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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


31/07/2018, 23:59



IL--GIARDINO--DELL’EDEN-:-I-SEGRETI-DEL-LIBRO-ETERNO
IL--GIARDINO--DELL’EDEN-:-I-SEGRETI-DEL-LIBRO-ETERNO


 IL SIGNIFICATO DEL PENTATEUCO SECONDO LA KABBALAH




 Capitolo 1: In Principio (Genesi, Bereshit)


IL GIARDINO DELL’EDEN

"E il Signore Dio piantò un giardino ad oriente, in Eden; e lì pose l’uomo che Egli aveva formato". 
Che cos’è un "giardino"? Sono le qualità dell’uomo che, se usate correttamente, gli daranno l’opportunità di raggiungere il mondo spirituale. Questo "giardino" (le qualità dell uomo) è stato "piantato" con il solo proposito di condurci alla Meta. Il giardino viene "piantato" dentro di noi dal Creatore, il che significa che non possiamo attribuirci alcuna delle nostre qualità.

 


 Prova ad immaginare che le persone intorno a te e l’universo intero siano tutte le tue qualità proiettate nella tua coscienza. È soltanto a noi che sembra che qualcosa esista all’esterno. Infatti, mentre correggiamo noi stessi, iniziamo a percepire che tutte queste cose sono le nostre stesse qualità, che esistono dentro di noi. Gli uomini, gli animali, le piante, i pianeti, tutto il mondo e l’intero universo - tutto esiste dentro di noi. 


Nel momento in cui ce ne rendiamo conto, ci ritroviamo a tu per tu con il Creatore, e comprendiamo che nulla esiste tranne noi e il Creatore. (Non preoccuparti se sembra confuso. Mentre continui a comprendere meglio per te stesso il vero significato del Libro Eterno, i chiarimenti ti permetteranno di sviluppare sempre di più questa sensazione). 


"E dalla terra il Signore Dio fece germogliare ogni albero piacevole da vedere e buono da mangiare; e anche l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male". 


Come puoi vedere, non importa quanto condanniamo o malediciamo l’ego, esso è comunque la nostra natura. Il nostro desiderio è egoistico. Nel Midrash, riguardo la Genesi, il desiderio cresce dall’ego, come è detto: "E Dio Onnipotente  fece germogliare dalla terra ogni genere di albero". (Stiamo imparando a comprendere il significato del libro,  e mi sto ripetendo di proposito per cementare nella tua memoria la terminologia che presto ti permetterà di vedere il significato interiore di tutte le parole e le frasi corporee.) 


Allora qual’è il significato di "anche l’albero della vita in mezzo al giardino e        l’albero della conoscenza del bene e del male"?  "L’albero della vita" è la parte più elevata della tua anima, la qualità del concedere che ti attira. È quella qualità più interiore che è vicina al Creatore, per questo è scritto di trovarsi "nel mezzo del giardino", cioè al centro di tutte le tue qualità. "L’albero della conoscenza del bene e del male" è la parte più bassa della tua anima, la qualità della ricezione, la tua componente egoistica. 


E qui entra in gioco la questione del bene e del male. Tutto dipende da come utilizzi il tuo ego, e ciò viene chiamato "l’intenzione". Sarà orientata ad appagare te stesso o ad appagare gli altri? Distruzione o creazione? Vediamo cosa succede successivamente. 


"E un fiume venne fuori dall’Eden per innaffiare il giardino". Che cos’è questo fiume che viene fuori dall’Eden per innaffiare il giardino? Il "fiume" è la Luce Superiore, che nutre la tua qualità della donazione dal di dentro, dandoti fiducia che puoi esistere senza desiderare nulla per te stesso. Ma come puoi affermare di non volere nulla per te stesso? Puoi, se hai la possibilità di possedere ogni cosa. È la sensazione di sicurezza e di serenità che ti viene data dal fiume (la Luce Superiore) che annaffia tutto. Il nutrimento che ne deriva fa sì che tutte le cose possano produrre frutti. 


Ed il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden per prendersene cura e tenerlo.  "Ed il Signore Dio comandò all’uomo, dicendo: "Da ogni albero del giardino puoi mangiare liberamente; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai; perché il giorno in cui tu ne mangi, di certo morirai."


 Al momento la tua esistenza è in uno stato di esaltazione, in quanto hai finalmente raggiunto l’"umano" in te. Esso è Adamo (abbiamo detto prima che Adamo, in Ebraico, deriva dalla parola Domeh - simile, cioè somigliante al Creatore). In questo livello tutti i tuoi desideri sono euforici perché hai conseguito il mondo spirituale. Ti senti bene in questa Luce, e desideri continuare a vivere e a respirare solamente così. Questo è il significato di "Ed il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden per coltivarlo e custodirlo".


In questo momento è come se ti fossi dimenticato che dentro te l’ego è sempre in agguato, che sei circondato da desideri egoistici e terreni per denaro, fama, potere e conoscenza. E’ come se tu dicessi al Creatore, "Non ho bisogno di niente di tutto questo; sono felice semplicemente di essere nella Tua Luce". 


Improvvisamente senti l avvertimento Di ogni albero del giardino puoi mangiare liberamente; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai; perché il giorno in cui tu ne mangi, di certo morirai."


Attualmente esisti in questo "giardino" con le tue qualità del donare. Esse non "ti faranno mai del male" perché sono rivolte a donare ad altri. Perciò, "Di ogni albero del giardino puoi mangiarne liberamente".


 Invece, se userai le tue qualità egoistiche, "...ma dell albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai", la Luce svanirà all’istante e ti ritroverai disconnesso dal Creatore, dalla Legge universale della Vita, dal donare. È proprio questo stato che è chiamato morte: "...perché nel giorno in cui ne mangerai, morirai di certo". Connettersi al Creatore è la vita; disconnettersi da Lui è la morte. 


Tutto ciò andrebbe compreso come spiegato di seguito: Quando un "umano" nasce dentro te, non devi destare il tuo ego nella sua massima misura. Poiché non lo puoi ancora correggere, non lo devi usare. Cioè, "l’umano in te" non deve mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male, perché questo lo danneggerebbe.  Anche se i frutti potrebbero sembrare grandi, maturi e gustosi, sono velenosi. 


Così facendo vive l’"umano in te", il desiderio "umano" o "Adamo" in te, godendo  della sua beatitudine. L’ego non si è ancora manifestato in lui in alcun modo.


 Egli si trova nel Giardino dell Eden, in mezzo ai piaceri permessi, dilettandosi nella sua serenità e nella sua vicinanza al Creatore. 


Ma questo è solo per ora. Nella Kabbalah, lo stato in cui i desideri egoistici non sono utilizzati è chiamato Katnut (infanzia). Si ha quando consapevolmente li neghi, sapendo che sei troppo debole e non saresti capace di trattenerti dal prendere per te stesso.  Lo stato di  Katnut  è descritto come mettere uno schermo sui desideri egoistici. 


È come se tu dicessi a te stesso "No, non riceverò! Non sarei capace di resistere e così prenderei per me stesso e tutto finirebbe nel mio egoismo. Invece io voglio imparare a donare, come Te. Allora, cosa posso fare? Ho solamente un opzione: non riceverò nulla. Non voglio prendere per me stesso. Non voglio niente! Ed in questo modo sto innalzando uno schermo su tutto".


 Ripeto, lo schermo rappresenta la forza di resistenza contro l’ego. Naturalmente, funziona soltanto finché continuiamo a resistere, fino a quando non arriva un piacere a cui non riusciamo a dire di no. Allora la nostra resistenza cede e noi prendiamo - e lo schermo va in frantumi, mentre noi sprofondiamo nell’ego un altra volta.
 Il nostro momento non è ancora arrivato. Si sta soltanto preparando ad arrivare... 



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