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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


27/12/2018, 21:27



LA-PSICOLOGIA-DEL-DENARO--:--Georg--Simmel


 Il denaro deve sempre rimanere uno strumento, il mezzo per raggiungere cose o realizzare progetti, mai dovrebbe diventare esso stesso (e il suo accumulo) uno scopo di vita in sé.



Dal libro di Georg Simmel, La Psicologia del Denaro, pubblicato a Lipsia nel 1889 :


"Il denaro è "volgare" perché è l’equivalente generale, universale; solo il particolare, il personale è distinto; quel che è uguale a molte cose , è uguale alla più bassa di loro, quindi attrae pure la più elevata al livello della più bassa (...) 


Ma il carattere impersonale del denaro ha pure un’altra conseguenza psicologica, che l’incremento e l’espandersi all’infinito della circolazione, grazie alla riduzione di tutti i valori a denaro, contribuisce a sviluppare. Vale a dire: la mancanza di qualità del denaro comporta la mancanza di di qualità dell’uomo in veste di datore e ricevitore di denaro. Ciò che viene ceduto in cambio di denaro perviene a colui che per esso offre di più, senza riguardo a che cosa e a chi in genere egli sia (...)


 Il fatto che nel traffico monetario una persona abbia il medesimo valore di un’altra, si fonda su di una semplice circostanza: nessuna di loro vale, a valere è soltanto il denaro. Quindi è giustissimo: nelle questioni di denaro il sentimento viene meno; il denaro è l’oggettività assoluta, in cui ogni soggettività incontra la propria fine.


L’indifferenza del denaro, così diffusa proprio ai nostri tempi, dalla quale origina pure l’indifferenza degli oggetti, si segnala in quei negozi caratterizzati dal fatto che tutti i prodotti vengono in essi venduti al medesimo prezzo ... lo specifico "quale" retrocede di continuo davanti al "quanto", che solo suscita interesse ; donde l’ovvia conseguenza che un numero sempre maggiore di cose venga acquistato solo per la convenienza del prezzo, negligendone la qualità. Ma la medesima sostanza psicologica del denaro genera pure il fenomeno contrario : parecchie cose vengono apprezzate e ricercate perché costano parecchi soldi ...


Ma già nel passato questo carattere del denaro ha generato un fenomeno particolare: certe categorie cui, per effetto della loro collocazione civile, numerose mire e aspirazioni personali erano dall’inizio precluse, hanno perseguito con dedizione incomune il profitto di denaro: così i liberti a Roma, gli ugonotti in Francia, gli ebrei nel mondo intero. Il denaro è l’ambito naturale che meno di qualsiasi altro può venire a essi efficacemente interdetto, perché, a causa del suo carattere indeterminato, può sempre affluire a queste categorie attraverso numerosi canali, anche se quelli destinati ad altri esiti siano loro ostruiti; d’altra parte, è ovvio che proprio queste categorie represse sul piano civile concentrino sul profitto del denaro tutte le forze: grazie alla posizione di indifferenza del denaro rispetto ai contenuti specifici della vita, esse riescono a procurarsi influenze e fruizioni, per ottenere le quali i mezzi specifici diretti sono loro negati.


Si è affermato, in tono sia elegiaco che sarcastico, che il denaro sarebbe il dio del nostro tempo; in effetti, è possibile rinvenire nessi psicologici significativi tra le due figure in apparenza così antitetiche. Il pensiero rivolto a Dio trae la sua essenza più profonda dal fatto che Dio è, secondo le belle parole di Niccolò da Cusa, "coincidentia oppositorum"; da questa idea, che tutte le contrapposizioni e contraddizioni del mondo trovano in Dio la loro composizione e unificazione, discendono la pace e la sicurezza ...

Da quanto è stato notato in precedenza, risulta chiara l’affinità psicologica tra questa immagine e l’immagine del denaro. Il "tertium comparationis" (terzo elemento che permette il confronto) è il senso di pace e sicurezza che, contrariamente a ogni altra forma di possesso, il possesso di denaro ispira, e che, sotto il riguardo psicologico, corrisponde al senso di pace e di sicurezza che il devoto ritrova nel suo Dio; in entrambi i casi, nell’oggetto agognato ritroviamo l’elevazione sopra la cosa particolare, la fiducia nella onnipotenza del principio supremo: di offrirci, in ogni istante, questa piccola cosa particolare e di riconvertirsi, per così dire, in essa. Al pari di Dio nella forma della esperienza devozionale, il denaro è nella forma della esperienza sensibile la più alta astrazione cui la ragione pratica sia ascesa.  ".


Sin qui le poche frasi estratte dal brevissimo testo di Georg Simmel. Di seguito, invece, uno stralcio particolarmente interessante dal commento di Francesco Ingravalle, che ci spiega il sottile meccanismo attraverso il quale il denaro viene trasformato da mezzo per conseguire ciò che si è desiderato avere, a scopo in sé stesso. 

" ... il denaro rappresenta un caso particolarmente importante perché esso è un mezzo in cui può essere convertito ogni bene e che può convertirsi in ogni bene; esso è una finalità intermedia rispetto ai beni acquisibili, allo stesso modo in cui il linguaggio è una finalità intermedia rispetto ai contenuti del comunicare. Dire "finalità intermedia" equivale a dire "mezzo fortemente suscettibile di configurarsi come scopo definitivo". Questa configurazione, questa metamorfosi, avviene psicologicamente quando i mezzi puri stanno per un certo tempo nella coscienza, oppure quando lo scopo rispetto al quale essi sono mezzi è sempre più lontano: allora i mezzi, le "finalità intermedie" diventano scopi definitivi. In generale, perché sia in grado di permettere il conseguimento di qualche scopo, un mezzo deve temporaneamente dominare l’intera coscienza. Il denaro, che deve il proprio valore non a una qualità intrinseca, ma soltanto alla propria scambiabilità, è il mezzo per eccellenza; ed è un dato di fatto della società moderna che esso tende a diventare scopo in sé stesso; è una tendenza generalmente umana, dunque, quella di trasformare i mezzi in scopi: essa fonda la possibilità della trasformazione del denaro da mezzo in scopo. 


Ma il denaro diviene uno scopo in sé soltanto quando esso è garantito - dall’autorità pubblica - come mezzo di scambio; allora il valore che esso viene ad avere si svincola dal valore delle merci e diviene qualche cosa di oggettivo che sta di fronte alla coscienza del soggetto e che può ben configurarsi come uno scopo (intermedio, oppure assoluto)."


Così Georg Simmel e Francesco Ingravalle nel commento all’opera. Noi aggiungiamo soltanto che il denaro deve rimanere uno strumento, un semplice mezzo attraverso il quale conseguire cose utili o realizzare progetti che diano senso alla vita; mai può il denaro, l’accumulo di denaro, diventare uno scopo di vita o essere elevato a livello dei più alti valori ideali.



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