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PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


30/10/2018, 01:56



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 LO STATO DEVE BATTERE MONETA. PUNTO.



Per chi voglia veramente capire "PERCHE’ LE TASSE NON SONO DOVUTE", riporto il Quinto Capitolo del libro, centrato sulla funzione del denaro. La lettura del brano è abbastanza semplice, ma per una maggiore comprensione è naturalmente necessaria la lettura dell’intero testo.

Capitolo V         Costruiamo un ponte


 Niente di meglio che un esempio pratico per comprendere quale siala funzione del denaro e i meccanismi di una sua correttaemissione. 
C’è da costruire un ponte di notevoli dimensioni su un territorioaccidentato che ne rende molto problematica la realizzazione.Una montagna di soldi è a disposizione, ma gli ingegneri nonriescono a superare le difficoltà che si presentano e i materiali daimpiegare (acciaio ed altri metalli uniti a manufatti ultraleggeri) nonoffrono sufficienti garanzie. 

La tecnologia, per il momento, non è all’altezza. 

Nonostante la montagna di soldi, il ponte non si può realizzare.Secondo caso: c’è la tecnologia, ma i politici, molti per ignoranza edaltri in malafede, continuano a ripetere che "...non ci sono soldi...":la grande menzogna spacciata per verità ad una popolazioneappositamente tenuta ignorante in materia monetaria. 

Quando la tecnologia lo permette, si può realizzare qualsiasiinfrastruttura. 

Sempre. 


Il Ministero dei Lavori Pubblici assegna il lavoro ad una impresa chedà le sufficienti garanzie.

 Una volta eseguito il lavoro, la società civile deve dare il giustocompenso a ingegneri ed operai dell’impresa costruttrice.Attraverso lo Stato (ente virtuale creato dalla nostra mente) che cirappresenta, emettiamo un documento, una  certificazione  cheattesti che quei lavoratori hanno portato a termine il compito loroassegnato e vantano ora un credito nei confronti della società civile. 

Il certificato di un lavoro svolto (il denaro che verrà consegnatoloro), misura del valore  della loro prestazione, verrà utilizzato come  mezzo di scambio titolo di richiesta per ottenere beni reali eservizi  dalla comunità debitrice. 

Se non ci dovesse essere la necessità immediata di acquistaremerci, quei certificati (biglietti di Stato, non  note del banco) potranno riposare nel cassetto per un tempo indefinito in quantosono anche contenitori di valore con potere d’acquisto


Il certificato di un lavoro svolto diventato un titolo di richiesta perottenere beni reali e servizi, funge da unità di misura del valoredell’opera eseguita, da mezzo di scambio per l’acquisizione di altremerci, e contenitore di valore con potere d’acquisto sino almomento dell’utilizzo.


 Il ponte è il valore aggiunto per la società, originato dal lavoro. 

Il ponte, non il denaro, è la vera ricchezza. 

Il denaro è la misura di tale ricchezza, il certificato del lavoro svoltoda ingegneri ed operai che, utilizzandolo nella sua funzione dimezzo di scambio, possono  barattarlo  con altre merci e servizi.Si conclude il  baratto  tra il lavoro di alcuni con quello di altri.

 I  certificati  ora in possesso di ingegneri ed operai finiranno nelletasche di panettieri, falegnami o concessionari d’auto.

 Il valore monetario trova origine nel lavoro, la capacità dell’uomo ditrasformare risorse naturali in beni materiali utili.La sua funzione è quella di rappresentare e manifestare in unsimbolo cartaceo il valore del lavoro svolto per poterlo poi barattare  con merci prodotte da altri. 


La capacità umana (tecnologia), grazie all’intelligenza checontraddistingue la nostra specie, cresce esponenzialmente, e lerisorse che Madre Natura ci mette a disposizione sono praticamenteillimitate: siamo potenzialmente ricchissimi.


 Il denaro permette la realizzazione dei progetti. Ecco perchéla moneta è un dono. Uno straordinario strumento di creazione ediffusione di benessere per tutta l’Umanità. Non può esserlo soloper una esigua schiera di Usurai fanatici e criminali. 


Domanda: cosa hanno a che fare le banche con tutto ciò?Assolutamente nulla. 


Perché emettono loro e non lo Stato in nostra rappresentanza icertificati di lavoro svolto necessari? 


Per quale motivo dobbiamo pagare  prima  ai banchieri il valorenominale impresso sui certificati per poterlo poi consegnare aglioperai? Chi ha eseguito il lavoro? 

Che c’entrano i banchieri con le infrastrutture realizzate? 

Perché nessuno ci ha mai spiegato cos’è la moneta, quale sia la suafunzione ed a chi appartenga il valore monetario impresso sullamoneta al momento dell’emissione? 

Per quale motivo nessun noto economista o  leader  politico eleva lapropria voce a denunciare la più grande truffa di tutti i tempi?

 Perché si lascia morire di fame e sete un numero impressionante diEsseri Umani con la menzogna della mancanza di cibo e acqua nelPianeta dell’Abbondanza? 

Per quale motivo tanta sofferenza, disoccupazione, miseria e suicidiperché (ci viene riferito) "... non ci sono soldi?"

 Perché lo Stato riesce a stampare tutti i francobolli-cartaindispensabili per distribuire le lettere ma non la carta-monetanecessaria a distribuire i pasti? 

Perché continuiamo a rieleggere politici che  non riescono  a risolverele crisi ricorrenti? 

Per quale motivo i politici si circondano di economisti che nonriescono  mai a risolvere le crisi? 

Perché tutti coloro che invece hanno in passato tentato dispiegarcelo sono scomparsi dalla storiografia ufficiale?


                                  Perché? 


L’impresa costruisce il ponte a beneficio dell’intera comunità.La comunità debitrice consegna al titolare dell’impresa un attestatocartaceo che dice: tu hai costruito il ponte. Con questo documento,la  certificazione del lavoro da te svolto,  ti riconosciamo un credito di  tot  milioni. 

Il ponte, non il denaro, è la ricchezza che proviene dal lavoroumano: i soldi sono solo la  contabilizzazione  di quel lavoro.L’impresario prende il documento e lo divide in tanti  piccolicertificati del lavoro svolto  che distribuisce tra i suoi mille operai: èla retribuzione dovuta ad ognuno di loro.Con questi documenti, che in mano loro diventano  un titolo dirichiesta per ottenere beni reali e servizi,  gli operai si rivolgono allacomunità debitrice e li scambiano con pane, frutta, una visitamedica o un automobile.Quei biglietti di carta sono denaro. 


Denaro è qualsiasi simbolo accettato per la compravendita di beni eservizi. 


Quegli attestati emessi dalla comunità, lo Stato, sono monetacreata a costo zero, senza bisogno di nessuna riserva di favolosilingotti d’oro stipati in qualche sotterraneo superprotetto: l’ingannofissato nelle nostre menti da cinema, Tv e giornali.


 L’oro è un luccicante inganno. 

Per emettere moneta non c’è bisogno di nessuna riserva aurea. Lamoneta non esiste in Natura: è una finzione, un titolo, un concetto,una fattispecie giuridica, una invenzione della mente umana, ecome tale, non può scarseggiare. 

Il documento emesso dalla comunità  contabilizza  il lavoro umano,lo  monetizza, manifestandolo in un simbolo, ne misura il valore: ilponte vale tot milioni. 

È denaro basato sulla fiducia, sul credito reciproco e sullaconvenzione. 

FIDUCIA perché l’impresario in cambio del ponte accetta un fogliodi carta, non un bene reale, fidandosi e facendo credito allacomunità che lo emette.

 Gli operai, in cambio del proprio lavoro accettano un biglietto dicarta, fidandosi e facendo credito al datore di lavoro, confidando che domani qualcuno darà loro beni reali in cambio di quel biglietto,facendo loro credito.

 Il panettiere dà pane in cambio di un foglio di carta: fa credito aglioperai, fidando di poter domani cambiare lo stesso biglietto con unpaio di scarpe. 

Lo scambio si può considerare concluso quando tutti hanno in manoil bene reale desiderato, non un biglietto di carta.

 I componenti della comunità si fanno l’un l’altro CREDITORECIPROCO, forti della fiducia riposta nell’accordo precedentementesiglato tra tutti di accettare quel biglietto come mezzo di scambio. 


Quel biglietto prende valore di denaro per CONVENZIONE: ci siamomessi d’accordo di utilizzarlo come unità di misura del valore emezzo di scambio.


 La convenzione ha valore per la certezza del Diritto, in quantoribadita dall’autorità dello Stato (sempre noi) che ne fa unafattispecie giuridica  dichiarando: questo simbolo cartaceo è la vostramoneta legale, la valuta ufficiale del Paese. Verrà accettata inpagamento di tasse e debiti. 

Qualsiasi simbolo è la rappresentazione visiva di qualcosa diinvisibile, la manifestazione materiale di un qualcosa diimmateriale: il messaggio che si vuole trasmettere. 

Prendiamo una banconota da centomila lire e una da cento euro.Nonostante entrambe siano materialmente integre, le centomila lirenon hanno più valore perché è venuta a mancare la componenteimmateriale, quella che dà valore al simbolo: la convenzione,trasferita nel biglietto da cento euro, ora dichiarato e accettato datutti come nuova valuta ufficiale del Paese. 


Fiducia, credito reciproco e convenzione sono le componentiimmateriali che danno valore al denaro, tutti concetti frutto diattività spirituali della mente umana. 

Nessuna ingannevole riserva d’oro. 


È sufficiente l’accordo, la convenzione di un certo numero di EsseriUmani Sovrani che vivono in  comunità unite  da sentimenti diaffetto e solidarietà (non società divise dagli interessi individuali deisoci) per una loro necessità interiore: socializzare coi propri simili.Solo in siffatte comunità possono trovar spazio circolarità del donoe credito reciproco. 


Abbiamo inventato un ente virtuale, una finzione chiamata Stato,per trarne vantaggi, materiali e non: per stare meglio. 

Tutti collaboriamo per il bene comune: ogni membro che svolga unlavoro utile per la comunità, verrà da questa, in qualche modo,ricambiato. 


Per evitare di annotare contabilmente ogni minimo cambiamentotra chi deve avere e chi deve dare, si fanno circolare dei biglietticonvenzionalmente accettati da tutti, che tengono la contabilitàaggiornata in tempo reale. Andiamo a rileggere per interol’illuminante citazione di Thomas Greco riportata nell’introduzione allibro : 


"Pensa all’economia di mercato come ad un giuoco di mettere eprendere ... Il denaro, quindi, è un sistema contabile." 


Già nel 1914 due economisti, naturalmente eretici, Hugo Bilgram eLouis Levy, ci ricordavano: 


"Se non ci fosse denaro, qualsiasi sistema di accredito ai venditori eaddebito ai compratori potrebbe svolgere completamente il lavorosvolto dal denaro." 


Chi è in possesso di cartamoneta è perché ha già dato e vanta oraun credito che gli verrà saldato alla presentazione di quel titolo dirichiesta di beni reali. Quel biglietto è diventato un contenitore divalore con potere d’acquisto. 

All’interno della società civile gli operai possono barattare il fruttodel proprio lavoro con quello di panettieri e altri produttori grazie alcredito reciproco che si fanno l’un l’altro, e grazieall’intermediazione di un documento contabile (emesso dalla comunità col solo costo di carta e penna) che sposta nel tempo laconclusione dello scambio.Se avete notato, nell’esposizione di ciò che è il denaro non c’è statanessuna necessità di coinvolgere le banche. 

Cosa hanno a che fare dei banchieri privati con tutto ciò? 

Nulla, assolutamente nulla. 


È la comunità nel suo insieme che crea ed emette il valoremonetario. I soldi per coprire tutte le spese possono essere emessisolo dallo Stato, l’ente virtuale rappresentante la comunità: mai epoi mai dalle banche private. 

Quando ciò avviene, le conseguenze sono lusso per pochi esofferenza e miseria per tutti noi.

 La situazione che stiamo vivendo. 


Lo Stato, ente virtuale creato da noi con l’unico scopo di migliorarcila vita, deve battere moneta per coprire tutte le spese necessarie afar star bene la popolazione. La favoletta del buon padre di famigliache non può spendere più di ciò che ha, continuamente rievocata,può essere raccontata agli ingenui, grandi e piccini. Inmacroeconomia le cose funzionano diversamente. Lo Stato, perspendere, non deve attendere lo stipendio: è proprietario di tutte lerisorse all’interno del territorio nazionale e può monetizzarle,assieme al necessario lavoro di trasformazione. 


Lo Stato batte moneta. 


Punto.



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Se il denaro è "il certificato di un lavoro svolto" e lo Stato (NOI, IL POPOLO SOVRANO) emette a costo zero i "certificati" necessari a coprire ogni spesa, che bisogno c’è di chiedere altri "certificati" ai cittadini ?

30/10/2018, 01:56

Se-il-denaro-è-"il-certificato-di-un-lavoro-svolto"-e-lo-Stato-(NOI,-IL-POPOLO-SOVRANO)-emette-a-costo-zero-i-"certificati"-necessari-a-coprire-ogni-spesa,-che-bisogno-c’è-di-chiedere-altri-"certificati"-ai-cittadini-?

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