thomas Greco, autore di vari libri sulla moneta: 

"Pensa all’economia di mercato come ad un giuoco di mettere-e-prendere. Ciascun partecipante prende beni e servizi dal mercato, e ognuno mette beni e servizi. La moneta, in realtà, è solo un modo di tenere i conti. Quando tu prendi qualcosa dal mercato (comprando), offri denaro in pagamento. Quando metti qualcosa dentro il mercato (vendendo), ricevi del denaro come pagamento. Stando così le cose, coloro che mettono più valore dentro l’economia (vendendo) ricevono, nel tempo, più denaro. Il denaro, quindi, è un sistema contabile."

 Bene. Dal momento che l’euro è un sistema contabile contenente degli errori strutturali appositamente inseriti a proprio vantaggio dai Grandi Manovratori che hanno il monopolio dell’emissione, che non lo si può eliminare facilmente perché blindato dagli accordi del Trattato di Maastricht, si può attivare una moneta complementare da usare localmente all’interno di un determinato territorio. L’ideale sarebbe che il Ministero del Tesoro emettesse Biglietti di Stato in pagamento del lavoro dei dipendenti statali e delle infrastrutture necessarie alla società: strade, scuole, ospedali, porti, aeroporti ... 
Monetizzare il lavoro di tutta una popolazione nei Biglietti di Stato (non nelle banco-note della Banca Centrale Europea) è probabilmente la prima ragione d’essere di un Governo nazionale. 
Solo lo Stato (rappresentante del popolo sovrano) può essere depositario del diritto/dovere di battere moneta per fornire alla società civile l’indispensabile mezzo di scambio. Non certo degli avidi Usurai, ladri a custodia della cassaforte. Tutto ciò rimane però solo un sogno irrealizzabile a causa di una classe politica corrotta, succube e complice della Grande Usura internazionale, schierata contro gli interessi dei cittadini. Pertanto non ci rimane che passare da uno Stato incontrollabile alla istituzione a noi più vicina e più condizionabile: il Comune.
 Il Comune, a nostro modesto parere, è l’istituzione più vicina ad una ideale (e forse irraggiungibile) democrazia. Non ha, naturalmente, autorità di battere una moneta nazionale, ma può certamente emettere dei Buoni Comunali.

 I Nuraghes sono dei Buoni Comunali

Operano nel campo del baratto multilaterale e del credito reciproco.
 Non sono altro che un accordo tra noi cittadini sardi (invece che tra tutti gli italiani per la Lira o gli europei per l’euro) a stampare e utilizzare localmente una "moneta" che ci consenta di scambiarci, venderci e consumare in loco i beni e servizi da noi stessi prodotti. Noi membri della comunità siamo l’autorità locale manifestata in un ente virtuale chiamato Comune. Niente di meglio quindi di una delibera comunale a suggellare questo accordo tra liberi cittadini che in maniera del tutto volontaria decidono di accettare una Moneta Comunale.
Nuraghes vogliono essere un’unità di conto utilizzata e liberamente accettata in una contabilità dare/avere da tutti coloro che offrono al Comune un bene materiale o un servizio, occasionale o continuato. 
Saranno fatti stampare secondo necessità per pagare infrastrutture o retribuire un lavoro svolto, e accettati in pagamento di affitti dovuti al Comune e di eventuali (ma poco probabili) tasse comunali. 
A partire dalla denominazione, vogliono essere uno strumento di rafforzamento dell’identità culturale del popolo sardo e di valorizzazione della produzione e commercio di prodotti della nostra isola

. L’emissione dei Nuraghes 

Naturalmente non siamo i primi che sentono l’esigenza di adottare una moneta locale o sociale: anzi, arriviamo con un certo ritardo.
 Dal momento che ci sono già oltre 4000 monete locali nel mondo, il nostro compito è alquanto facilitato, potendo trarre vantaggi dalle esperienze altrui ecostruirci un Nuraghe a misura degli obiettivi che vogliamo raggiungere.
 Primo e fondamentale quesito: quali sono i nostri obiettivi? 
Obiettivo numero uno: dare un lavoro, e quindi un reddito, a tutti i disoccupati in ogni singola comunità che adotti i Nuraghes.
 Solo facendo partecipare tutti i membri della comunità a quel giuoco di mettere/prendere di cui parla Thomas Greco, si può godere di una certa pace sociale all’interno della comunità, rafforzandone la coesione invece di dividerla. Cooperazione, non divisione, individualismo esasperato e sopraffazione dell’uomo sull’uomo.
 Il traguardo più immediato dei nostri Nuraghes è quindi quello di restituire una vita dignitosa ai meno fortunati. Ciò significa, come diceva Ezra Pound riferendosi alla gente comune, " ... nutrirla, metterle un tetto sopra la testa, vestirla .. ". 


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