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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


13/04/2018, 05:34



GRANDISSIMO-EZRA-POUND-----ABC-DELL’ECONOMIA-:-CI-SONO-MERCI-A-SUFFICIENZA,-C’E’-UNA-SOVRABBONDANTE-CAPACITA’-DI-PRODURRE-MERCI-IN-SOVRABBONDANZA.-PERCHE’-SI-MUORE-DI-FAME?


 IL POETA/ECONOMISTA PUBBLICA QUESTO LIBRO NEL 1933 PER "SPIEGARE I FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA CON TANTA SEMPLICITA’ E CHIAREZZA " ....



Il primo approccio con gli scritti economici di Ezra Pound non è facilissimo ma, posso assicurare, estremamente gratificante per coloro che vogliano approfondire la conoscenza della materia monetaria. La generosa e sincera volontà di Pound di  trasmettere al lettore la propria profonda conoscenza dei meccanismi della grande truffa dell’emissione monetaria è ammirevole e coinvolgente. Egli, già dagli anni ’20 del secolo scorso, iniziò un grande lavoro di informazione  nel tentativo di rendere i popoli consapevoli dei meccanismi che ci rendono schiavi dell’Usura, per poter contrastare l’ingiustizia.
ABC DELL’ECONOMIA è stato scritto nel 1933 appunto con queste intenzioni.
Nessun personaggio di rilievo della cultura internazionale si è speso ed esposto tanto come lui, pagandone anche pesanti conseguenze.  I libri e gli scritti economici successivi, i Radiodiscorsi nel tentativo di far capire soprattutto ai suoi connazionali  americani e agli inglesi che la Seconda Guerra Mondiale era voluta dai grandi usurai internazionali per salvare il loro monopolio dell’emissione di moneta a debito, l’iniziazione  del suo discepolo Eustace Mullins  sfociata in quel meraviglioso saggio "I SEGRETI DELLA FEDERAL RESERVE", sono parte importante dell’impegno di Pound. La passione profusa nella ricerca e diffusione della Verità hanno caratterizzato la sua intera esistenza. Tutto quel lavoro, ancora attuale ed estremamente utile, deve essere conosciuto, apprezzato per il suo incalcolabile valore e trasmesso alle generazioni future. 
Oggi qui iniziamo a riportare ampi brani di questa opera di divulgazione, in totale accordo con le intenzioni dell’Autore.   

 ABC DELL’ECONOMIA

Lo scopo di questo opuscolo è di spiegare i fondamentali dell’economia con tanta semplicità e chiarezza che anche gli esponenti delle diverse scuole e fazioni economiche saranno in grado di capirsi l’un l’altro quando ne discuteranno. 
Dopo la prima quarantina di pagine non "attaccherò", ma mi addentrerò, "mi butterò dentro" ripetizioni  e riaffermazioni, nella speranza di arrivare a questa chiarezza e semplicità. 

Non avrò pace finché non mi sarò sfogato su questo argomento, e non ho altra maniera di proteggermi contro le accuse di pensiero non sistematico e non correlato, di dilettantismo, di futile eclettismo etc., se non scrivendo un breve formale trattato.

1. Dissociazioni, o sgombero preliminare del terreno

Prego il lettore di non cercare implicazioni. Quando esprimo una convinzione lo dirò. Quando tento di provare qualcosa lo dirò. Per cominciare tenterò unicamente di portare il lettore a fare alcune distinzioni, per il bene della sua chiarezza mentale, prima che egli stesso tenti di risolvere alcunché.  

Userò il termine  proprietà  in senso distinto dal termine  capitale.
"Capitale" per tutta l’estensione di questo trattato implica una sorta di rivendicazione sugli altri, una sorta di diritto a far lavorare gli altri. La proprietà no.
Per esempio. Il mio busto di Gaudier  è di mia proprietà. Nessuno è supposto possa farci nulla.
 La mia obbligazione della ferrovia X o Y è capitale. Qualcuno è supposto guadagnare almeno 60 dollari all’anno e pagarli a me perché io posseggo questa obbligazione.
Di conseguenza: sarebbe possibile incidere sui "diritti" o "privilegi" del capitale senza incidere sui diritti o privilegi della proprietà.
Di nuovo, prego di non trarre conclusioni. prego di non pensare che intendo dire niente più di quanto ho scritto. Quando intendo dire qualcosa di più lo dirò. 

Dissociazione 2


La sovrapproduzione non è cominciata con il sistema industriale. La natura sovrapproduce abitualmente. Le castagne marciscono su in montagna, e questo non ha ancora mai causato una crisi mondiale.
Tecnici sensati e uomini saggi ci dicono che il problema della produzione è risolto. Lo stabilimento produttivo del mondo può dare tutto quello di cui il mondo ha bisogno. 
Non c’è la minima ragione per dubitarne.

2. Con l’incremento dell’efficienza meccanica la summenzionata produzione richiederà progressivamente meno tempo e impegno umani. 

3. Un’economia sensata vuole che questo impegno sia, per varie ragioni, ripartito su un numero di persone molto ampio. Questo non è necessario assolutamente, ma è consigliabile. Non è necessario, perché pochi milioni di schiavi o di esseri umani costituzionalmente indaffarati potrebbero senza dubbio fare tutto il lavoro per la maggior parte di noi. Lo hanno fatto per l’impero romano e nessuno ha obiettato, eccetto qualche raro schiavo. 

4. Le critiche alla schiavitù sono in parte ideali e sentimentali. La schiavitù apertamente confessata è tuttavia fuori moda.

5. E’ puro dogma asserire che un essere umano adulto debba essere pronto a una ragionevole quantità di lavoro per mantenersi. E opinione empirica che un uomo che tenti costantemente di vivere alle spalle degli altri, e che sia poco propenso a fare alcunché di utile per il benessere generale o per la difesa della civiltà, sia persona semplicemente ignobile, e che alla fine diventa un maledetto scocciatore non solo per gli altri ma pure per la sua dissecata personalità. 

6. Io affermo un semplice dogma: l’uomo dovrebbe avere qualche senso di responsabilità per la congerie umana. 

7. A quel che si può osservare pochissimi uomini hanno questa sensibilità. 

8. Nessun ordine sociale può esistere molto a lungo se alcuni, almeno alcuni, uomini non hanno questa sensibilità. 
La democrazia implica che l’uomo deve prendersi la responsabilità di scegliere i suoi governanti e rappresentanti, e di difendere i suoi propri "diritti" contro i possibili e probabili abusi del governo che egli ha scelto per agire in sua vece negli affari pubblici.

9. Questi abusi, finché erano politici, finché erano privilegi speciali trasmessi per tradizione dal caos medioevale e dagli accordi feudali, sono stati di tanto in tanto più o meno rimessi a posto. Jefferson e John Adams osservarono che al tempo della loro gioventù pochissime persone pensavano al "governo". C’erano pochissimi scrittori sul "governo". Lo studio dell’economico è un arrivo tardivo. Una libreria economica nel 1800 poteva essere contenuta in un baule. 

10. Alcuni problemi economici potrebbero forse essere considerati per analogia politica, ma la maggior parte non può. 
Probabilmente il solo problema economico che ha bisogno di una soluzione di emergenza nella nostra epoca è quello della distribuzione. Ci sono merci a sufficienza, c’è una sovrabbondante capacità di produrre merci in sovrabbondanza. Perché si muore di fame?
Questa è la domanda cruda e retorica. Questo è il nostro problema, così come la malinconia di Amleto era il problema del dispeptico del Rinascimento. 
La risposta è che nessuno dovrebbe. La "scienza", o studio dell’economia, è intesa a far sì che nessuno debba.




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