a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

Per maggiori informazioni, puoi scrivere a:

paolo.maleddu@gmail.com

+39 3496107688

Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


13/08/2018, 17:54



Tale-ricevuta-...-la-più-colossale-truffa-di-tutti-i-tempi-...--era-in-realtà-una-semplice-promessa-di-pagamento-firmata-dal-proprietario-di-una-cassaforte.-Tali-"promesse-di-pagamento"-divennero-cedibili,-e-si-tramutarono-...-in-danaro.


 ... i banchieri prestavano - e continuano a prestare - qualcosa che essi non possedevano ... il banchiere non prestava - né presta - danaro bensì semplicemente una promessa di pagarlo ...



"Il valore del danaro deriva dal fatto che esso materializza un servizio, lavoro o altro, reso alla comunità."


Un altro brano tratto da "la finanza e il potere" di Joaquìn Bochaca. C’è da tenere a mente durante la lettura che il libro fu pubblicato in Italia nel 1979, ed ancora si parlava di garanzia in oro ed argento, nonostante già dal 15 agosto 1971 non fosse più obbligatoria.

il furto


In Europa i banchieri erano già all’opera al principio del secolo XVII, prima ancora che esistesse quello che, con un eufemismo, si è chiamato "il sistema bancario". I possessori di oro e argento lo consegnavano ad un banchiere affinché questi lo custodisse in cassaforte. Il banchiere non era altri che il guardiano dei risparmi dei suoi compaesani, il quale, in cambio della sicurezza fornita come custode dell’oro ed argento altrui, esigeva un modesto compenso (interesse). Il banchiere, ovviamente, rilasciava una ricevuta per i valori affidatigli. Un tizio che depositasse mille scudi d’oro nella cassaforte di una banca, otteneva dal banchiere una ricevuta di pari importo. Quando successivamente il depositario tornava a prendersi il danaro, la banca glielo restituiva, detraendone l’interesse vigente, a compenso per la custodia dei valori, e la ricevuta veniva distrutta. Tale ricevuta - un documento di per sé incensurabile - su cui progressivamente si edificherà la più colossale truffa di tutti i tempi - non solo di quelli passati, pure di quelli a venire - era in realtà una semplice promessa di pagamento, firmata dal proprietario di una cassaforte. Tali "promesse di pagamento" divennero cedibili e si tramutarono, di fatto, in danaro. Il che si rivelava affatto logico e conveniente, posto che risultava assai più comodo e sicuro impiegare un pezzo di carta in luogo di portarsi appresso bauli di monete d’oro e d’argento. Questi pezzi di carta, queste "promesse di pagamento" si usarono infatti come danaro, movendo dal presupposto che il danaro sia qualcosa di idoneo a ottenere la cessione di mercanzie, o la prestazione di servizi, o serva a saldare debiti.


L’esperienza quotidiana insegnò ai banchieri una circostanza curiosa. Essi constatarono che solo raramente i loro depositanti si prestavano a restituire la ricevuta (le loro "promesse di pagamento") per riprendersi il metallo prezioso. In generale - e il fenomeno è perdurato immutato fino ai giorni nostri - i depositanti prelevavano un dieci per cento sul totale dei valori depositati. Se Caio depositava, poniamo, mille scadi d’oro, o qualsiasi altra moneta a corso legale, come l’argento, prelevava poi in media cento scudi per lo svolgimento della sua attività, il mantenimento, le spese ordinarie, ecc. - lasciando in giacenza presso la banca i rimanenti novecento scudi. In altri termini, se un banchiere che custodisse un deposito di un milione di scudi, ne avesse perduti, rubati o dilapidati novecentomila, i centomila restanti sarebbero stati ancora sufficienti a fronteggiare l’usuale richiesta dei suoi depositanti. 


Ammaestrati da ciò i banchieri iniziarono a porre in circolazione altre ricevute, ossia altre "promesse" di pagare ... oro, sino a decuplicarle rispetto alla quantità d’oro che realmente custodivano, fornendo tali "promesse" dietro congruo interesse. Non bisogna mai dimenticare, neppure per un attimo, che i banchieri prestavano - e continuano a prestare - qualcosa che essi non possedevano, né in qualità di proprietari né in qualità di depositari o, al massimo, in quest’ultima veste, solo per il dieci per cento del totale da loro "prestato". Di più, come garanzia di solvibilità dei clienti a cui concedevano prestiti, i banchieri esigevano i titoli di proprietà delle case, delle officine, dei fondi, dei raccolti ecc., in guisa che se un prestito - aumentato degli interessi cumulati - non veniva rimborsato entro una determinata scadenza, il banchiere diventava proprietario dei beni concessi in garanzia. 


Qui è opportuno un inciso. Si richiama l’attenzione sulla circostanza che il banchiere non prestava - né presta - danaro bensì una promessa di pagarlo. E il fatto che per mezzo di tali promesse si fornissero beni e servizi, ovvero che esse funzionassero come denaro, non altera il fatto che danaro non erano, bensì semplicemente promesse di pagarlo e nulla più. Con l’aggravante che tali "promesse" rimanevano prive di reale copertura in oro e argento.  Promesse create "ex-nihilo" e producenti un lauto interesse.





1

PAOLOMALEDDU.COM @ ALL RIGHT RESERVED 2018

INFO COOKIE POLICY | TERMINI DI SERVIZIO

Articoli correlati

Enthusiastically visualize adaptive catalysts for change whereas cross functional e-services.
Credibly negotiate efficient testing procedures rather than multifunctional innovation. ​

Tale ricevuta ... la più colossale truffa di tutti i tempi ... era in realtà una semplice promessa di pagamento firmata dal proprietario di una cassaforte. Tali "promesse di pagamento" divennero cedibili, e si tramutarono ... in danaro.

13/08/2018, 17:54

Tale-ricevuta-...-la-più-colossale-truffa-di-tutti-i-tempi-...--era-in-realtà-una-semplice-promessa-di-pagamento-firmata-dal-proprietario-di-una-cassaforte.-Tali-"promesse-di-pagamento"-divennero-cedibili,-e-si-tramutarono-...-in-danaro.

... i banchieri prestavano - e continuano a prestare - qualcosa che essi non possedevano ... il banchiere non prestava - né presta - danaro bensì semplicemente una promessa di pagarlo ...

Create a website