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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


02/09/2018, 17:31



...-per-danaro-devesi-intendere-tutto-quanto-serva-come-mezzo-di-pagamento-...--la-facoltà-di-emettere-danaro-ha-procurato-alla-banca--...-grossi-guadagni-...-i-banchieri-sono-riusciti-a-fare-di-tutti,-indistintamente,-dei-propri-debitori-....


 Joaquìn Bochaca : La Finanza e il Potere



Proseguiamo con il testo di Joaquìn Bochaca, ricordando che gli accenni all’oro e all’argento come riserva non sono naturalmente più attuali, non essendoci al giorno d’oggi nessuna riserva aurea a garanzia della moneta emessa. Oggi la garanzia per le banche emittenti sono le tasse che lo Stato preleva dai cittadini, e le proprietà dei singoli individui nei prestiti personali.

la finanza e il potere                  pag. 24


Nell’immediatezza dell’applicazione il sistema appare efficace. L’euforia generale maschera la rapina collettiva che si è perpetrata. I beneficiari del credito bancario hanno avuto modo di produrre nuova ricchezza, il commercio arriva al settimo cielo e si è conseguita la piena occupazione. Ogni qual volta un prestito viene restituito - con tanto di interessi - la banca si affretta a riconcederlo. I dieci miliardi di lire  che sono stati rovesciati sul mercato hanno provocato il classico "boom". I prezzi salgono verticalmente mentre ogni specie di prodotto alletta i compratori. Ma l’aumento dei prezzi può continuare solo a condizione che continuino anche i prestiti. Ogni qual volta il banchiere cessa di far prestiti - cioè di fabbricar danaro - i prezzi smettono di salire e il mercato si affloscia. La possibilità di continuare lucrando profitti sempre maggiori in un mercato rialzista svanisce allorché il banchiere comincia ad accusare delle difficoltà. Infatti egli ha prestato le sue "promesse di pagamento" - o, se si preferisce, ha aperto crediti - per dieci miliardi di lire. Con il denaro autentico, liquido, che ha conservato, ha di che soddisfare pari pari le ordinarie necessità di cassa. Qualsiasi richiesta straordinaria di fondi può lasciarlo allo scoperto. Tutti i crediti che egli ha concesso sono costituiti da assegni bancari, così come tutte le ricevute che egli ha rilasciato ai suoi depositanti costituiscono promesse di pagare in oro e argento (oggidì in carta moneta, valuta legale dello Stato). Di conseguenza tanto i suoi depositanti , come i suoi finanziati - creditori e debitori - possono esigere oro e argento  (o banconote di Stato) per le obbligazioni che il banchiere ha contratto. Tutti sono persuasi che ciò che il banchiere presta loro sia oro o argento (o banconote emesse dallo Stato) , e che si utilizzino i libretti di assegni bancari a motivo della praticità e comodità. Però il banchiere sa, meglio di nessun altro, come le cose non siano affatto così. Egli sa perfettamente di aver prestato qualcosa che non possiede e come il suo ingegnoso traffico regga unicamente per la fiducia di cui esso gode presso i clienti. Vale a dire: la fede nell’apparente reversibilità tra metallo e carta (oggigiorno, tra l’assegno bancario e il danaro da esso rappresentato). Il suo diabolico affare si fonda dunque su di un abuso di fiducia, su di una funzione che deve essere sostenuta a qualsiasi costo. 
Nella situazione descritta, avendo il banchiere prodotto tutte le promesse di pagamento che le sue riserve gli permettevano di emettere (ossia i prestiti dieci volte superiori all’ammontare delle riserve stesse), egli si trova a dover rifiutare ulteriori prestiti. ma il mercato tarda ad adeguarsi alla nuova situazione : coloro che hanno comprato merci, al fine di rivenderle, fidando nell’esistenza di danaro in grado di pagarne il prezzo, o quelli che hanno fabbricato prodotti con la stessa convinzione, cominciano a rendersi conto che le loro aspettative non avevano un concreto fondamento. Un nuovo fenomeno, si manifesta nella congiuntura difficile che si sta verificando: fintanto che il banchiere "inventava" sempre maggior quantità di danaro - insistiamo che per danaro devesi intendere tutto quanto serva come mezzo di pagamento - e, pertanto, i prezzi salivano, il danaro cambiava di mano con facilità; sia il danaro autentico (metallo o banconote di Stato), sia, soprattutto, le celebri "promesse di pagamento" del banchiere (gli assegni bancari) passavano rapidamente dal compratore al venditore e da questi alla banca, da cui veniva in parte prelevato per pagare i salari, le fatture ecc.   


Frederick Soddy, economista inglese, vincitore del premio Nobel nel 1921, ha scritto: "Il tratto più sinistro e antisociale del danaro scritturale è di non aver alcuna esistenza autentica. Le banche girano al pubblico una massa complessiva di danaro che non esiste. Comprando e vendendo per mezzo di assegni bancari, si verifica unicamente uno scambio privato fra coloro il cui danaro è addebitato, quello di un altro verrà accreditato  e le banche possono continuare indefinitamente a rigirare il corrispondente importo.
La facoltà di emettere danaro ha procurato alla banca la possibilità di realizzare grossi guadagni. pur avendo iniziato la loro attività senza soldi propri, i banchieri sono riusciti a fare di tutti, indistintamente, dei propri debitori."


Continua ...


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02/09/2018, 17:31

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