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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


25/11/2018, 01:01

moneta, controllo mentale, controllo sociale



Come-il-banchiere-decide,-a-piacimento-e-secondo-propria-convenienza,-se-favorire-il-consumo-interno-del-Paese-o-le-esportazioni-


 Un altro breve brano dal prezioso "la finanza e il potere" di Joaquìn Bochaca



Bochaca ci spiega come il banchiere può pesantemente condizionare, a piacimento,  l’economia della società civile e, di conseguenza, il nostro benessere, la possibilità di avere o perdere il lavoro, la nostra intera vita e quella dei nostri cari.

Tutto ciò grazie, naturalmente, alla complicità delle altre classi improduttive e parassite,  politicanti e clero, nonché alla colpevole indifferenza della Magistratura.


la finanza e il potere


Nel precedente capitolo abbiamo tracciato, molto sommariamente, uno schema delle attività del banchiere "nazionale"; dell’uomo, o ente bancario, che "inventa" del danaro inesistente da cui estrae un interesse che fa pagare ai suoi concittadini. Osserviamo ora l’altro versante delle attività bancarie. Quello che potremmo chiamare banchiere "internazionale" presta il suo danaro (in verità, come sappiamo, né presta, né il danaro è suo) a ditte che si dedicano al commercio con Paesi stranieri. Cura principale di questo banchiere è che il volume di commercio con l’estero si mantenga ad un buon livello, onde permanga imperiosamente la necessità dei suoi "prestiti". Non è infatti sfuggito al suo occhio di lince, che, quando i suoi colleghi, i banchieri "nazionali", allargano troppo il credito, il volume delle esportazioni tende a diminuire, dato che la gente può spendere e comprare i prodotti del Paese e così alle esportazioni vanno destinate solo le eccedenze. In questa situazione il banchiere internazionale ha interesse che i "nazionali" restringano il credito. Egli, nella pratica, opera esattamente come i "nazionali", concedendo crediti - che moltiplicano approssimativamente per nove il danaro depositato dai suoi contocorrentisti - a società di navigazione, compagnie di assicurazione, ditte di trasporto internazionale, compagnie di esportazione ecc.            
Era logico e si conformava alla natura delle cose che il banchiere "nazionale" e l’"internazionale" venissero a una collaborazione completa e assoluta, in quanto le loro operazioni sono governate da un medesimo "modus operandi" e inoltre si integrano perfettamente. Di conseguenza, quando, per parlare in gergo bancario, si verifica un "boom" sul mercato interno, il banchiere "nazionale", che ha annullato i suoi crediti, li gira a favore del suo collega che finanzia le esportazioni, spesso a prezzi sviliti e col sostegno di premi dello Stato. L’obiettivo è quello di dare sbocco a una produzione che nessuno può comprare nel proprio Paese - essendo la gente rimasta priva dei mezzi di pagamento - e che però è indispensabile collocare da qualche parte, fosse solo per procurare lavoro a operai e impiegati, al fine di evitare la perdita del consenso da parte del sistema.*
Di fatto, alla fine, banchieri "nazionali" e "internazionali" hanno raggiunto una piena identità di intenti, sia sul piano personale che su quello funzionale delle attività.


* Il posto di lavoro, nelle società capitalistiche avanzate, ha una duplice funzione. Da una parte permette, attraverso la partecipazione dell’operaio al ciclo produttivo, la produzione di plusvalore - destinato a ingrossare il capitale dell’imprenditore. L’altra funzione, apparentemente esterna alla logica del profitto, è finalizzata al raggiungimento del controllo sociale. L’attività economica, per funzionare correttamente ha bisogno della presenza, nello stesso luogo (mercato), sia di venditori che di compratori. In una società nella quale il mercato ha dimensioni mondiali, essere esclusi dal circuito produzione-consumo, equivale alla esclusione dalla vita sociale. Per evitare l’esplosione di fenomeni di contestazione violenta del potere politico capitalistico, è perciò necessario conservare in vita anche posti di lavoro economicamente non remunerativi per il singolo imprenditore; altra possibilità di mantenere il controllo è costituita dalla fornitura di sussidi.

(nota finale di commento da parte del Gruppo di Ar, editore del libro)  



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