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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


02/08/2018, 23:43



APPARE-IL-SERPENTE--:--Genesi,-I-SEGRETI-DEL-LIBRO-ETERNO


 L’interpretazione di Michael Laitman e Semion Vinokur dei primi cinque libri del VecchioTestamento



Se mi è permesso, consiglierei a chi è interessato ad approfondire (o avvicinare per la prima volta) la conoscenza della Kabbalah di Michael Laitman, di seguire attentamente i 16 video di Tony Kosinec presenti in youtube alla voce Kabbalah Revealed. Sono in inglese, versione americana, con qualche spezzone tradotto anche in italiano. Per chi riuscisse a seguirli, posso assicurare che sono molto istruttivi. 
Qui di seguito, un altro brano della Genesi:  


La Comparsa del Serpente


"Il serpente era il più subdolo di tutti gli animali selvatici che il Signore Dio aveva fatto. Ed esso disse alla donna: ’È vero, Dio ha detto ’Non dovete mangiare di alcun albero del giardino’. Rispose la donna al serpente: ’Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che sta
in mezzo al giardino Dio ha detto: ’Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete’. Ed il serpente disse alla donna: ’Non morirete affatto; anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste i vostri occhi si aprirebbero e sareste come Dio, coscienti del bene e del male’".


Cosa è successo qui esattamente? Confido che tu, lettore, stia iniziando a "sondare" i tuoi pensieri e i tuoi desideri ed a percepire questa storia in modo diverso, leggendola attraverso la tua nuova visione interiore.


Chiaramente il "serpente" è il tuo desiderio egoistico, la tua natura. (Il "serpente" è la quarta e definitiva fase del tuo ego). In seguito parleremo del fatto che non possiamo lavorare con il serpente fino a quando non siamo forti abbastanza per superare la fase finale dell’ego, chiamata  Lev HaEven  (il cuore di pietra).
È con buona ragione che è chiamato "di pietra". Solamente il Creatore può vincerlo e questo è ciò che succede un volta che completiamo la nostra correzione. Il processo è portato a termine dal Creatore.


A questo punto potresti chiedere: come ha fatto il serpente a finire nel Giardino dell’Eden? Bene, ee nessuno usa il serpente per cattivi propositi, egli esiste allo stesso livello di ogni altra cosa che il Creatore ha fatto, nella sua forma vera e primordiale come creazione di Dio. Se esso non usa i suoi desideri per ricevere, il suo egoismo non viene rivelato ed in questo stato egli ha la possibilità di stare ovunque voglia.


Avresti allora ragione a chiedere: "Per quale motivo il serpente (il nostro ego) si è rivelato? Perché non ha continuato semplicemente a vivere nel Giardino dell’Eden, senza portare l’uomo a peccare?"


La risposta è che, in questo caso, l’uomo sarebbe rimasto al livello dell’angelo, "sterile", mentre il suo obiettivo è quello di diventare umano! Ecco perché il serpente (l’ego) si rivela. È proprio di questo che l’uomo ha bisogno per elevarsi dal livello del Giardino dell’Eden al livello del Creatore e per sua stessa volontà.


Perché, allora, il serpente usa Eva? Eva è quell’ego nascosto che già esiste in Adamo (il desiderio di donare). Eva è il ponte che collega Adamo al reale. potente ego (la natura dell’uomo, poiché all’ego ci si può connettere solamente attraverso l’ego). Così, quando arriva il momento per dar corso a questa
connessione, il serpente appare innanzi ad Eva: "E disse alla donna: ’È vero, Dio ha detto, ’Non dovete mangiare di alcun albero del giardino’".


Poiché Eva è la parte egoistica di Adamo (la qualità del donare), ella resiste al serpente perché ella desidera mantenere Adamo puro, un angelo, in modo che ella possa restare con lui nel Giardino.

"E la donna disse al serpente: ’Possiamo mangiare il frutto degli alberi del giardino; ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino, Dio ha detto: ’Non lo mangiate e nemmeno toccatelo, altrimenti morirete’".


Però, in base al progetto del Creatore, Adamo deve diventare veramente umano e crescere dallo stato di  Katnut  (infanzia) nel quale si trova, per passare allo stato di  Gadlut  (età adulta). L’uomo vi giungerà dopo aver manifestato il suo ego
al massimo ma usandolo esclusivamente a vantaggio degli altri, per il bene del Creatore. Ecco perché il vero ego insiste: "Ed il serpente disse alla donna: ’Voi non morirete di certo; perché Dio sa che nel giorno in cui ne mangereste, i vostri
occhi si aprirebbero e voi sareste come Dio, conoscereste il bene ed il male’".


In altre parole il nostro "serpente" insiste che questo è il solo modo per mettere in pratica un vero atto di donazione nei confronti del Creatore. Cioè compiere un vero atto di donazione verso il Creatore significa collegarsi all’egoismo nel suo
complesso e conseguire lo scopo della Creazione, vale a dire l’uguaglianza con il Creatore, tutto in una volta (il serpente non stava mentendo, parlava dal punto di vista della meta finale, quando ciò accadrà in un modo o nell’altro. Aveva solamente le migliori intenzioni).


L’Eva nell’uomo pensa che egli sarà sicuramente capace di gestire il suo ego. E l’uomo si sente fiducioso e non dubita nemmeno per un secondo che potrebbe inciampare lungo il cammino spirituale.


Questo è il modo in cui si sente ogni principiante. Ricordi quando hai scoperto per la prima volta le verità spirituali? In quel momento eri assolutamente sicuro che da lì in avanti avresti puntato solamente al mondo spirituale, e che non saresti
mai più ritornato ai vecchi desideri del corpo. Pensavi che saresti stato capace di "spiegare" al tuo ego tutti i vantaggi del cammino spirituale.


Poi, improvvisamente, ti sei ritrovato sovraccaricato di problemi pratici, come l’occasione di fare un sacco di soldi o l’opportunità di ottenere una promozione che richiede dodici ore al giorno di lavoro. Questi vantaggi materiali ti hanno dato un risultato temporaneo ma molto tangibile, come il denaro, il rispetto, la possibilità di un’ulteriore crescita e ti sei completamente dimenticato che solamente ieri ti sentivi  come se il Creatore si stesse per rivelare a te da un momento all’altro, per accoglierti nel Suo "Giardino dell’Eden". Ti sei
dimenticato di tutto e sei ricaduto nei tuoi desideri corporali. Ma il ricordo di quella magnifica sensazione delle vette spirituali che hai provato, rimane in te e questo conta più di ogni altra cosa.


Il capitolo del Pentateuco che stiamo affrontando parla proprio di questo. Descrive cosa succede quando Eva (il desiderio egoistico che non è connesso al livello spirituale, ad Adamo) unisce le sue forze con il serpente (l’egoismo primordiale, terreno) e dà retta alle sue parole: "E quando la donna vide che l’albero era buono da mangiare, un piacere per gli occhi, e che l’albero doveva essere interrogato per fare uno saggio..."


In altre parole, tu pensavi che quest’azione ti avrebbe condotto alla meta, che era "buono da mangiare", proprio come sosteneva il serpente.


Ed è questo il momento in cui il desiderio egoistico più forte entra in te - il tuo Adamo, il tuo desiderio più ardente di conseguire lo stato spirituale.
Ciò provoca la "frantumazione del tuo Adamo", del puro desiderio spirituale, e questa è la "caduta dell’uomo" (Adamo).


"...ella prese del suo frutto e lo mangiò; e lo diede anche a suon marito con lei, e lui mangiò". Eri sicuro che avresti vinto, che l’avresti fatto per il bene della spiritualità. Era quella la tua sincera intenzione. L’Adamo in te "mangia", nel senso che si collega all’egoismo che non aveva mai usato prima. Naturalmente egli non ne esce vincitore; inizia ad usare il piacere per se stesso. "Gli occhi di tutti e due si aprirono ed essi si resero conto di essere nudi".


In verità, essi avevano scoperto la Luce dell’Amore, la Luce del Creatore che li aveva avvolti tutto il tempo. "E gli occhi di entrambi erano aperti", ma quindi essi anche si videro in quella Luce, e si resero conto di essere in totale contrapposizione con Lui. La Luce (il Creatore) è pura, assoluta donazione, mentre essi sono totalmente egoisti ("ed essi si resero conto di essere nudi").


Essi avevano capito di essere egoisti e che non potevano essere come Lui, avendo sentito, da una parte, la loro corruzione e la loro diversità rispetto al Creatore e, dall’altra, la loro individualità, l’unicità e la capacità di conseguire la
correzione. Si potrebbe dire che questa sia stata la prima manifestazione dell’"IO" dell’uomo. Fino a quel momento egli era esistito nella Luce generale, totalmente devoto al Creatore, quando improvvisamente i "suoi occhi erano aperti": c’è il mio "IO", ecco il mio ego. Se solo conoscesse fino in fondo quali ascese e discese questa grande scoperta darà ad ogni individuo e a tutta l’umanità in futuro!



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