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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


04/09/2018, 18:28



...-le-banche-devono-essere-al-servizio-del-Paese,-non-il-Paese-al-servizio-delle-banche-...-----Joaquìn-Bochaca


 ... le banche hanno potere di vita e di morte su qualsiasi impresa ... il cosiddetto "Credito" consiste nel falso impegno assunto dai banchieri di pagare dieci volte di più del denaro che essi posseggono ...



Completiamo i tre post precedenti e terminiamo (per ora) l’incursione su Bochaca con un quarto brano, ricco di significati importanti, tratto dal suo prezioso testo, 

la finanza e il potere                    pag. 30


Da questo momento in poi, negli USA inizierà a svilupparsi una politica di intervento crescente dello Stato nei campi economici interni ed internazionali. Il governo degli Stati Uniti, di concerto con il consiglio (Board) dei direttori della Federal Reserve Corporation (consorzio fondato nel 1913 al fine di unificare gli enti di emissione della carta moneta, prima costituiti ora dall’una ora dall’altra banca privata), fissa il livello del tasso di sconto, regolando in tal modo il volume di danaro liquido presente sul mercato. Nei confronti della Federal Reserve Corporation (ente funzionante in modo analogo alla Banca d’Italia) il governo contrae un debito nominale ogni qualvolta, per effettuare lavori pubblici, o per intervenire in sostegno di particolari settori economici che si trovino in grave crisi, fa stampare nuovo danaro. La differenza tra le entrate, dovute a tasse, imposte e utili delle aziende gestite dallo Stato, e i prestiti contratti con la Federal Reserve dà la misura tangibile della salute economica del Paese (da un punto di vista capitalistico, naturalmente). Il debito dello Stato nei confronti della Federal Reserve, che prende il nome di "Debito Pubblico", permette di regolare la quantità di carta moneta in circolazione, e quindi di evitare che si riproducano situazioni di grave recessione come quella del 1929. 


Le conseguenze di una completa libertà di azione da parte delle banche balzano alla vista. Essendo onnipotenti - quindi irresponsabili - le banche hanno potere di vita e di morte su qualsiasi impresa, per quanto robusta essa sia. La degenerazione finanziaria di tale fenomeno comporta il gravissimo estremo che per effetto del rifiuto di un prestito, un impresa, per quanto prospera, può in un determinato momento vedersi costretta a vuotare i propri magazzini a qualunque prezzo, anche in pura perdita, per far fronte ad obbligazioni urgenti e scadenze. Dopo averla obbligata a vendere sottocosto, gli agenti della oligarchia bancaria comprano grosse quantità delle giacenze deprezzate; successivamente si approva il prestito, le mercanzie salgono di prezzo e vengono rivendute con fantastici guadagni. Detta pratica di furto legalizzato è giunta a un tale grado di raffinatezza, che è sufficiente annunciare attraverso la stampa un aumento o una riduzione del tasso di sconto per far salire o scendere a volontà il valore degli stock. 


Grazie a tali sistemi i membri della Federal Reserve e i loro vassalli delle banche private hanno praticamente raggiunto il controllo di tutte le grandi industrie americane ... e, movendo da ciò, hanno cominciato la coca-colonizzazione del pianeta. 


Per riassumere diremo che il cosiddetto "Credito" consiste nel falso impegno assunto dai banchieri di pagare dieci volte di più del denaro che essi posseggono, proveniente dai loro depositanti-creditori. Il credito non consiste in denaro autentico, a corso legale, ma potendo far le veci del medesimo - per pagare beni o servizi, o per estinguere debiti, di fatto diventa impossibile estinguerlo dalla moneta legale. Questi "impegni o promesse di pagamento", rilasciati dal banchiere sotto forma di libretti di assegni bancari, nascono come prestiti che devono essere rimborsati con relativi interessi. I banchieri si riservano il "diritto" di cancellare le loro "promesse" - a credito! - potendo così a loro arbitrio revocare il novanta per cento del potere d’acquisto - la "domanda" - di un Paese. In effetti essi si limitano a suscitare fluttuazioni molto più modeste, giacchè anche piccole fluttuazioni sono sufficienti ad alterare il livello dei prezzi in un senso o nell’altro, alterazioni delle quali essi vivono. 
Sir Josiah Stamp, all’epoca la seconda ricchezza d’Inghilterra, durante un discorso pronunciato dinanzi a centocinquanta docenti dell’Università del Texas disse :
 "Il sistema bancario è stato concepito nell’iniquità ed è nato nel peccato. I banchieri internazionali posseggono il pianeta.  Togliete loro tutto quanto possiedono, lasciando però il potere di creare depositi, e con alcuni tratti di penna produrranno depositi sufficienti a recuperare tutto di nuovo. Se però toglieste la facoltà di produrre danaro, tutte le grandi fortune finanziarie sparirebbero, inclusa la mia, e ne risulterebbe un mondo assai più felice. Se invece preferite continuare ad essere gli schiavi delle banche e pagare le spese della vostra stessa schiavitù, consentite loro di seguitare a creare depositi."


L’aspetto sfacciatamente sarcastico di questa dichiarazione consiste nel fatto che chi la rilasciò, sir Josiah Stamp, ricopriva la carica di presidente della "British Railways" (le ferrovie britanniche) e quella di presidente della ... Banca d’Inghilterra, ente questo che è - alla pari della Federal Reserve Corporation - un’impresa privata e che, fin dalla fondazione, è stato quasi sempre diretto da individui della stessa origine di quelli che hanno diretto e dirigono la Federal Reserve. Sono quasi tutti ebrei di origine tedesca. 


Diventa quindi evidente come le pretese crisi economiche non siano altro, in realtà, che crisi finanziarie, provocate spesso artificialmente e deliberatamente. in un occasione Thomas Jefferson ebbe a dire: 
"Credo che per le nostre libertà le istituzioni bancarie siano più pericolose degli eserciti nemici. Sono già arrivate al punto di erigersi in un’aristocrazia del denaro che sfida il governo. La facoltà di emettere moneta dovrebbe essere loro strappata e restituita al popolo, al quale giustamente appartiene."


In realtà, il potere di produrre danaro - si tratti di danaro legale o di danaro creditizio - dovrebbe essere riservato soltanto allo Stato che provvederebbe a metterlo in circolazione a seconda delle necessità. E’ indispensabile farla finita una volta per sempre con il circolo apparentemente inevitabile di "prosperità e crisi", o "inflazione e deflazione", o "boom and slump" (benessere e recessione), o come diavolo si voglia chiamarlo. Questo circolo fatale ha, nell’economia di un Paese, gli stessi effetti di una trasfusione di sangue, seguita da una emorraggia proprio quando il paziente stia cominciando a riprendersi. Il principale risultato del "circolo" è la corsa-competizione tra prezzi e salari ... nella quale i primi vincono sempre. 
La circolazione monetaria in un determinato Paese dovrebbe riflettere esclusivamente la sua capacità di produrre ricchezza, le sue possibilità di sviluppo o di espansione e la necessità di occupare la mano d’opera. Unicamente lo stato - uno stato libero e sovrano - i cui amministratori non abbiano dovuto comprare il voto dei propri elettori con una dispendiosa propaganda (finanziata da chi tra loro comanda ... giacché chi paga comanda), uno Stato libero dalla gelatinosa, invisibile, onnipresente influenza del "money power" (potere del denaro), può portare a buon fine una politica economica sana, sottratta alle catene del "danaro-debito" e dell’usura. Le banche assolvono una funzione economica e sociale; come retribuzione per questa funzione hanno diritto ad un profitto equo e normale, però non si può permettere che l’economia di un Paese dipenda da loro: le banche devono essere al servizio del Paese, non il Paese al servizio delle banche.  



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... le banche devono essere al servizio del Paese, non il Paese al servizio delle banche ... - Joaquìn Bochaca

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