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PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


24/09/2018, 22:01



ESPOSTO--DEPOSITATO-ALLA-PROCURA-DELLA-REPUBBLICA-DI-ORISTANO-IL--24-SETTEMBRE-2018


 Nel vigente sistema monetario la comunità umana, per poter sopravvivere, deve essere (contemporaneamente, obbligatoriamente e perennemente) indebitata e nell’impossibilità matematica di poter saldare ogni debito.



Oggi, spinto anche dall’ennesima delusione provata nel sentire le parole di Conte al Forum Ambrosetti di Cernobbio (vedi il mio post del 11 settembre), ho depositato presso la Procura della Repubblica di Oristano un esposto con una descrizione sintetica delle incredibili conseguenze e della sofferenza causata nella Società Civile dalla fraudolenta emissione monetaria a debito da parte di un Sistema Bancario privato che si spaccia per proprietario del valore della moneta senza averne titolo. 
Sarebbe bene che questo esposto non rimanga l’unico depositato.  Se anche solo qualche decina, o centinaia, o migliaia di persone in tutta Italia decidessero di presentarlo, qualche magistrato più sensibile potrebbe prenderlo in considerazione e non archiviarlo. 
Le cose si muovono se noi, il popolo, decidiamo di attivarci. 
Invito pertanto tutti coloro che avranno modo di leggerlo, a darmi una mano a diffonderlo quanto più possibile; quindi, di depositarlo voi stessi alla Procura più vicina, possibilmente  migliorandolo e cambiando naturalmente i dati personali, per dare avvio ad una ribellione pacifica, silenziosa, senza tanto clamore ma sicuramente molto efficace. 
Chi volesse il file dell’esposto da me depositato può contattarmi a questa mail :  paolo.maleddu@gmail.com

Verità e Amore per il prossimo sono destinati a trionfare. E’ una legge universale, la forza/vibrazione che vivifica ogni cosa. Siamo destinati a vincere.
Farò anche un breve video, e vi chiederò ugualmente di aiutarmi a diffonderlo.

Ecco il testo completo dell’esposto (in pdf nel link a sinistra):


Oristano, 24 Settembre 2018 


Al Procuratoredella Repubblica presso ilTribunale di Oristano


Iosottoscritto Paolo Maleddu, nato ad Oristano il 27 marzo 1951,residente nella borgata marina di Torregrande in via del Pontile N.16A, vorrei con la presente esporre alcuni fatti  riguardanti l’emissione monetaria nel nostro Paese le cui conseguenze, se non portate all’attenzionedell’opinione pubblica e della Magistratura per essere opportunamentepresi in considerazione, continuano a produrre innumerevoli disagieconomici e sofferenza all’intera popolazione italiana. 


Ifatti, oggettivamente incontestabili e di pubblico dominio, sono iseguenti:


1 -il denaro, sotto forma di banconote in euro o credito (bonificibancari, carte elettroniche, assegni etc.) viene emesso nel nostroPaese dal Sistema Europeo delle Banche Centrali (Banca CentraleEuropea in collaborazione con la Banca d’Italia) e dalle banchecommerciali ordinarie sparse su tutto il territorio nazionale.Costituiscono una eccezione le monete metalliche, rappresentanti unaesigua percentuale del circolante, che vengono coniate dalla Zeccadi Stato; 


 2 -il denaro nasce come prestito ad interesse erogato dal SistemaBancario ad un privato, società o Ente richiedente che, nell’attodel ricevere, si trasformano in debitori; 


 3- il debito creatosi, capitale + interesse, è sempre maggiore del prestito,costituito dal solo capitale erogato. 


Ifatti appena esposti portano alle seguenti logiche conseguenze: perogni 100 euro di capitale erogato come prestito dal Sistema Bancario, laSocietà Civile deve restituirne 110 : capitale 100 + interessi(diciamo, per semplicità di calcolo, 10%) 10 = 110.


Entrano100 euro e 110 dovrebbero uscire: dico dovrebbero,   perché in una economia che utilizza la moneta come mezzo di scambio, nessuna comunità umana può funzionare se deve dare più denaro di quanto ne riceve. 

 Dal momento che tutta la moneta nasce comeprestito (solo capitale 100), il debito è matematicamenteinestinguibile in denaro,non essendo entrati in circolazione i 10 corrispondenti agliinteressi.


Prima paradossale conseguenza: nellaSocietà Civile non c’è mai in circolazione denaro sufficiente asaldare (in denaro) tutto il debito esistente. 


Secondaparadossale conseguenza: essendo la carenza di denaro non occasionalema costantemente presente, è insito nel vigentesistema monetario il fallimento  di un determinato numero di privati, società o addirittura loStato. Una non trascurabile percentuale di imprenditori sarà,obbligatoriamente e a propria insaputa, destinata a fallireindipendentemente dalle proprie capacità imprenditoriali. 


Terza paradossale conseguenza:nell’attuale sistema monetario la Società Civile più è ricca didenaro circolante, più è indebitata; più è indebitata, più lasocietà nel suo insieme è ricca. 


Ultimaparadossale conclusione: immaginiamo che tutti, privati, aziende, Comuni e Stato, riuscisseroa saldare i debiti. Tutti gli euro rientrerebbero nel SistemaBancario dal quale provengono e in circolazione non rimarrebbe unsolo centesimo. Economia paralizzata, nessunacompravendita possibile, trasporti paralizzati: niente potrebbe piùfunzionare. 

Incredibile, no? 

Nel vigente sistema monetario la comunità umana, per poter sopravvivere, deve essere (contemporaneamente, obbligatoriamente e perennemente) indebitata e  nell’impossibilità matematica di poter saldare ogni debito


Come un qualsiasi convoglio ferroviario, la Società Civile è costretta, a sua insaputa, a percorrere un tragitto deciso da altri. Viene collocata su dei binari che la conducono obbligatoriamente verso un Debito Pubblico inestinguibile in denaro e le conseguenti privatizzazioni (pignoramenti è poco elegante) dei principali Beni Comuni strategici: acqua, energia, frequenze per media informativi e telefonia, trasporti, educazione, sanità, industrie alimentari una volta pubbliche, et cetera. La comunità degli uomini si viene così a trovare, nei confronti del Sistema Bancario privato (i Creatori di denaro - la Finanza internazionale), nella tipica condizione di sudditanza psicologica e di fatto del debitore verso il suo creditore.

Ancora più incredibile è il fattoche, nonostante siano questi fatti  di pubblico dominio, chi può non fa nullaper fermare o, per lo meno, denunciare l’illegalità. La moneta, come tutte le unità di misura,è una convenzione, il suo valore le viene dato dallo Stato nelmomento di dichiararla valuta ufficiale del Paese: come può essereemessa dal Sistema Bancario privato che, per togliere ogni dubbio, hapersino stampato il proprio copyright sulle banconote in euro?


L’Art. 1 della Costituzione Italianarecita: 

"Lasovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e neilimiti della Costituzione." 


Non ci può essere sovranità delpopolo se la sovranità monetaria viene ceduta a soggetti diversidallo Stato. E se la sovranità monetaria viene ceduta incontrasto con la Costituzione, gli atti di cessione e gli atti che neconseguono (leggi, trattati, decreti, titoli di debito pubblico,pagamenti ecc.) sono tutti nulli ed invalidi, ab origine,perché contrari alla Costituzione ed eversivi dell’ordinamentodemocratico costituzionale.


L’Art. 3 della CostituzioneItaliana, al secondo comma, riporta testuale: 

"É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettivapartecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del Paese."


Credo che i fatti e le loroconseguenze riportati in precedenza siano in aperto contrasto conquesto articolo. E, dal momento che "E’ compito della Repubblica", mi rivolgo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Oristano affinché inviti chi ne ha il potere a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale."


Art. 11 della Costituzione Italiana: 

"L’Italiaripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altripopoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;consente in condizione di parità con gli altri stati, allelimitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicurila pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce leorganizzazioni internazionali rivolte a tale scopo." 


Ora, con le parole di SavinoFrigiola (dal suo "Alta Finanza e Miseria - L’usurocraziamondiale sulla pelle dei popoli"),  la limitazione dellasovranità nazionale come quella monetaria, subita dal nostro Paese,serve unicamente a trasferire ricchezza, faticosamente prodottadall’intera popolazione, ad una consorteria di banchieri privati, adanno e con grave discapito delle posizioni sociali e produttivenazionali. La Banca Centrale Europea non ha il fine di assicurare néla pace né la giustizia tra le Nazioni; quindi il presente Articolonon consente la cessione di sovranità monetaria alla B.C.E. 


Vengo a depositare questo espostoconfidando che la buona novella e l’amore per ilprossimo riescano, prima o poi, a penetrare all’interno di unaqualsiasi delle tante Procure sparse su tutto il territorionazionale, sensibilizzando un qualche magistrato che, contagiatodalla crescente consapevolezza che va rapidamente diffondendosi trala gente comune, smetta finalmente di volgere lo sguardo da un’altraparte per evitare di vedere l’ingiustizia e l’illegalità diffuse,decida di impugnare la Costituzione e, forte di un ordinamentogiuridico che mai il neoliberismo imperante riuscirà a stravolgerecompletamente, prenda l’iniziativa di non  archiviare ancorauna volta l’anelito di giustizia di tutto un popolo, soffocandone lesperanze. 


I tempi sono ormai maturi. Lasofferenza, ingiustificata, inflitta alla popolazione italiana, haraggiunto livelli umanamente insopportabili per chi ha la fortuna di essere ancora sufficientemente sensibile da percepirla. 

Non ci possono essere pace eserenità all’interno della comunità umana in assenza di giustiziasociale.

Non temo la cattiveria deimalvagi, quanto l’indifferenza dei giusti, ha detto qualcuno. 


                         Cordialmente, 

                                                      paolomaleddu 


"Edè bene, invece, che il popolo sappia finalmente che lo Stato ha datempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di unente privato, qual è la Banca d’Italia; ha rinunciato, cioè, ademettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimentodei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere in prestitooneroso  le necessarierisorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell’Istituto diemissione. Ed è bene che sappia anche che questo inutileindebitamento si trasferisce necessariamente ai cittadini mediante lapressione fiscale. Pertanto, il popolo si ritrova debitore di quellamoneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, ancheperché essa acquista valore solo perché i cittadini l’accettanocome strumento di scambio, e quindi solo a causa ed in conseguenzadella sua circolazione."

        

                                              Bruno Tarquini*

 "La banca la moneta el’usura - La Costituzione tradita"


* Pretore a Roma, giudice e presidente presso il Tribunale di Teramo; presidente della sezione penale e della Corte d’Assise dell’Aquila; nel 1994, Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.



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