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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


04/10/2018, 01:15



MONDART-:--GIOCO-DI-SPECCHI---(OVVERO-:-QUANDO-PERSEVERARE-E’-DIABOLICO)


 Un post di Mondart sull’inutilità di continuare a lamentarsi sul web senza mai passare ad azioni concrete ...



In questo post Mondart, in sintonia con un altro blogger che si fa chiamare TNEPD, muove delle critiche verso tutti coloro che sul web si limitano a cercare di individuare dei colpevoli ai quali addebitare ogni responsabilità, fermandosi ad uno sterile lamentarsi che mai sfocia in coerenti azioni a supporto.
E’ un tema sempre attuale, ma con il peggiorare delle condizioni di vita, sempre più persone vengono spinte ad attivarsi concretamente.
Una buona occasione : copiate o chiedetemi il file dell’esposto descrittivo del fraudolento Sistema Bancario/Monetario di cui siamo tutti vittime (da me già depositato alla Procura della Repubblica di Oristano il 24 settembre e che altri amici stanno iniziando a presentare: vedi i post al riguardo), e depositatelo presso la Procura di competenza nel vostro luogo di residenza. Un piccolo gesto che potrebbe, prima o poi. produrre risultati sorprendenti. Ci sono battaglie che vanno combattute indipendentemente dal risultato.
Questa è una di quelle. Se alle parole non seguono i fatti, rimane uno sterile lamentarsi.  


28 giugno 2011
 
GIOCO DI SPECCHI  (OVVERO: QUANDOPERSEVERARE E’ DIABOLICO) 

Quale emblematico edallegorico gioco di specchi, rilancioun post di TNEPD che a sua volta mi cita ... 

... sperando di rendereperfettamente chiaro con questo "piccolo" gioco di specchiil "gigantesco e stupido"gioco cui si assiste oggi sul web,ossia una sterile, patologica ossessione per l’analisi che diventanient’altro che stupida prigione.

Concordo con TNEPD (e potendometterei anche volentieri in pratica una scelta finale analoga) chel’analisi, quando solo fine a sé stessa, quando non scaturisca inuna reazione coerente, non sia altro che la più masochista,infruttuosa e stupida delle scelte. 
 Concordo anche sul fatto che un blog debba "avere unafine", come in natura ogni cosa ed ogni stagione ha un fine,quando abbia esaurito il suo compito, quando si siano esauriti gliargomenti, quando abbia svolto la sua duplice funzione di supportoalla comprensione per l’autore innanzitutto, e per gli eventualilettori, poi. All’allattamento deve sempre seguire losvezzamento. 

Anche perché alla fine lapartita, come giustamente fa osservare il mio interlocutore, è ingioco da tempo, ma il senso è sempre e solo unidirezionale ...perché la squadra dell’oratorio, contrapposta al Brasile di Pelè,sta ancora ad aggiustarsi i pantaloncini, sta ancora e sempre, conincommensurabile ritardo, a studiare l’avversario sulla lavagna. Inuna parola: non esiste partita. 

E se TNEPD consiglia caldamente lafuga da lui stesso operata, io esorto invece chi come me non puòpermettersela a tentare almeno un abbozzo di gioco, vero, sul campo:un gioco che, stanti le considerazioni qui fatte, non può certoavvalersi dello stesso avversario da combattere (soluzione politica),nè può certo affrontarlo frontalmente data l’evidentissimadisparità di forze (soluzione eversiva) ...

L’UNICOTENTATIVO DI GIOCARSI LA PARTITA STA QUINDI NEL SOVVERTIREPACIFICAMENTE LE REGOLE STESSE DEL GIOCO.

Giocarefalloso, disobbedendo al manuale scritto dall’avversario, senzaperaltro farsi fischiare dall’arbitro ... in dueparole: "disobbedienza civile" e "creare il diverso"


                            Se va bene,siamo tutti gatekeepers   ( diTNEPD)

"In ultima analisi ètutta una questione di valori, ossia di giudizio e dunque è unaquestione relativa ed irrisolvibile se non si cambia paradigma". 

Da una parte, chiamiamolasquadra A, si schiera chi è convinto che ogni mezzo sia lecito pervincere la partita, dall’altra, nella squadra B, chi fa dellaquestione morale la ragione delle sue azioni. Il problema è che isecondi giudicano i primi nella convinzione che, tutto sommato,quelli agiscano consapevoli di sbagliare, turandosi il naso, perinteressi che essi stessi considerano abietti. 

 In realtà credo non siaaffatto così. Sia da una parte che dall’altra si agisce convinti diaver scelto la squadra giusta, il lato migliore, quello che ildestino vuole, alla fine dell’ultimo atto, alla chiusura del sipario,vincente. 
 Ostinarsi a giudicare gli avversari utilizzando una scala di valorietici porta inevitabilmente a perdere la partita per incapacitàmanifesta di comprendere la natura del gioco. I giocatori dellasquadra A sono convinti che l’imposizione della forza, la violenza,la tortura, la guerra, la propaganda, la menzogna, il controllomentale e qualsiasi altro mezzo si possa immaginare, siano leciti seutili al raggiungimento dello scopo; i giocatori della squadra B, alcontrario, pensano che l’unica arma accettabile sia l’azione diconvincimento, la pedagogia. 

 I primi hanno a disposizionerisorse incalcolabili, strutture, denaro, centri di potere,organizzazioni, armi. I secondi hanno, da questo punto di vista, lepezze al culo, se va bene hanno dei blog. Persino l’editoria e lastampa tradizionale sono ormai appannaggio esclusivo degli avversari,figuriamoci i media più efficaci disponibili in quest’epocatecnologica.

Taluni lettori ed amici mihanno scritto chiedendomi le ragioni del mio silenzio. Ebbene, hovoluto osservare la partita dall’esterno. 
 Da una parte ho visto la squadra A. Quella deiBilderberg, del CFR, dei Fondi Monetari, delle Banche, delleMultinazionali, delle ONG tentacolari, della Massoneria, deiRosacroce, dei Gesuiti (o Vaticano, che dir si voglia), delle SetteSataniche (o New Age, che dir si voglia), delle Università, delleThink Tanks e dei Comitati, quella degli eserciti, della Nato, delPentagono, della UE, degli USA, dell’ONU e, diciamocelo, di tutte legerarchie di poterereligioso-politico-economico-militare-amministrativo-mediaticovisibili ed invisibili esistenti su questo pianeta. 
 Dall’altra parte la squadra B: nessuno. 

"Come nessuno? Almeno iblogger ed i liberi pensatori on e off-line vorrai mettercelidentro !" 

Purtroppo no. Per una ragionesemplice: nessuno, da quella parte, sembra giocare per vincere. 

Dal lato dello schieramento incui militerei volentieri non c’è nessuno che gioca realmente lapartita, nessuno che persegue un obiettivo che non sia quello dipuntare il dito verso l’avversario dicendo: Guarda come sono cattivi! Guarda che animacce nere ! Da quel lato del campo, già scarno dimezzi umani, finanziari, organizzativi e via discorrendo, non trovodavvero nessuno che partecipi con l’obiettivo di vincere. I più siaffannano in discussioni pressoché sterili su chi, tra gliavversari, sia il più crudele, o il più in alto nelle piramidi delpotere, su chi sia più satanico negli intenti o più efficace infase operativa.

Secondo  Nwo-truthresearch,  per esempio, sono i Gesuiti a sedere in cabina di regia nella squadraA, secondo  Franceschetti  sono i Rosacroce, a sentire altri è la Massoneria, oppure ipetrolieri, o i banchieri, o gli ebrei, o gli americani, oppure lesette sataniche. Machissenefrega ! E’ la squadra A, sono gliavversari. Punto. Dico io. 

Spossati dall’insuccessopermanente, dall’’assenza totale di risultati, dalla sterilità delproprio agire, nella squadra B tutti finiscono per condividerenell’intimo il malcelato sentore che è la mediocrità umana arivestire un ruolo chiave nel permettere che i peggiori istintidominino nel grande campo di gioco della vita. Il problema staproprio lì. Essere incompresi ai più, inefficaci ed inattividiviene il paradigma di un circolo vizioso auto-commiserativo che, aquesto punto, mi pare stia diventando in certi casi persinoauto-compiacente, se non addirittura auto-celebrativo. Come scrissiin passato, è lo stesso errore dei piddini che trovano la propriaragion d’essere non nel reagire ma nel puntare il dito sull’altraparte. Ma quanto è brutto e cattivo Mussoloni, ma quanto è brutta ecattiva l’Elite del Nuovo Ordine Mondiale. Stessa solfa, stessainefficacia, stessa debolezza. 

A chi mi ha scritto, horisposto che non amo ripetermi, che ciò che sentivo di dire l’avevodetto e che riproporre con parole diverse gli stessi concetti non faparte delle mie abitudini. Ciò non sottintende che ciò che hopubblicato in passato sia la verità definitiva, che sia l’ultimaparola che si possa esprimere sui temi che ho trattato. Tutt’altro.Significa soltanto che se continuassi, finirei per ripetere le stesseidee in nuove varianti estetiche e poco più. A che pro? 

Per questa ragione preferisco,anche qui, linkare un ottimo post che descrive con buonaapprossimazione le ragioni del mio silenzio: 
(qui, nell’originale, ci sarebbeil link ad un precedente post di Mondart che affrontava lo stesso tema, NdR). 

Per dirla in un linguaggiogiovane: la partita è persa, non è più tempo di seghe mentali, orasi tratta di salvare il culo. 

Si può essere nel torto, sipuò sbagliare, ma bisogna essere coerenti. Non si possono denunciarele scie chimiche e viverci sotto; non si può denunciare il sistemacancerogeno della filiera alimentare e nutrirsi di cibi confezionatiacquistati al supermercato; non si può denunciare l’avidità insitanel sistema del denaro continuando a pagare il mutuo casa, le tasse,le bollette. L’elenco delle contraddizioni è lungo, potreicontinuare, ma non ne ho voglia.
 Dal cantomio ho lasciato l’Italia alla volta dell’Africa cinque anni orsono,d’istinto, ben prima di leggere e di scrivere alcun post. Allablogsfera mi sono avvicinato nel 2008 con tutte le difficoltà chederivano dal vivere nel terzo Mondo ed ho raddrizzato la mira dellemie letture l’anno successivo. Ora è tempo di lasciare anche lablogsfera, ringraziandola di ciò che mi ha dato e sperando di averreso, pur se non richiesto, parte di ciò che ho ricevuto. 
 Sto cercando laspiaggia giusta da cui osservare l’ultimo atto del copione, con lemie donne, qualche amico ed un fucile a portata di mano. 
 Date retta a un cretino; fatelo pure voi. 

(Tnepd)


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MONDART : GIOCO DI SPECCHI (OVVERO : QUANDO PERSEVERARE E’ DIABOLICO)

04/10/2018, 01:15

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