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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


06/07/2018, 17:35



ANTROPOSOFIA-DI-RUDOLF-STEINER-:-IL-TRIPLICE-SPIRITO-NELL’UMANO,-di-Tiziano-Bellucci


 L’ANIMA DI GESU’ E’ SULLA CROCE; LO SPIRITO DEL CRISTO ALEGGIA INVECE AL DI FUORI DI LEI.



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Riflessioni sull’AntroposofiaLa Scienza dello Spiritodi Tiziano Bellucci   indice articoli 

Il Triplice Spirito nell’umano

Agosto 2016 L’uomo è costituito da un corpo fisico ed altri corpi sottili: questi corpi appartengono ai rispettivi mondi invisibili nei quali siamo costantemente immersi anche se non ne siamo consapevoli.L’acquisizione di un utilizzo cosciente di ogni corpo, attuabile solo grazie ad un tirocinio esoterico iniziatico, rende possibile la percezione dei relativi mondi a cui i relativi corpi appartengono: così come con i sensi fisici appare il mondo fisico, con sensi eterici appare il mondo eterico; usando organi astrali appare il mondo astrale; con organi spirituali o mentali appare il mondo mentale o spirituale.Oltre che a essere composto da diversi componenti o veicoli, l’uomo porta in se, in modo embrionale, un triplice spirito: ossia il suo Spirito Io è Trino, come Trinitario è Dio.La Divinità, ha emanato dalla sua essenza l’Io dell’uomo: tre parti spirituali esistono in quest’ultimo "in potenza" ossia sotto forma di germi che hanno da svilupparsi, da germinare.  Così come l’Entità Padre-Figlio-Spirito  ha utilizzato la sua Coscienza Trinitaria  per creare l’uomo, allo stesso modo l’uomo deve portare la sua coscienza nel suo Essere spirituale in un triplice modo, per mezzo dei veicoli inferiori: come dai tre corpi si sono generate le tre anime, da queste si genereranno i tre Spiriti.

....

Per fornire un’immagine più appropriata e reale del Sé spirituale, è bene analizzare la rappresentazione evangelica che narra dell’avvenimento del Golgota, nel momento della morte del Cristo Gesù.
Sulla croce, noi troviamo il corpo e l’anima dell’uomo Gesù, che sente presente al di fuori di se, quell’Io del Cristo che prima, si manifestava da dentro di lui tramite la sua corporeità.
L’anima di Gesù è sulla Croce; lo Spirito del Cristo aleggia invece al di fuori di lei.
L’anima di Gesù sa in piena consapevolezza di essere stato un mezzo della manifestazione dell’Io del Cristo, non dice: "il mio io è in me", ma bensì: "il mio io è fuori di me", come dicono le parole evangeliche di Gesù sulla croce: "D-Io mio, perchè mi hai abbandonato?
"L’anima di Gesù non ha in se l’equivoco di credersi l’Io; sa che quell’Io spirituale è ora fuoriuscito da lui.
L’uomo Gesù appare come la prima anima sulla Terra, che ha coscienza dell’esistenza di un Io superiore che è un’entità superiore e ben distinta da lui: gli appare la dualità anima-Spirito.
Tale cosa non è palese all’uomo ordinario: egli infatti crede che l’Io sia la sua anima, ignora che oltre alla sua personalità contingente possa esistere un "altro Io", un’individualità che gli si contrapponga. Tanto meno ancora lo era nell’antichità, quando l’uomo non aveva neppure la percezione di possedere in se un io, ma diceva io al popolo, alla razza o alla discendenza.
Sappiamo che il Cristo ha avuto la missione di portare all’uomo la coscienza, la conoscenza dell’Io: doveva generare le condizioni affinché tramite la piena imitazione del modello della figura di Gesù Cristo, l’umano potesse giungere ad afferrare in se la presenza divina del suo Io trascendente.

 LA MISSIONE DELL’ANIMA UMANA
Arriviamo così a delineare e a giungere ora alla comprensione della missione dell’uomo sulla Terra: l’anima umana deve arrivare dapprima a riconoscere di essere solo uno strumento tramite il quale l’Io divino agisce e opera sulla Terra, dicendosi: "Non io, ma il Cristo Io in me".
Ma solo con tale opera l’Io non sarebbe ancora capace di operare e guidare il corpo e l’anima consapevolmente: perché ciò accada, l’anima deve esser capace di sacrificare se stessa sull’altare della croce la sua esistenza, deve darsi la morte.
Volontariamente deve uccidere la sua personalità inferiore; il suo abito mentale, la sua passionalità e la sua istintività devono venire metamorfosate in capacità di pensiero puro, di sentimenti devoti e di volontà di amore: in poche parole deve rinunciare a tutto ciò a cui prima diceva "io".
Questo significa perdere la propria identità per ritrovarla unificata al proprio Io spirituale: dire io al vero Io: quando l’anima sarà divenuta capace di sacrificare se stessa, dalla sua morte si vedrà risorgere in una nuova veste: diverrà l’immagine del suo Io.
Si troverà mutata da personalità terrena, in Personalità Spirituale: Sé Spirituale.

Afferrare questi concetti, significa conoscere il futuro dell’uomo; significa comprendere il perché l’anima sia così cara al Cristo, al Principio Io cosmico: senza di essa Egli non sarebbe capace, da se stesso, di differenziarsi dal Tutto dello Spirito.


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