a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

Per maggiori informazioni, puoi scrivere a:

paolo.maleddu@gmail.com

+39 3496107688

Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


21/07/2018, 14:33



IL-DENARO-VIENE-CREATO-DAL-DEBITO-DELLO-STATO.--SE-LO-STATO-NON-SI-INDEBITASSE-CON-LA-BANCA-CENTRALE,-NON-CI-SAREBBE-DENARO.-


  ... OGGI LA MONETA E’ ESSENZIALMENTE, FONDAMENTALMENTE, DEBITO ...



Per completare il discorso sull’inflazione (e altro) di Maurizio Blondet, passiamo al capitolo XX del suo libro SCHIAVI DELLE BANCHE, pubblicato nel 2004. 

COME DEPREZZANO I VOSTRI SOLDI


Ma quello che abbiamo spiegato nel precedente capitolo non è ancora se non una parte del processo inflazionistico messo in moto dalle banche. Perché la banca inflaziona il denaro in un modo ancora più radicale, con la sua stessa esistenza. 
Per capirlo, bisognerà illustrare una verità fra le più nascoste: oggi, la moneta è essenzialmente, fondamentalmente,  debito. 
Quando ha bisogno di denaro, infatti, lo Stato emette dei grandi fogli di carta filigranati, chiamati Buoni del Tesoro. Sono titoli del debito di Stato: promettono a chi li detiene di pagargli una somma specifica, con un tasso d’interesse specificato, a una data futura determinata.
Ma questi titoli non sono ancora denaro, non sono ancora euro, o dollari. Perché la facoltà di trasformare il debito di Stato in denaro appartiene alla Banca Centrale: ormai da noi alla Banca Centrale Europea (BCE). La BCE compra questi titoli dallo Stato, e li iscrive nei suoi libri contabili come  attivi.  
Sono attivi  perché si ritiene che lo Stato emittente pagherà, un giorno o l’altro, il suo debito. Da dove viene questa sicurezza, che lo Stato è un debitore sicuro? Dalla convinzione che lo Stato è in grado di estrarre dai suoi cittadini tutto il denaro che vuole, attraverso la tassazione; è dunque sui contribuenti - sul loro lavoro, sui loro guadagni - che riposa in ultima analisi la solvibilità dello Stato. 
La Banca Centrale dunque non rischia praticamente nulla. Iscrive i Buoni del Tesoro come  attivi, e può usare questi attivi per aprire un corrispondente passivo. Tale  passivo è il conto, che la Banca Centrale apre allo Stato emittente, e da cui lo Stato può prelevare. 
In quel conto presso la Banca Centrale non c’è, beninteso, denaro. Chiunque facesse altrettanto - provasse cioè a prelevare con assegni da un conto vuoto - finirebbe in galera. Chiunque, tranne la Banca Centrale e lo Stato. 
Lo Stato infatti comincia ad emettere assegni di Stato, o mandati di pagamento, su quel conto, per pagare le sue spese. 
Questi mandati di pagamento pubblici sono la prima ondata di moneta ex nihilo che, creata ad hoc, aumenta la massa monetaria presente nell’economia, facendo alzare i prezzi dei beni e dei servizi. Ma è solo l’inizio. 
I fornitori e i dipendenti dello Stato, infatti, quando ricevono questi assegni, li depositano nei loro propri conti correnti. Dove cambiano natura: diventano depositi  delle banche commerciali. 
La loro è una natura doppia: la banca li scrive come passivi  (perché un giorno deve restituirli al depositante, e ci paga sopra gli interessi), ma li scrive anche come  attivi  perché li rende disponibili  per prestarli ad altri (e ci guadagna sopra interessi molto maggiori di quelli che paga a voi). 
Anzi: una volta iscritto nei libri, questi depositi cambiano persino nome: diventano  riserve bancarie.
Grazie a questo magico cambiamento di nome, comincia qui la fantastica moltiplicazione di pseudo-capitale. il trucco viene chiamato nel gergo bancario (perché noi profani non lo capiamo)  credito frazionale.  Come abbiamo già più volte illustrato, un deposito di 100 euro versato da un cliente diventa per la banca la  riserva,  che le consente di prestare dieci volte di più. Questo, se la Banca Centrale ha ordinato alle banche commerciali di detenere  riserve  del 10%. In pratica, la banca commerciale può fare prestiti di 900 euro  (mille euro meno 100 euro, la riserva del 10%).  Ma se la Banca Centrale vuole aumentare la massa monetaria,  agevolare il credito e iniettare liquidità,  basta che ordini alle banche commerciali di tenere una riserva inferiore, del 3%, persino dell’1% : miracolosamente, la massa monetaria aumenta di trenta, cento volte. 
Restiamo all’ipotesi, particolarmente benigna, della riserva al 10%. In quel caso, su 100 euro depositati, la banca dispone di  riserve in eccesso  per 900 euro, che offre in prestito. 
Il lettore resterà interdetto: come fa la banca a prestare denaro, quando il depositante può ritirare quel denaro ad ogni momento? Come fa a prestarne nove volte più di quanto ha in cassa?
Ha ragione : la banca è radicalmente insolvente.  Confida sul fatto che, statisticamente, è assai improbabile che tutti i loro depositanti ritirino  interamente  i loro depositi  nello stesso momento

Già, ma il denaro dei prestiti, da dove viene?
Il denaro non è quello che la banca ha in cassa. E’ denaro creato  ex nihilo,  nel momento dell’apertura del fido. denaro nuovo di zecca. Denaro contabile. Molto più interessante del denaro vecchio per la banca: sul denaro vecchio paga gli interessi (per quanto minimi), sul denaro nuovo creato dal nulla  riceve  gli interessi, e molto più alti di quelli che  paga  ai depositanti, e su una cifra 9 volte superiore.  Non è male, visto che creare denaro dal nulla non le costa nulla. 
Solo, quel denaro nuovo accresce del 90 per cento la massa monetaria circolante nell’economia. 
Questo è il guaio, la causa dell’inflazione: perché ora ci sono nelle tasche dei consumatori il 90% in più per comprare uova e zucchine e appartamenti. E poiché appartamenti, uova e zucchine non sono cresciuti in quantità del 90 per cento, c’è più denaro a competere per l’acquisto di beni più scarsi.  Così i prezzi di quei beni salgono. In realtà, è la moneta che si deprezza.  
Ma non è ancora finita. 
Anche quei 900 euro creati dal nulla, una volta entrati nel ciclo economico, tornano prima o poi nel sistema bancario sotto forma di depositi. 
E questi depositi diventano anch’essi nuove riserve.
E su queste nuove riserve, la banca apre nuovi prestiti.
Nel caso della riserva primaria del 10%, se la prima ondata ha consentito alla banca di creare denaro dal nulla per 900 euro (su un deposito di 100), in questa seconda ondata di crediti, la banca crea denaro per 810 euro (900  meno il 10% di riserva). E così via, con cifre sempre minori. 
Ci vogliono circa 24 passaggi nella magica porta girevole dei depositi che si mutano in prestiti, perché il processo si completi. 
Alla fine del processo, l’ammontare del denaro che la banca ha creato dal nulla sarà circa 9 volte il denaro originariamente creato dal nulla dallo Stato, che per questo si è indebitato con la Banca Centrale. 
Il 900 per cento del denaro circolante non è dunque denaro di Stato, ma denaro creato dalle banche private.   
E questo denaro è debito. Anzi, una piramide di debiti ammassati l’uno sull’altro. Sul debito dello Stato - da cui è stata creata la moneta - si accumula il debito del circolante di origine bancaria. 
La moneta-debito, che è la moneta degli stati moderni, ha questo di allarmante. che il suo valore poggia su una promessa di pagamento, su un Everest di cambiali (i titoli di Stato anzitutto), che sono emesse da qualcuno che può essere insolvente. E’  questa la massima differenza con la moneta-oro: il valore dell’oro non dipende da un debito, una moneta d’oro ha in sé il suo "attivo".  E questo ci fa capire perché, oggi, nessuna moneta d’oro può essere emessa. Solo la moneta-debito deve circolare. Perché su quella la banca cava gli interessi.
Ora si capirà meglio il detto di Ezra Pound, profeta duramente punito per le sue verità: "un popolo che non si indebita fa rabbia agli usurai".
E chi paga gli interessi? Quelli che lo Stato paga sui Buoni del Tesoro, quelli che i debitori pagano alle banche? Il lavoro. Il lavoro degli uomini  è quello che riempie di ricchezza reale gli assegni di Stato prelevati su un conto vuoto presso la Banca Centrale, lo pseudo-capitale creato dal nulla dalle banche. Il denaro, si dice, comanda il lavoro; l’oro che ha in sé il proprio attivo ci viene  comandato  da chi crea il denaro dal nulla. Lo Stato, ma soprattutto la banca.

Non perdiamo di vista la questione centrale. Il denaro viene creato dal debito dello Stato. Se lo Stato non si indebitasse con la Banca Centrale, non ci sarebbe denaro.  E’ dunque il debito nazionale che crea il denaro. ma non basta: su questo denaro, il sistema bancario crea moneta per nove volte la prima emissione di Stato. Anzi, ancor più: perché quanto più i cittadini s’indebitano, tanto più cresce la massa monetaria. E se i cittadini estinguono i loro debiti (come accade in epoche di incertezza politica e di rallentamento economico), la massa monetaria si contrae. 
Generalmente, però, è l’espansione che prevale. La creazione di moneta ex nihilo. E questa creazione diluisce il valore di ogni euro nelle nostre tasche. 
si dice che l’inflazione sia una tassa occulta. Ora possiamo aggiungere: la tassa occulta che la banca estrae dal nostro lavoro, che crea ricchezza reale. 
A quanto ammonta questa tassa occulta?  A nove-dieci volte l’intero debito dello Stato.
E’ quel che ciascuno di noi paga, col suo lavoro, in aggiunta alle tasse e ai tributi visibili da cui è colpito. 

Il meccanismo implica alcune conseguenze che sarà bene illustrare. La prima: da quel che abbiamo detto, può sembrare che l’entità del debito pubblico sia la causa dell’inflazione, e che le due cose siano l’una conseguenza dell’altra. Non è così. Quando sono i cittadini privati a comprare la maggior parte dei titoli del debito pubblico, i Buoni del Tesoro, essi non creano denaro: usano per l’acquisto denaro che hanno guadagnato e risparmiato, e che sottraggono ai consumi. Solo quando i BOT sono acquistati in massa dalle banche, e dalla Banca Centrale anzitutto, queste pagano l’acquisto con denaro creato dal nulla. La vendita di BOT al sistema bancario è inflazionista, la vendita ai privati non lo è. 
E’ per questo che, come si ricorderà, gli italiani stavano meglio negli anni in cui i BOT erano al 12%. Allora erano i cittadini che compravano il debito del loro Stato, in moneta nazionale (la lira), perché attratti dagli alti tassi: era in qualche modo un temporaneo circolo virtuoso, e gli alti interessi dei BOT consentivano a risparmiatori e pensionati un’ulteriore difesa del loro potere d’acquisto. 
Poi ci è stato detto che l’inflazione calava, e che dunque lo Stato poteva emettere BOT a tassi d’interesse minore. Si è arrivati così ad oggi: gli interessi dei BOT sono talmente bassi, che il risparmiatore privato non li compra più. Li comprano le banche. Così abbiamo la situazione paradossale che soffriamo tutti: gli svantaggi di una moneta forte (l’euro) uniti a quelli di un’inflazione occulta. Ci dicono che l’inflazione è del 2,7, 2,8 per cento; la massaia constata che il prezzo delle zucchine e delle pesche è raddoppiato, e viene trattata da visionaria. Ci dicono che è una sensazione sbagliata, l’effetto  psicologico dell’euro. 

                      ... continua ...






1

PAOLOMALEDDU.COM @ ALL RIGHT RESERVED 2018

INFO COOKIE POLICY | TERMINI DI SERVIZIO

Articoli correlati

Enthusiastically visualize adaptive catalysts for change whereas cross functional e-services.
Credibly negotiate efficient testing procedures rather than multifunctional innovation. ​

IL DENARO VIENE CREATO DAL DEBITO DELLO STATO. SE LO STATO NON SI INDEBITASSE CON LA BANCA CENTRALE, NON CI SAREBBE DENARO.

21/07/2018, 14:33

IL-DENARO-VIENE-CREATO-DAL-DEBITO-DELLO-STATO.--SE-LO-STATO-NON-SI-INDEBITASSE-CON-LA-BANCA-CENTRALE,-NON-CI-SAREBBE-DENARO.-

... OGGI LA MONETA E’ ESSENZIALMENTE, FONDAMENTALMENTE, DEBITO ...

Create a website