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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


27/08/2018, 18:18



COS’E’-IL-POTERE-?---...-il-potere-siete-voi,-,-siamo-noi,-il-potere-è-SEMPRE-nel-numero,-nella-folla,-nella-popolazione,-nella-moltitudine-degli-individui,-nella-loro-capacità-di-pensiero--...


 Il potere non va confuso con gli "strumenti del potere", quali sono ... le Banche, la massoneria-mafie-servizi segreti, le organizzazioni politiche, i divulgatori di pensiero, il sistema economico, l’élite, i circoli occulti ... polizia ...



Post di MONDART del 6 Giugno 2011, da leggere con attenzione.

COS’E’ IL POTERE ?

 Il potere non è altro che"Pensiero Condiviso".

Con questo post oggi probabilmentemi attirerò l’ira funesta del 90% dei Blogger, di quelli tuttiintenti a pubblicare notizie su notizie, credendo così di fareinformazione mentre non fanno altro che il gioco del potere, comeabbiamo visto (verso il fondo) anche nell’ultimo articolo sullacreazione del consenso; e certamente di quelli che pensano dirisolvere chissà cosa cercando spasmodicamente "chi"occupi il vertice estremo del potere, l’occhio della piramide, quasisi trattasse di una gara la cui posta è la libertà ... di fattodepistando e sprecando inutilmente preziose energie che andrebberomeglio indirizzate da tutt’altra parte. 
In questo modo, infatti, non si faaltro che rafforzare il pensiero unico, non si fa altro chemoltiplicare proprio l’immaginario voluto dal potere, e l’idea chenon esistano alternative percorribili. E l’errore principale (volutoo meno) dei blogger è proprio quello di non far mai seguirepossibili proposte alternative all’analisi, per ben fatta che sia. 

Peggio per loro: per sopraggiuntigravi motivi personali mi rimane poco tempo da dedicare ancora alblog, dopodiché seguirà un periodo di pausa forzata più o menolungo; ragion per cui, in una sorta di accelerazione finale,cercheremo di tirare le somme senza andare tanto per il sottile:l’esposizione e le congetture fin qui prodotte ci permettono infattidi poter senz’altro passare oltre, verso una fase più pragmatica cherisponda finalmente alla fatidica domanda: "cosa fare", cheio riformulerei meglio in "quali alternative, quali possibilitàci restano ?" ... Perché, come abbiamo visto, le alternative cisono eccome, ma compito primo della costruzione del consenso èquello di convogliare il malcontento in forme comunque gradite e nonpericolose per il Sistema stesso. 

Così, pur probabilmentesenza esserne consapevoli, la maggior parte dei Blogger svolgeproprio questo secondo, fondamentale servizio per il sistema, andandoa braccetto, in modo più o meno consapevole, ai Gatekeepers piùraffinati, quelli che la rete la usano come una tonnara, etrasformano il web nell’ennesimo luogo di mattanza di ogni realepensiero innovativo, di ogni volontà e decisionalità ...insomma inun ennesimo strumento di adattamento e accettazione della RealtàIndotta (ed è per questo motivo che, probabilmente, ci lascianoancora tranquillamente paciugare con Internet). 

E poi perché non tanto di "fare"inizialmente si tratta, quanto appunto di "modificare unimmaginario", un modo di vedere le cose che ci è stato deltutto inculcato: fatto questo, le soluzioni balzeranno spontaneamenteagli occhi ... ma non aspettatevi risoluzioni magiche, né delegabiliad altri : perché richiederanno la volontà di essere poste in atto,una volontà ed un impegno personali, non più delegabili, e nonespletabili col semplice rituale, istituito proprio dal potere,dell’apporre una crocetta su un simbolo del medesimo potere. (Capiredi essere coglioni che vengono menati per il naso può far incazzare;continuare a comportarsi da coglioni è non solo perverso, ma purafollia). 

 A partire da questo post pertantovedremo di esplicitare in modo chiaro i possibili diversiorientamenti, le possibilità di deviare o comunque eludere ilpensiero unico, cercheremo di dare dei suggerimenti pratici che sianofattiva conseguenza della nuova comprensione scaturita dalle analisiantecedenti.Venendo al tema del titolo, ilprimo passo fondamentale da compiere è capire (con la pancia, e nonsolo con la testa!) che cavolo sia quello che viene comunque detto,con formula del tutto estraniante, ambigua e bivalente, il "Potere".

Cominciamo col dire ciò che nonè: il potere non è la sfilza di nomi individuati dalle pur preciseindagini giornalistiche di Paolo Barnard; il potere non è un nome,non è una famiglia non è una setta, non sono i banchieri, non è lamassoneria, non è il capitalismo, non sono né i Rothschild néRockefeller né Goldman Sachs, non sono tanto meno né gli Americaniné i loro multiformi e camaleontici eserciti ... 

 Anzi, chi si pone a capofitto avoler ostinatamente seguire tale direzione d’indagine, diventaautomaticamente un gatekeeper, in quanto occulta (volutamente o menoche sia) la più grande e semplice delle verità: il potere sietevoi, siamo noi, il potere è SEMPRE nel numero, nella folla, nellapopolazione, nella moltitudine degli individui, nella loro capacitàdi pensiero, di associazione e di organizzazione. Peccato che talicapacità vengano bellamente buttate nel cesso, ossia DELEGATE adaltri, i "detentori del potere", quali in effetti sono inomi fatti da Barnard e blogger vari ... ancora, il Potere non vaconfuso con gli "strumenti del potere", quali sono appuntole varie organizzazioni quali le Banche, la massoneria-mafie-servizisegreti, le organizzazioni politiche, i divulgatori di pensiero, ilsistema economico, l’élite, i circoli occulti e i gruppi dipressione, polizia e forze armate, ecc ... 

Il potere di un Rockefeller,per esempio, non è altro che quello che noi stessi mettiamostoltamente nelle mani di un sistema economico criminale, nel qualenon solo crediamo, al quale non solo ci affidiamo ciecamente, ma peril quale siamo disposti anche a morire (e NON parlo in senso figurato!) ... Un "pensiero talmente e totalmente condiviso",dunque, che più di così non si può ... Ma allora, di cosa venite alamentarvi ...??? 

Facendo il paragone con un mezzodi trasporto, potremo dire che le organizzazioni sono il motore,ossia l’insieme di forze cooperanti in modo ciclico e meccanicamenteineludibile che muovono il potere, mentre quei nomi sono chi gliautisti, chi i passeggeri di tale mezzo ... ma voi siete la benzina,il carburante senza il quale il mezzo non va da nessuna parte: lagrandissima energia profusa nella spasmodica creazione di consensoserve appunto a celare perennemente agli occhi della gente questabanalissima verità. Perché quelle sopra indicate non sono che leforme del potere, di una forza che sta nel popolo, e che puòprendere infinite altre forme e proprio per questo, una voltadelegata, questa forza verrà astutamente incanalata da chi vorràabusarne in modo che prenda solo le forme volute, non altre. 

 POTERE E CONSENSO
A questo, potenzialmente serve lacreazione del consenso: proprio a farvi credere che "QUELLO"sia il potere, ad impedire lo sviluppo di alternative, ad impedireche altre forme associative non solo non vengano adottate, ma nonpossano più nemmeno essere lontanamente immaginate dalla popolazioneormai divenuta completamente succube della sua stessa delega ...galline che, delegando la lotta per la sopravvivenza al fattore, sisono trasformate in semplici macchine dalle uova d’oro, incapaciormai non solo di spiccare il volo, ma anche del più piccolo guizzodi indipendenza personale alternativa al continuo girare in tondoall’interno della stessa gabbia. Polli d’allevamento, come dicevaGaber. Folli che si sono deliberatamente messi una camicia di forza econsegnati spontaneamente ai loro aguzzini, come dice Mondart.

Paradossalmenteagli occhi dei più, che pensano che il potere raggiunto possa esseremantenuto col semplice ricorso alla forza ed a strumenti autoritaridi repressione, la creazione di consenso sarà tanto più necessariaquanto più un governo si avvia verso forme apertamente autoritarie:uno stesso dittatore, senza una massa plaudente e consenziente, esenza un forte "pensiero condiviso", non sarebbe altro cheun povero folle in preda a deliri di onnipotenza ... e proprio nelleforme autoritarie la propaganda assume infatti toni e dimensionimassicce e preponderanti. 

Il fenomeno, noto come "folieà deux", è stato ben studiato e descritto, a cavallo dei duesecoli precedenti, da Gustave Le Bon in "Psicologia delleFolle", opera studiata a fondo da ogni dittatore del secoloscorso, nella quale Le Bon, novello Machiavelli, insegna ai modernidetentori del potere come ottenere il consenso delle masse : il primofondamentale passo è appunto la riduzione degli individui a massa,compito affidato ai media : se l’individuo preso singolarmenteinfatti può obiettare, può dissentire su una decisione, puòargomentare con logica, intelligenza e competenza di causa sudeterminate scelte; se l’individuo ha dalla sua l’esperienzapersonale, le proprie capacità maturate e l’intelligenza che da ciòderiva, tutto questo è precluso alla massa; la massa è solo unvuoto contenitore di istintualità primordiali, che risponde in modoappunto "massivo", non intelligente, non organizzato, conreazioni che discendono non tanto dalla somma delle esperienzeindividuali, ma dal livellamento al basso dei vari bisogni, paure,desideri, pulsioni di sopravvivenza.

  La massa, come dice la parolastessa, altro non è che l’individualità fatta a pezzi, altro non èche poltiglia umana, di cui resta solo "il corpo", ibisogni fisici e psichici derivanti dalla più bassa fisicità e dalpuro istinto di sopravvivenza.

  La massa inoltre èemotivamente un BAMBINO che si affida del tutto emozionalmente alPADRE, in modo del tutto edipico. 

 L’incontro tra Dittatore e Massa èinfatti una perfetta incarnazione edipica di due immaturità:un’immaturità adulta che guida un’immaturità bambina: e se compitonaturale di qualsiasi autorità adulta è far crescere il bimbo dicui si prende cura, qui abbiamo il paradosso del cieco che guida unaltro cieco, pretendendo perlopiù di vederci ... il risultato e lafine di entrambi sono facilmente immaginabili.

  Possiamo vedere in un esempio menopericoloso di ciò negli stadi come in ogni tipo di fanatismo,sportivo, religioso, verso un’icona come verso un personaggio, neimega-concerti ("fans" è appunto una derivazione dafanatismo): in tutti questi casi l’individuo rinuncia alla propriaindividuazione come persona per trasformarsi nel proprio paladino, edassume a modus agendi il riversamento su tale figura di un miscugliodi emozionalità, di pulsioni e desideri irrisolti, ansie,frustrazioni, paure, desideri della cui risoluzione verràmagicamente incaricato il paladino. In quello stesso momentol’individuo tende ad immedesimarsi empaticamente con chi adora lostesso idolo, ed ecco avvenire la sua trasformazione in "massa".
Ecco quindi anche perché, per esempio, la sconfitta della squadra del cuore è vissuta non più come semplice fatto sportivo, ma come un fatto talmente personale e devastante da giustificare l’ira, l’aggressione, l’omicidio dei fans dell’altra squadra. Ed ecco perché in democrazia si dividono le masse su due diverse fazioni, ecco perchè sport come il calcio sono sponsorizzatissimi e socialmente premiati rispetto agli sport individuali, ecco perché la massa accetterà in nome del paladino sofferenze indicibili, e forme di masochismo altrimenti inspiegabili; ecco perché, in una parola, la massa non desidera la libertà. 

LE VIE ALTERNATIVE 
Premesso che "incazzarsi",come dice il protagonista di "Quinto Potere" (film chedifatti altro non è che l’ennesima opera di propaganda, anche se benfatta e ben mascherata - il perché cercate adesso di capirlo dasoli -) non servirebbe a nulla se non a favorire una potenzialerivolta che andrebbe incanalata a riversarsi su obiettivi graditi alpotere stesso, le alternative vanno perseguite con ragionata calma eperseveranza, e soprattutto all’inizio conquistate all’interno dellanostra stessa testa. 
Insomma, occorre sganciarsi dallo status di"massa" e riconquistare quello di "individui": senza questo passaggio preliminare e fondamentale non si va danessuna parte. 

Una volta capito che il sistemanon fa altro che NASCONDERCI anche la sola immaginazione di una veraalternativa, proponendo alternative trappola e/o fasulle, cirisulterà chiaro che dal sistema NON POTRA’ MAI derivare niente chepossa minacciarlo o metterlo semplicemente in discussione ... e chequindi dovremo piantarla di "affidarci" e cominciare aguidare proprio nel senso di una rivalorizzazione della nostraindividualità, e soprattutto di quelle condizioni già enunciate daFromm per lo sviluppo di una società sana, adattiva alla vita e nondistruttiva.In altre parole: basterebbepiantarla di condividere il pensiero per togliere potere alla"macchina" e riportarlo nelle nostre mani. IL POTERE NON VAATTACCATO, VA FOTTUTO: parole sante, se intese nel senso che sarebbestupido attaccare quel che è già nostro, molto meglio riprenderseloe goderne.

 USARE MEGLIO IL WEB 

 Pragmaticamenteparlando, già da questo post possiamo individuare un punto nodaleben preciso su cui cominciare ad agire, ossia un utilizzo piùconsapevole del web e del blog che da strumento di informazione (cheva bene, purché non ci si limiti ossessivamente a quello) devediventare strumento di crescita psicologica ed emozionale, in modo dafavorire quel distacco dalla massa tanto cara ai dominanti ereimpossessarsi del potere maldestramente affidato e consegnato nelleloro mani. Insomma, in questo momento il dibattito filosofico servemolto più dell’inondazione di notizie; il riappropriarsidell’empatia e della sensibilità agli altri molto più che dottedisquisizioni sui massimi sistemi; la pratica spicciola di un po’ dipotere, anche nelle piccole decisionalità, molto più che eterne esterili discussioni. 

In soldoni: primadi postare, interrogarsi se la lettura di quel post potrà apportarequalcosa di veramente nuovo e smuovente nel lettore; dare degli imputemozionali oltre che logici; e soprattutto evitare gli errori tragicidi cui sopra. 
 Comeanticipato nel precedente post (e su questo tema torneremo in modopiù esaustivo) la Rete, così come è configurata oggi, è unperfetto esperimento in vitro di autogoverno anarchico, dove ilmiglioramento del singolo migliora l’intera struttura, cosa questaveramente rivoluzionaria perché oggi non praticabile in nessun altrosettore. Bisogna quindi sensibilizzare i lettori su questoimportantissimo aspetto, e far capire che la stessa cosa può esseretrasposta a livello di organizzazione sociale: ne conseguirebbe lamorte inevitabile di ogni struttura parassita piramidale.

  Privare le persone del propriotempo (ossia privarle della possibilità di pensare ed agire in modoautonomo) va di pari passo con l’accettazione di un immaginarioindotto. Riprendersi il TEMPO è una priorità quindi non solo etica,ma una necessità di fatto per ritornare ad essere individui.

Ognuno lo faccia quanto e comepuò, magari togliendolo alla Tv e ad altre insulse econtroproducenti attività o "passatempi" ... lo stessodiscorso andrebbe gradualmente fatto nei rapporti di lavoro,favorendo la nascita di piccoli imprenditori "Luminosi"che, capendo che questo sistema li fagociterà, siano disposti acambiare l’atteggiamento di sfruttamento in uno di veracollaborazione: ti offro condizioni più dignitose più tempo perchéso che ne verrò ampiamente ripagato in termini di consapevolezza edemancipazione da un sistema che, dopo il mio dipendente, finirà perstritolare anche me.


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