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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


24/10/2018, 02:50



LA-COSTITUZIONE-TRADITA--:---...-la-Banca-d’Italia-ritiene-di-essere-proprietaria-(e-si-comporta-come-tale)-della-moneta-che-crea-ed-emette.


 " ... è volutamente ambiguo l’Istituto di Emissione quando parla di trasferimento della proprietà delle banconote ai cosiddetti "percettori", senza chiarire ... che si tratta di prestiti indubbiamente usurari, dato il rilevante tasso d’interesse."



Capitolo Quinto : prima parte


La tesi della Banca d’Italia


Il fatto è che, nel concreto, la verità risiede proprio nel secondo corno del dilemma: nel senso che la Banca d’Italia ritiene di essere proprietaria ( e si comporta come tale) della moneta che crea ed emette. Lo sostiene lo stesso Istituto proprio nel giudizio civile promosso dal professor Auriti ( di cui si è fatto cenno) : infatti nella comparsa di costituzione e risposta, datata 20 settembre 1994, si legge: "alla stregua della puntuale disciplina della funzione di emissione, i biglietti appena prodotti dall’officina fabbricazione biglietti della Banca d’Italia costituiscono una semplice merce di proprietà della Banca Centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese" ... "Essi acquistano la loro funzione e il  valore  di moneta solo nel momento cronologicamente successivo, in cui la Banca d’Italia li immette nel mercato trasferendone la relativa proprietà ai percettori". E più oltre: "tale immissione ... avviene tramite operazioni che l’Istituto di Emissione, in piena autonomia, conclude con il Tesoro, con il sistema bancario, con l’estero e con i mercati monetario e finanziario; operazioni tutte previste e completamente disciplinate dalla legge e dallo Statuto della Banca d’Italia".   

                                                                                                            Va detto subito che, come si è già accennato, tra queste operazioni si annoverano quelle di risconto e di anticipazione contro pegno, che presuppongono indiscutibilmente il prestito della moneta e di conseguenza l’obbligo del mutuatario al rimborso ed al pagamento di un interesse.  Valga, a titolo di esempio, quanto dispone l’art. 50 dello Statuto della banca d’Italia, che recita al primo comma: "Chi riceve l’anticipazione assume l’obbligo del rimborso entro il termine indicato nella polizza. Deve esservi sempre una differenza in più non inferiore al quindici per cento, fra il valore della cosa in pegno e l’ammontare dell’anticipazione".


Questo vuol dire che l’Istituto di Emissione, come corrispettivo dell’anticipazione di moneta creata senza alcuna base di garanzia, e soprattutto priva di alcun valore ( che, come ha ammesso la stessa Banca, si incorpora nella banconota solo con la circolazione), pretende oltre al rimborso, la dazione in pegno di titoli, in genere di Stato (e quindi garantiti dai cittadini), o di merci ( che hanno una quotazione basata sui prezzi di mercato) di valore almeno del quindici per cento superiore all’ammontare dell’anticipazione. Basta poi leggere gli altri due commi della stessa norma statutaria per comprendere come sia rigida la disciplina legislativa a difesa del profitto della Banca Centrale. 


Deve quindi dirsi che è volutamente ambiguo l’Istituto di Emissione quando parla di trasferimento della proprietà delle banconote ai cosiddetti "percettori", senza chiarire doverosamente che si tratta solo di prestiti indubbiamente usurari, dato il rilevante tasso di interesse (E’ proprio il concetto di "usura" che ha generato l’idea che la moneta è utile solo se produce altra moneta. Henry Ford, a tal proposito, ha affermato che che "la moneta non ha la funzione di produrre moneta ma di movimentare i beni").
A tutto ciò, peraltro, lo stesso Istituto accenna, sia pure sotto altro aspetto, quando nella stessa comparsa dichiara: " La Banca d’Italia cede la proprietà dei biglietti, i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell’Istituto di Emissione, acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che vengono, invece, appostati all’attivo".



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LA COSTITUZIONE TRADITA : ... la Banca d’Italia ritiene di essere proprietaria (e si comporta come tale) della moneta che crea ed emette.

24/10/2018, 02:50

LA-COSTITUZIONE-TRADITA--:---...-la-Banca-d’Italia-ritiene-di-essere-proprietaria-(e-si-comporta-come-tale)-della-moneta-che-crea-ed-emette.

" ... è volutamente ambiguo l’Istituto di Emissione quando parla di trasferimento della proprietà delle banconote ai cosiddetti "percettori", senza chiarire ... che si tratta di prestiti indubbiamente usurari, dato il rilevante tasso d’interesse."

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