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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


18/06/2018, 20:27



15-AGOSTO-1971-:-NIXON-ANNUNCIA-IN-DIRETTA-TV-CHE-IL-DOLLARO-NON-E’--PIU’--CONVERTIBILE-IN-ORO


 IN VERITA’ IL DOLLARO GIA’ DA TANTO NON AVEVA COPERTURA AUREA A GARANZIA. DAL !)/! E’ UFFICIALMENTE UNA MONETA FIAT : COSA SIGNIFICA ?



Un brano tratto da "LA GRANDE TRUFFA"
Cap. II  -  LA MONETA


Dal 15 Agosto 1971, giorno in cui Richard Nixon, presidente in carica degliStati Uniti d’America, in diretta televisiva annunciò che il dollaro non era piùconvertibile in oro, non c’è più nessuna riserva in metallo a garantire lebanconote in circolazione.

 La moneta è potere. 
Nata per servire, ora viene usata per servirsi delle popolazioni.
 In mano agli Usurai internazionali, è diventata un arma terribile per mezzodella quale si sono impossessati del mondo, con potere di vita o di morte sututti noi.È una nostra creatura, ma viene usata contro di noi.
 Come è possibile?Ce ne siamo fatti scippare il controllo. Mentre cresceva, ce ne siamoallontanati, abbiamo permesso che altri la gestissero.
 I banchieri l’hanno presa nelle loro mani, ce l’hanno sottrattaimpossessandosene, e continuano a plasmarla nelle forme che ritengono piùadatte al conseguimento del loro obiettivo: impoverire la popolazionemondiale per poterla controllare.
 I banchieri hanno il monopolio culturale della materia monetaria, noi siamorimasti degli analfabeti. 
Ma la moneta è nostra, ci appartiene. 
Siamo noi che le diamo valore accettandola e facendola circolare, come ci hainsegnato nei suoi scritti Giacinto Auriti. 

Con tutta l’autorità della legge trasformiamo un simbolo cartaceo in valutaufficiale, induciamo nella banconota il valore, il potere d’acquisto.
 La banconota racchiude in se una parte materiale, il simbolo cartaceo, ed unaimmateriale prodotta dalla nostra mente: l’accettazione in previsione che altril’accetteranno, la fiducia nel suo potere d’acquisto.
 Delle due componenti, la seconda è quella che dà valore alla cartamoneta.
 Il simbolo materiale può cambiare, come successo tante volte in passato econtinua a succedere con la plastica delle carte di credito. Non può peròmancare la parte immateriale rappresentata dalla nostra fiducia, spontanea e/oimposta dalla legge: la moneta perderebbe il proprio potere d’acquisto. 
 Chi di voi accetterebbe oggi una banconota da centomila lire, nuovafiammante ma simbolo senza valore perché così abbiamo deciso, inpagamento per un lavoro eseguito? 
Provate a mettere una banconota da 50 mila lire, invece di 50 euro, sullaricevuta del conto della pizzeria; al ristoratore verrebbe da sorridere,penserebbe ad uno scherzo. Vuole soldi veri, quelli accettati da tutti. 
Al contrario, chi si sente di rifiutare un bonifico da 10 mila euro sul proprioconto corrente, valore senza simbolo cartaceo, ma con tanto potered’acquisto?
 È indubbio che la vita della moneta abbia origine nella nostra mente, il valoreè un concetto mentale. L’idea viene oggettivata in un simbolo cartaceo nelquale la nostra accettazione e fiducia inducono il valore.
 È ciò che ci ha insegnato Giacinto Auriti con la sua teoria del valore indotto.

 " E la proprietà è di chi crea il valore, non di chi stampa il simbolo; è delpopolo, non della banca." 

Come si potrebbe non essere d’accordo con il professore, purtropposcomparso nel 2006, ma che con i suoi scritti continua a insegnarci imeccanismi fondamentali per comprendere come si viene a creare il valoremonetario? 
Dalla sua cattedra dell’Università di Teramo, Giacinto Auriti ci ha spiegatocon estrema chiarezza che è il popolo che dà valore al simbolo monetario, epertanto deve essere proprietario della moneta creata. 

Dobbiamo recuperare la proprietà del denaro, o i nostri figli non avrannofuturo. Per riprenderne il controllo definitivamente, c’è una sola stradapossibile: dobbiamo capire bene quale è la sua funzione.
 Io sono uno di voi, alle prese con bollette da pagare, mutui, scadenze. Non hotitoli altisonanti o lauree in economia da vantare, ma vi assicuro che lamateria non è così complicata come ci vorrebbero far credere coloro cheappartengono al mondo dell’economia e della finanza. 
La formazione economica non è una condizione indispensabile percomprendere questa truffa meschina. Anzi, avere una mente libera danumerosi falsi dogmi inculcati con l’istruzione universitaria rappresenta forseun vantaggio. 
Per poter giudicare, controllare e contrastare l’operato dei governanti, vi èl’obbligo da parte nostra di capire i meccanismi del sistema monetario. Incaso contrario continueremo ad essere ignobilmente ingannati, come avvieneormai da secoli.

 "Il sistema bancario è stato concepito nell’iniquità ed è nato nel peccato. Ibanchieri internazionali posseggono il pianeta. Togliete loro tutto quantopossiedono, lasciando però il potere di creare prestiti, e con alcuni tratti dipenna produrranno prestiti sufficienti a recuperare tutto di nuovo. Se peròtoglieste loro la facoltà di produrre denaro, tutte le grandi fortune 32finanziarie sparirebbero, inclusa la mia, e ne risulterebbe un mondo assaipiù felice. Se invece preferite continuare ad essere schiavi delle banche epagare le spese della vostra stessa schiavitù, consentite loro di continuare acreare prestiti". 
Sir Josiah Stamp, presidente della British Railways, presidente della Bancad’Inghilterra, all’epoca secondo uomo più ricco d’Inghilterra, in un discorsotenuto in una università del Texas negli anni ’20 del secolo scorso.

 Numerosi autori, elencati nelle pagine finali, con le loro opere facilmenterintracciabili in internet, offriranno precisi approfondimenti a coloro, sperotanti, che vorranno saperne di più. 
Il mio obiettivo è agevolare un avvicinamento ad un argomento che potrebbesembrare, ma non lo è, ostico. 
Sarebbe auspicabile, per il bene di tutti, che una volta capito l’inganno, sipotesse ricondurre il sistema monetario alla funzione alla quale è preposto:facilitare gli scambi per un equa ripartizione dei beni all’interno dellacomunità degli uomini, potenzialmente ricchissima ma ridotta in miseria peril diabolico cinismo di pochi Usurai.
Iniziate a diffidare di economisti, ministri ed esperti vari che in televisione osui loro giornali usano paroloni complicati o termini inglesi per esprimere deiconcetti che potrebbero spiegare molto più semplicemente: non stannoparlando a voi, e nemmeno vogliono che voi capiate; stanno parlando tra diloro, ai colleghi, agli altri abitanti del loro stesso mondo.
 E soprattutto, non ne sanno molto più di noi. Vogliono solo che ne stiamofuori per mantenere il monopolio culturale della materia, tenerci ignoranti percontinuare ad ingannarci con i loro meschini sotterfugi.
 Una considerazione elementare: i governi dicono di non avere mai soldi perfare tutto ciò che si dovrebbe, si parla sempre più di tagli alla spesa pubblica,cioè meno servizi per noi in cambio delle imposte che paghiamo; il prelievofiscale è già altissimo, non si può incrementare ulteriormente perché lastragrande maggioranza dei cittadini non ha i soldi per poterlo onorare. 
Se gli economisti, i ministri ed esperti vari che occupano quotidianamentegiornali e televisioni in tutto il mondo fossero così competenti in materiacome presumono di essere, con i secoli avuti a disposizione avrebberosicuramente trovato una soluzione a questi problemi. 
Invece, all’inizio del terzo millennio di una civiltà umana che ha compiutouno spettacolare salto qualitativo in tutti gli altri campi, una parte sempre piùrilevante della popolazione mondiale ha grandissimi problemi per nutrirsi edavere un tetto sotto il quale rifugiarsi. 
Conclusione: o le persone che si spacciano per esperti in economia sono inverità degli emeriti incapaci, o, peggio ancora, agiscono in assolutamalafede. 


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