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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


08/06/2018, 23:55



8-APRILE-2011-:-IL-TESTAMENTO-DI-GHEDDAFI----


 LA STORIA SCRITTA DAI VINTI



Il 13 Aprile 2011 Mondart pubblicava questo articolo di Fulvio Grimaldi provocatoriamente intitolato  DITTATURE A CONFRONTO. Ho voluto di proposito tagliare la seconda parte riguardante la Dittatura capitalistica consumistica del mondo occidentale di cui tutti siamo vittime sempre più consapevoli, per presentare solo queste poche righe scritte da Gheddafi. Una sorta di  testamento in cui esprime il desiderio di non morire ma, ben conscio della strapotenza militare Usa e Nato, e del sadismo incontrollabile dei Poteri che quegli eserciti controllano, presagisce il peggio. Poche frasi umili e serene di chi si sente in pace con se stesso per essersi coraggiosamente schierato dalla parte dei più deboli nell’eterna impari lotta tra élite dominante e popolazioni sottomesse. Morirà quattro mesi più tardi, vergognosamente oltraggiato dai nostri leader occidentali psicopatici e malati di delirio di onnipotenza. Avendo ormai da tempo separato i loro destini dai nostri, lusso e Potere contro sofferenza e miseria per noi, agiscono in rappresentanza solo di se stessi. 

GHEDDAFI: IN LIMINE MORTIS?


Nel nome di Allah, il misericordioso, il benefattore. 
Per 40 anni, o forse di più, ho fatto tutto quello che ho potuto per dare al popolo case, ospedali, scuole. E quando avevano fame, gli ho dato cibo. Ho trasformato Bengasi da un deserto in terra fertile, ho resistito agli attacchi del cowboy Reagan quando, tentando di uccidermi, ha ucciso un’orfana, mia figlia adottiva, una povera bambina innocente. Ho aiutato i miei fratelli e le mie sorelle africani con denaro per l’Unione Africana. Ho fatto di tutto per aiutare il popolo a comprendere il concetto di vera democrazia, nella quale comitati popolari governano il nostro paese. 
Per alcuni tutto questo non bastava mai, gente che aveva case di 10 stanze, abbigliamento e mobilio ricchi. Egoisti come sono, chiedevano sempre di più a spese degli altri, erano sempre insoddisfatti e dicevano agli statunitensi e ad altri visitatori che volevano "democrazia" e "libertà". Non si volevano rendere conto che si tratta di un sistema di tagliagole, dove il cane più grosso divora tutto. Si facevano incantare da queste parole, non rendendosi conto che negli Usa non c’erano medicine libere, ospedali liberi, case lebere, istruzione libera, cibo garantito. Per costoro non bastava nulla che facessi, ma per gli altri ero il figlio di Gamal Abdel Nasser, l’unico vero leader arabo e musulmano che avessimo avuto dai tempi di Saladino, un uomo che restituì il Canale di Suez al suo popolo come io ho rivendicato la Libia per il mio popolo. Sono state le sue orme che ho cercato di seguire, per mantenere il mio popolo libero dal dominio coloniale, dai predoni che ci vorrebbero derubare ...
Ora sono sotto attacco dalla più grande forza militare della storia. ilmio piccolo figlio africano, Obama, vuole uccidermi, togliere la libertà al nostro paese, le nostre libere abitazioni, la nostra libera medicina, la nostra libera istruzione, il nostro cibo sicuro, e sostituirlo con il ladrocinio stile Usa chiamato "capitalismo". Ma noi tutti,nel Terzo Mondo, sappiamo cosa ciò significhi. Significa che le imprese governano i paesi, il mondo,e che i popoli soffrono. così per me non c’è alternativa, devo resistere e, se Allah vorrà, morirò seguendone la via, la via che ha arricchito il nostro paese di campi fertili, viveri, salute e ci ha perfino consentito di aiutare i nostri fratelli africani e arabi a lavorare qui con noi, nella Jamahirya libica. 
Non desidero morire, ma se dovessi arrivarci, per salvare questa terra, il mio popolo, le migliaia di miei figli, che allora sia. 
Lasciate che questo testamento sia la mia voce al mondo. Dica che mi sono opposto agli attacchi dei crociati Nato, alla crudeltà, al tradimento, all’occidente e alle sue ambizioni colonialiste. che go resistito insieme ai miei fratelli africani, ai miei veri fratelli arabi e musulmani. Ho cercato di fare luce, quando altrove si costruivano palazzi ho vissuto in una casa modesta e in una tenda.  Non ho mai dimenticato la mia gioventù a Sirte, non ho sprecato le nostre ricchezze nazionali e, come Saladino, il nostro grande condottiero musulmano che salvò Gerusalemme per l’Islam, ho preso poco per me ...
In Occidente qualcuno mi ha definito "pazzo" o "demente". Conoscono la verità, ma continuano a mentire. sanno che la nostra terra è indipendente e libera, non soggetta al colonialismo. Sanno che la mia visione e ilmio cammino sono sempre stati onesti e nell’interesse del mio popolo. sanno che lotterò fino all’ultimo respiro per mantenerci liberi. Che Dio ci aiuti. 


Muammar Gheddafi, Leader della Rivoluzione, Tripoli, 8 aprile 2011


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