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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


07/04/2018, 07:12



J.-G.-FICHTE-:-LO-STATO-SECONDO-RAGIONE-O-LO-STATO-COMMERCIALE-CHIUSO---


 SAGGEZZA, GIUSTIZIA E VERITA’ SENZA TEMPO IN QUESTA BELLISSIMA OPERA DI FICHTE




LO STATO SECONDO RAGIONE O LO STATO COMMERCIALE CHIUSO

Un primo post dedicato a questo libro pubblicato nell’anno 1800. 

Perché Fichte?
Perché ci consegna dei concetti universali utilissimi per la comprensione degli inganni dell’attuale Pensiero Unico dominante.
Propugnando l’idea di uno Stato secondo ragione, Fichte si schiera decisamente dalla parte del primato del Politico sull’Economico, in clamoroso contrasto con i Grandi Usurai internazionali che oggi impongono con carte false  (trattati internazionali), Forza Militare e l’odierno neoliberismo assassino, l’ordine inverso: l’Economia sulla Politica, sacrificando milioni di vite umane sull’altare della religione del Mercato Globale.

Perché Fichte, oltre duecento anni or sono, era già favorevole ad attribuire ad ogni padre di famiglia un reddito da parte dello Stato : 

"Esso  può, senza dar luogo ad inconvenienti e disordini, aumentare la somma di denaro circolante, con ciò solo che distribuisca ai padri di famiglia, senza esigere l’equivalente, quanto ne tocca a ciascuno secondo le sue relazioni. Esso non dà loro con ciò, se non quello a cui hanno diritto sulla cresciuta quantità del benessere di tutta la nazione".

Quindi perché, in altro illuminante contrasto con la situazione attuale, conferma che non ci può essere un unica moneta per più Stati, i quali devono essere chiusi commercialmente come lo sono GIURIDICAMENTE. Non può esserci una Moneta Unica in più Paesi in presenza di leggi, diritti, TASSAZIONI e SALARI  differenti in ciascun Stato. La moneta dice molto del Paese che le dà origine: lo rappresenta, è il suo biglietto da visita. La moneta unica omologa realtà differenti in un insieme indecifrabile senza rappresentare più nessuno in particolare.

"L’autore di questo scritto non pretende in alcun modo d’ aver composto un trattato perfetto di politica. Rispetto alla sua proposta fondamentale, quella dell’isolamento commerciale dello stato, come questo è isolato giuridicamente, e dei mezzi necessari a raggiungere questo scopo, cioè, l’abolizione della moneta comune, e l’introduzione di una moneta territoriale ...".

Ancora, era per l’autosufficienza alimentare che rende un popolo LIBERO, al contrario di ciò a cui tendono i Grandi Usurai che con la globalizzazione ci vogliono invece dipendenti dal monopolio commerciale delle loro multinazionali e dal denaro dell’Alta Finanza apolide :

"L’acquisizione dei prodotti della natura è la base dello stato; la suprema misura su cui tutto il resto deve essere regolato. . . .  Solo quando la natura sia più benefica, e la prima delle arti, quella dell’agricoltura, faccia progressi, possono essere accresciuti e promossi gli altri mestieri."

Infine, perché ci preannuncia che la funzione delle tasse è quella di dare valore alla moneta imposta, quella privata dei banchieri internazionali nel nostro triste caso:

"Lo Stato preleva le sue imposte in denaro per assicurare validità alla moneta territoriale".

Introduciamo l’opera con le parole di suo figlio, Immanuel Hermann Fichte, nella Premessa all’edizione del 1909 :

"Il pensiero fondamentale di tutta l’opera si può compendiare così:
Finora il compito dello stato si è inteso soltanto parzialmente; perché si è considerato lo stato come un istituto il cui ufficio sia di mantenere, mediante le leggi, il cittadino nel possesso di ciò che si trova di avere. Si è trascurato il più essenziale dovere dello stato, quello, cioè, di porre ciascuno in possesso di ciò che gli è dovuto.

Onde è che la parte di possesso che, in tal misura, spetta a ciascuno, è di diritto il suo; ed egli deve averlo, se ancora non gli è stato attribuito. 
Compito dello stato che si approssima alla ragione - di questo solo parla Fichte - è, dunque, di procurare a ciascuno il suo. "Egli è non fondato nel diritto che uno pretenda al superfluo, mentre un altro suo concittadino manchi del necessario; e mentre quello ha di che pagare il superfluo e gli oggetti di lusso, questo resti privo del necessario: ciò non può dirsi conforme al diritto, e, in uno stato conforme a ragione, il proprio di ciascuno". 

Qui è mostrato esser compito dello stato ... procurare tale condizione di cose per i suoi cittadini, che come tutti siano servitori della comunità, così tutti abbiano giusta parte dei beni di essa.   Nessuno può in particolar modo arricchire, ma nessuno neanche impoverire.  A ciascuno è assicurata una condizione durevole, e con ciò anche alla comunità una tranquilla stabilità.

                                            EMANUELE ERMANNO FICHTE




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